Visualizzazione post con etichetta Scrittori inglesi e americani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scrittori inglesi e americani. Mostra tutti i post

domenica 27 aprile 2025

La famosa "Visita a Chesterton" di Emilio Cecchi finisce sull'Osservatore della Domenica del 16 ottobre 1960.

Nell'opera di scavo all'interno dell'archivio dell'Osservatore della Domenica condotto dal nostro Angelo Bottone è emerso anche il famoso resoconto della visita di Emilio Cecchi a Beaconsfield da Chesterton, più volte riportata e citata nel nostro blog (ne parlammo anche in occasione del ventilato abbattimento dell'abitazione dei Chesterton chiamata Overroads).

È un famoso brillantissimo racconto, scritto magistralmente da colui che definimmo il mentore italiano di Chesterton. Più volte abbiamo parlato della centralità della sua opera nell'introdurre Chesterton in Italia, attraverso le sue recensioni e soprattutto attraverso La Ronda.

Oggi è reperibile anche nel volume Scrittori Inglesi e Americani, continuamente ripubblicato negli anni.

L'Osservatore si interesso così a Chesterton e a Cecchi.

Casos vuole che la pagina riporti anche un articolo di un altro chestertoniano italiano, Piero Bargellini che, da direttore e ispiratore de Il Frontespizio, diede altrettanto spazio a Chesterton, complice don Giuseppe De Luca.

Tutte cose di cui troverete ampia e più approfondita traccia su questo blog digitando questi illustri nomi nel motore di ricerca interno, in alto a sinistra.

Marco Sermarini



martedì 20 novembre 2007

Chesterton e Papini.

Riceviamo sulla nostra casella di posta e orgogliosi vi facciamo leggere, con un grazie per l'eccessiva bontà di Oscar Tordi, e che Dio lo benedica! Piuttosto, diciamo che Chesterton e Papini collaborarono alla stessa rivista, Il Frontespizio. Francamente non sappiamo se si conobbero (di Cecchi lo sappiamo, basta leggere le indimenticabili pagine che riguardano Chesterton e Belloc del suo Scrittori inglesi ed americani), però potrebbe non essere inverosimile: Chesterton venne diverse volte in Italia, dove si trovava benissimo (mangiare, bere, Papa, molto ma molto caos, osterie più o meno volanti...) e non è escluso che come incontrò il Cecchi abbia incontrato il Papini. Se qualcuno è così gentile da approfondire l'argomento...

 
"Complimenti per il blog, che ormai è diventato per me un appuntamento quotidiano. Scrivo per segnalarVi una felice citazione di Giovanni Papini. Ho imparato a conoscere e ad apprezzare quasi contemporaneamente sia GKC che Papini, due grandi il cui pensiero appare attuale con evidenza sempre maggiore. La loro conversione avvenne nello stesso anno (1923), ma non ho ancora trovato elementi che mi confortino che i due personaggi si siano conosciuti di persona. Di certo, però, per quanto diversi come uomini e diverso il contesto culturale e sociale in cui si sono trovati, trovo molto forti le affinità del loro modo di intendere le cose. Pertanto voglio segnalarVi queste brevi sorprendenti righe che Papini scrisse a prefazione del libro "Dante vivo" del 1933: " questo... vuol essere il libro vivo d'un uomo vivo sopra un uomo che dopo la morte non ha mai cessato di vivere.". Ogni commento è superfluo. Grazie e Arrivederci. Oscar Tordi".