lunedì 4 novembre 2024
giovedì 1 giugno 2023
Radio Notting Hill presenta Cinque più cinque.
Lo hanno fatto i nostri giovani amici di Radio Notting Hill! 🔔🔊
https://soundcloud.com/giovani-raccontano/cinque-piu-cinque-don-camillo-e-peppone
sabato 1 maggio 2021
sabato 2 maggio 2020
Ciao babbo, parliamo di Guareschi - Chiara ed Alessandro Gnocchi ci parlano del Chesterton d'Italia.
Alessandro è un carissimo e fraterno amico, appassionato di Chesterton e soprattutto di Giovannino Guareschi. Sua figlia Chiara ha deciso di fare questa chiacchierata periodica illustrativa e divulgativa sul Chesterton d'Italia, e noi ospitiamo volentieri questa iniziativa. Qui la prima e la seconda puntata.
Sono molto interessanti!
venerdì 1 maggio 2020
venerdì 8 febbraio 2019
La "Favola di Natale" in Kazakhstan!
Oggetto: Giovannino in Kazakhstan...
domenica 30 dicembre 2018
sabato 30 giugno 2018
mercoledì 8 aprile 2015
mercoledì 24 settembre 2014
sabato 5 gennaio 2013
Padre Brown e Don Camillo a Garda con Fabio Trevisan
martedì 4 settembre 2012
Una eloquente foto dal Meeting di Rimini 2012
Mette vicini due autori che noi chestertoniani italiani consideriamo per tanti versi simili (un bel convegno degli amici dei Gruppi Chestertoniani Veronesi a Peschiera del Garda del 2003 lo mise ben in luce, trovate traccia anche sul web di una bella intervista a Paolo Gulisano, Marco Sermarini e Roberto Prisco rilasciata ad Avvenire in quell'occasione).
Poi ci mostra la allegra massa di pubblicazioni dei due autori.
E' significativo che una manifestazione come il Meeting che vanta centinaia di migliaia di partecipanti abbia una libreria enorme in cui si trova di tutto: narrativa, arte, teologia, saggi… e dedichi diversi preziosi metri ai Nostri Due Eroi.
Noi chestertoniani siamo poi molto allegri di vedere quante siano proprio quelle di Chesterton.
Bello!
venerdì 20 aprile 2012
martedì 14 febbraio 2012
lunedì 24 ottobre 2011
Fabio Trevisan recensisce La Bella Addormentata, l'ultimo libro di Gnocchi e Palmaro
giovedì 16 ottobre 2008

Luisa Vassallo e La Cucina di Don Camillo
All'interno delle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore Giovannino Guareschi, da oggi, nelle librerie, è possibile trovare un gustosissimo ricettario dal titolo: "La cucina di don Camillo" di Luisa Vassallo (edizioni Ancora - Milano).
Guareschi, a cento anni dalla sua nascita e a quaranta dalla morte è più vivo e presente che mai nel cuore di milioni di lettori e spettatori.
Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni pubbliche e private ripropongono da anni i film ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Il favore presso il pubblico, o -se si preferisce- l'audience, è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle "maschere" di Don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, allo scrittore Guareschi, autore italiano tra i più letti e conosciuti anche fuori dal nostro Paese.
Con "La cucina di don Camillo" l’imperiese Luisa Vassallo ha ritratto un “profilo gastronomico” dell’opera di Guareschi riscoprendo il "gusto" che egli eveva per le cose semplici e piccole, e facendo emergere tutta la grandezza di questo autore, ricordato spesso semplicemente come un umorista, e che è stato invece un grande scrittore, nella cui opere si dipanano due grandi saghe del novecento italiano: quella di don Camillo e Peppone, ovvero quella realtà, quel microcosmo di Mondo Piccolo, in cui si riflettono i profondi drammi civili e politici del secolo.
Il libro, intervallato da alcuni passaggi introduttivi, è diviso in due grandi sezioni: "la cucina di Giovannino Guareschi" e "la cucina di don Camillo e Peppone" e raccoglie in più di 200 pagine le gustosissime ricette citate dallo scrittore nel corso dei suoi racconti.
Frizzantino come una bottiglia di Lambrusco, appetitoso come un bel piatto di culatello, questo ricettario svela i segreti della buona cucina ma, soprattutto, ricorda che ... la vita è "buona" e val la pena gustarla!
giovedì 25 settembre 2008
NON MUOIONO NEANCHE SE LI... AMMAZZIAMO!

Hanno messo su uno spettacolo con Paolo Gulisano (altro nostro amico, che speravamo si desse all'arte tersicorea...) e con la partecipazione straordinaria di Enrico Beruschi sul Chesterton d'Italia (ossia della Bassa), Giovanni Guareschi.
La prima sarà il 2 Ottobre 2008 alle ore 21.00 a Bresso (MI), al Teatro San Giuseppe.
Conduce Paolo Gulisano.
Letture di ENRICO BERUSCHI
Musiche e "scenette" a cura di Walter Muto e Carlo Pastori.
Portate i bambini!
Il che è bello e istruttivo!
Cliccando il nostro titolo si va al sito di Carlo Pastori, dove trovate migliori delucidazioni (ma meglio di così che volete?).
mercoledì 25 giugno 2008
Un'intervista di Radio Formigoni a Paolo Gulisano su Guareschi... e un po' anche su Chesterton!
Guareschi, il Chesterton d'Italia.
lunedì 16 giugno 2008
La tourneè di Padre Boyd sta avendo un grande successo
Carissimi Chestertoniani d’ Italia,
sono reduce dall’incontro di Verona con Padre Ian Boyd di ieri domenica 15 giugno. E' stata una bellissima occasione per approfondire la conoscenza del grande Gilbert e del suo pensiero, che so dall’amico Andrea Monda e dalla viva voce di Padre Boyd che l’incontro di Roma ha avuto anche esso un grande successo con la presenza di più di 200 persone e molte altre rimaste fuori della sala della sede della Civiltà Cattolica.
Ricordiamo a tutti l’incontro di questa sera a Milano (per i dettagli vedete i post di qualche giorno fa attraverso il motore di ricerca interno) e vi assicuriamo foto e cronaca dei tre incontri.
Ricordiamo a tutti il Chesterton Day martedì 24 giugno ore 19:00 a Grottammare (AP), con la presenza di Fabio Canessa, Piero Ferracuti e Paolo Morganti.
Intervenite numerosi!
Marco Sermarini
mercoledì 7 maggio 2008
Cento anni di Giovannino Guareschi celebrati da Paolo Gulisano
Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni pubbliche e private ripropongono da anni i film del ciclo di Don Camillo, liberamente (forse anche troppo) ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Il favore presso il pubblico, o -se si preferisce- l'audience, è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle "maschere" di Don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, allo scrittore Guareschi, autore italiano tra i più letti e conosciuti anche fuori dal nostro Paese: infatti la trasposizione cinematografica ha in gran parte tradito lo spirito originario dei racconti, tanto da suscitare a suo tempo le proteste dello stesso Guareschi nei confronti dei registi e degli sceneggiatori, stemperando spesso in un tiepido irenismo quello che era un confronto onesto, leale, ma anche duro e serrato tra le ragioni dell'umanità, del buon senso, e quelle dell'ideologia, che avvelenava (e avvelena) i cuori e le menti.
L’anniversario della nascita dello scrittore, che morì quarant’anni fa, nel luglio del 1968, può e deve essere l’occasione per riscoprire Guareschi, e con lui il suo mondo letterario, un universo capace di mostrare agli uomini quanto siano belli e quanto grande sia il loro destino: basta solo che abbiano l’umiltà di aprire la loro anima al soffio eterno del Creatore. Quel soffio che corre lungo il Grande Fiume e pulisce l’aria per riempirla di invenzioni impastate di terra e di cielo come raramente capita di trovarne nella letteratura contemporanea.
C’è una religiosità profonda nelle opere di Guareschi, che affonda le radici nella formazione ricevuta da sua madre, ma anche dalla tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale e dall’internamento in un lager nazista cui fu sottoposto insieme a tutti quegli ufficiali italiani che, come lui, avevano rifiutato di servire la Repubblica Sociale di Mussolini.
In questo senso è significativa la testimonianza di don Onorio Canepa, sacerdote genovese, he ebbe a dire di Giovannino: "Fu mio compagno di prigionia nei lager nazisti. In quei giorni sventurati seppe fare più lui da solo per dieci, ventimila e più internati, che tutti noi sessantaquattro cappellani messi insieme..." Davanti all'angoscia di chi vedeva il mondo cadergli addosso, di chi lamentava che tutto era finito, morto, Guareschi affermava: no, non tutto. Dio non è morto. Lontano sia dal pessimismo cupo che dall'ottimismo stolido, la sua posizione era quella del realismo cristiano, conscio del dramma che scaturisce dalla presenza del male e del peccato nel mondo, ma certo della speranza che Cristo ha vinto, che non è morto, poiché è risorto. Con una semplicità assolutamente priva di retorica, che gli faceva scrivere, sul settimanale Candido di cuyi era direttore negli anni '50: "No, non termino dicendo:Dio è con me. Concludo esprimendo l'ardente speranza di essere io con Dio!"
Senza Gesù Cristo non si va nessuna parte: questo è il Vangelo dei semplici, il Vangelo di don Camillo.
Guareschi è certamente un grande scrittore, e nonostante la peculiarità dell'ambientazione delle sue storie, ricche degli umori e dei sapori della sua terra, è scrittore di respiro europeo, apprezzato e compreso come pochissimi altri nostri autori
C'è un ulteriore Guareschi, infine, da riscoprire: è lo scrittore che -forse più di ogni altro- ha rivolto la propria attenzione alla famiglia, tanto che si può parlare di Giovannino sia come di uno scrittore per la famiglia, ma anche di scrittore della famiglia: In tutta la sua opera c'è grande attenzione, rispetto, amore, per il rapporto tra genitori e figli, tra uomo e donna innamorati, persino tra nonni e nipoti. La casa, la terra, l'amore per la propria storia, il ricordo dei propri morti e la speranza per i propri figli sono la spina dorsale di una civiltà che Guareschi amava, cui apparteneva, che ci ha descritto con realismo e con tenerezza, e che suscita nei lettori il desiderio di preservarne il senso. Guareschi muove alla nostalgia, certamente, ma alla nostalgia di qualcosa che è bello, buono, giusto, pulito: non è sterile passatismo, è la volontà di mantenere il mondo e sè stessi quali Dio li ha fatti, segnati dal peccato originale ma destinati al bene.












