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mercoledì 24 giugno 2026

Gli strani romanzi di G. K. Chesterton | Luca Fumagalli su Radio Spada.



Patrick Braybrooke, critico e scrittore, è stato uno dei pionieri degli studi chestertoniani, iniziando a firmare saggi sull’autore inglese quando quest’ultimo era ancora in vita. Pure nel suo Some Catholic Novelists, dato alle stampe nel 1931, compare un breve ma interessante intervento intitolato The Peculiar Novels of G.K. Chesterton.

Dopo un elogio della poliedricità di Chesterton, capace di destreggiarsi dalla prosa alla poesia con straordinaria abilità, Braybrooke sottolinea come l’inventore del celeberrimo Padre Brown non abbia mai scritto un romanzo convenzionale. Anzi, sfruttando il facile gioco di parole che consente l’originale “novel”, arriva a definire quelli di Chesterton tra i pochi autentici romanzi in un’epoca in cui la letteratura è ridotta a piattume e ripetitività. Ecco perché l’autore inglese può essere a ragione considerato un genio: oltre al talento, non temeva il nuovo.

Non a caso, quando pubblicò il suo primo romanzo, Il Napoleone di Notting Hill (1904), la stampa lo accolse con commenti favorevoli, elogiandone la freschezza. In un certo senso si tratta di un lavoro che ben rappresenta l’attitudine del suo autore, il quale pare suggerire che per avere una storia che valga davvero la pena di essere narrata sia necessario ribaltare sottosopra il mondo. Così accade che il protagonista, il poeta Adam Wayne, fa fuoco e fiamme pur di ridare dignità a un quartiere, come quello di Notting Hill, sempre più sporco e degradato. Del resto, all’opposto di quanto predicavano allora Shaw e Wells, sa che per cambiare il cuore dell’uomo bisogna passare dagli occhi. Perciò è bene che Notting Hill ritorni ai fasti del medioevo, alla sua passata grandezza, consapevole di come, ad eccezione della Chiesa, il mondo finisca sempre per rimanere schiavo della sua epoca.

Il resto in questo collegamento:




domenica 22 settembre 2024

Un aforisma al giorno - Il mondo lasciato a se stesso.

Lasciato a se stesso, il mondo non va da nessuna parte…questo è ciò che la Chiesa sostiene da sempre.


Gilbert Keith Chesterton, La Sfera e la Croce.


martedì 2 aprile 2024

Un aforisma al giorno - Umili e umiliati.

 Un dio può essere umile, un diavolo può solo essere umiliato

Gilbert Keith Chesterton, La Sfera e la Croce.



mercoledì 3 maggio 2023

Un aforisma al giorno (umiltà…).

“E allora” domandò Turnbull “che differenza c’è fra Satana e Cristo?”. “Semplicissimo: il Cristo è disceso all’inferno; Satana vi è caduto”. “Questa è una grande differenza?”. “Grande. L’uno di essi ha voluto discendere ed è salito. Un dio può essere umile: un demonio non può essere che umiliato”

Gilbert Keith Chesterton, La sfera e la croce.




sabato 18 giugno 2022

Roberto Brunelli, Il ’patriota cosmico’ e le sue perle - Cronaca - ilrestodelcarlino.it

Gli amici lo conoscono come il Patriota cosmico, e così si firma, sicuramente perché la sua bussola è Chesterton che ama alla follia. Come un po' folle appare anche lui. D'altronde è un francescano. D'altronde è padre Roberto Brunelli, occhi azzurri, occhiali rotondi, selva di capelli. Tutto spirito e corpo, Gesù e Gilbert Keith, che non sembri una blasfemia. Padre Roberto è sempre una sorpresa. Come quando pubblicò un libricino, proprio mignon, dal titolo "Omelie per birrerie con terzine per Cantine". Ne parlammo. Come quando curò la "Summa chesterteologica", con sottotitolo: "Pensieri su Dio. La chiesa. Gli eretici e le salsicce". Da far accapponare la pelle ai tradizionalisti e strabuzzare gli occhi ai progressisti. O come quando curò "La Sfera e la Croce", "L'Osteria volante", "La famiglia Regno della libertà", etc. etc.

Il resto qui sotto:


https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/roberto-brunelli-il-patriota-cosmico-e-le-sue-perle-1.7796110

martedì 22 dicembre 2020

venerdì 11 dicembre 2020

Chesterton: il mondo è abitabile perché si regge sulla follia della Croce | Annalisa Teggi su Aleteia.

Annalisa Teggi - pubblicato il 11/12/20

Nel suo romanzo "La sfera e la croce" Chesterton intuì che il mondo avrebbe progressivamente rifiutato lo scandalo della Croce: "Cominciate con l'infrangere la Croce; ma finite col distruggere il mondo abitabile"

La sfera e la croce è uno dei romanzi più famosi di G. K. Chesterton, fu pubblicato per la prima volta nel 1909. È disponibile in una nuova veste editoriale (con traduzione di Mauro Flavio rivista da Umberta Mesina) grazie al Centro Missionario francescano di Mogliano (MC).

Facile definirlo un racconto profetico, ma in che senso? Chesterton ebbe una grande capacità di lettura della realtà, tanto da vedere in essa i segni che avrebbero generato conflitti profondi. Il rifiuto della Croce come elemento paradossale, di scandalo, era già a suo tempo un vulnus aperto. GKC allora immaginò una scena che si apre in cielo su un vascello che vola, guidato da un fantomatico Professor Lucifero che ha rapito un monaco di nome Michele. Fuor di metafora: il diavolo è un erudito, l'arcagelo è un umile eremita.

CHESTERTON, SAINT PAUL, COLLAGE

martedì 24 novembre 2020

Strenna Natalizia Chestertoniana Volante 2020! È il vero regalo di Natale! Prenotatene subito un tot o rimarrete senza!

Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.

La Società Chestertoniana Italiana, la casa Editrice Leardini e il Centro Missionario Francescano stanno per dare alle stampe «LA SFERA E LA CROCE» (256 pagine - 18 €)
Cos'è "La Sfera e la Croce"? Un racconto distopico? Una versione romanzata di "Eretici"? Una commovente storia d'amore? Una profezia dei nostri giorni? Ce lo dirà nella sua prefazione Marco Sermarini.
Traduzione di Mauro Flavio rivista da Umberta Mesina
Copertina di Lorenzo Zappalà.

Il costo del pacco dono?
1 copia: € 18,00 spedizione compresa
2 copie: € 28,00 spedizione compresa
3 copie: € 36,00 spedizione compresa
5 copie: € 50,00 spedizione compresa
10 copie: € 80,00 spedizione compresa
20 copie: € 140,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 5,00 a copia, spedizione compresa!

Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.
Prenotate entro il 22 novembreESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it (non usate altri canali!)
Per il pagamento, dopo che avrete ricevuto i libri, l'intestazione è:
Centro Missionario Onlus Ofmconv Marche - Buona stampa
alle poste: ccp: 3130793
in banca: IBAN: IT22 Y076 0102 6000 0000 3130 793
CIN: Y ABI: 07601 CAB: 02600 N° Conto: 000003130793
oppure con Postepay N° 5333 1710 4395 8269 intestata a Roberto Brunelli
I libri vi arriveranno tramite corriere entro il 10 Dicembre.
Spargete la voce a tutti i Chestertoniani di vostra conoscenza!

La Segreteria Volante

sabato 21 novembre 2020

Strenna Natalizia Chestertoniana 2020! State prenotando? Il regalo utile è solo questo! Più ne comprate più guadagnate!

 Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.

La Società Chestertoniana Italiana, la casa Editrice Leardini e il Centro Missionario Francescano stanno per dare alle stampe «LA SFERA E LA CROCE» (256 pagine - 18 €)
Cos'è "La Sfera e la Croce"? Un racconto distopico? Una versione romanzata di "Eretici"? Una commovente storia d'amore? Una profezia dei nostri giorni? Ce lo dirà nella sua prefazione Marco Sermarini.
Traduzione di Mauro Flavio rivista da Umberta Mesina
Copertina di Lorenzo Zappalà.

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La Segreteria Volante

mercoledì 18 novembre 2020

Strenna Chestertoniana - Natale 2020!


Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.
La Società Chestertoniana Italiana, la casa Editrice Leardini e il Centro Missionario Francescano stanno per dare alle stampe «LA SFERA E LA CROCE» (256 pagine - 18 €)
Cos'è "La Sfera e la Croce"? Un racconto distopico? Una versione romanzata di "Eretici"? Una commovente storia d'amore? Una profezia dei nostri giorni? Ce lo dirà nella sua prefazione Marco Sermarini.
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Sopra i 40 libri: € 5,00 a copia, spedizione compresa!

Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.
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La Segreteria Volante

Eccola lì!!! La Sfera e la Croce!!!

Una bella vecchia edizione in lingua originale de La Sfera e la Croce... prestissimo nuova edizione italiana!

sabato 14 novembre 2020

Chesterton in altre parole - Carlo Bo e Giovanni Papini

Ho fatto a tempo a conoscere Chesterton... Ogni tanto capitava a Firenze e lo si poteva trovare vicino al Ponte Vecchio, in moto perpetuo tra la casa e una mescita di vino. All’aspetto era l’inglese tipico, così come veniva rappresentato cinquant’anni fa: grasso, viso acceso, grande sorriso. Direi che dei tre segni questo è il più significativo, quello che restituisce meglio la sua natura di scrittore. Papini aveva giustamente osservato che Chesterton aveva voluto riportare l’allegria nel cristianesimo e c’era riuscito.

Carlo Bo, Introduzione a La Sfera e la Croce, edizione Città Armoniosa, Reggio Emilia 1991.

domenica 23 agosto 2020

Profeta dell’allegria di SILVIA GUIDI - da L’Osservatore Romano.


«Ho fatto a tempo a conoscere Chesterton» scriveva Carlo Bo negli anni Novanta del Novecento, introducendo un'edizione italiana di La sfera e la Croce (Città Armoniosa, 1991), commentata in questa pagina dal futuro Giovanni Paolo I, Albino Luciani. 
«Ogni tanto capitava a Firenze e lo si poteva trovare vicino al Ponte Vecchio, in moto perpetuo tra la casa e una mescita di vino. All'aspetto — continua Bo — era l'inglese tipico, così come veniva rappresentato cinquant'anni fa: grasso, viso acceso, grande sorriso. Direi che dei tre segni questo è il più significativo, quello che restituisce meglio la sua natura di scrittore. Papini aveva giustamente osservato che Chesterton aveva voluto riportare l'allegria nel cristianesimo e c'era riuscito». 
L'Italia ha sempre esercitato un grande fascino su G.K.C. Nel 1929 venne a Roma con sua moglie Frances e restò nella città eterna per circa tre mesi, da novembre fino al gennaio dell'anno successivo. I coniugi Chesterton soggiornarono all'Hotel Hassler, sopra piazza di Spagna; durante le loro vacanze romane vennero ricevuti da Papa Pio XI, lettore e ammiratore di G.K.C., e rimasero folgorati dai mosaici di San Clemente. «La chiesa superiore nella quale ascoltai la Messa — scrive Chesterton nel libro La risurrezione di Roma — è per diverse ragioni la corona della rinascita e del trionfo delle cose cristiane, e l'antica decorazione dell'abside esprime questo concetto con un'armonia addirittura impressionante. L'abside è formata dalla solita mezza luna dorata e al sommo di essa vi è una nube dalla quale la mano di Dio si tende verso il crocifisso ma non con un semplice gesto di benedizione; è come se afferrasse la croce impugnandola come l'elsa d'una spada e come una spada la scagliasse giù sulla terra. Eppure si tratta di cosa che è l'opposto stesso della spada poiché il suo tocco non dà la morte ma la vita che scoppia e germoglia e s'innalza nell'aria affinché il mondo abbia la vita e sia una vita sovrabbondante». 
È impossibile, continua G.K.C., rendere con sufficiente violenza l'effetto di questa rappresentazione di vita. «Non si tratta di un normale sviluppo di rami e di radici, è più come uno zampillare di sangue generoso da una prima ferita aperta nelle arterie della terra. I germogli vivi si scagliano nello spazio con moto turbinoso così da ricoprire tutto lo sfondo con anelli e mulinelli, quasi sino a raggiungere e imprigionare le stelle. Questo disegno antichissimo esprime veramente ciò che tanti esperimenti futuristi e tante violente e pazzesche decorazioni tentarono inutilmente di esprimere: la creazione di un diagramma dinamico esprimente per mezzo del disegno l'immediatezza dell'azione. La sproporzione stessa fra le larghe curve e i vasti cerchi che si spiegano dappertutto e la croce sottile al cui tocco essi balzarono alla vita, non fa che aggiungere forza alla potenza di quel magico legno. Al centro di ognuno di quei cerchi, come in un rifugio che è insieme un nido e un mondo nuovo e distinto, sta un uccello diverso per la specie e il colore». 
Difficile mettersi di fronte a queste immagini e sostenere ancora che la fede cristiana è «un credo di morte». Neanche la croce, nei mosaici di San Clemente, comunica a chi guarda un'impressione luttuosa. 
«Il volto del crocifisso, che nella maggioranza delle immagini è necessariamente tragica — continua lo scrittore che McLuhan definì "un mistico pratico" — qui è radiosa come nella luce di un pieno meriggio, come esprimesse le parole che non è stato necessario incidere come motto o iscrizione: "Io sono la risurrezione e la vita"». 
Per Chesterton la città di Roma, al contempo locus di favola e teatro di fatti concreti, evoca uno speciale mistero unito a un significato antico tutto da riscoprire, e diventa l'occasione privilegiata per una profonda riflessione sulla natura umana e il senso della storia. 
A «Roma e la fede che ci aiuta a essere umani» la Pontificia università della Santa Croce ha dedicato recentemente una giornata di studio, che ha avuto come protagonista proprio l'umanesimo cristiano del defensor fidei inglese. Avendo come ingrediente principale la materia incandescente, scoppiettante e zampillante del re dei paradossi non poteva trattarsi di un convegno "normale", del tutto convenzionale, o comunque prevedibile in tutte le sue componenti: e infatti così è stato.
L'11 aprile scorso le relazioni di Susan Hanssen (Rome, Chesterton and the Historical Imagination), padre Giulio Maspero (Tutti abbiamo bisogno di essere trovati. Narrazione grazia e umanità secondo G.K. Chesterton) e padre John P. Wauck (Roma, romanzo e ortodossia) sono state seguite da un laboratorio teatrale — «Declinare Chesterton oggi: L'uomo vivo dal vivo» tenuto da Giampiero Pizzol e Laura Aguzzoni, pensato proprio per incarnare il pensiero di Innocent Smith (protagonista del libro Manalive e alter ego di Chesterton) dandogli volto e voce. 
La prosa del funambolo delle sfide dialettiche più azzardate è ancora viva e vegeta, scriveva Bo nella sua prefazione a La sfera e la Croce (ma è un commento che potrebbe adattarsi bene anche alle pagine di Manalive): «Viva la fantasia, straordinariamente viva la capacità di tessere dei fili in grado di andare molto al di là delle nostre stanche abitudini. Insomma, Chesterton ha conservata intatta la sua carica di novità epperò sta a noi recuperarlo, intenderlo e gustarlo. Il libro sembra fatto apposta per consentire questa operazione e allora avanti: Chesterton è un profeta familiare, uno che sa parlare di cose gravi e importanti con le parole di tutti i giorni e che ha la sola preoccupazione di non tradire la verità. Come si vede, ce n'è abbastanza per riprendere una strada che ha perduto ben poco del suo fascino».
L'apparente leggerezza del profeta dell'allegria non deve trarre in inganno il lettore; anche nelle sue battute, come nelle barzellette ebraiche, l'umorismo — ha sottolineato padre Maspero — ha una funzione teologica. In fondo, si può ridere di tutto proprio perché nulla è Dio tranne Dio. 
Di tutto, d'altra parte, ci si dovrebbe stupire, perché l'intera creazione è una fonte di infinita meraviglia. Ci si può commuovere anche davanti alla copertina del Bradshaw, ovvero davanti all'orario dei treni inglesi, scrive G.K.C. in L'uomo che fu giovedì: «Tenete per voi il vostro Byron che commemora le disfatte degli uomini. Io verserò lacrime d'orgoglio leggendo l'orario delle ferrovie». Nessun uomo, in realtà, ha mai veramente misurato la vastità del debito verso quel qualsiasi essere che l'ha creato «e che lo ha reso capace di chiamarsi qualcosa — scrive in Autobiografia — Dietro il nostro cervello, per così dire, v'era una vampa o uno scoppio di sorpresa per la nostra stessa esistenza: scopo della vita artistica e spirituale era di scavare questa sommersa alba di meraviglia, cosicché un uomo seduto su una sedia potesse comprendere all'improvviso di essere veramente vivo, ed essere felice». 
Per infondere nuova vita alle stanche abitudini di cui parlava Bo nelle sue note a margine — tentazione permanente per chiunque, in ogni epoca — Chesterton ha composto una serie di antidoti, da leggere o (ancora meglio) da interpretare nel rito antico e sempre nuovo della scena. Tra questi, uno dei più efficaci è proprio Manalive, un romanzo scritto nel 1912 che si presenta già — scrive Pizzol nelle note di regia dell'adattamento scritto per i suoi attori, la Compagnia Bella — come una commedia con colpi di scena ben studiati, uno stile impeccabile da teatro, una conversazione irta di battute pungenti, modulata sui registri comico-drammatici, e un intreccio degno di Shakespeare.
Si tratta di un giallo senza delitto, ma con un vero processo che tiene viva l'attenzione del pubblico; non abbiamo sul banco d'accusa solo i fatti, ma l'interpretazione dei fatti, o, meglio ancora, l'interpretazione della vita stessa. «In certe epoche particolari, è necessaria una specie di preti, chiamati poeti, per ricordare agli uomini che non sono morti» ripete G.K.C. Ovvero, bisogna imparare di nuovo quel vangelo di meraviglia che consiste nel vivere intensamente l'istante. Per questo, Mr. Smith è il prototipo dell'uomo che non si accontenta di sopravvivere, e accetta il compito di svegliare tutti gli altri; dopo il suo arrivo, nota uno dei personaggi di Manalive, «a casa Beacon è scoppiata la salute. E la salute è più contagiosa della malattia».

venerdì 27 marzo 2020

La sfera, la croce e la follia del mondo moderno – Fabio Trevisan su Ricognizioni.

A cent'anni dalla pubblicazione, il romanzo La sfera e la croce di Gilbert Keith Chesterton ci può aiutare nella comprensione dell'epidemia e che stiamo vivendo e delle sue conseguenze. Chi riconoscerà la follia di un mondo che ha costruito la sua esistenza rinnegando il valore salvifico della croce? Chi saprà scorgere la pazzia nei pensieri mondani che non credono nell'ortodossia cattolica, conducendo una vita "orizzontale" legata alla realizzazione di se stessi anziché del regno di Dio? Chi sarà capace di lottare nella ricerca della verità, in un mondo relativista e indifferente?

Il resto qui: