lunedì 3 novembre 2025
Segnalazioni di Belloc, grazie a Maria Grazia Gotti.
lunedì 30 ottobre 2023
Una segnalazione di Maria Grazia Gotti | Segnalibro. Se la religione come visione del mondo schiaccia materialismo e liberismo | Belloc pubblicato da Oaks con prefazione di Martino Cervo. Manlio Triggiani su Barbadillo.
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Nel 1929 Belloc scrisse un libro, Le due culture, ora riproposto da Oaks, casa editrice diretta da Luca Gallesi. Lo scrittore non risparmiava critiche e analisi corrosive al sistema capitalistico e liberista che nel Regno Unito imperava. E’ sorprendente pensare che in Italia fu pubblicato nel 1947 e la lettura di questo Sillabo laico, è per gran parte ancora attuale. Belloc sviluppa una forte e strutturata critica, da un’ottica conservatrice, ai valori della modernità e al materialismo, una visione completa attraverso un’analisi di parte ma puntuale della società capitalistica. Lo fa tenendo ben presenti due poli di “attacco”: le sopravvivenze (“vecchie forme di attacco le quali sono prossime ad abbandonare il terreno”) e le sopravvenienze (“nuove forme d’attacco”).
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Il resto nel collegamento qui sotto:
lunedì 23 gennaio 2023
L’offerta della settimana di @pump_street
venerdì 8 luglio 2022
Ecco l’Illustrazione Vaticana e il primo episodio di In cammino verso Roma (oggi: La via di Roma).
martedì 31 maggio 2022
Un dono inaspettato e graditissimo per la nostra balda Società.
giovedì 14 ottobre 2021
Belloc storico, popolare in Italia.
Ecco una breve carrellata di copertine di opere di carattere storico tradotte in italiano, alcune non solo edite ma pure riedite (la due edizioni differenti a cura delle Paoline di Elisabetta lo testimoniano). Vari editori: Paoline, Longanesi, Dall'Oglio, Morcelliana...
Come si vede, queste opere erano diffuse, le case editrici le ritenevano valide anche economicamente, cioè riscuotevano interesse. Anche Belloc sta tornando in libreria, forse con più fatica rispetto a Chesterton, ma l'interesse c'è. Scrisse molto, soprattutto libri, e la sua visione storica, unita alla fluidità e familiarità dello stile (leggerlo dà l'idea di ascoltarlo davanti a sé), può avere anche oggi di grande utilità nella diffusione del pensiero e del giudizio cattolico.
Marco Sermarini
lunedì 11 ottobre 2021
Ecco un'altra vecchia edizione, ma di Belloc!
Questo che vedete è un classico di Hilaire Belloc, e come vedete nel 1947 veniva pubblicato dalla Morcelliana. Belloc morì nel 1953, quindi questa ed altre pubblicazioni avvennero quando egli era ancora vivo. Considerate che il nostro amico padre Spencer Howe ha avuto modo di vedere e leggere un ampio carteggio tra Emilio Cecchi e Hilaire Belloc nel Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Cercherò di presentarvi altre opere simili, nei prossimi giorni. Confermo quanto ho già detto su Chesterton e cioè che i nostri due amici avevano ampi contatti con l'Italia, qui erano amati, stimati, tradotti e pubblicati, e interpretavano un ruolo influente nella cultura italiana. Il merito, come ho avuto più volte il piacere di rimarcare, fu di uomini come Emilio Cecchi, Gian Dauli, Don Giuseppe De Luca, Giovanni Papini, ed altri ancora che tennero viva l'attenzione sulle idee dei nostri amati ed anche sulla loro maniera di scrivere.
I giudizi di Belloc su Cromwell sono illuminanti. Pensate quante persone li avranno conosciuti. Oggi tornano in circolo, abbiamo modo di conoscerli e di guardare la storia accompagnati da essi. Il peccato è che una generazione e oltre abbia abbandonato queste conoscenze. Si vede: il politicamente corretto, le idee scialbe e all'acqua di rose la fanno da padrone nella nostra cultura cattolica, che sembra scomparsa. È indicativo che siano persone modeste a dover ritirare fuori questi uomini, piccoli asini disposti a fare questa paziente e lieta fatica. Ma l'asino è un animale che nella storia ha avuto molte soddisfazioni.
Non intendo ripetermi né stendere articolati saggi, perché questo blog ha come scopo solo quello di informarvi, di darvi elementi per conoscere meglio Chesterton ma anche Belloc e soprattutto le loro attualissime e freschissime idee, e dovrebbe servire anche a dare lo spunto ad un numero auspicabilmente sempre più ampio di giovani studiosi di scavare ed approfondire. In altre parole dovrebbe far venire l'appetito. Però vi consiglio di scavare qui dentro introducendo nel motore di ricerca i nomi che ho citato. Troverete tante cose ottime per iniziare. Scoprirete quanto grandi sono i nostri semplici e buoni eroi.
Marco Sermarini
sabato 21 novembre 2020
Una piccola anticipazione del Natale, un Natale distributista...
Ricevo dalla nostra cara Umberto Mesina, traduttrice generosa e produttiva. Lo considero un regalo di Natale anticipato per tutti coloro che voglio davvero capire cos'è il distributismo e confrontarsi con una lettura davvero seria e costruttiva.
Il distributismo vale la pena di essere costruito giorno per giorno perché la società capitalistica - e peggio ancora il misto di statalismo comunisteggiante e capitalismo che si sta costruendo ovunque anche a causa della Cina (tutto scritto tanto tempo fa dai nostri amici Chesterton e Belloc) - possono segnare esclusivamente il recesso di ogni possibile civiltà realmente libera, creativa e fondata sull'aiuto reciproco e quindi sulla vera pace di Gesù Cristo.
Marco Sermarini
Buongiorno, Presidente! Come state laggiù? Qui tutto bene.
Ho cominciato a pubblicare Economics for Helen, un pezzetto per volta.Ecco il link alla pagina:
https://initaliano.wordpress.com/traduzioni/economia-per-helen-di-hilaire-belloc/
Ogni porzione pubblicata ha uno o più collegamenti ai post.
Il post di annuncio è questo qui:
https://initaliano.wordpress.com/2020/11/14/pubblicazione-economics-for-helen-di-hilaire-belloc/
Ciao. A presto.
lunedì 16 marzo 2020
Il virus sta mettendo a nudo tanti problemi del mondo ma noi offriamo di costruire insieme un mondo diverso.
Questo virus che sta ammorbando il mondo sta mettendo in luce i problemi di questa economia capitalistica interconnessa, di questa società apparentemente libera ma in realtà incastrata a beneficio esclusivo di chi cadrà sempre in piedi.Forse questo virus ci costringerà a vivere diversamente anche dal punto di vista economico.
Ciò che stiamo vedendo è che forse presto avremo delle grandi crisi economiche, in cui i più grandi termineranno di mangiare i più piccoli. Questa visione darvinista e malthusiana non ci piace, non piaceva a Chesterton e tanto meno piace a noi. Per cui non posso che riproporre il distributismo e la sua visione.
La famiglia al centro anche economico della struttura sociale significa che ogni famiglia deve avere il diritto di mantenere una sua proprietà che sia realmente sua e un'attività economica realmente sua con cui reggersi. Il lavoro dipendente e ciò che c'è dietro (l'idea "eroica" che ci siano degli individui in grado di rischiare ed altri che non ce la facciano e commercino la propria libertà sostanziale dietro il pagamento di una retribuzione sicura legata al fatto di lavorare per conto di chi rischia) stanno distruggendo tutto, oltre che la libertà anche il valore di ciò che si produce.
Per questo motivo voglio invitarvi in questi giorni:
1) a rileggere i testi più importanti del distributismo (Lo stato servile, Economics for Helen di Belloc, Cosa c'è di sbagliato nel mondo, Il profilo della ragionevolezza ed altri ancora di Chesterton) con l'occhio alla nostra presente vita quotidiana;
2) a riprovare a fare qualcosa di distributistico: mettere su qualcosa proprio ora, da una scuola ad un negozietto di cose proprie, da una attività di stampa ad un orto... ciò che riterrete più opportuno;
3) a pensare di fare qualcosa di distributistico con altri: mettere su una cooperativa di famiglie, o di persone legate da grandi ideali, non da piccoli calcoli.
Questo solo per iniziare.
Intanto mi permetto, con l'aiuto dei miei amici, di segnalare imprese familiari o cooperative o cose simili che vogliamo sostenere con i nostri acquisti. Questo in concreto, perché il distributismo ha delle facce precise e sono molte, il capitalismo ha poche facce, il più spesso è ormai anonimo e triste.
Naturalmente queste segnalazioni sono dei consigli, non risponderemo dell'operato di altri come è ovvio, però vi inviteremo a dare un'occhiata a questi gruppi di uomini in movimento, a comprare da loro piuttosto che dai colossi che non vi faranno pagare le spese di spedizione ma... a chi giovano? Quale mondo costruiscono? Quale regno fondano?
Fatevele queste domande, ragazzi. Non sono pari a zero!!!
P.S.: per concludere voglio mettere qui due foto di un appunto che presi da un libro del mio caro amico Stratford Caldecott, che dal cielo sta spremendo la mia testa perché dica queste cose. Sono tratte da un suo bellissimo articolo, Un'educazione distributista, che trovate anche qui. Stratford ha sempre fatto un grande tifo per noi, e continua a farlo.



















