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domenica 12 novembre 2023

Poem of the week: The Rolling English Road by GK Chesterton | Carol Rumens su The Guardian, 13 Giugno 2011.


The Drunken Reveller

This genial defence of a drink or two rattles along with inimitable panache.

This week's choice may be the best-loved of GK Chesterton's poems, but perhaps not many readers know that "The Rolling English Road", first published in a political weekly in 1913, was originally titled "A Song of Temperance Reform".

I think it was TS Eliot who described Chesterton's verse as "first-rate journalistic balladry" and there's no doubt that much of it, like much of his writing in general, has a mission to persuade. Not for Chesterton the then-fashionable dictum of "art for art's sake". Behind "The Rolling English Road" lies its author's powerfully-felt opposition to the threatened introduction of Prohibition into Britain: the law had already been passed in the US, and Chesterton saw it as an abuse of the ordinary man's right to ordinary pleasures. But, if moral indignation was the impulse, the resulting poem is miles away from one-sided polemic.

(Nostra traduzione: La scelta di questa settimana è forse la più amata tra le poesie di GK Chesterton, ma forse non molti lettori sanno che "The Rolling English Road", pubblicata per la prima volta su un settimanale politico nel 1913, era originariamente intitolata "A Song of Temperance Reform". Credo sia stato TS Eliot a descrivere i versi di Chesterton come "ballate giornalistiche di prim'ordine" e non c'è dubbio che gran parte di essi, come gran parte dei suoi scritti in generale, abbiano la missione di persuadere. Non è per Chesterton il dettame allora in voga dell'"arte per l'arte". Dietro "The Rolling English Road" si cela l'opposizione fortemente sentita dal suo autore alla minacciata introduzione del proibizionismo in Gran Bretagna: la legge era già stata approvata negli Stati Uniti e Chesterton la vedeva come un abuso del diritto dell'uomo comune ai piaceri ordinari. Ma se l'impulso era l'indignazione morale, il poema che ne risulta è ben lontano dalla polemica unilaterale).

(...)

The Rolling English Road 

Before the Roman came to Rye or out to Severn strode, 
The rolling English drunkard made the rolling English road. 
A reeling road, a rolling road, that rambles round the shire, 
And after him the parson ran, the sexton and the squire; 
A merry road, a mazy road, and such as we did tread
The night we went to Birmingham by way of Beachy Head.

I knew no harm of Bonaparte and plenty of the Squire, 
And for to fight the Frenchman I did not much desire; 
But I did bash their baggonets because they came arrayed 
To straighten out the crooked road an English drunkard made,
Where you and I went down the lane with ale-mugs in our hands, 
The night we went to Glastonbury by way of Goodwin Sands.

His sins they were forgiven him; or why do flowers run 
Behind him; and the hedges all strengthening in the sun? 
The wild thing went from left to right and knew not which was which,
But the wild rose was above him when they found him in the ditch. 
God pardon us, nor harden us; we did not see so clear 
The night we went to Bannockburn by way of Brighton Pier.

My friends, we will not go again or ape an ancient rage, 
Or stretch the folly of our youth to be the shame of age,
But walk with clearer eyes and ears this path that wandereth, 
And see undrugged in evening light the decent inn of death; 
For there is good news yet to hear and fine things to be seen, 
Before we go to Paradise by way of Kensal Green.

Il resto dell'articolo è nel collegamento qui sotto:

https://www.theguardian.com/books/booksblog/2011/jun/13/poem-week-g-k-chesterton

venerdì 20 ottobre 2023

Chesterton in altre parole - Ulteriori aspetti dell'influsso chestertoniano su Tolkien.



Riprendiamo l'argomento che ieri abbiamo toccato grazie all'idea di fantasia secondo Chesterton utilizzata da Tolkien per spiegare la propria idea di "recover" che i racconti e le fiabe devono avere. Parlavo di idee chestertoniane fatte proprie da Tolkien. Ora provo a dare qualche ragione in più.

Tolkien lesse molto dell'opera di Chesterton, poetica e saggistica. Conosceva Eretici e Ortodossia; George Sayers (1914 - 2005) ricorda che Tolkien aveva "una grande simpatia e apprezzamento per L'Uomo Eterno" e che  trovava le sue ragioni "assolutamente valide". Si dilettava particolarmente con le opere più stravaganti di Chesterton: conosceva L'uomo che fu Giovedì e Il Napoleone di Notting Hill, e amava cantare ad alta voce le sue poesie comiche, in particolare The Song of Quoodle, The Song against Grocers, e The Rolling English Road. Tutte queste poesie sono presenti in L'osteria volante. Si può leggere tra le righe di un dettaglio non trascurabile de Il ritorno del re, quando si legge che Lotho Sackville-Baggins, dopo aver preso il controllo della Contea come "Capo", "non ha tenuto la birra, se non per i suoi uomini, e ha chiuso tutte le locande".

Tolkien ebbe parole di apprezzamento anche per Lepanto: sua figlia Priscilla ricordava che il padre si divertiva a recitarla. Dice Alison Milbank, autrice del libro Chesterton and Tolkien as theologians: «State leggendo una storia. State leggendo una poesia. E quando in quell’opera incontrate il mondo, in certa misura, vi trae fuori dalla realtà. Ora, ovviamente il fantasy lo fa in un modo molto puro, e quando Tolkien scrive sul “rendere strano” trae l’idea da Chesterton, per il quale è il metodo principale di scrittura. Chesterton scrive in un modo letterario, o grottesco, che fa sì che le cose ordinarie sembrino bizzarre o incantate. Le storie di Padre Brown funzionano così. Siamo in un mondo molto ordinario, per esempio in una sala da tè londinese, e improvvisamente accade qualcosa di inesplicabile, e il mondo intero sembra strano. Non sembra essere ciò che pensavi che fosse. Tutto è possibile. Sei tratto in una sorta di regno quasi fantastico. Come può accadere che un corpo sparisca da un isolato di appartamenti, quando tre testimoni guardavano e nessuno è entrato o uscito? Significa forse che i corpi possono fare cose che non pensiamo possano fare? Così, Chesterton vi porta via da un mondo che sembra funzionare secondo leggi note. Questo è il modo con cui Chesterton opera al fine di ricostruire la realtà» (1).

Milibank esprime in maniera ancor più chiara la questione del Mooreeffoc, ossia la capacità della realtà stessa di mostrarsi bizzarra per sottrarsi dall'ovvietà, la "fantasia chestertoniana" su cui si sofferma Tolkien nel suo saggio On Fairy-Stories.

Naturalmente c'è dell'altro, e di ciò parleremo più avanti, ma già questi aspetti mostrano la profondità dell'influsso chestertoniano sul filologo di Oxford.

Marco Sermarini


(1) Alison Milbank, La Teologia di Chesterton e Tolkien: Un’Intervista con Alison Milbank, di Carlos Perona Calvete, 1 Giugno 2022, in https://tolkienitalia.net/la-teologia-di-chesterton-e-tolkien-unintervista-con-alison-milbank/

sabato 25 giugno 2022

Yeats inserì due poesie di Chesterton nel suo The Oxford Book Of Modern Verse 1892-1935.

Ho scoperto solo oggi che William Butler Yeats, premio Nobel 1923 per la letteratura, poeta e irredentista irlandese, inserì due tra le più note poesie di Chesterton nell'antologia intitolata The Oxford Book Of Modern Verse 1892 - 1935.

Le poesie di Chesterton sono The Rolling English Road e Lepanto, rispettivamente la n° 150 e la n° 151 dell'elenco.

Le potete trovare nel collegamento qui sotto, con tutto il resto del libro:

https://archive.org/details/in.ernet.dli.2015.459263/page/n207/mode/2up

Chesterton è in compagnia di amici come Hilaire Belloc (che compare con Tarantella) e Walter De La Mare (fu lui l'estensore del ricordino funebre di Chesterton e della sua definizione di Chesterton come Knight of the Holy Ghost), e di molti altri tra cui spiccano nomi come quello di Thomas Hardy e W.H. Auden, Rudyard Kipling e D.H. Lawrence, Thomas S. Eliot, Oscar Wilde, Tagore, James Joyce, Shri Purohit Swami e Ezra Pound, come pure altri meno noti.

I conoscitori sanno che Chesterton dedicò una parte intinta di ironia della propria Autobiografia proprio al Bardo irlandese. Yeats abitò parte della sua vita, prima di tornare in Irlanda, proprio in quella Bedford Park di Londra dove Chesterton incontrò (e cadde ferito al cuore!) la propria futura moglie Frances Blogg e dove ambientò L'Uomo che fu Giovedì.

Marco Sermarini

Yeats nel 1903


domenica 21 novembre 2021

The Rolling English Road, ballata antiproibizionista.

Poem of the week: The Rolling English Road by GK Chesterton

This genial defence of a drink or two rattles along with inimitable panache
Mon 13 Jun 2011 14.59 BST

Si tratta di un interessante articolo di Carol Rumens su una delle ballate che trovate ne L'Osteria Volante, è una buona ricostruzione della sua genesi.

https://www.theguardian.com/books/booksblog/2011/jun/13/poem-week-g-k-chesterton