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martedì 18 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.



La follia non nasce dal ribellarsi, ma dal cedere; dall’adagiarsi in un piccolo e sporco circolo vizioso di idee che si ripetono all’infinito; dall’essere addomesticati.

― G.K. Chesterton, Uomovivo (o Le avventure di un uomo vivo).



sabato 1 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Un altro tipo di sacerdoti...

«Non nego», disse, «che ci debbano essere sacerdoti per ricordare agli uomini che un giorno moriranno. Dico solo che in certi periodi strani è necessario avere un altro tipo di sacerdoti, chiamati poeti, proprio per ricordare agli uomini che non sono ancora morti».

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.




sabato 20 giugno 2026

Un aforisma al giorno - "Quale altra occupazione può avere un uomo attivo su questa terra, a parte sposarla?"...



"Mia cara, e che altro posso fare?", replicò l'irlandese. "Quale altra occupazione può avere un uomo attivo su questa terra, a parte sposarla? Qual è l'alternativa al matrimonio, eccetto il sonno? Non certo la libertà, Rosamund. A meno che lei non si sposi con Dio, come fanno le nostre monache in Irlanda, lei deve sposarsi con un uomo... cioè con me. La terza e ultima cosa che potrebbe fare è sposarsi... con se stessa... lei, lei, lei... in pratica l'unica compagnia che non l'ha mai soddisfatta... e che non la soddisferà mai". "Michael", disse la signorina Hunt, con un tono di voce accondiscendente, "le prometto che se la smette di parlare e di dire stupidaggini la sposerò".

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

Manalive, prima edizione.


venerdì 19 giugno 2026

Un aforisma al giorno - L'incipit dell'Uomovivo.

Avvenne un giorno che un vento si alzasse alto a occidente, crescendo come un'onda d'irragionevole felicità, e che poi, spingendosi a tutta velocità verso oriente, attraversasse tutta l'Inghilterra, trascinando con sé il profumo gelido delle foreste e l'ebbrezza fredda del mare. Nel passare, con la stessa generosità che ha una brocca di vino, rinfrescò gli uomini che se ne stavano rinchiusi in milioni di buchi e di cantucci, sorprendendoli con la forza del suo soffio.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.




martedì 14 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - I prodromi di Uomovivo in Tremendous Trifles.


Più di un mese fa, mentre stavo lasciando Londra per andare in vacanza, un amico è entrato nel mio appartamento a Battersea e mi ha trovato circondato da valigie mezze fatte.

“Sembra che tu stia partendo per un viaggio”, mi ha detto. “Dove vai?”

Con una cinghia tra i denti ho risposto: “A Battersea”.

“L'arguzia della tua osservazione”, disse, “mi sfugge completamente”.

“Sto andando a Battersea”, ripetei, “a Battersea passando per Parigi, Belfort, Heidelberg e Francoforte”. La mia osservazione non conteneva alcuna arguzia. Conteneva semplicemente la verità. Ho intenzione di vagare per il mondo intero fino a quando non ritroverò Battersea. Da qualche parte nei mari del tramonto o dell'alba, da qualche parte nell'arcipelago più remoto della terra, c'è una piccola isola che desidero trovare: un'isola con basse colline verdi e grandi scogliere bianche. I viaggiatori mi dicono che si chiama Inghilterra (i viaggiatori scozzesi mi dicono che si chiama Gran Bretagna), e si dice che da qualche parte nel suo cuore ci sia un posto bellissimo chiamato Battersea».

«Immagino sia inutile dirti», disse il mio amico con aria di confronto intellettuale, «che questa è Battersea?».

«È perfettamente inutile», risposi, «e spiritualmente falso. Qui non vedo Battersea, non vedo Londra né l'Inghilterra. Non vedo quella porta, non vedo quella sedia, perché una nuvola di sonno e abitudine mi offusca la vista. L'unico modo per ritrovarle è andare altrove, ed è questo il vero scopo del viaggio e il vero piacere delle vacanze. Pensate che io vada in Francia per vedere la Francia? Pensate che io vada in Germania per vedere la Germania? Mi piaceranno entrambe, ma non sono loro che sto cercando. Sto cercando Battersea. Lo scopo del viaggio non è mettere piede in terra straniera, ma è infine mettere piede nel proprio paese come se fosse terra straniera.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.



Questo è il caseggiato dove
si trovava la casa
dei Chesterton tra il 1902 e il 1909

La casa dei Chesterton
fino al loro trasferimento
a Beaconsfield era in questo
bel condominio a Battersea.


Questa è la via di Battersea
dove si trovava il caseggiato.




domenica 28 settembre 2025

Riproposizione (doppie) e Un aforisma al giorno (anzi due) - Il Paradiso è in un certo luogo e troverò la sposa che veramente sposai.



Intendo che Dio mi ordinò d’amare un determinato luogo e di servirlo, me lo fece onorare come potevo, anche con le mie eccentricità… Intendo che il Paradiso è in un certo luogo e non dappertutto; è qualche cosa di preciso e non già qualsiasi cosa. E in fin dei conti non sarei troppo stupito se ci fosse davvero un lampione verde, davanti alla mia casa, su in cielo.

Gilbert Keith Chesterton, Le avventure di un uomo vivo.


No, no, no! - esclamò con grande enfasi. - questa strada è lunghissima e quanto mai faticosa. Alla fine del mondo, alle spalle dell’aurora, troverò la sposa che veramente sposai e la casa che è veramente casa mia. E davanti a quella casa sarà un lampione anche più verde e una cassetta postale anche più rossa. 

Gilbert Keith Chesterton, Le avventure di un uomo vivo.





venerdì 6 dicembre 2024

Innocent e i commenti ad una sua bella replica in terra di Sicilia - di Luigi Umana.



Una cronaca fresca e al tempo stesso calda di questa replica di Innocent. Il presidente della Società Chestertoniana non può che esserne entusiasta, e così anche i chestertoniani, c'è gente che parla di Gilbertone!

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Buongiorno dottor Sermarini.

La replica è stata un successone!
Soddisfatti sia noi, che il pubblico. Ci stanno arrivando ancora ora un sacco di complimenti, e tra questi riceviamo un sacco di frasi bellissime e ne riporto qui alcuni esempi:

"Non lo conoscevo questo testo, andrò a leggerlo";
"L'avevo letto, ma andrò sicuramente a rilleggerlo";
"Bello questo Chesterton, leggerò qualcosa";

E uniti a questi, alcuni commenti generali degli spettatori era anche che avessero bisogno di un testo così, apparentemente leggero, ma che ti dà uno schiaffo, sbattendo davanti una lezione, e temi forti.

Quindi è ben riuscito sia da un punto di vista organizzativo, realizzativo, e "missionario".

Voglio fare una menzione d'onore a Giuseppe Seminara, che ci ha voluto fortemente conoscere. A sue spese ci ha regalato qualcosa come 15 libri prodotti da voi, ci ha spiegato come lui lo ha conosciuto, ribadendo che, come ha scritto anche lei, lo chiamate il vostro amico Gilbert. Ci ha lasciato anche con alcune frasi che ci hanno rassicurato anche poche ore prima di andare in scena, come "Se vale la pena fare qualcosa, vale la pena farla male". Il che ad alcuni ha fatto un effetto di incomprensione, a me personalmente ha tranquillizzato, al di là della resa, perché essere lì era motivo di soddisfazione, con tutto quello che si è mosso dietro per rendere possibile tutto ciò. Quindi grazie a voi, l'istituto Francesco Ventorino, Giuseppe Seminara, e tutti gli amici che hanno ospitato alcuni della compagnia.

Siamo quindi molto contenti e soddisfatti della riuscita, e non vediamo l'ora di rifarlo.
Magari quando ci vedremo ne parleremo meglio.

Un saluto
Luigi Umana

P.S.: Aggiungo questo messaggio che ci ha scritto Giuseppe Seminara al termine dello spettacolo:

Mi unisco da quaggiù alle fragorose risate di lassù che sicuramente si starà facendo l’ormai nostro amico comune Gilbert. Siete voi che mi avete commosso. Grazie per la testimonianza che siete, ringrazia tutti da parte mia e non dimenticate mai di guardarvi tra di voi così, con questi occhi di grazia ricevuta, siete un capolavoro di vita. 
Buon rientro. Non ci perdiamo !!! 
P.S. = Lasciamo che Lui faccia l’impossibile nella nostra vita. 
Grazie.

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lunedì 11 novembre 2024

Nuova replica di Innocent a Catania, 17 novembre 2024, segno di successo!


 

Cari Amici,

vi informiamo che il 17 novembre 2024 alle ore 16.00 si terrà una nuova replica dello spettacolo teatrale Innocent, organizzato dalla Associazione CheScenaè e patrocinato da noi della Società Chestertoniana Italiana.

Lo spettacolo verrà messo in scena presso il Teatro Nuovo Sipario Blu, in Largo Ventorino a Catania.

Prezzo del biglietto 8 euro.

Informazioni e prenotazioni: 392 1847834

Lo spettacolo viene replicato per la sesta volta, il che è ovviamente buon segno: vuol dire che sta comunicando qualcosa, e noi della Società ne siamo felici.

La piece è ispirata a Manalive del nostro Chesterton, ed è scritto e diretto da Laura Massari.

Vi consigliamo vivamente di andare a vederlo. È una buona occasione per conoscere e far conoscere una delle opere più belle di Chesterton.

mercoledì 27 marzo 2024

Un aforisma al giorno - Gli uomini d'onore si sposano.


Il matrimonio è un duello all'ultimo sangue, che nessun uomo d'onore dovrebbe rifiutare.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

mercoledì 21 febbraio 2024

Replica di Innocent! 1 Marzo 2024, Jerago con Orago (VA).

Buongiorno dott. Sermarini, 

Sono sempre io Luigi di Chescenaè;

 

Come sta?

 

Volevo comunicarLe e invitarLa all’ennesima replica dello spettacolo INNOCENT.

Oggettivamente con un tema come questo era inevitabile che l’opera piacesse, e siamo anche onorati di ricevere commenti su come abbiamo tenuto fedeltà al testo orginale.

 

Questa volta ci ha invitato l’associazione BettyBoys a Jerago con Orago in provincia di Varese, per fare questa replica a scopo benefico.

Siamo contentissimi che questo spettacolo piaccia e piano piano inizi a girare, sperando di andare in più città possibili per mandare il messaggio dell’uomo Vivo!

 

La replica sarà venerdì 1 Marzo, e sappiamo che può risultare scomodo per i non lombardi.

 

Buona giornata

 

Luigi Umana

Volentieri pubblicizzo quest'opera teatrale che ha un certo successo, ed è di certo occasione per gli spettatori di assaporare il cambiamento che può imprimere Chesterton alla loro vita.

Marco Sermarini

domenica 11 febbraio 2024

Questo scrittore indiavolato - La Ronda presenta Manalive (Le Avventure d'un uomo vivo) all'Italia, noi vi ripresentiamo con qualche ragione in più questo scritto...



Qui di seguito la presentazione de Le Avventure d'un uomo vivo, traduzione italiana di Manalive, al pubblico de La Ronda, la rivista letteraria di Vincenzo Cardarelli "pubblicista", Emilio Cecchi "esquire", Riccardo Bacchelli "possidente", Antonio Baldini "baccelliere in lettere", Lorenzo Montano "industriale", Bruno Barilli "compositore", Aurelio Emilio Saffi "docente nelle scuole governative" (così si definirono "i sette savi", ossia il gruppo redazionale che conduceva la rivista, oppure "i sette nemici").

Lo avevamo già proposto, oggi lo rifacciamo qualche ragione in più rispetto alla prima volta. Magari ne potrebbe nascere qualcosa.

Le ragioni per cui Manalive approdò in Italia (dopo un'osservazione iniziata diversi anni prima da parte di Cecchi) sono ben espresse dallo scritto non firmato che segue: esso non era mai stato tradotto in francese (la Francia era uno dei riferimenti culturali per questi uomini, e lo fu in specie a riguardo di Chesterton e Belloc: come si vede in questo blog, prima di approdare in Italia, le opere dei nostri eroi facevano spesso attracco in porti francesi, e successivamente ivi venivano notati -- si veda per esempio l'Ortodossia, o il San Francesco d'Assisi, notati e recensiti da Giovanni Battista Montini e da Domenico Giuliotti a seguito della lettura della versione francese); viene considerata opera prima di Chesterton in italiano. Ma qui c'è un equivoco: i rondisti (o forse è meglio dire Cecchi, l'ambasciatore italico in Albione) non s'erano accorti dell'esistenza di Berlino Barbara e delle Lettere ad un vecchio garibaldino, usciti in traduzione italiana come scritti propagandistici filobritannici durante la Grande Guerra -- questo lo lascia pensare la qualificazione di "prima opera di Chesterton che compare in italiano"; in ogni caso è di certo la prima opera di Chesterton, intesa come libro e non saggio sciolto, voluta e tradotta in Italia e dall'Italia. Da ultimo, la si definisce opera frutto del lavoro di "scrittori veri, di gran temperamento" e non con intenti programmatici, tanta è la distanza dello stile, il tutto non senza spirito polemico.

La presentazione preannuncia la successiva pubblicazione dell'opera, che uscirà sulla rivista a puntate, in un unico volume per l'editore Vallecchi. La traduzione di Cecchi ebbe un certo successo, se si considera che furono molti gli editori che negli anni la utilizzarono.

Vale la pena di ricordare che il primo scritto di Chesterton uscito in Italia, se si eccettuano appunto gli scritti propagandistici, fu La risposta del bambino su La Ronda, preceduto dal famoso articolo di Cecchi Ospiti, in cui il critico fiorentino esprime compiutamente la ragione della presenza degli inglesi nella rivista.

Per mera cronaca faccio rilevare che la foto che allego all'articolo ritrae una pagina della nostra collezione dei numeri de La Ronda ospitanti scritti di Chesterton e Belloc, presente nella nostra sede.

Ritorno sull'argomento perché tutto ciò mi sembra estremamente significativo di una temperie culturale che oggi va considerata svanita, sostituita da apparenti mode, più imposte dall'alto che altro, spesso con contenuti pessimistici e nichilistici nei confronti dell'esistenza elevati ingiustamente al rango di arte, poesia, letteratura, ed anche per dire della forza che certe riviste ebbero nel favorire l'ingresso dei nostri amici in Italia. Sarebbe bello riuscire a fare qualcosa di simile oggi, senza servilismi e con il desiderio di dare speranza a questo mondo odierno così stranito e mortifero. Chesterton e Belloc regalarono speranza ai loro contemporanei e ne donano ancora a noi oggi.

Marco Sermarini



[Ed eccoci a queste Avventure d'un uomo vivo, le quali non sono altro che Manalive di G. K. Chesterton, nella traduzione del nostro amico Cecchi. Manalive uscì nel 1912 (Edit. T. Nelson, London), ed è uno dei più brillanti racconti, o romanzi metafisico-polizieschi che voglian chiamarsi, di questo scrittore indiavolato. Non è stato tradotto in francese, e anche per questo l'abbiamo prescelto.

Non occorre dire ch'è la prima opera di Chesterton che compare in italiano. L'editore Vallecchi, dopo che sarà uscita a puntate nella Ronda, provvederà a darle veste di libro. 

Intorno a Chesterton non sentiamo bisogno di trattenerci. Se n'è detto altre volte. Consigliamo ai lettori che vogliono saperne di più, il libro di Julius West: G. K. Chesterton (Edit. Martin Secker, London, 1915); il bellissimo studio di André Chevrillon: Une apologie du christianisme (in Nouvelles Etudes Anglaises, Hachette, Paris, 1918); e il volume, recentissimo, di Joseph đe Tonquédec: G. K. Chesterton (Edit. Nouvelle Librairie Nationale, Paris, 1921), che ha il difetto d'insistere troppo sull'aspetto teoretico dell'opera di Chesterton, a scapito delle qualità d'arte. 

Un'avvertenza. Abbiamo sentito insinuare, più d'una volta, che noi presentiamo sulla Ronda certe autori stranieri come scoperte e programmi. Può darsi che alcuni dei nostri scrittori, a molti dei nostri critici sieno davvero apparsi come scoperte, anzi rivelazioni. È difficile misurare, fino a che punto, in Italia, arrivi l'ignoranza dei letterati. Quanto all'intenzione programmatica, queste Avventure d'un uomo vivo, persuaderanno anche i più duri. Nulla è più lontano da certe nostre tendenze estetiche, del folle barocchismo fumista di Chesterton. E forse, proprio per questo, ci piace. 

Noi abbiamo presentato certi scrittori, fra i quali Chesterton, perchè scrittori veri, di gran temperamento. Finora in Italia, di stranieri modernissimi, non si vedeva che Gide, Claudel, Barrès, etc. Non è questo il luogo di discuterli. Ma ci sono altri. E dopo più di dieci anni che scriviamo di questi altri, visto che all'ignoranza letteraria indigena essi possono riuscire ancora nuovi, noi seguitiamo lietamente a scoprirli. Senza con questo pretendere di sostituire, come è stato detto, con squisito servilismo, uno di cotesti indigeni all'altare di Gide o di Claudel, l'altarino di Chesterton o di chicchessia: nojaltri e i nostri lettori, sappiamo far benissimo, anche in quest'epoca genuflessa, senza bisogno d'altari! - N. d. R.]




lunedì 22 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Gargolle salvifiche.

La cosa che ho visto pendere nei suoi occhi mentre penzolava da quel ponte era la gioia della vita, non la volontà. Quello che lei ha imparato standosene seduto su quel dannato gargoille era che il mondo, in fin dei conti, è un luogo meraviglioso in cui vivere: io lo so, perché l'ho capito nello stesso momento. Ho visto le nubi grigie diventare rosa, e il piccolo orologio dorato nella fessura tra le case. Erano queste le cose che lei odiava lasciare andandosene via da questo mondo, non la Vita, qualunque cosa essa sia. Eames, siamo stati insieme sull'orlo della morte; non riesce ad ammettere che ho ragione?

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo



giovedì 11 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Il Paradiso è in un certo luogo.

Intendo che Dio mi ordinò d’amare un determinato luogo e di servirlo, me lo fece onorare come potevo, anche con le mie eccentricità… Intendo che il Paradiso è in un certo luogo e non dappertutto; è qualche cosa di preciso e non già qualsiasi cosa. E in fin dei conti non sarei troppo stupito se ci fosse davvero un lampione verde, davanti alla mia casa, su in cielo.

Gilbert Keith Chesterton, Le avventure di un uomo vivo.