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venerdì 12 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Nessuna guerra alla vita e alla natura.

Nulla di più comune, per esempio, che trovare un critico moderno che scriva cose di questo genere: 'Il Cristianesimo fu soprattutto un movimento ascetico, una corsa al deserto, un rifugio nel chiostro, una rinuncia alla vita e alla felicità; esso non fu che parte di una fosca e inumana reazione contro la natura stessa, un odio pel corpo, un aborrimento dell'universo materiale, una specie di suicidio universale dei sensi e anche dell'individuo. Derivava da un fanatismo orientale come quello dei fachiri, ed era basato su un pessimismo orientale che considerava l'esistenza stessa come un male'. In tutto questo la cosa straordinaria è che tutto è verissimo; vero in ogni particolare, con la sola differenza che è attribuito erroneamente a chi non ci ha niente a che vedere. Non è vero della Chiesa; è vero delle eresie condannate dalla Chiesa. È come se uno fosse obbligato a scrivere un'analisi degli errori e del malgoverno dei ministri di Giorgio III, con la piccola inesattezza che tutto il racconto si riferisse a Giorgio Washington; o come se uno facesse un elenco dei delitti dei bolscevichi con la sola variante di attribuirli allo zar. La Chiesa primitiva fu, sì, ascetica, ma in dipendenza di una filosofia totalmente diversa da quella di una guerra alla vita e alla natura; la quale realmente esistette nel mondo, e basterebbe che i critici sapessero dove andare a cercarla.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Una vecchia edizione
de L'Uomo Eterno




giovedì 5 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Cristianesimo e istinto sociale (non è bene che l'uomo sia solo).

La religione occidentale ha sempre sentito profondamente l'idea che «non è bene che l'uomo sia solo». L'istinto sociale si è affermato ovunque, come quando l'idea orientale degli eremiti è stata praticamente espulsa dall'idea occidentale dei monaci. Così anche l'ascetismo è diventato fraterno; e i trappisti erano socievoli anche quando tacevano. Se questo amore per una complessità vivente è la nostra prova, è certamente più sano avere la religione trinitaria che quella unitaria. Perché per noi trinitari (se posso dirlo con riverenza) Dio stesso è una società.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

Masaccio, Santissima Trinità, con la Vergine Maria,
 San Giovanni e i donatori
, Basilica di Santa Maria
 Novella, Firenze.




mercoledì 17 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Ascetismo sotto controllo.

L'ascetismo, ovvero la guerra contro gli appetiti, è un appetito anch'esso. Non può mai essere eliminato dal numero delle strane ambizioni dell'uomo. Ma si può tenere sotto un ragionevole controllo; ed è tollerato in assai più ragionevole misura sotto l'autorità cattolica che in quella pagana o nell’anarchia puritana.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



giovedì 20 novembre 2025

Riproposizioni / Un aforisma al giorno - Essere buoni abbastanza per fare qualcosa.



Ci sono due tipi di asceti nel mondo... Il primo asceta rinuncia alle cose perché potrebbe goderne; è il monaco cattolico. Il secondo asceta rinuncia alle cose perché non potrebbe goderne; è il puritano. Il primo segue la tradizione dei sacrifici pagani; sacrifica la bestia migliore ai suoi dei. Il secondo uccide solo scarafaggi neri sull'altare. In breve, il primo offre di rinunciare ai suoi beni, il secondo offre di rinunciare ai suoi mali, per il cielo. Ecco perché l'ascetismo protestante (come nel caso dell'astinenza totale) è una cosa molto più militante e irreggimentata; non è lasciato come il voto selvaggio di un solo uomo, è trasformato in etica ordinaria... L'asceta protestante... è troppo buono per bere vino. Ma qualsiasi stupido monaco che fosse un uomo umile saprebbe che la domanda era: se egli era buono abbastanza da berlo.

Gilbert Keith Chesterton, Independent Review, gennaio 1906.



giovedì 21 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Ascetismo di diversa risma.



Ci sono due tipi di asceti nel mondo... Il primo asceta rinuncia alle cose perché potrebbe goderne; è il monaco cattolico. Il secondo asceta rinuncia alle cose perché non potrebbe goderne; è il puritano. Il primo segue la tradizione dei sacrifici pagani; sacrifica la bestia migliore ai suoi dei. Il secondo sacrifica solo scarafaggi neri sull'altare. In breve, il primo offre di rinunciare ai suoi beni, il secondo offre di rinunciare ai suoi mali, al cielo. Ecco perché l'ascetismo protestante (come nel caso dell'astinenza totale) è una cosa molto più militante e rigida; non è lasciato come il voto selvaggio di un uomo, è trasformato in etica ordinaria... L'asceta protestante... è troppo buono per bere vino. Ma qualsiasi stupido monaco che fosse un uomo umile saprebbe che la domanda era: se egli era buono abbastanza da berlo.

Gilbert Keith Chesterton, Independent Review, gennaio 1906.