martedì 10 febbraio 2026
I Dieci Comandamenti del giallo secondo mons. Ronald Knox
lunedì 9 dicembre 2024
Un articolo di qualche anno fa sul Detection Club - Marco Amici su Radical Ging.
| Ingrandendo la foto di questa cena del Detection Club degli anni Trenta ci sembra di vedere al centro della tavolata proprio lui... |
Immaginiamo la Londra degli anni ’30: un gruppo di amici scrittori, dei carnefici, delle vittime e un teschio di nome Eric. La trama di un romanzo? No, la vera storia del Detection Club.
Il Detection Club fu un circolo letterario fondato nel 1930 da un gruppo di scrittori di crime e mistery inglesi, che al contrario dei circoli più famosi, si incontrava almeno tre volte l’anno per cenare insieme e discutere della crime fiction dell’epoca, consigliandosi e confidandosi, dichiarando cosa fosse meritevole di apprezzamento e cosa invece fosse oltraggioso, il tutto davanti a un buon pasto e a numerosi bicchieri di vino.
Come tutti i club, anche il Detection Club aveva un presidente, il primo fu G.K. Chesterton. Ma lo furono anche Dorothy L. Sayers e Agatha Christie (anche se decise di condividere la carica con Lord Gorell, chiedendogli di occuparsi dei discorsi e dell’interazione con il pubblico, considerate la sua famosa timidezza e paura di esporsi). A oggi il presidente è Martin Edwards, scrittore ed esperto della Golden Age of Crime Fiction, l’età dell’oro del giallo inglese, periodo che spazia dall’inizio Novecento fino ai primi anni del 1950.
Il resto qui sotto:
https://radicalging.com/2018/02/15/il-detection-club-il-circolo-del-giallo/
| Agatha Christie |
| mons. Ronald Knox |
mercoledì 4 settembre 2024
Un aforisma al giorno - "Non mi preoccupa un grosso uomo grasso... È questa storia... che voglio che finisca bene".
Ora sono in uno stato in cui mi sento un mostruoso ciarlatano, come se indossassi una maschera e fossi imbottito di cuscini, ogni volta che vedo qualcosa sul G. K. C. pubblico; mi fa male, perché anche se le opinioni che esprimo sono reali, l'immagine è terribilmente irreale rispetto alla persona reale che ha bisogno di aiuto in questo momento. Ho la stessa vanità di chiunque altro riguardo a questi successi superficiali mentre si verificano; ma non sento mai per un momento che essi influenzino la realtà del fatto che io sia completamente marcio o meno; così che qualsiasi commento pubblico sulla mia posizione religiosa sembra come un vento dall'altra parte del mondo; come se riguardasse qualcun altro - come in effetti è. Non mi preoccupa un grosso uomo grasso che appare sulle piattaforme e nelle caricature; anche quando si diletta in dibattiti su quello che io ritengo essere il giusto. Mi preoccupa ciò che è diventato un bambino a cui il padre mostrava un teatro giocattolo, e uno scolaro che nessuno ha mai sentito nominare, con il suo rimuginare su dubbi, oscurità e sogni a occhi aperti, con una coscienza grossolana così incoerente da sfiorare l'ipocrisia; e tutta la vita morbosa della mente solitaria di una persona viva con cui ho vissuto. È questa storia, che così spesso ha rischiato di finire male, che voglio che finisca bene.
Gilbert Keith Chesterton, da una lettera a mons. Ronald Knox poco prima della sua conversione al cattolicesimo, in Dudley Barker, G. K. Chesterton: A Biography, New York, Stein & Day, 1973.
sabato 24 agosto 2024
Chesterton in altre parole - Ronald Arbuthnott Knox.
Se la posterità trascurerà Chesterton, pronuncerà il giudizio non su di lui, ma su se stessa”.
Mons. Ronald Arbuthnott Knox, dal suo panegirico su Chesterton pronunciato in occasione della santa messa per il trigesimo dalla morte, nella Cattedrale di Westminster.
sabato 28 ottobre 2023
Chesterton the Prophet: Ronald Knox Remembers His Friend | mons. Ronald Knox ricorda il suo amico Chesterton pochi giorni dopo la sua morte.
Questo articolo che vi proponiamo apparve originariamente nel numero del 26 giugno 1936 di The Catholic Herald, che lo ha ripreso il 14 Giugno 2021, ottantacinquesimo anniversario della morte di Chesterton. Knox pronunciò anche il panegirico in occasione della Messa di requiem tenuta nella Cattedrale di Westminster un mese dopo la morte dell'amico giornalista. L'articolo è reperibile nel volume dei suoi Occasional Sermons.
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Per tutti gli uomini di buona volontà della mia generazione, la morte di Chesterton appare (in diversi gradi) come un'ombra del sole. La sua filosofia, o qualche sua eco, dava colore alle cose di questo mondo ed è stata la premessa di cose migliori a venire. Molti altri, come me, devono sentirsi così saturi del suo pensiero che ogni svolta della strada ci ha ricordato di lui in questi ultimi giorni, portando con sé un nuovo dolore della memoria. (Mentre eravamo seduti a pranzo dopo averlo deposto a Beaconsfield, cercavo di ricordare una sua frase sul Saracen's Head e mi sono ritrovato a rifiutare, in suo onore, un biscotto con il mio formaggio). Questo, anche nelle piccole cose; ma ci sono ricordi più profondi e un senso di perdita più profondo.
(...)
Una volta, dopo aver pranzato con degli amici, gli fu chiesto di camminare fino alla fine del giardino, dove poteva farsi vedere da un'anziana signora costretta a letto al piano di sopra, desiderosa di vedere "il grande Mr. Chesterton". Gli chiesi se potevo camminare con lui, per continuare una discussione, e lui mi disse subito: "Sì, vieni con me: puoi essere l'uomo comune". Credo che fosse sinceramente il suo pensiero, che la grandezza di Mr. Chesterton fosse una questione di "ciccia", cioè di capacità di essere un uomo comune. Certamente quel pensiero era il mio, cioè che il ruolo dell'uomo comune era facile da interpretare in una simile compagnia.
(...)
Il resto qui:
Qui l'articolo nella sua edizione originale e nella sua collocazione all'interno della pagina originale:
https://archive.catholicherald.co.uk/article/26th-june-1936/5/chesterton-the-prophet
venerdì 11 novembre 2022
Qualche cenno dall'articolo di Edward Short su padre Ian Ker.
Si tratta di uno di quei completissimi obituary che sanno narrare bene la vita e il senso delle opere della persona celebrata. In questo caso viene tinteggiata la vita e l'opera di padre Ker, che per noi chestertoniani ha una certa importanza. Ci sono moltissimi brani che vorrei proporvi (sulla sua gioventù, sulla carriera accademica, sulla conversione, su Newman...) ma sarebbe troppo lungo, per cui mi limito a due brevi cenni, lasciando a voi la lettura del resto (a proposito, se avete difficoltà con l'inglese potete usare un buon traduttore, www.deepl.com).
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| Padre Ian Ker |
Il primo riguarda una sorta di filo rosso per me ignoto: la mamma di padre Ker era Joan May Knox, figlia di un funzionario del Servizio Indiano che era cugino di primo grado di mons. Ronald Knox, amico di Chesterton e come lui convertito al cattolicesimo dall'anglicanesimo.
L'altro è il brano che segue, che ritengo molto significativo perché riguarda il rapporto tra Newman e Chesterton:
Nella sua biografia di Chesterton, P. Ker ha sostenuto in modo convincente che GKC fu il successore di Newman proprio perché condivideva la passione del convertito per la realtà, una qualità che anche Hilaire Belloc aveva individuato nel suo amico. "La verità aveva per lui", ha ricordato Belloc, "l'attrazione immediata di un appetito. Aveva fame di realtà. Ma, cosa ancora più importante, non poteva concepire se stesso se non per soddisfare questa fame [...] non era possibile per lui tenere qualcosa che valesse la pena di tenere e che non fosse collegato alla verità nel suo insieme".
Marco Sermarini
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| mons. Ronald Knox, legato da vincoli di parentela a padre Ian Ker. |
sabato 30 luglio 2022
A cento anni dalla conversione di Gilbert Keith Chesterton al cattolicesimo.
Chesterton fu accolto nella Chiesa Cattolica domenica 30 Luglio 1922, ossia esattamente cento anni fa. Oggi quindi si fa festa!
Amen.
martedì 15 giugno 2021
Chesterton the Prophet: Ronald Knox Remembers His Friend - Catholic Herald
https://catholicherald.co.uk/chesterton-the-prophet-ronald-knox-remembers-his-friend-who-died-85-years-ago-today/
mercoledì 13 maggio 2020
Arnold Lunn: la straordinaria conversione di un nemico del cattolicesimo - di Luca Fumagalli da Radio Spada

lunedì 30 dicembre 2019
Mons. Ronald Knox, il Newman del XX secolo - di Luca Fumagalli (da Radio Spada).
Nella storia recente del cattolicesimo inglese Ronald Knox (1888-1957) spicca come una delle figure sacerdotali più significative, capace di lasciare un segno profondo nelle anime di coloro che ebbero la fortuna di incontrarlo o di leggere uno dei tanti libri che pubblicò in vita. Il monsignore, al pari di Newman, fu per la sua epoca una figura paradossale, che non mancò di destare scandalo presso gli anglicani, ma che al contempo – e non senza fatica – seppe guadagnarsi la stima e l’ammirazione dei cattolici, in particolare dei membri più colti del laicato. Ancora oggi i suoi lavori migliori, dei quali solo un paio sono stati tradotti in italiano, vengono regolarmente ristampati in tutto il mondo anglosassone.
Il resto qui:
https://www.radiospada.org/2019/12/o-roma-o-niente-le-opere-e-i-giorni-di-mons-ronald-knox/?fbclid=IwAR3E7bLJgo0p-TYvuNOZDyYMEnhJj8Y9GYtR7Lrcz1vksiDFjExmk6YiEks
martedì 30 luglio 2019
Oggi, 30 Luglio 2019, sono esattamente novantasette anni che il nostro Eroe è entrato nella Chiesa Cattolica...
martedì 15 gennaio 2019
Chesterton in altre parole - Mons. Ronald Knox
La cosa più importante di Chesterton, sarebbe stato lui il primo a dirlo, la qualità più distintiva di Chesterton era una qualità che condivideva con circa trecento milioni di suoi simili. Era cattolico.sabato 17 febbraio 2018
Corpus Christi, Maiden Lane | London's Hidden Gem
Merita una visita.
http://www.corpuschristimaidenlane.org.uk/
sabato 30 dicembre 2017
Chesterton in altre parole - Ronald Knox
Chesterton in altre parole - Mons. Ronald Knox
lunedì 23 ottobre 2017
Lettere tra amici...
giovedì 12 ottobre 2017
Chesterton in altre parole - Ronald Knox
mercoledì 14 giugno 2017
Chesterton in altre parole - Mons. Ronald Knox
—Msgr. Ronald Knox
(from his panegyric on GKC)
venerdì 26 febbraio 2016
Leonardo Sciascia su Agatha Christie (ma anche su Chesterton...)
Ho letto il post tratto dal blog di Salvatore Lo Leggio e vi ho trovato un'intervista a Leonardo Sciascia fatta da Bruno Blasi sul giallo all'inglese e pubblicata su Panorama del 24 giugno 1984. C'è un giudizio di Leonardo Sciascia su Agatha Christhie e lo scrittore siciliano utilizza una citazione del suo amato Chesterton.Grazie a Salvatore Lo Leggio che non conosco ma che ci ha dato modo di apprezzare nuovamente l'affetto di Sciascia per Chesterton, di cui parlammo davvero sinteticamente in un post quasi cinque anni fa (grazie, Maria Cristina Lamanna, che mi segnalò la passione per Chesterton di questo suo illustre conterraneo mentre discutevamo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa).
Sciascia definì Chesterton «un grande scrittore cattolico».
D'altronde qui emerge pure un'altra cosa interessante, e cioè il rapporto di amicizia che univa Chesterton ad Agatha Christie, con cui fondò il famoso Detection Club e scrisse un giallo a molte, molte mani (non erano solo loro due ad esercitarsi... c'erano pure Ronald Knox, Dorothy Sayers ed altri ancora) di cui parlammo sempre in altri post (quello segnalato qui nel post narra anche il fantastico giuramento che gli accoliti di questa originale società dovevano prestare - grazie, Maria Grazia Gotti, per la segnalazione del romanzo, mi diede modo di approfondire la questione del Detection Club. In realtà scoprii questa cosa già nel 2007 (c'è un apposito post - mi piace cacofonizzare - ma si sa, le cose da fare sono sempre tante e ci vuole qualche amico che con le sue segnalazioni risvegli vecchie cose lasciate in mezzo a montagne di carte, oppure che te ne faccia sapere altre).
In questo mio post trovate diverse segnalazioni e collegamenti ad altri post. Non sono gli unici che si riferiscono ai molti personaggi qui nominati, non mi è stato possibile mettere tutto qui, per cui utilizzate il motore di ricerca interno inserendo le paroline magiche che trovate qui e vedrete quante belle cose ci sono in questo blog. Le mettiamo insieme con tanta passione e con tanto affetto, e quando qualcuno le preda (e ne segnala la fonte!) per noi sono soddisfazioni. In primis per me, che sono il più malato di tutti e che prendo ogni complimento fatto a Gilbert meglio che se fosse fatto a me.






