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venerdì 22 agosto 2025

G. K. Chesterton, personaggio illustre inglese, “bloccato” a Chattanooga, condivide gli ideali dei “Giovani Confederati” | Dal Chattanooga News del 4 febbraio 1931. Traduzione e note di Marco Sermarini ©.



Questo articolo è tratto dal quotidiano americano The Chattanooga News, di mercoledì 4 febbraio 1931, edizione della sera (sì, sera, perché una volta alcuni quotidiani uscivano la sera ed altri avevano anche edizioni della sera oltre quella del mattino -- oggi stanno tutti per chiudere, più o meno...). 

Me lo ha passato un caro amico, che ringrazio.

Riguarda il nostro eroe che si era recato in uno dei suoi viaggi negli Stati Uniti, ove fece tappa anche a Chattanooga, Tennessee, dove incontrò il sagace giornalista che ci ha lasciato un interessantissimo resoconto delle idee che Chesterton ammanniva a piene mani. Un Chesterton ruralista, perché distributista, che trovò compagni di strada anche nel Midwest osando parlare di cose quasi proibite (giovani confederati, sudisti, agraristi, antiindustriali...). Un Chesterton che ci piace sempre di più proprio perché sempre rivoluzionario e sempre diretto verso la Verità.

Ritengo che non sussista più alcun problema di diritti d'autore (ho fatto delle ricerche in proposito), ma se si facesse vivo qualcuno che vanti diritti sull'articolo, rimuoverò lo stesso senza discussioni. La traduzione è mia, come pure le note ©.

Marco Sermarini

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Gilbert K. Chesterton, il grande letterato inglese, è affascinante nella vita reale quanto nei suoi scritti. Si rimane semplicemente conquistati dalla sua meravigliosa personalità.

È una persona fisicamente imponente, sembra alto più di un metro e ottanta e probabilmente supera i 90 chili. Non c'è nulla nel suo aspetto che indichi piccolezza.

Ciò che colpisce più di ogni altra cosa è il suo perfetto stile da gentiluomo inglese, fin dalla prima stretta di mano. Le sue allegre risate di tanto in tanto, insieme alle sue brillanti battute, fanno sembrare tutto il resto insignificante.

Ciò che colpisce più di ogni altra cosa è il suo perfetto stile da gentiluomo inglese, fin dalla prima stretta di mano. Le sue allegre risate di tanto in tanto, insieme alle sue brillanti battute, fanno sembrare tutto il resto insignificante.

Dice con una risatina che ritiene il proibizionismo immorale e non cristiano, e poi sostiene che questo è vero perché Maometto era un proibizionista e Gesù no, e che le persone dovrebbero poter decidere da sole la propria dieta e prendersi cura della propria salute.

Il signor Chesterton concorda con gli autori di “I Take My Stand”(1), che aveva appena finito di leggere quando è stato chiamato per un'intervista mercoledì mattina. Sta anche leggendo “John Brown's Body”. Concorda in linea di massima con i giovani sudisti e ritiene che il ritorno alle fattorie sia la grande soluzione alla situazione industriale che il mondo si trova ad affrontare oggi.

Questo tipico gentiluomo inglese sembrava un personaggio di un romanzo inglese d'altri tempi quando mercoledì mattina è uscito dall'ascensore del Read House nell'atmosfera moderna della hall. Aveva i capelli lunghi pettinati all'indietro e brizzolati, così come i baffi folti e le sopracciglia pesanti.

Indossa un cappello “Whoopee”.

Con un bastone in una mano e nell'altra il suo tipico cappello inglese di feltro nero, risvoltato su entrambi i lati, simile ai moderni cappelli “whoopee” indossati dai ragazzi dei college americani (2), indossa sulle spalle un lungo mantello inglese da cui pende uno più corto, forse dello stesso tipo indossato da Sir Walter Raleigh quando incontrò la regina Elisabetta nel XVI secolo. Indossava un abito da cerimonia e sul naso aveva un paio di occhiali quasi in miniatura, con montatura dorata, che in qualche modo sminuivano i suoi gentili occhi grigi, ma aggiungevano un tocco di originalità al suo aspetto.

Seduto su una delle poltrone imbottite della hall, ha preso una sigaretta dal pacchetto e prima ancora di portarla alle labbra, un facchino gli si è avvicinato con un fiammifero acceso. Sembrava che una bella pipa antica in schiuma di mare, diventata marrone con il tempo, si sarebbe adattata meglio all'immagine.

“Le dispiace se fumo, o vuole una sigaretta?”, chiese il gentiluomo cortese, e chi avrebbe potuto rifiutare una sigaretta dal pacchetto di G. K. Chesterton?

«È molto divertente essere bloccati nella vostra interessante e storica città, molto meglio che essere bloccati in un posto come, diciamo, Pittsburgh», commentò, concludendo la frase con una risata cordiale. «Ho appena letto “I Take My Stand” di quegli interessanti giovani scrittori del sud, e sono d'accordo con il contenuto generale», aggiunse.

Sostiene il ruralismo.

Sostiene l'uso dell'aratro piuttosto che della macchina a vapore, che secondo lui «è già fuori uso». «È l'industrialismo ad essere antiquato e fuori uso più del ruralismo».

Nel Midwest, Chesterton ha affermato di aver trovato ogni sorta di “uomini d'affari comuni che parlavano apertamente” proprio di questa idea. “Questi uomini”, ha aggiunto con la sua caratteristica risatina, "non appartenevano alla vecchia stirpe del Sud né erano membri del Ku Klux Klan. Ci sono uomini d'affari a Chicago e New York che dicono più o meno la stessa cosa. Insisterò nella mia posizione a favore della vita semplice. Se lo dicono i produttori, è naturale che lo dicano anche i tradizionalisti agricoli".

Ha poi iniziato a parlare di “John Brown's Body” di Benet (3), descrivendolo come un'opera epica irregolare, che tratta della guerra tra il nord e il sud, che assume un normale punto di vista nordista, ma allo stesso tempo un atteggiamento rispettoso nei confronti di Jefferson Davis (4). Ha fatto riferimento al finale allegorico che descrive il corpo di John Brown che vive nelle macchine e nei grattacieli del nord. “Ma anche il poeta non pensa che il corpo di John Brown stia bene tra le ruote e i grattacieli ed era in qualche modo filo-nordista”, ha continuato Chesterton. "Non dice se sia un bene o un male, ma si limita a descrivere la situazione così com'è".

Il corpo di John Brown.

“È l'anima di John Brown che giace in decomposizione nella tomba, e non il suo corpo che continua a marciare sempre più nei centri settentrionali, bloccando le strade di New York e Chicago con le automobili”.

“Questa situazione industriale non è facile da risolvere”, ha osservato Chesterton. "L'Inghilterra ha permesso a se stessa di diventare praticamente interamente industriale. Abbiamo permesso che la nostra agricoltura andasse in rovina". Ha detto che l'Inghilterra è un buon esempio di quanto sia poco saggio allontanarsi dalle cose fondamentali e naturali della vita.

"Abbiamo detto che saremmo diventati l'officina del mondo e che non ci saremmo preoccupati del cibo. Pensavamo di poter ottenere cibo ovunque con la più grande marina militare del mondo e così abbiamo continuato a costruire macchine e ad affidarci alle macchine.

“Improvvisamente, un bel giorno, fu inventata una nuova macchina chiamata aeroplano, che cambiò radicalmente l'importanza delle marine nel mondo”, ha continuato.

L'Inghilterra ha rifiutato di ascoltare il consiglio dei saggi leader che la esortavano a rimanere fedele ai vecchi villaggi inglesi e alla vita di campagna, le cose più inglesi di tutte, e si è allontanata ancora di più dall'America, ha sostenuto Chesterton.

Dice che è un sussidio esterno.

La situazione industriale ha portato il mondo a un punto morto e non resta che aspettare e vedere quale sarà l'esito, ritiene Chesterton. Egli pensa inoltre che ci sarà sempre una forma o l'altra di sussidio di disoccupazione nei paesi in cui regnano la disperazione e l'angoscia, altrimenti moltissime persone giacerebbero morte per strada. L'America ha tutti i tipi di agenzie caritative organizzate che distribuiscono aiuti e sta improvvisando ogni tipo di mezzo per evitare il risultato finale, secondo l'opinione del signor Chesterton.

La gente era felice ai tempi dell'Impero Romano, ha commentato, quando l'imperatore distribuiva grano ogni giorno. “Le masse erano felici se avevano pane e giochi circensi. Oggi le cose non sono molto diverse”.

L'intera conversazione ruotava attorno all'idea che le masse tornassero in campagna, dando più importanza all'agricoltura e meno all'industria. Questa potrebbe essere la soluzione alle condizioni attuali, secondo lui.

Il signor Chesterton si trova in questo Paese per studiare il popolo americano e le condizioni di vita per i principali quotidiani e riviste inglesi. Sua moglie si è ammalata sul treno mentre attraversava Chattanooga alcuni giorni fa e da allora lui è rimasto qui. Ha elogiato molto l'ospedale di Erlanger, dove è ricoverata la signora Chesterton, dichiarando che il servizio è stato eccellente e il personale meravigliosamente gentile con la signora Chesterton.

Ad accompagnarli c'è l'affascinante segretaria del signor Chesterton, la signorina Collins, che si occupa di tutti i suoi appuntamenti e di altre questioni di lavoro.

Il signor Chesterton ha salutato con un inchino al termine dell'intervista, dicendo che stava andando in ospedale a trovare la signora Chesterton e aggiungendo che le sue condizioni erano molto migliorate.

L'articolo è rinvenibile qui:

https://www.jimhenry.conlang.org/etext/gkcchatt.htm


(1) Il titolo del volume in realtà era "I'll Take My Stand", una collezione di saggi del 1930, ancora oggi reperibile in commercio, scritti e collazionati dai cosiddetti Southern Agrarians (noti anche come Vanderbilt Agrarians o Nashville Agrarians, perché comunque gravitanti attorno alla Vanderbilt University di Nashville), dodici scrittori e poeti americani tutti originari degli Stati del sud, che si unirono per pubblicare questo manifesto del ruralismo (Donald Davidson, John Gould Fletcher, Henry Blue Kline Lyle H. Lanier Andrew Nelson Lytle, Herman Clarence Nixon Frank Lawrence Owsley, John Crowe Ransom, Allen Tate, John Donald Wade, Robert Penn Warren, Stark Young).

(2) Si trattava di un cappello dalla strana foggia, ricavato da uno di forma più seria ritagliando i bordi ed applicandovi delle spille; era molto in voga negli anni Venti e Trenta tra i giovani iscritti ai college americani. Probabilmente Chesterton non indossava il cappello ritratto nella foto sotto, bensì un Fedora (era abituato ad indossare questo tipo di cappelli) di dimensioni particolarmente contenute.

(3) Il riferimento è alla poesia trasposta anche musicalmente, scritta da Stephen Vincent Benét, che parla dell'attivista abolizionista della schiavitù John Brown. La canzone è famosa e ne esistono anche versioni tradotte in lingua italiana, una delle quali fu cantata da Milva.

(4) Jefferson Davis (1808 - 1889) - Primo ed unico presidente sudista, cioè degli Stati Confederati d'America.



il famoso Whoopee Cap


venerdì 17 febbraio 2023

Un'originale lettura "nuziale" dell'opera di Chesterton | Fabio Trevisan su Ricognizioni.

Con questo terzo volume, Chesterton, una Sinfonia per quattro voci (Edizioni Vita e Pensiero, 2022, € 24,00), Giuseppe Colombo, professore di filosofia all’Università Cattolica e coordinatore scientifico del Progetto “Filosofia ed esperienza religiosa”, completa il Trittico nuziale. Legami d’amore per un disegno di civiltà iniziato con Romeo e Giulietta: gli sposi di Verona (2020) e proseguito con I promessi sposi e il pane del perdono (2021). Come sottolineato nella prefazione, l’autore ha inteso offrire una lettura “sapienziale” fuori dagli schemi della storia della letteratura, della filologia, della psicologia, della sociologia per cercare di penetrare i testi per estrarre, secondo la maieutica socratica, quelle verità che danno ossigeno alla mente e al cuore.

Le opere del Trittico, come ha affermato Colombo, rispondono a due domande capitali: “Qual è la consistenza dell’uomo?” e “A quale profondità la ricostruzione dell’umano deve cominciare?”. A questi interrogativi, seppur sovente con un linguaggio indiretto, allusivo o allegorico, hanno saputo rispondere in tempi e circostanze diverse Shakespeare, Manzoni e Chesterton, che, secondo Colombo, hanno sciolto l’enigma dell’uomo rivelandone la consistenza in Gesù Cristo e quindi riponendo l’opera di salvezza e di restaurazione dell’umano nella relazione vitale con Dio, con gli altri e con sé stessi.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.ricognizioni.it/una-originale-lettura-nuziale-dellopera-di-chesterton/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=ultimi-articoli-485

domenica 5 febbraio 2023

Un'altra prima edizione di una primissima opera, Greybeards at Play.

 


Greybeards at Play - Literature and Art for Old Gentlemen (tradotto in italiano da Annalisa Teggi col titolo Burloni Barbagrigia per l'editore Raffaelli) fu la prima opera pubblicata da Chesterton nel 1900; la stampa fu pagata da suo padre Ed, e questo esemplare che vedete è una prima edizione e prima stampa.


Il libro contiene quattro poesie e le sue fantastiche e surreali illustrazioni, premesse da una poesia - dedica a Edmund Clerihew Bentley, il compagno di classe amico per sempre.

L'intero testo comprese le illustrazioni sono nel collegamento qui sotto:

https://www.gutenberg.org/files/14706/14706-h/14706-h.htm

Qui sotto invece un altro nostro post sull'argomento Greybeards; merita di essere letto perché in esso si raccontano molte più cose che qui, e sono cose belle, inclusa la genesi del volumetto:

https://uomovivo.blogspot.com/2013/10/e-uscito-greybeards-at-play-o-se.html

Marco Sermarini

martedì 3 maggio 2022

Versione croata ed americana…

I due libretti che vedete sono l'edizione croata e l'originale americano del "dizionario" del mondo secondo Chesterton, che credo sia il primo libro messo insieme dal caro Dale Ahlquist.

Il libro americano mi fu donato dall'amico Dale durante una delle mie scorribande negli Stati Uniti, il libro croato da un altro carissimo amico, Nikola Bolšec, il fondatore del Cestertonijanski Hrvatski Club, la Società Chestertoniana Croata, con cui abbiamo stretto una sincera alleanza.

È una bella cosa quest'amicizia, e lo sono anche i frutti che ne nascono. Sono i doni del nostro amico Gilbert, che fu buono per tutta la vita.

Volevo dirvelo, sia per l'amicizia che per il lavoro che ne scaturisce. Qui in Italia abbiamo fatto la nostra parte nel fare circolare nuovamente Chesterton e continuiamo a farla, ma anche all'estero questi amici si danno da fare e ci emuliamo a vicenda.

Marco Sermarini

venerdì 15 aprile 2022

Aforismi in lingua originale - La famosa lettera a Bentley, "parlare con Dio faccia a faccia..."

Inwardly speaking, I have had a funny time. A meaningless fit of depression, taking the form of certain absurd psychological worries, came upon me, and instead of dismissing it and talking to people, I had it out and went very far into the abysses, indeed. The result was that I found that things, when examined, necessarily spelt such a mystically satisfactory state of mind, that without getting back to earth, I saw lots that made me certain it is all right. The vision is fading into common day now, and I am glad. The frame of mind was the reverse of gloomy, but it would not do for long. It is embarrassing, talking with God face to face, as a man speaketh to his friend.


Gilbert Keith Chesterton to Edmund Clerihew Bentley, letter, Summer 1894, in Michael Ffinch, G. K.Chesterton: A Biography.

domenica 13 marzo 2022

Una bella antologia per chi vuole leggere Chesterton in lingua originale.

Oltre al sito del mitico Martin Ward (dove trovate tantissime opere di Chesterton e molto altro), 

http://www.gkc.org.uk

(anzi, è Martin Ward che lo segnala nel suo sito) c'è una pagina di Internet
Archive che raccoglie molte opere di Chesterton e su Chesterton in vari formati (ci sono anche raccolte di audio libri).

Fateci un giro, ne vale la pena:

https://archive.org/search.php?query=Chesterton&page=2

Qui a fianco una delle copertine delle opere che troverete nella pagina.

venerdì 28 gennaio 2022

La biografia di Chesterton firmata da Maisie Ward con tanto di sovraccoperta (raro!).


Personalmente ho una edizione senza dustjacket, come dicono gli anglofoni, senza sovraccoperta, come diciamo noi italici.

È rara perché comprenderete come sia difficile che resistano alle ingiurie del tempo. Comunque non è la prima biografia di Chesterton (cronologicamente la prima dovrebbe essere il breve profilo di Bill Titterton) ma è sicuramente la più importante. Maisie Ward ed il marito Frank Sheed diedero vita ad una casa editrice, la Sheed & Ward, che si occupò anche di pubblicare questo libro. Chesterton era molto legato ai due coniugi, che gli chiesero pure di tenere a battesimo il loro figlio Wilfrid.

È un'ottima base per un'eventuale positio in caso di apertura del processo sulle virtù eroiche, che sempre speriamo si apra.

Marco Sermarini