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giovedì 14 luglio 2022

Gilbert Keith Chesterton, The Crime of the Communist - Dagli archivi della Distributist Review.

The newspapers never say anything about the danger of Bolshevism. To some this statement may seem a little strange; to some it may occur that they have, from time to time, seen some mention of the matter in our journalism. But they are wrong and the statement is right. Not a word of warning about the evil of Bolshevist propaganda has ever appeared in the English press; because the pressmen are quite incapable of understanding what the evil of it is.


Il resto nel collegamento che segue:

https://distributistreview.com/archive/crime-communist


sabato 10 novembre 2018

A proposito del G. K.’s Weekly

Le lettere al direttore provenivano da scrittori famosi come Marshall McLuhan (ben prima della sua successiva fama), Owen Barfield, H.G. Wells, e il dottor Oscar Levy, uno dei primi traduttori inglesi di Nietzsche. Forse il fatto più interessante è che Chesterton pubblicò il primo saggio di uno scrittore di nome E.A. Blair, che sarebbe diventato più noto come George Orwell.

Dale Ahlquist, The Distributist Review, Chesterton's Scrapbook, 26 Giugno 2010.

venerdì 15 dicembre 2017

Posts from The Distributist Review for 12/15/2017

The week in review
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The Lost Condemnations of Capitalism

The Lost Condemnations of Communism of Vatican II make clear that communism is opposed to Catholic faith and morals, but so is capitalism.

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Globalization Must Not Be a New Form of Colonialism

Years ago, St. John Paul II critiqued the economics of globalization, and raised serious ethical questions about the way it is implemented.

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The High Costs of Low Prices

Today we are obsessed by the desire to keep prices down. Nevertheless, the cult of minimum prices can have some nasty consequences.

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Towards Nazareth

And now, O Jesus of Nazareth, I wonder and wonder again whether in going away from these home-crafts we did not go from Our Father into a far country...

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venerdì 8 dicembre 2017

La Distributist Review in pillole l’8 Dicembre 2017


The week in review
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Collusion of Big Business and Big Government

A standard critique of capitalism, going back to Chesterton and Belloc, is that it creates a collusion between Big Government and Big Business.

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Hurricane or No Hurricane—Why Don't They Just Go To Work?

After the massive floods in Texas caused by Hurricane Harvey, even the harshest judge of the poor could hardly ask, "Why don't they work?"

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Dorothy Day's Cross

Dorothy Day: "To become a Catholic meant for me to give up a mate with whom I was much in love. I chose God and I lost Forster."

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giovedì 31 agosto 2017

G. K. Chesterton, Come non farlo - G. K.'s Weekly, 16 Maggio 1935

G.K. Chesterton
COME NON FARLO
G.K's Weekly, 16 maggio 1935
(Traduzione di Umberta Mesina)

Ci sono due modi riconosciuti per discutere con un Comunista; e sono sbagliati tutti e due. C'è anche un terzo modo che è giusto ma non è riconosciuto. Ora, io ho l'idea che, per un motivo o per l'altro, una parte notevole del nostro tempo sarà presto impegnata a discutere coi Comunisti. E mi piacerebbe accennare sia pure a grandi linee questa mia idea riguardo al modo giusto di farlo.
Curiosamente, i due modi più comuni di contraddire il Comunismo si contraddicono l'un l'altro. Il primo consiste nell'accusare il Bolscevico di ogni vizio. Il secondo, curiosamente, consiste nell'accusarlo di ogni virtù. Praticamente consiste nel contrapporre tutti i nostri vizi alle sue virtù; o supposte virtù. Questo è di gran lunga il più pericoloso dei due espedienti, perfino suicida; ma la sua natura richiede qualche spiegazione.
Il primo metodo comune, o convenzionale, perlomeno è abbastanza semplice. Il capitalista dice al Comunista: "Tu non entrerai in casa mia, perché so che le appiccheresti il fuoco; non parlerai alla mia famiglia, perché so che li faresti saltare in aria; sei un volgare ladro e assassino e io sono una persona altamente rispettabile e morale; e non come questo russo". Ora, a me non piace parlar così a un Bolscevico; perché non mi piacerebbe parlar così a uno scassinatore. È farisaico; e i farisei sono per i cristiani un nemico assai più antico dei marxisti. Ma comunque preferisco questo all'altro metodo, che trovo anche troppo diffuso tra coloro che affermano di difendere la proprietà o l'individualismo contro l'eresia marxista. Esso consiste in realtà nel dire al Comunista che è un idealista, o in altre parole che deve per forza aver torto per il fatto che ha degli ideali. In questo secondo caso, il Capitalista dice al Comunista: "Tu credi in un sacco di bubbole a proposito della fratellanza tra gli uomini; ma io, come uomo concreto, ti dico che ogni uomo vuole metter le mani su più che gli è possibile a proprio vantaggio, e negli affari schiaccerà perfino suo fratello se appena potrà. Ogni uomo deve obbedire a questo istinto di cupidigia". (Ho letto queste precise parole di recente in un attacco alla teoria bolscevica.) "Non puoi far funzionare le cose senza l'intrapresa privata; e non puoi produrre intrapresa privata senza allettarla o ricompensarla con lo scintillio della proprietà privata". 
Le persone usano contro il Comunismo questi argomenti, come se fossero i soli argomenti contro il Comunismo; e poi si sorprendono che un gran numero di persone più giovani e appassionate diventino comuniste. Non sembrano vedere che, per questi giovani, il Capitalista in questione pare solo che stia dicendo: "Io sono un vecchio avido furfante e ti proibisco di essere qualcosa di diverso". 
Ebbene, il vero, pieno e decisivo argomento contro il Comunismo è che la proprietà privata è molto più importante dell'intrapresa privata. Un borsaiolo rappresenta un'intrapresa privata, ma ci sarebbe difficile affermare che sia un sostenitore della proprietà privata. La proprietà privata non è un allettamento che esiste a vantaggio dell'intrapresa privata. Al contrario, l'intrapresa privata è semplicemente uno strumento o un'arma che a volte può essere utile per difendere la proprietà privata. Ed è necessario difendere la proprietà privata; semplicemente perché l'altro suo nome è libertà. Da un lato, non si tratta di una pura e semplice rispettabilità convenzionale; al contrario, l'uomo che ha una qualche proprietà e privatezza è il solo che può vivere liberamente la propriavita. 
Dall'altro lato, non si tratta di puro e semplice permesso di commerciare, tanto meno del permesso di barare; al contrario, tutta l'importanza della proprietà sta nel fatto che solo in essa può essere nutrito naturalmente il sentimento dell'onore. Ci vorrebbe un po' di spazio per spiegarlo, e potrebbe volerci un po' di tempo per spiegarlo al Comunista. Ma perlomeno il Comunista ascolterebbe un po' più a lungo questo che non un tale che si vantasse solo delle proprie virtù o un tizio che si vantasse semplicemente dell'avidità.  


Sul distrbutismo:

G. K. Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo, Rubbettino, 2011 - 2016

G. K. Chesterton, Il profilo della ragionevolezza, Lindau

Hilaire Belloc, Lo stato servile, Liberilibri, 1993,

ed altro ancora!

Da acquistare rigorosamente su www.pumpstreet.it l'unico negozio distributista online al mondo. Già questo basterebbe...

lunedì 13 giugno 2016

Da I nuovi secoli bui (traduzione di Umberta Mesina)

(…) In breve, credo che siamo giunti al tempo in cui la famiglia sarà chiamata a sostenere la parte che anticamente fu del monastero. Vale a dire, si ritireranno in essa non soltanto le virtù caratteristiche che sono sue proprie, ma i mestieri e le pratiche creative che un tempo appartennero a ogni sorta di altre persone. Negli antichi secoli bui, era impossibile convincere i capi feudali che aveva più valore coltivare erbe medicinali in un piccolo giardino che devastare una provincia dell'impero; che era meglio decorare l'angolo di un manoscritto con foglia d'oro piuttosto che accumulare tesori e indossare corone d'oro. Quelli erano uomini d'azione; erano energici; erano pieni di forza e vigore, di esuberanza ed ener­gia. In altre parole, erano sordi e ciechi e in parte folli, e piuttosto simili a milionari americani. E siccome erano uomini d'azione, e uomini del tempo, tutto ciò che fecero è svanito dalla terra come vapore; e nulla rimane di tutto quel periodo se non le piccole immagini e i piccoli giardini fatti dai piccoli monaci gingilloni. Come niente avrebbe convinto uno degli antichi barbari che un erbario o un messale potesse essere più importante di un trionfo e di uno strascico di schiavi, così niente potrebbe convincere uno dei nuovi barbari che un gioco di nascondino possa essere più educativo di un torneo di tennis a Wimbledon o che una tradizione locale raccontata da una vecchia balia possa essere più storica di un discorso imperiale a Wembley. Il vero carattere nazionale dovrà rimanere per un po' di tempo un carattere domestico. Come la religione anticamente andò in ritirata, così il patriottismo deve ritirarsi nella vita privata. Questo non significa che sarà meno potente; alla fine può essere più potente, proprio come i monasteri divennero enormemente potenti. Ma è ritirandoci in questi forti che possiamo restare in vita e fiaccare l'invasione; è accampandoci su queste isole che possiamo attendere l'abbassarsi della marea. Proprio come nei secoli bui il mondo di fuori fu abbandonato alla vanagloria della pura e semplice rivalità e violenza, così in quest'epoca passeggera il mondo sarà abbandonato alla volgarità e a mode gregarie e a ogni sorta di frivolezza. È come il Diluvio; e non solo perché è instabile come l'acqua. Noè aveva una casa galleggiante che sembra aver contenuto molte altre cose oltre ai comuni animali domestici. E molti uccelli selvatici dal piumaggio esotico e molte bestie selvatiche di una fantasia quasi da favola, molte arti considerate pagane e scienze considerate razionaliste possono venire in tempi così tempestosi ad appollaiarsi o a fare la tana al riparo del convento o del focolare.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.'S WEEKLY, 21 MAGGIO 1927

venerdì 22 aprile 2016

Rod Dreher continua a parlare della Scuola Chesterton partendo da Chesterton.

Rod Dreher
Rod Dreher, il blogger americano che abbiamo incontrato negli scorsi mesi ed il cui blog riceve una milionata di visite al giorno, ha preso in grande simpatia la Scuola Chesterton di San Benedetto del Tronto (che vede il nostro presidente Marco Sermarini tra i fondatori) e i Monaci di Norcia.

Ieri ha letto, nella Distributist Review del nostro amico Richard Aleman, un interessante articolo di Chesterton del 1927 che vorremmo tradurre e farvi leggere. Il titolo è The New Dark Ages, uscì sul G. K.'s Weekly il 21 Maggio 1927. L'Età Oscura di cui Chesterton parla è quella tra la caduta dell'Impero Romano e la rinascita del Medioevo, ed è proprio a pennello con la tesi di Rod Dreher meglio nota come Benedict Option (o - in italiano, che non fa mai male - Opzione Benedetto). Rod ritiene che la Scuola Chesterton e i Monaci di Norcia siano le espressioni più mature della Benedict Option. In questo articolo si fa cenno particolarmente alla Scuola.

È tutto in inglese, abbiate pazienza se farete qualche difficoltà, ma vi consigliamo caldamente di leggere Chesterton, è così vicino ai motivi che hanno mosso i chestertoniani di San Benedetto del Tronto e che stanno muovendo decine di persone in Italia.

Qui sotto l'articolo di Rod, che ringraziamo:

Richard Aleman

E qui l'articolo di Chesterton preso dalla Distributist Review, che è una fonte inesausta di cose belle e che ispirano a fare e a costruire positivamente la Chiesa Cattolica qui ed ora (per queste segnalazioni ringraziamo Richard Aleman):