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mercoledì 12 giugno 2024

Echi di Chesterton - J. M. Barrie, cioè Peter Pan.

Abbiamo parlato diverse volte del creatore di Peter Pan, J. M. Barrie, che era un “ottimo amico” di Chesterton (è lui stesso che ne dà atto nella sua Autobiografia), e infatti Chesterton e Shaw (e un paio di altri soggetti interessanti) apparvero in un film muto girato da Barrie e intitolato Rosy Rapture. Per saperne di più potete cercare nel nostro blog scrivendo Barrie, J. M. Barrie o usando la relativa etichetta oppure guardando questo collegamento ed altri presenti nel nostro blog.

Dopo la morte di GKC, Barrie scrisse queste belle parole:

Era un uomo glorioso, amabile oltre ogni dire e credo che sia la più grande figura letteraria che ci sia rimasta. Un aspetto di lui che non ho visto menzionato ma che per me è chiaro è che era un gentiluomo. Il perfetto cavaliere gentile di Chaucer.

(di queste parole trovate traccia nel bel libro su Frances Blogg, moglie di Chesterton, scritto dalla nostra cara amica Nancy Carpentier Brown dal titolo The Woman Who Was Chesterton, oggetto di un Chesterton Day, quello semiclandestino della pandemia).

Barrie aveva inventato anche una squadra di cricket, gli “Allahakberries”, composta da famosi personaggi letterari, tra cui Chesterton, A.A. Milne (Winnie the Pooh), Arthur Conan Doyle (Sherlock Homes), H.G. Wells (amico/nemico ampiamente bersagliato da Chesterton), Jerome K. Jerome (Tre Uomini in barca), P. G. Wodehouse (Jeeves), Rudyard Kipling (autore del Libro della giungla e cantore dell'imperialismo britannico... forse non è il caso di chiamarlo Mowgli...?) e un gruppo di altre persone di un certo rilievo letterario. 

Giustamente qualcuno ha detto che, messa così, sembra una delle classiche barzellette stile "c'erano Giulio Cesare, Napoleone e..."), il fatto è che è tutto vero. 

Trovate traccia di questa storia surreale ma vera qui.


J. M. Barrie



giovedì 23 novembre 2017

Aneddoti su Chesterton - Uno sulla sua proverbiale mole...

I Barrie (Barrie era il creatore di Peter Pan, ne abbiamo parlato più volte, ndr) avevano affittato dagli Asquith una casa nei Costwolds. Sulle scale incontrarono il maggiordomo di Michael Asquith, con in mano lo smoking dello scrittore (di Chesterton, che era ospite a casa loro, ndr) appena stirato. «I pantaloni - osservarono - fanno venire in mente le scale della metropolitana». 


Michael Ffinch, Chesterton

venerdì 8 settembre 2017

Chi erano gli Allahakbarries...




Barrie in un'azione di gioco...



Una delle selections...



H. G. Wells, cui si deve L'Uomo Eterno (se Wells non avesse creduto nel darwinismo sociale, Chesterton non avrebbe scritto quel libro che ha convertito Lewis e McLuhan...)


A. A. Milne, alias Winnie the Pooh.

Arthur Conan Doyle, l'unico giocatore "buono"…
Y

Jerome K. Jerome, ossia Tre Uomini in Barca...

Gli Allahakbarries erano i componenti di una surreale ma vera squadra di cricket, parto della fervida fantasia di J. M. Barrie, alias Peter Pan. Fu attiva all'incirca dal 1890 al 1913 e il suo nome nacque dall'erronea idea che "Allah Akbar" significherebbe "Dio, aiutaci" mentre significa "Dio è grande". Incollato con una trovata geniale al cognome di Barrie, avrebbe dovuto incarnare oltre il nome anche un motto e una preghiera, necessaria vista la scarsa levatura di questo dream team, una sorta di traslazione dei Barbarians del rugby nel cricket. 

Molte celebrità letterarie dell'epoca ne fecero parte: oltre a Chesterton, abbiamo già parlato di H. G. Wells, Rudyard Kipling (l'autore del Libro della Giungla e il cantore dell'imperialismo britannico), Jerome K. Jerome (l'autore di Tre Uomini in barca), A. A. Milne (il padre di Winnie the Pooh), ed altri ancora. Il più talentuoso dei giocatori fu comunque Arthur Conan Doyle, l'inventore di Sherlock Holmes, che invece militava sul serio nel Marleybone Cricket Club, insomma, era l'unico che ci capiva...

Barrie scrisse anche un libro di una quarantina di pagine intitolato Allahakbarries C.C., che raccoglieva più che altro gag ed episodi salienti di queste improbabili partite. Gli inglesi, con il loro proverbiale umorismo, dicono che l'entusiasmo di Barrie per il gioco del cricket superava decisamente il suo talento per esso... 

Scarsi in arabo e scarsi nel cricket, però tutti letterati che hanno lasciato un segno.

martedì 1 agosto 2017

Dal Corriere della Sera - Pubblicata la pièce perduta di J. M. Barrie, l'autore di Peter Pan ed amico di GKC

 


Per chi vuole sapere un po' di più dei rapporti tra Chesterton e Barrie, che erano amici, basta cercare in questo blog! Grazie a Maurizio Serio per la segnalazione.


venerdì 16 gennaio 2015

Un contributo di Fabio Trevisan su Chesterton, Peter Pan e altro ancora

Una glossa all'articolo di Fabio: Chesterton e James Matthew Barrie, l'autore del celeberrimo Peter Pan, erano amici, come abbiamo documentato più volte in questo blog (qui, qui, qui; su Peter Pan ha scritto un libro Paolo Gulisano, assieme a Chiara Nejrotti - qui). D'altronde ne parla anche Chesterton nella sua mai letta abbastanza Autobiografia.

Questo per dire che Chesterton intratteneva affettuosi e sinceri rapporti di vera amicizia con tantissime persone, spesso proprio con quelli di cui criticava di più le idee (un esempio chiarissimo è l'amicizia con George Bernard Shaw, l'affetto tra i due era sincero come pure il tono ed il livello della critica. Giusto per ridere un po' ma per far capire cosa spingeva realmente Chesterton, egli disse che «tutto è sbagliato in George Bernard Shaw salvo George Bernard Shaw»).

Forse tutto ciò è uno dei motivi che porterà Chesterton all'onore degli altari, questa spettacolare Carità e questo profondissimo amore per la Verità.

Marco Sermarini

Il "Mettere radici" e i "Super-saggi"  

di Fabio Trevisan

zzptpnChesterton avversava Peter Pan, in quanto rappresentava per lui una nuova teoria della vita, il non voler mettere radici: "Ho sempre sostenuto che Peter Pan si sbagliasse…il suo errore lo chiamerei panteismo di Peter: è la nozione secondo cui non c'è alcun vantaggio nel piantare radici". Del protagonista del romanzo scritto nel 1902 da James Matthew Barrie (1860-1937) egli criticava il suo svolazzare, il rifiutarsi di diventare adulto, nel senso di prendersi le dovute responsabilità. Chesterton non sopportava la riluttanza di Peter Pan a riconoscere l'autorità dei genitori, le ragioni e le tradizioni dei padri: "Avrebbe dovuto accettare di fare quello che gli veniva detto. Non c'è altro argomento a sostegno dell'autorità. Nel rapportarci con l'infanzia, abbiamo il diritto in quanto genitori di esercitarla con il comando, perché uccideremmo l'infanzia se scegliessimo la strada della persuasione". 

L'autorità amabile dei genitori infatti aiuta a far crescere i propri figli, cosa che Peter Pan ostinatamente rifiutava. Si potrebbe discettare, a torto o a ragione, sul grado di persuasività che dei genitori possono avere sui bambini, ma non sul fatto che educare significhi esercitare la giusta autorità. Peter Pan era poco più di un bambino e avrebbe dovuto riconoscere il vantaggio di mettere radici: "C'è un vantaggio nell'avere delle radici, e questo vantaggio si chiama frutto". Avere dei piedi ben poggiati a terra, riconoscere la caduta e l'ostinazione del peccato, stare nella propria casa, obbedire ai propri familiari: tutti questi, oltre a molti altri, sono i frutti concreti e cristiani dell'avere radici.

Nella realtà virtuale che le nuove generazioni stanno vivendo c'è il pericolo, ora come allora, di svolazzare avventurosamente nell'etere (oggi in internet o altri social network) senza rendersi conto di non aver ancora navigato nella propria casa: "Una semplice casa di proprietà, in mezzo al proprio giardino, può risultare veramente tanto romantica quanto una casa seminascosta in cima ad un albero… E se ciò accade è perché quell'uomo avrà esplorato la sua casa, cosa che Peter Pan e i bambini insoddisfatti come lui raramente fanno". L'essere sedentario non significa identificare colui che sta sempre seduto ed è sbagliato contrapporlo al nomade, a chi non ha fissa dimora. Il sedentario alla scoperta della propria casa non cerca un'isola che non c'è ed assapora piuttosto il frutto di mettere radici, proprio come il contadino che descriveva il grande scrittore londinese: "Non è vero che il nomade è più libero di un contadino. Il beduino potrà anche sfrecciare oltre con il suo cammello, lasciando dietro di sé una nube di polvere, ma non si può dire che la polvere sia libera, solo perché è sospesa nell'aria". L'arguta contrapposizione tra il beduino del deserto ed il contadino delle umili terre cristiane continua in modo esilarante: "Stando in groppa ad un cammello non si possono far crescere cavoli, né più né meno che nella cella di un condannato". Non accettando di crescere, rifiutando la legittima autorità, Peter Pan non ha potuto davvero vivere se non nel sogno mortifero di una realtà condannata.

zz3mgUn'altra acuta riflessione chestertoniana, attualizzabile nel tempo dell'Epifania appena trascorso, metteva a confronto nel 1926 la Natività di Betlemme ed i Magi venuti dall'oriente con la parodia dei super-saggi del mondo moderno. Questi ultimi,evoluti tecnologicamente, avevano la pretesa di spodestare i più miti e devoti Magi al cospetto del Bambino Gesù. Essi si consideravano i profeti che portavano i nuovi doni in una città metropolitana più luminosa (artificialmente) di Betlemme.

Cosa portavano di nuovo i profeti dell'epoca moderna? Chesterton li presentava ironicamente in questo modo: "Il primo Re…non portava l'oro in uno scrigno, ma veniva lavorato il metallo prezioso in centinaia di forme scintillanti per deliziare e servire il bambino di tutte le età: ruote di velocità fenomenale o macchinari la cui altezza raggiungeva le stelle…il secondo Re non era solo il signore dell'incenso, ma di tutti gli odori graduali della nuova grande scienza dei profumi, per mezzo della quale gli uomini potevano fabbricare intorno a sé l'atmosfera che volevano, quasi creando un proprio clima, come uomini che creino il cielo…E nonostante il terzo Re in un certo senso si riallacciasse alla vaga tradizione dell'inumazione e dell'amarezza della mirra, la stessa procedura di adattamento aveva portato queste cose molto più in là di quei rozzi e remoti inizi, poiché portò con sé i fuochi chimici per gli impianti di cremazione e la brezza carezzevole delle camere a gas e i suoi disinfettanti erano i più incantevoli del mondo". 

Fanno rabbrividire queste potenti riflessioni sul nuovo Natale ! La Nuova terrificante Betlemme, i Novelli Magi si erano paradossalmente dimenticati di Dio, del dono più prezioso e salvifico. Non c'era più il Divino Bambino, tutti si erano distratti: "Proprio ora che abbiamo imparato a non lasciare nulla alla natura, è esasperante essere ostacolati da complicazioni insite nei nostri stessi progetti…Sapevo che c'era un errore da qualche parte. Si sono dimenticati di procurare un bambino". 

Facciamo in modo che un Bambino possa ancora nascere, come chiedeva accoratamente Chesterton. Facciamo in modo che ogni bambino non abbia a soffrire la mancanza di radici, come Peter Pan.


giovedì 4 novembre 2010

Gulisano e Nejrotti scrivono di Peter Pan

Non tutti sanno che l'autore di Peter Pan era un caro amico di Chesterton...

 

IN LIBRERIA

 

Paolo Gulisano e Chiara Nejrotti

 

Alla ricerca di Peter Pan

 

 

 

CANTAGALLI 2010

168 pagine

Euro 14,50

 

 

Chi almeno una volta non ha incontrato nei suoi sogni il ragazzino che non voleva crescere mai e chi non ha mai desiderato di volar via con lui?

150 dopo la nascita del suo creatore, Peter Pan continua a far sentire la sua voce e a rappresentare quel desiderio di fuga dalle responsabilità che caratterizza il nostro tempo.

Paolo Gulisano e Chiara Nejrotti ci accompagnano per mano alla scoperta dei luoghi che hanno acceso la fantasia di James Matthew Barrie, per conoscere da vicino uno dei personaggi più celebri della letteratura mondiale e capire in che modo i giardini di Kensington siano, non solo l'accesso a un mondo di fantasia, ma una porta aperta sui segreti del nostro cuore.

Da Walt Disney e Spielberg a Bennato, Peter Pan ha ispirato film, musical, cartoni animati, fumetti e lavori discografici. In qualche modo ha segnato anche la letteratura fantastica del '900, regalando a Tolkien uno spunto per creare le sue celebri atmosfere.

Ma non si tratta di una semplice fiaba per bambini. Vi sono custoditi i motivi della letteratura universale. C'è Pan il fauno, la figura al confine tra il mondo umano e il mondo fantastico, il traghettatore verso altri mondi. C'è la giovane fanciulla, non più bambina, non ancora donna, che mette in scena il femminile opposto al maschile. E poi c'è l'archetipo dell'isola, il paradiso perduto sottratto allo scorrere del tempo, raggiungibile solo in volo: solo l'artista-bambino capace di guardare Oltre può accedere all'immaginario e portare con sé chi è disposto a seguirlo. Non è un idillio ma un viaggio nell'ignoto, verso un luogo misterioso e selvaggio in cui si può anche incontrare il pericolo ed essere costretti ad affrontare prove durissime. Dietro il mito di Peter Pan e della sua condizione di apparente spensieratezza in un eterno presente si nascondono ancora tanti simboli e segreti, primo fra tutti quelli dell'animo di chi lo ha inventato.

Questo libro ci porta alla scoperta di Peter Pan, del suo mito, dei suoi simboli, del significato di temi e personaggi. Una guida nell'Isola-che-non-c'è e un approfondimento di quegli aspetti psicologici che vengono classificati come "Sindrome di Peter Pan": una malattia o una sfida educativa?