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giovedì 1 gennaio 2026

Buon Anno 2026 e buone riproposizioni!

Riproporre per il nostro Chesterton è una delle parti importanti della sua filosofia: è lui che diceva che 

C’è una legge scritta nell’oscuro Libro della Vita ed è questa: se guardi una cosa per 999 volte, puoi stare perfettamente tranquillo; se la guardi per la millesima volta corri il serio pericolo di vederla per la prima volta

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill,

E allora perché privarsi del lusso di vedere alcune sue parole per la prima volta? 

Ecco qui gli splendidi aforismi che sempre vi riproponiamo, lo faremo per mille altre volte, lo facciamo per correre anche noi il famoso felicissimo rischio di risvegliarci ancora una volta e trovarli nuovissimi...

Ancora una volta, come sempre, auguri fervidi a mio nome, della mia famiglia, dei consiglieri, della Segreteria Volante e della Società Chestertoniana Italiana intera, che spero raggiunga anche quest'anno il suo obiettivo: portare quante più persone possibile a Gesù Cristo tramite il nostro caro vecchio Gilbert, dare speranza a tutti tramite Chesterton. Sarebbe una buona scusa per provare a non andare all'inferno e di stare allegri in questo mondo.

Vostro

Marco Sermarini

Di solito faccio i miei propositi per il nuovo anno verso la fine di maggio, perché appartengo a quell'ordine superiore di esseri che non solo dimentica di mantenere le promesse, ma anche di farle. Inoltre, il mio compleanno è più o meno in quel periodo; e mi piace rinascere nel momento in cui sono nato.

Gilbert Keith Chesterton, 11 Gennaio 1913, Daily News.


L'obiettivo di un Nuovo Anno non è che abbiamo un nuovo anno. È che abbiamo una nuova anima e un naso nuovo; nuovi piedi, una nuova schiena, nuove orecchie e occhi nuovi. A meno che un particolare uomo non prenda decisioni per il Nuovo Anno, non prenderà alcuna decisione. A meno che un uomo non cominci da capo con le cose, senz'altro non farà niente di efficace. A meno che un uomo non parta con la strana ipotesi di non essere mai esistito prima, è certissimo che non esisterà mai in seguito. A meno che un uomo non nasca di nuovo, non entrerà in nessun modo nel Regno dei Cieli.

Gilbert Keith Chesterton, Lunacy and Letters, "January One".






giovedì 25 dicembre 2025

Buon Natale 2025!!!


Carissimi amici soci, simpatizzanti e simpaticoni!

(o simpaticoni e simpatizzanti, ripropongo un mio vecchio e svaporato appello e vi chiedo: che ne dite di continuare a simpatizzare sposando la SCI e pagando l'iscrizione annuale 😜👍🏽😂😂😂? Sarebbe un bellissimo regalo di Natale, in primis per voi stessi!!! Un gesto artistico ed atletico molto più di quanto immaginate! La Segreteria Volante è qui per questo!),

È arrivato pure quest'anno grazie a Dio il Santo Natale ed allora ecco gli auguri di Buono e Santo Natale a nome di tutta la Società, riproponendo, come è giusto che sia, il classico dei classici dei classici chestertoniani, la famosa lettera di GKC al Tablet di Londra in cui il Nostro Eroe parla della nostra fede in Babbo Natale.

Natale è il tempo della gratitudine ed allora torno ancora una volta a ringraziarvi della calda amicizia, ispirata dal nostro caro Gilbert, che manifestate spesso verso di noi e tra di noi, e che porta al Piccolo Grande Re Bambino che festeggiamo oggi, lieti e spumeggianti.

Il più fervido augurio che mi viene dal cuore è che il Natale ci porti sempre tanta umiltà, l'umiltà seria e composta del Bimbo, quella di chi è sinceramente innamorato (ce lo dice sempre, Gilbert...), soprattutto chi è innamorato del Bambinello! Che la Notte Santa porti a ciascuno gioia e pace e, lo voglio ripetere, pure quel sano e santo buonumore con cui torneremo a sventolare la Bandiera del Mondo e daremo battaglia al male riproponendo l'unica sana rivoluzione, la Rivoluzione Eterna, e faremo posto in questo mondo al Bambinello, che viene a riprendersi ciò che è Suo e per cui ha dato la vita; e non dimentichiamo che se Dio è venuto in questo mondo vuol dire che esso vale la pena di qualcosa di buono da parte nostra.
Quello che mi è successo è l'opposto di quello che sembra essere l'esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. E' successo in questo modo. Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono - lungi da me! 
E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano "Santa Claus" era benevolmente disposto verso di me... Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente. E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l'idea.
Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.
Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi dollari e qualche biscotto. 
Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.
Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza.
Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all'origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l'ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà. 
Gilbert Keith Chesterton, lettera a The Tablet of London. 
E alla fine ripeto ancora una volta quello che penso veramente e sinceramente (sì, amici, ci credo, insisto: lo penso davvero, e mi spiace di cuore per quelli che non lo pensano):
Personalmente è chiaro, io credo in Babbo Natale; ma è il tempo del perdono, e perdonerò gli altri che non ci credono.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie.

Auguri a tutti! Evviva il Bambinello! Evviva Gilbert! Evviva gli amici!

Marco Sermarini, presidente della SCI
e la sempreverde Segreteria Volante

domenica 5 gennaio 2025

Buon Anno! Una vecchia puntata di Un Chesterton al giorno!

Ascolta questa traccia su SoundCloud: Un Chesterton al giorno - 21 - Buon Anno! di Società Italiana!

https://on.soundcloud.com/VZxRgwhY8YJfLiKp7

domenica 29 maggio 2022

Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri al vecchio Gilbert...!



Inchinandomi con la mia cieca credulità di sempre di fronte alla mera autorità e alla tradizione dei padri, bevendomi superstiziosamente una storia che all'epoca non fui in grado di verificare di persona, sono fermamente convinto di essere nato il 29 maggio del 1874 a Campden Hill, Kensington; e di essere stato battezzato secondo il rito anglicano nella piccola chiesa di Saint George, che si trova di fronte alla torre dell'acquedotto, immensa a dominare quell'altura. Non attribuisco nessun significato al rapporto tra i due edifici; e nego sdegnosamente che la chiesa possa essere stata scelta perché era necessaria l'intera forza idrica della zona occidentale di Londra per fare di me un cristiano.


Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



A proposito di questa simpatica immagine, visto che è il compleanno del nostro eroe approfittiamo per parlarne. Si tratta di una caricatura di Strickland uscita sul numero del 21 Febbraio 1912 di Vanity Fair a corredo di un articolo intitolato Men of the Day.

La rubrica aveva acceso i suoi riflettori su uomini come Arnold Bennet, Lev Tolstoj, Rudyard Kipling, Matthew Arnold, John Stuart Mill, George Meredith, Thomas Hardy, Robert Browning, Anthony Trollope, Benjamin Disraeli, Gladstone... Tra l'altro caso vuole che di molti dei suoi "colleghi" egli si sarebbe poi interessato professionalmente. Dunque l'immagine dice del livello di popolarità e di fama raggiunta nel 1912 dal nostro caro Gilbert, che viene ritratto... come egli è: allegro, fumatore, gioviale e sbadato al punto giusto, immerso nelle sue idee che spuntano dalle tasche.

In realtà Chesterton aveva fatto capolino tra le pagine della popolare rivista britannica nel Marzo 1903, quando un anonimo recensore parlò di lui e del suo Robert Browning appena uscito.

A proposito della notazione sulla chiesa in cui fu battezzato, ecco qualche post che troverete nel blog in cui essa è nominata:

qui sotto c'è la pianta:


qui sotto il registro dove è stato annotato il battesimo del piccolo Gilbertino:


qui il testo del post del compleanno dello scorso anno (con la famosa pagina dell'Autobiografia in originale):


qui una foto che dovrei aver scattato io stesso nel 2017 durante una visita con la mia famiglia:


qui un piccolo album fotografico che gli dedicammo qualche anno fa:


qui gli auguri del 144° compleanno con i ragazzi della splendida Scuola Chesterton in pellegrinaggio (sì, in pellegrinaggio) da quelle parti (qui è casetta sua di quando era nato), con mie foto dentro e fuori la chiesa:


qui la famosa torre dell'acquedotto (ragazzi, approfittatene, è roba introvabile, la torre da mo' che l'hanno abbattuta!):


qui la torre ancora meglio:


per il 140° compleanno:


per il 141°:


e poi queste bellissime lettere di Gilbert alla moglie, dai:


Insomma, tanti auguri a Gilbert e a noi!

Marco Sermarini

sabato 15 aprile 2017

Buona 🐣 Pasqua ancora una volta!

Ho capito che un difensore è particolarmente necessario dal momento che i terrestri disprezzano la terra, che un avvocato difensore non sarebbe stato fuori luogo in quel terribile giorno in cui il sole si oscurò e l'Uomo fu rinnegato dagli uomini.

G.K. Chesterton, The defendant

domenica 5 aprile 2015

Lo sapete quello che diceva GKC, no? Perciò tanti auguri a tutti!

Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato sulla fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro.

lunedì 24 dicembre 2012

Annalisa Teggi su Tempi


Dove Dio fu senza un tetto, 

tu e io siamo a casa. 

Poesia di Natale di G. K. Chesterton

Una miriade di luci illuminano le nostre strade e soprattutto 
le nostre case in questo periodo. E dicono che è festa perché la luce 
è entrata in casa nostra. 
Abbiamo bisogno di paradossi come quelli che scriveva il signor Chesterton 
per poter guardare le cose vere con occhio strano quanto basta per continuare a meravigliarci,  
di giorno in giorno, di anno in anno. 
Tra le molte poesie sul Natale che Chesterton scrisse, questa, che riporto 
con una mia traduzione scritta per questa occasione, 
ci porta dentro quella capanna di Betlemme 
e ce la fa guardare una volta di più con occhi incuriositi: 
solo là dove Dio fu senza un tetto, tu ed io siamo a casa.

Laggiù  una madre senza posa camminava,
fuori da una locanda ancora a vagare;
nel paese in cui lei si trovò senza tetto,
tutti gli uomini sono a casa.
Quella stalla malconcia a due passi,
fatta di travi instabili e sabbia scivolosa,
divenne qualcosa di così solido da resistere e reggere
più delle pietre squadrate dell’impero di Roma.
Perché tutti gli uomini hanno nostalgia anche quando sono a casa,
e si sentono forestieri sotto il sole,
come stranieri appoggiano la testa sul cuscino
alla fine di ogni giornata.
Qui combattiamo e ardiamo d’ira,
abbiamo occasioni, onori e grandi sorprese,
ma casa nostra è là sotto quel cielo di miracoli
in cui cominciò la storia di Natale.
Un bambino in una misera stalla,
con le bestie a scaldarlo ruminando;
solo là, dove Lui fu senza un tetto,
tu ed io siamo a casa.
Abbiamo mani all’opera e teste capaci,
ma i nostri cuori si sono persi – molto tempo fa!
In un luogo che nessuna carta o nave può indicarci
sotto la volta del cielo.
Questo mondo è selvaggio come raccontano le favole antiche,
e anche le cose ovvie sono strane,
basta la terra e basta l’aria
per suscitare la nostra meraviglia e le nostre guerre;
Ma il nostro riposo è lontano quanto il soffio di un drago
e troviamo pace solo in quelle cose impossibili,
in quei battiti d’ala fragorosi e fantastici
che volarono attorno a quella stella incredibile.
Di notte presso una capanna all’aperto
giungeranno infine tutti gli uomini,
in un luogo che è più antico dell’Eden
e  che alto si leva oltre la grandezza di Roma.
Giungeranno fino alla fine del viaggio di una stella cometa,
fino a scorgere cose impossibili che tuttavia ci sono,
fino al  luogo dove Dio fu senza un tetto
e dove tutti gli uomini sono a casa.


Leggi di Più: Chesterton, poesia di Natale | Tempi.it 
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Un altro modo per dirvi Buon Natale

Questa canzone natalizia l'ha scritta Frances Blogg in Chesterton, moglie di Gilbert.
Il titolo è "How far is it to Bethlehem", la musica è quella di una canzone tradizionale inglese.

Il video, fatto da un'amica della Società Chestertoniana Americana, rappresenta bene come si volevano bene Gilbert e Frances e quanto fosse importante Gesù Bambino nella loro vita (facevano ogni anno un'epica festa a casa loro per tutti i bambini di Beaconsfield, tra l'altro, e Gilbert faceva dei numeri pazzeschi e i bambini non volevano tornare più a casa...).

Che questo affetto ci appartenga!

Buon Natale, carissimi amici.



Carissimi Amici, Soci e Simpatizzanti,

voglio farvi gli auguri di Buono e Santo Natale, e voglio farveli a nome di tutta la Società con un breve brano suggeritomi dall'amico americano Spencer Howe (Spencer e Angelo Bottone sono gli unici soci che vantano la doppia appartenenza, il primo alla Società Americana e a quella Italiana, il secondo a quella Irlandese ed Italiana).

E' una lettera di GKC al Tablet di Londra in cui si parla della sua (e anche mia!) provata e giustificata fede in Babbo Natale.

E' l'occasione per ringraziarvi di tutto, della vostra amicizia, dell'amicizia che ci scambiamo e condividiamo sotto l'ala protettrice del nostro caro Gilbert, quell'amicizia che punta sempre all'Obiettivo che festeggiamo in questa splendida festa. L'anno che viene è gravido di belle cose, tra cui (lo preannunciamo si da ora! Tenersi liberi!) un bel convegno a Roma in Marzo con gli amici della Società Chestertoniana Americana ed il gemellaggio tra la Chesterton Academy di St. Paul, Minnesota e la Scuola Libera "G. K. Chesterton" di San Benedetto del Tronto, opere educative che si ispirano nel nome ma soprattutto nello spirito al grande Gilbert.

Che il Natale ci ispiri sentimenti di gioia e di bellezza e quel sano buonumore necessario a far sventolare la Bandiera del Mondo come voleva Gilbert (vedi Ortodossia), perché se Dio è venuto in questo mondo a farsi Uomo, vuol dire che questo mondo può essere amato e noi dobbiamo lottare perché somigli sempre più a Chi l'ha fatto.

«Quello che mi è successo è l'opposto di quello che sembra essere l'esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. E' successo in questo modo. Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono - lungi da me! 
E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano "Santa Claus" era benevolmente disposto verso di me... Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente. E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l'idea.
Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.
Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi dollari e qualche biscotto. 
Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.
Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza.
Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all'origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l'ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà».

Gilbert Keith Chesterton, lettera a The Tablet of London

Auguri a tutti! Evviva Gesù! Evviva Gilbert!

Marco Sermarini, presidente SCI
&
La Segreteria Volante

domenica 9 dicembre 2012

Un aforisma al giorno - Su Babbo Natale (thanks, Spencer!)!


"Quello che mi è successo è l'opposto di quello che sembra essere l'esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. E' successo in questo modo. "Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono - lungi da me! 
"E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano 'Santa Claus' era benevolmente disposto verso di me... Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente. E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l'idea.
"Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.
"Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi dollari e qualche biscotto. 
Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.
Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza.
Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all'origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l'ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà".

Gilbert Keith Chesterton, lettera a The Tablet of London

giovedì 19 aprile 2012

Oggi è il 19 Aprile 2012 per cui...

... fanno sette anni esatti dall'elezione al Soglio di Pietro di Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI.
Che dire, se non grazie, mille volte grazie a Dio che ce l'ha dato?

giovedì 5 aprile 2012

Auguri di Buona Pasqua... plurimi!

Gloria Garafulich Grabois, nostra cara amica e segretaria del G. K. Chesterton Institute for Faith and Culture, ci ha inviato gli auguri di Buona Pasqua che vedete, ma li facciamo nostri perché si tratta di due bellissime cose.

La prima è la poesia The Convert, scritta da Chesterton in occasione della sua conversione al cattolicesimo nel 1922 (quest'anno in Giugno ne ricorrono i novanta anni): è quella che termina dicendo: "... il mio nome è Lazzaro e io sono vivo".

La seconda è un articolo comparso nel 1936 sul G. K.'s Weekly e riguarda la Resurrezione di Nostro Signore.

Buona lettura e Buona Pasqua a tutti!



martedì 3 gennaio 2012

Matteo Foppa Pedretti ritorna su Melloni (ragazzi, siamo forti! E' come se ci avessero toccato babbo, vero?) e ci segnala anche Luca Negri. Grazie!

Invio il link (http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/27/Che_superstizione_divorzio_provocazione_anti_co_9_111227047.shtml )all’articolo “Che superstizione il divorzio: la provocazione anti – laica di Chesterton) di Alberto Melloni, firma di “peso” del Corrierone, molto critico sul valore del Nostro, e molto puntuto sulla moda della polemica “antimoderna” di cui Chesterton sarebbe stato trasformato in un eroe….

Invio inoltre, da L’Occidentale (http://www.loccidentale.it/node/112308) un bell’articolo di Luca Negri “Regalo di Natale Chesterton, il Santa Claus con la penna in mano che creò l'"uomo vivo"” che in parte risponde a Melloni, e che istituisce uno spettacolare legame tra GKC e Santa Claus (oh oh oh…)

Tanti cari auguri per un felice e fruttuoso 2012

Matteo Foppa Pedretti

venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natale a tutti!

Cari Amici,

voglio fare a tutti i lettori del blog, soci ed amici, i più cari auguri di Buon Natale.
Questa festa bellissima ci colga desti come i pastorelli, pronti ad accogliere Gesù che arriva nella nostra vita.
Dopo un anno denso di cose belle (il tour di padre Ian Boyd, il Meeting di Rimini col Cavallo Bianco, St. Vincent, la Chesterton Review in edizione italiana che ci ha visti protagonisti impegnatissimi e in movimento) non possiamo che ringraziare Nostro Signore per queste cose belle.

L'augurio è che Chesterton sia sempre più presente nelle nostre letture non solo per diletto ma per cambiare le nostre vite.

Vi saluto di tutto cuore, anche a nome di tutti i chestertoniani italiani.

L'Uomo Vivo

giovedì 24 novembre 2011

Strenna natalizia a cura del Centro Missionario Francescano (sotto la protezione di fra Roberto Brunelli o Brownelli o Patriota Cosmico)

Carissimi amici chestertoniani,
anche quest'anno vi proponiamo una fantasmagorica idea regalo, dopo la passata edizione speciale di Ortodossia e la calda raccolta de “La Nonna del Drago”.

Il libro prodotto questo Natale per aiutare il Centro Missionario Francescano è “Una preghiera al giorno toglie il diavolo di torno” (384 pagine formato 12x16).
Il volumetto, dal titolo giocondo ma sincero, contiene ciò che promette, cioè 365 preghiere, una per ogni giorno dell'anno. Ogni pagina, insieme a una bellissima preghiera, composta da un santo famoso o da una casalinga sconosciuta, contiene anche un aforisma fulminante, anch'esso di un santo o di qualche autore famoso (inutile dite che lo scrittore più citato è GKC). La copertina del testo (realizzata dalla famosa Suor Maria Rosa Guerrini) e tutto il suo interno sono sfogliabili qui:http://issuu.com/chesterton/docs/unapreghieraalgiornoperweb



Il costo del pacco dono?
10 libri: 60 € spedizione compresa
20 libri: 110 € spedizione compresa
50 libri: 200 € spedizione compresa

I libri sono quasi pronti e fra Roberto Brunelli (Brownelli o Patriota Cosmico) fra pochi giorni potrà già spedirveli. 

Per ordini, contatti e pagamenti fate riferimento direttamente a lui: laperlapreziosa@libero.it – 333 4165150.

lunedì 19 aprile 2010

Oggi sono cinque anni che abbiamo Papa Benedetto XVI


...e i chestertoniani ne sono entusiasti!

Grazie, Santità. Noi siamo con Lei e preghiamo il Signore perché La sostenga sempre.

domenica 4 aprile 2010

Ricordiamoci, oggi che è Pasqua, che Gesù ha detto questo:

"Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!".

venerdì 1 gennaio 2010

Cari Chestertoniani d'Italia e del mondo, ecco gli auguri di Papa Benedetto che sono pure i nostri!

"Vi auguro che l’amicizia di Nostro Signore Gesù Cristo vi accompagni ogni giorno di questo anno che sta per iniziare. Possa questa amicizia di Cristo essere nostra luce e guida, aiutandoci ad essere uomini di pace, della sua pace. Buon anno a tutti voi!".

Papa Benedetto XVI, udienza generale del 30 Dicembre 2009