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sabato 9 settembre 2023

Un aforisma al giorno - Ciò che è alla base della filosofia di Chesterton.

Ai tempi della mia prima giovinezza era l'ora di Schopenhauer e del potere delle tenebre, e su tutto il mondo intellettuale e artistico gravava un fardello di disperazione. La rivendicazione più vivace che si potesse fare era quella di definirsi decadenti e di chiedere il diritto di marcire. I decadenti dicevano in sostanza che tutto era male tranne la bellezza. Alcuni di loro sembravano piuttosto dire che tutto era male tranne la malvagità. Ora, il primo movimento della mia mente è stato semplicemente un impulso a dire che essere marcio era assolutamente tutto marcio. Ma cominciai a costruirmi una sorta di filosofia rudimentale sulla questione, che si fondava sul primo principio che, dopo tutto, è un prezioso e meraviglioso privilegio esistere. Era semplicemente ciò che dovrei esprimere ora dicendo che dobbiamo lodare Dio per averci creato dal nulla.

Gilbert Keith Chesterton, Where All Roads Lead.



giovedì 28 maggio 2020

Un aforisma al giorno anche in lingua originale.

You should not look a gift universe in the mouth.

Gilbert Keith Chesterton, Notebooks

che può essere così tradotto un po' all'italiana:

A universo donato non si guarda in bocca.

Gilbert Keith Chesterton in uno dei suoi taccuini giovanili

domenica 1 dicembre 2019

Un Chesterton al giorno - 9 - Meraviglia


Eccolo, Gilbert, seduto in una disposizione molto comoda in attesa che avventure e meraviglie si posino su di lui come mosche.

Dovremmo tutti imitarlo.

La meraviglia è una delle basi del pensiero di Chesterton. 

Ascoltiamo allora questo caposaldo delle sue idee che tanto bene ci fanno, e diffondiamolo senza pudore e senza rispetto umano.

Marco Sermarini

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/un-chesterton-al-giorno-9

giovedì 26 ottobre 2017

Un aforisma al giorno (lo rimettiamo, dovessimo scordacelo...)

Voglio dirvi qualcosa che è la più difficile da esprimere a parole, qualcosa che è più privato della vita privata. È il fatto che siamo vivi, e che la vita è la cosa di gran lunga più stupefacente di qualsiasi gioia o sofferenza che può capitarci durante la vita.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

giovedì 27 luglio 2017

Notizie Pro Vita riprende la poesia To the babe unborn.

Siamo lieti che la rivista Notizie Pro Vita (che si è interessata in passato alla Scuola Chesterton, tra le altre buone cose) abbia ripreso la poesia To the babe unborn di Chesterton, da noi pubblicata più e più volte, e ha dato anche notizia della fonte (il nostro blog) e della traduzione (della nostra amica Annalisa Teggi).

Giorni fa l'avevamo ripresa senza alcun commento (il post si intitola Per il piccolo Charlie) per commentare silentemente le brutte notizie sulla sorte del piccolo Charlie Gard per il quale abbiamo tanto pregato e anche un po' lottato (se mandare qualche tweet o condividere qualcosa su internet è lottare... non so, mi sembra davvero tanto poco! Forse non lo è, sicuro è meglio che niente, però... penso e ripenso, cari amici! Penso e ripenso e ripenso ancora una volta che non possiamo fermarci ed accontentarci).

Alcuni diranno: ma la poesia è dedicata al bambino non nato, Charlie è nato...

Io dico: leggetela bene! Se Charlie potesse farsi intendere, la sottoscriverebbe con umilissima decisione!

Tutte le volte che penso a quel bimbo in mano al leviatano che ha stordito tutti, ma proprio tutti, ripenso a quella poesia che Chesterton scrisse (ne scrisse almeno due versioni, questa è una) dopo aver capito che la vita è una cosa bella, bellissima in sé e per sé, e aver capito che non c'è motivo per darle una fine innaturale o per considerarla "minore", meno valida, troppo sofferente. Aveva circa venti anni. Forse le strofe che mi colpiscono di più sono quelle che seguono:

Penso che se mi permettessero
di stare in quel mondo
sarei buono per un tempo pari
a questo lungo giorno nel regno delle fate.

Non udrebbero da me una sola parola
di egoismo o disprezzo,
se solo riuscissi a trovare la porta,
se solo nascessi.

Io mi ripeto queste parole tutte le volte che sento la vita pesarmi per qualche futile o grande motivo. Penso e ripenso, e dico che tutti - se riusciamo a rimanere nelle condizioni in cui Dio Padre un bel giorno ci volle, che sono le uniche vere e buone per noi - dico tutti le pronuncerebbero con umile fermezza.

Non esiste la "qualità della vita", cari amici cattolici e non cattolici. Esiste la vita e Charlie la vuole, sono io l'avvocato di Charlie.

«Non udrete da me una sola parola di egoismo o di disprezzo, sarò buono se mi permetterete di stare in questo mondo. Sarò buono!». Ripetiamolo come una litania e nascerà qualcosa di nuovo e di buono anche se il mondo la luce la vuole cacciare fuori.

Marco Sermarini

https://www.notizieprovita.it/aborto-cat/aborto-chesterton-e-quella-poesia-by-the-baby-unborn/

mercoledì 13 aprile 2016

Torniamo da Capra e Chesterton

Dicevamo giorni fa della connessione tra Frank Capra e G. K. Chesterton.

George Bailey interpretato da James Stewart
E’ venuto in mente a tanti di noi che Capra, nel tratteggiare il protagonista di La vita è meravigliosa (George Bailey), pensi proprio a Innocent Smith, ossia l’Uomo Vivo (questo film potrebbe entrare tranquillamente nella nostra rubrica Chesterton in altre parole, e a questo articolo diamo appositamente anche quest'etichetta). L'idea di qualcosa di chestertoniano è comunque chiara anche in altre sue opere.

Frank Capra
Per quanto Capra abbia avuto una vita tribolata dal punto di vista della fede (nacque nella cattolicissima Sicilia, voleva diventare prete, poi durante gli anni del college abbandonò la fede cattolica e abbracciò un certo scientismo, si innamorò di una donna presbiteriana... In ogni caso sembra che non mancasse mai alla messa di Natale e di Pasqua: che personaggio… Sposò poi una donna che faceva parte della Chiesa della Christian Science ma egli non diventò mai un christian scientist).


L'apertura del film La vita è meravigliosa
Myles Connolly
Conobbe Miles Connolly, l’autore di Mr. Blue, un cattolico "tutto d’un pezzo" (sembra che Capra lo definisse "violently Catholic”). Connolly conosceva Chesterton e Belloc e li convinse a scrivere per la sua rivista (d’altronde si dice che Mr. Blue sia stato una diretta conseguenza della lettura del San Francesco d'Assisi di Chesterton). Ebbene, Connolly parlò a Capra di Chesterton e Belloc e citò quest’ultimo durante il loro primo incontro. Connolly era aveva il desiderio di ricondurre (è il caso di dirlo...) Capra all’ovile, e cercò di farlo proprio attraverso Chesterton e Belloc. Affermava che egli dovesse sfruttare meglio il suo talento facendo film più seri, e Capra descrisse questo periodo come caratterizzato da quest'amicizia odio/amore (evidentemente Connolly non lo mollava ed aveva stima delle sue doti).

In ogni modo, i film che Capra concepì dopo questo periodo sono tutti influenzati dall’idea della “tentazione della fede”, dal rapporto tra fede e scienza, dall’idea di scetticismo messa in dubbio dalla fede. In fondo, quando nei suoi film Capra offre una soluzione, è sempre una soluzione positiva, contro il dubbio e per la positività, e questa è la critica più marcata che gli viene rivolta, proprio perché il mondo ama crogiolarsi nei dubbi senza risolverli.

Vedere l’influenza di Chesterton nell’opera di Capra è quindi giusto e in un certo senso provato, visto che Connolly cercò di usare questi suoi amici speciali e le loro opere per mettere dei buoni semi nel cuore di Capra. Il regista italoamericano, dal canto suo, alla fine della sua carriera donò segretamente molti soldi per opere di evangelizzazione cattolica.