domenica 17 aprile 2022
Una (vecchia) nuova edizione de La Saggezza di Padre Brown.
lunedì 11 ottobre 2021
Ecco un'altra vecchia edizione, ma di Belloc!
Questo che vedete è un classico di Hilaire Belloc, e come vedete nel 1947 veniva pubblicato dalla Morcelliana. Belloc morì nel 1953, quindi questa ed altre pubblicazioni avvennero quando egli era ancora vivo. Considerate che il nostro amico padre Spencer Howe ha avuto modo di vedere e leggere un ampio carteggio tra Emilio Cecchi e Hilaire Belloc nel Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Cercherò di presentarvi altre opere simili, nei prossimi giorni. Confermo quanto ho già detto su Chesterton e cioè che i nostri due amici avevano ampi contatti con l'Italia, qui erano amati, stimati, tradotti e pubblicati, e interpretavano un ruolo influente nella cultura italiana. Il merito, come ho avuto più volte il piacere di rimarcare, fu di uomini come Emilio Cecchi, Gian Dauli, Don Giuseppe De Luca, Giovanni Papini, ed altri ancora che tennero viva l'attenzione sulle idee dei nostri amati ed anche sulla loro maniera di scrivere.
I giudizi di Belloc su Cromwell sono illuminanti. Pensate quante persone li avranno conosciuti. Oggi tornano in circolo, abbiamo modo di conoscerli e di guardare la storia accompagnati da essi. Il peccato è che una generazione e oltre abbia abbandonato queste conoscenze. Si vede: il politicamente corretto, le idee scialbe e all'acqua di rose la fanno da padrone nella nostra cultura cattolica, che sembra scomparsa. È indicativo che siano persone modeste a dover ritirare fuori questi uomini, piccoli asini disposti a fare questa paziente e lieta fatica. Ma l'asino è un animale che nella storia ha avuto molte soddisfazioni.
Non intendo ripetermi né stendere articolati saggi, perché questo blog ha come scopo solo quello di informarvi, di darvi elementi per conoscere meglio Chesterton ma anche Belloc e soprattutto le loro attualissime e freschissime idee, e dovrebbe servire anche a dare lo spunto ad un numero auspicabilmente sempre più ampio di giovani studiosi di scavare ed approfondire. In altre parole dovrebbe far venire l'appetito. Però vi consiglio di scavare qui dentro introducendo nel motore di ricerca i nomi che ho citato. Troverete tante cose ottime per iniziare. Scoprirete quanto grandi sono i nostri semplici e buoni eroi.
Marco Sermarini
domenica 10 ottobre 2021
Una vecchia edizione de Il Napoleone di Notting Hill e qualche piccola considerazione a margine.
Il Napoleone di Notting Hill, Edizioni Paoline (oggi San Paolo) 1960, versione, introduzione e note di Gian Dauli. Così uguale ne uscì un'altra nel 1962.
Quest'opera è stata pubblicata in diverse edizioni: quella dalla copertina verde rigida, per esempio, fu una delle prime che ebbi tra le mani quando ricercavo spasmodicamente vecchie edizioni (quella se non erro era del 1963) e nessuno più pubblicava il Nostro Eroe (colpevoli! ma noi abbiamo lavato l'onta... 😄).
Questa edizione, così semplice, è molto bella, a mio avviso. Amo sia queste copertine minimaliste come quelle illustrate a sgargianti colori. Tempo fa ne facemmo una piccola rassegna, di queste ultime, quasi tutte vecchie edizioni americane, se non erro.
Comunque questa edizione conferma che Chesterton nei decenni '40, '50 e '60 era trafficatissimo in Italia, tanto che anche piccole case editrici compravano i diritti e pubblicavano traduzioni vecchie e nuove certe di ricavarne qualcosa. Il volumetto che stiamo ammirando godeva della traduzione e della cura di Gian Dauli, cui abbiamo dedicato un post (eccolo qui, il collegamento: https://uomovivo.blogspot.com/2016/10/chi-era-gian-dauli.html); personalità interessante, dedito alla stampa totale (traduttore, editore, stampatore, giornalista, faceva tutto... leggete, ne vale la pena).
In ogni caso Chesterton era ritenuto un autore che suggeriva una visione cattolica a tutto tondo, chiara, molto razionale, che per di più si esprimeva in una scrittura piacevole e brillante.
Mi viene da dire: chi oggi può vantare altrettanta chiarezza, riconoscibilità, uso e maestria della ragione, piacevolezza...? La mia è una domanda non retorica, la pongo per aprire un dibattito.
Altra considerazione: ho menzionato Gian Dauli, ma abbiamo parlato in passato e largamente di Emilio Cecchi, e ci sarebbero altre personalità interessanti da illuminare e riscoprire. Quanti giornalisti, letterati, traduttori così esistono oggi? Domanda non retorica, ripeto. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, cari amici.
Io comunque sto benissimo col mio vecchio Gilbert, davvero. Non riesco a smettere di pensare a quanto sia intelligente, brillante, attuale, visionario (basta co' 'sto profetico, termine massacrato) il nostro Gilbert.
Marco Sermarini

