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venerdì 5 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - L'unica e sola festa di tutte quelle antiche allegrie che un tempo coprivano l'intera terra.



Gli uomini sono ancora in lutto per la morte di Dio. Quando il cristianesimo fu pesantemente bombardato nel secolo scorso, non vi fu alcun punto che fu attaccato in modo più persistente e brillante di quello della sua presunta inimicizia verso la gioia umana. Shelley e Swinburne e tutti i loro eserciti hanno attraversato più volte quel terreno, ma non lo hanno intaccato. Non hanno creato un solo nuovo trofeo o vessillo a cui il mondo possa aggrapparsi per rallegrarsi. Non hanno dato un nome o una nuova occasione di allegria. Il signor Swinburne non appende le calze la vigilia del compleanno di Victor Hugo. Il signor William Archer non canta canti natalizi che descrivono l'infanzia di Ibsen davanti alle porte delle case nella neve. Nel corso del nostro anno razionale e triste, rimane una sola festa di tutte quelle antiche allegrie che un tempo coprivano l'intera terra. Il Natale rimane a ricordarci quelle epoche, pagane o cristiane che fossero, in cui molti recitavano la poesia invece che pochi la scrivevano. In tutto l'inverno dei nostri boschi non c'è nessun albero che risplenda tranne l'agrifoglio.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

Algernon Swinburne





giovedì 31 luglio 2025

Un aforisma al giorno - In tutto il cosmo c'è una tensione e una segreta allegria...



Per riassumere la questione in tutta semplicità, se il signor McCabe mi chiede perché introduco la frivolezza in una discussione sulla natura dell'uomo, io rispondo che la frivolezza è parte della natura dell'uomo. Se mi chiede perché introduco quelli che lui chiama paradossi in un problema filosofico, io rispondo che tutti i problemi filosofici tendono a diventare paradossali. Se obietta al mio modo di trattare la vita in modo turbolento, io rispondo che la vita è turbolenta. E dico che l'Universo, per come lo vedo io, è molto più simile ai fuochi d'artificio del Crystal Palace che alla sua filosofia. In tutto il cosmo c'è una tensione e una segreta allegria, come i preparativi per il giorno di Guy Fawkes. L'eternità è la vigilia di qualcosa. Non guardo mai le stelle senza sentire che sono i fuochi di un razzo da scolaretto, fissati nella loro caduta eterna.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.





martedì 27 giugno 2023

Un aforisma davvero bello al giorno.



La purificazione e l'austerità sono ancora più necessarie per apprezzare la vita e il riso che per qualsiasi altra cosa. Per non far passare inosservato nessun uccello, per incantare pazientemente le pietre e le erbacce, per fare della mente un deposito di tramonti, occorre una disciplina del piacere e un'educazione alla gratitudine.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types.

mercoledì 22 giugno 2011

Costanza Miriano cita San Tommaso d'Aquino


SAN TOMMASO D'AQUINO: ''L'UOMO HA PER NATURA UN PIU' VIGOROSO DISCERNIMENTO DI RAGIONE''
Papa Pio XI: ''Se l'uomo è il capo, la donna è il cuore''; io sarò anche il cuore, ma se fossi sola sarei davvero una catastrofe di portata devastante

di Costanza Miriano


"L'uomo ha per natura un più vigoroso discernimento di ragione" dice san Tommaso (la citazione la devo a Don Luigi Moncalero, che ha scritto un articolo sul tema su La tradizione cattolica). In piena emergenza di Murphy, posso scrivere solo una piccola riflessione per dire che il filosofo medievale anche qui l'aveva vista giusta, e spero che il fatto che io sia d'accordo con lui non lo allarmi.
La ragione a casa nostra la discerne senz'altro mio marito. Ogni tanto mi avvicino a lui chiedendogli: "ma questo secondo te che è? Un brufolo o un tumore?". Lui neanche si gira a guardarmi. Quando al primo malore di un figlio – guaribile generalmente con l'acquisto dell'ultimo numero de Gli incredibili X men deluxe – gli chiedo con voce strozzata se sia meglio portarlo dalla pediatra o direttamente al pronto soccorso è lui a mantenere la calma (non mi risponde). 
Quando io rendo una giornata in casa uno sport di ultraresistenza, quando attraversare il mio corridoio ingombro di ogni sorta di oggetto richiede capacità atletiche sopraffine, quando preparo i bagagli per partire coprendo tutte le gamme dei possibili climi previsti all'interno della mesosfera terrestre, quando mi lascio prendere dalla frenesia di socializzazione e rischio di dimenticare i nomi dei miei figli (ce n'è una con la L, ma adesso non mi viene) per ascoltare le amiche, quando c'è un ospite e cucino come se l'invitato avesse annunciato che arriverà con tutti i parenti fino al quarto grado, quando sono terrorizzata dai compiti in classe sulle frazioni, quando sento l'esigenza impellente di comprare regali sconsiderati ai pargoli che mi infinocchiano con una faccetta da attori (detti Oscar goes to), è lui a mantenere salda la barra della ragione. Dandomela anche in testa, all'occorrenza.
E anche se io, per scegliere qualcosa che gli piace e avere una qualche speranza di indovinarci prendo quello che mi sembra più lontano dal mio gusto – siamo praticamente opposti – confermo che "se l'uomo è il capo, la donna è il cuore", come dice Pio XI (grazie Don Luigi) nell'enciclica Casti Connubii. Io sarò anche il cuore, ma se fossi sola sarei davvero una catastrofe ecologica di portata devastante.
 
Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com, 25/05/2011

venerdì 12 giugno 2009

Muri, dottrina, allegria, vestiti sgargianti...

Leggendo la cronaca della processione del Corpus Domini a Roma e le parole del Papa, tornano facilmente alla memoria queste parole di Chesterton che qui sotto riportiamo. Vogliamo combattere perché tornino ovunque l'allegria, i vestiti sgargianti, le canzoni, le danze, l'arte all'aperto. Che tornino i muri, e la disciplina, e la dottrina, perché così torneranno i giochi, l'allegria, la bellezza e la felicità! Lotteremo per questo, aguzzi come punte di freccia!

"I paesi di Europa rimasti sotto la influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, e ci si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giuochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui sia preservata la gioia del paganesimo. Immaginiamoci dei fanciulli che stanno giocando sul piano erboso di qualche isolotto elevato sul mare; finché c’era un muro intorno all’orlo dell’altura, essi potevano sbizzarrirsi nei giochi più frenetici e fare di quel luogo la più rumorosa delle nurseries; ora il parapetto è stato buttato giù, lasciando scoperto il pericolo del precipizio. I fanciulli non sono caduti, ma i loro amici, al ritorno, li hanno trovati rannicchiati e impauriti nel centro dell’isolotto, e il loro canto era cessato".



G. K. Chesterton, Ortodossia