![Heretics (Hardcover) - Gilbert. K. [G.K.] Chesterton](https://pictures.abebooks.com/inventory/32403891497.jpg)
domenica 13 settembre 2026
Un aforisma al giorno - Cristo ha scelto un uomo come pietra angolare per la Sua grande società.
![Heretics (Hardcover) - Gilbert. K. [G.K.] Chesterton](https://pictures.abebooks.com/inventory/32403891497.jpg)
lunedì 13 aprile 2026
Riproposizioni - Dieci anni fa tiravamo fuori dal cappello il dibattito Chesterton - Shaw su: gli animali hanno un'anima? Dai, vecchi segugi...
Il collegamento qui sotto riporta ad una notizia che The Guardian, quotidiano "left wing" inglese, pubblicò originariamente il 15 aprile 1925. Centouno anni fa l'articolo, dieci anni fa il nostro post in cui lo segnalavamo.
È corredato anche della foto del ritaglio di giornale che appunto riportava la notizia di questo spettacolare dibattito:
https://uomovivo.blogspot.com/2016/04/dibattito-di-shaw-chesterton-gli.html
La foto allegata all'articolo in inglese è una di quelle arcifamose, di cui abbiamo dato notizia e spiegazione in diverse occasioni negli anni. Ritrae un altro più famoso dibattito che coinvolse Chesterton e Shaw, stavolta sotto la moderazione di Belloc ("la moderazione di Belloc": locuzione che ha qualcosa dell'ossimoro...). È la foto del famoso dibattito "Do We Agree?", ampiamente documentato sul blog (basta mettere "Do We Agree" nel motore di ricerca interno). "Do We Agree?" finì anche in volume, nelle librerie antiche circola liberamente ancor oggi.
Comunque avrete capito che esibirsi in dibattiti pubblici ed assistervi era uno sport molto in voga all'epoca. Come dicemmo qui, il pubblico pagava biglietti per assistervi, e se c'era qualche problema vociava fuori, cazzottava i portoni per entrare, faceva dei numeri...
Altri tempi.
Qui sotto qualche brano che invita alla lettura dell'articolo inglese.
Marco Sermarini
___________
In a contribution to the second instalment of a symposium on “Have Animals Souls?” which appears in the May number of “Animals,” Mr. George Bernard Shaw says: –
“What is a soul? Unless it is a specific acquisition like a spine, appearing at a certain stage in evolution, it is difficult to regard it as an exclusively human characteristic. However, there is nothing unreasonable or improbable in this view, which is virtually that of the Roman Catholic Church, and is indeed the common view amongst us.
“The line it draws may (if you have a fancy that way) be drawn lower down, to include dogs or even beetles. Survival after death is another matter altogether. A man may believe that he has a soul, and that a dog has a soul, without believing anything so monstrous as that he and the dog as individuals are going to live for ever.”
Mr G.K. Chesterton after stating frankly that the subject is one of the many questions on which he is content to be an agnostic, says: – “About one thing I am quite clear, that it is perfectly right that the two ideas of the immortal man and the immortal mongoose should be treated as quite distinct. The second is simply a speculation about the mystery of nature that lies around us; the first is a practical question affecting the common conscience of a man and the consequences of his own action.
“If there is one thing of which I am convinced it is that even our love of animals should be one sort of thing and our love of man another. I do not mean that our love of animals should not be a real and beautiful sort of thing; by all means let it be if it can, as real and beautiful as it was in St. Francis of Assisi. I mean it is in a different category and on another plane... There enters into the case of the man an element of serious spiritual sympathy and responsibility that does not exist in the case of the dog or the horse, still less of the mongoose or the hyaena.
Il resto lo trovate nel già riportato collegamento.
sabato 7 marzo 2026
Un aforisma al giorno - Sui paradossi. | Illustrated London News, 11 marzo 1911, in The Collected Works of G. K. Chesterton, Vol.XXIX.: The Illustrated London News 1911 – 1913. Traduzione di Marco Sermarini ©
martedì 13 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - L'uomo privato e l'uomo pubblico.
Quasi sempre, quando dovevo incontrare qualcuno, ho poi incontrato qualcun altro. Cioè, l'uomo privato che mi capitava di conoscere era stranamente molto diverso dall'uomo pubblico. Anche se la sua personalità non strideva rispetto alle parodie di cui erano pieni i giornali, con licenza poetica potrei dire che era il contrario di un contrario. Il rapporto cioè tra parodia e realtà era più sottile e la realtà si poneva su un altro piano. Se, dopo lunghe peripezie, venivo a scoprire che un elogio era fondato, anche allora la verità si rivelava opposta a quell'elogio. Ci rallegrammo tutti, per esempio, del coro spontaneo di tributi elargiti al defunto re Giorgio V. Ma il fatto che venisse reiterata la testimonianza della sua dedizione al servizio pubblico, diede una sensazione di routine difficile da descrivere, che lasciava una sorta di retrogusto di incompletezza. Lo avevo incontrato una volta sola, a casa del defunto Lord Burnham, dove si trovava per una partita di caccia. Per quanto vale la mia impressione, mi colpì perché mi sembrava la persona più semplice che avessi mai incontrato. Era inaspettatamente naturale e spontaneo. Non era soltanto sincero, ma diretto e libero, talmente a suo agio nei suoi gusti e nelle sue antipatie che avrebbe potuto essere considerato indiscreto. G.B.S. disse giustamente che nei suoi discorsi pubblici parlava l'Inglese del Re, mentre in privato si esprimeva con un inglese semplice e corrente. Aveva un modo di fare che non ricordava in nulla il suo ruolo di supremo Ufficiale Permanente, decantato da molti panegirici. Non assomigliava all'avvocato di fiducia presso cui si custodiscono i segreti di famiglia o al medico oberato dal segreto professionale: era come un capitano di lungo corso, che sul cassero mantiene un certo contegno, ma in cabina si lascia andare a una ridda di aneddoti, per non dire di anatemi. Nulla sostituisce l'incontro con un uomo, quand'anche non to si fosse incontrato che per un'ora o due. Vederlo ci permetterà di capire dove comincia la distorsione della sua storia oppure dove c'è una semplice leggenda. E se dovesse capitare che io, prima di morire, senta dire dalle nuove generazioni che non hanno mai incontrato Giorgio V, che era un uomo forte e silenzioso oppure sciocco e vacuo, saprò che la storia ha di lui un'immagine completamente sbagliata.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
| Giorgio V in una vignetta satirica. |
lunedì 10 novembre 2025
Un aforisma al giorno - Come fermare il signor Shaw?
![]() |
| George Bernard Shaw |
domenica 1 giugno 2025
Gli animali hanno un anima? Bella domanda! Shaw e Chesterton a confronto esattamente cento anni fa.
Cento anni fa esatti Shaw e Chesterton si confrontavano su questo tema. Ce ne dà prova il quotidiano inglese The Guardian che tira fuori dai suoi archivi una breve cronaca dell'evento (veramente lo fece più di nove anni fa, noi ce ne siamo accorti adesso, ma va benone così...).
sabato 31 maggio 2025
Émile Cammaerts, Chesterton fiero dell'eretico come nemico.
![]() |
| Un giovane Shaw |
![]() |
| Chesterton nel 1908 |
![]() |
| Émile Cammaerts |
mercoledì 15 gennaio 2025
Chesterton in altre parole - Mario Praz: "... le figure dei due clown...".
Cogli anni la lena di codesto artificiere della Fede non è venuta meno: non so se la sua scoppiettante apologetica abbia mai convertito nessuno, ma certo ha divertito tutta una generazione. Lui e Bernard Shaw sono i due clowns che chiudono piroettando la grave processione del vittoriano Ottocento. E c'è più verità nei loro lazzi d'eccentrici che negl'inni al Progresso e al Commercio cantati dai barbogi corifei dell'epoca della grande Regina, si chiamino Stuart Mill, Macaulay o Herbert Spencer. Ma come potevano i clowns far cambiar strada alla processione? Essi venivano in coda, non in testa. E la processione del Progresso e del Commercio, con nessuno in particolare alla testa, ma quasi trascinata dal suo stesso fatale andare, ci ha condotti dove ci ha condotti: decimati, sulle macerie ancora crollanti della civiltà ottocentesca, vediamo profilarsi tuttora le figure dei due clowns; e rassomigliano stranamente a due profeti in gramaglie.
martedì 6 agosto 2024
Chesterton in altre parole - C. S. Lewis, Sorpreso dalla gioia, più senso di tutti gli altri moderni messi assieme.
Tutti i libri cominciavano a rivoltarsi contro di me. In effetti, dovevo essere cieco come una talpa per non aver visto, molto tempo prima, la ridicola contraddizione tra la mia teoria della vita e le mie reali esperienze di lettore. George MacDonald mi aveva influenzato più di qualsiasi altro scrittore; naturalmente era un peccato che avesse quel pallino per il cristianesimo. Era bravo nonostante questo. Chesterton aveva più senso di tutti gli altri moderni messi insieme; a parte, ovviamente, il suo cristianesimo. Johnson era uno dei pochi autori di cui sentivo di potermi fidare ciecamente; curiosamente, aveva la stessa tendenza. Anche Spenser e Milton, per una strana coincidenza, lo avevano. Anche tra gli autori antichi si riscontra lo stesso paradosso. I più religiosi (Platone, Eschilo, Virgilio) erano chiaramente quelli di cui potevo davvero nutrirmi. D'altra parte, gli scrittori che non soffrivano di religione e con i quali, in teoria, la mia simpatia avrebbe dovuto essere totale - Shaw e Wells e Mill e Gibbon e Voltaire - mi sembravano tutti un po' sottili; quello che da ragazzi definivamo "magro". Non è che non mi piacessero. Erano tutti (specialmente Gibbon) divertenti, ma non di più. Sembrava che non ci fosse profondità in loro. Erano troppo semplici. La crudezza e la densità della vita non apparivano nei loro libri.
Clive Staples Lewis, Sorpreso dalla gioia.
venerdì 17 maggio 2024
lunedì 18 marzo 2024
Chesterton in altre parole - George Bernard Shaw su Magic.
Concordo pienamente con Mr. West sul successo di Mr. Chesterton nel suo singolo lavoro come drammaturgo. Mi sottraggo al teatro così pigramente che ho perso il diritto di definirmi un frequentatore di opere teatrali; ma le circostanze mi hanno portato a vedere Magic più volte, e ogni volta mi è piaciuto sempre di più. Mr. Chesterton è nato non solo con il cervello necessario per vedere nel mondo qualcosa di più di un intrigo sessuale, ma anche con tutti i trucchi essenziali del palcoscenico a portata di mano; ed è stato delizioso scoprire che i personaggi che sembrano così fantastici e persino stravaganti (i personaggi del palcoscenico sono di solito di cera) nelle sue storie d'amore sono diventati credibili e solidi dietro le luci dei riflettori, proprio il contrario di ciò che i suoi critici si aspettavano. Il banco di prova è molto impegnativo; l'esposizione di molte scene commoventi e popolari nei romanzi rivelerebbe il fatto che sono fisicamente impossibili e moralmente assurde. Chesterton si inserisce nella tradizione inglese di Shakespeare, Fielding, Scott e Dickens, in cui è necessario afferrare il proprio personaggio con tanta maestria da poter giocare con esso nel modo più stravagante... Il Duca in Magic è molto meglio di Micawber o della signora Wilfer, nessuno dei quali può sopportare le luci della ribalta perché, come i cardellini, hanno una sola melodia, mentre il Duca fa suonare tutto l'universo con la sua ridicola musica. Questo è il tocco shakespeariano. È cortese chiedere di più?
George Bernard Shaw, da una recensione della biografia di Julius West G. K. Chesterton - A Critical Study.
![]() |
| George Bernard Shaw |
![]() |
| Julius West |
mercoledì 13 marzo 2024
Un aforisma al giorno - Chesterton corregge Shaw anche nelle interpretazioni delle opere di quest'ultimo... 😁🤭😅
Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 26 aprile 1905.
sabato 17 febbraio 2024
Aneddoti su Chesterton - Se fossi grasso come te...
George Bernard Shaw, alto e magro, era in netto contrasto con il corpulento Chesterton. I due divergevano anche su altre questioni. Una volta Shaw avrebbe detto a Chesterton: "Se fossi grasso come te, mi impiccherei". Chesterton rispose amabilmente: "E se avessi in mente di impiccarmi, userei te come corda.
.
Bartlett's Book of Anecdotes
giovedì 16 novembre 2023
Gilbert sul rinoceronte, non è vero, non so se è verosimile ma è plausibile!
lunedì 25 settembre 2023
Do We Agree? - La copertina della prima edizione e qualche ricordo.
Anni fa in questo post vi spiegammo la storia della famosissima foto ritraente Chesterton, Shaw e Belloc (in realtà, come vedrete andando a visitare nuovamente il post - fatelo! -, ne esistono diverse da differenti punti di vista, segno della presenza di numerosi fotografi, segno quest'ultimo dell'importanza dell'evento).
domenica 11 settembre 2022
Chesterton y Shaw: la antinomia del gordo y el flaco | Carlo Frabetti su Jot Down.
Esto no es un artículo (ni este comienzo es un homenaje a Magritte), solo media docena de reflexiones sueltas —a partir de otros tantos binomios— de las que mis pacientes lectoras/es tal vez puedan y quieran sacar alguna conclusión. No es desidia lo que me ha llevado a eludir la tarea de juntar las piezas en un todo más coherente, sino inseguridad. Chesterton y Shaw son dos autores que me acompañan desde mi infancia y que he leído —y releído— sin cesar, y por eso mismo, paradójicamente, me cuesta ser concreto y más aún ser objetivo. He acumulado tanta información sobre sus vidas y sus obras, las he visitado —y gozosamente me he perdido en ellas— tan a menudo, que no me resulta fácil delimitar los terrenos ni tomar la debida distancia.
Il resto qui sotto:
https://www.jotdown.es/2022/08/chesterton-shaw-el-gordo-y-el-flaco/
domenica 27 febbraio 2022
Chesterton in altre parole - Scrittori più maschi e divertenti.
Quanto a me, ho sempre pensato che la razza di scrittori più maschi e divertenti oggi in Inghilterra s'abbia a ricercare fra questi polemisti, giornalisti e controversisti: Belloc, Chesterton, Shaw, etc. gente "impura", insomma, dal punto di vista dell'arte pura.
Emilio Cecchi, Lettere Inglesi, in La Ronda, I, n° 1, Aprile 1919.
venerdì 9 ottobre 2020
Un aforisma al giorno (bellissimo ed attuale, vale proprio la pena di provare che è vero...).
Quando il signor Shaw proibisce agli uomini di avere rigorosi ideali etici, agisce come uno che proibisse loro di avere figli. All’asserzione: «la regola aurea è che non c’è alcuna regola aurea», si può, in realtà, rispondere semplicemente rovesciandola. La circostanza che non vi sia alcuna regola aurea, costituisce di per sé una regola aurea, anzi, assai peggio che una regola aurea. È una regola di ferro, un ceppo apposto al primo movimento di un uomo.
Gilbert Keith Chesterton, Eretici.













