Visualizzazione post con etichetta Il soprannaturale è naturale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il soprannaturale è naturale. Mostra tutti i post

sabato 29 ottobre 2022

Un aforisma al giorno.

Ciò che disorienta il mondo, e i suoi sapienti filosofi e immaginosi poeti pagani, intorno ai sacerdoti e al popolo della Chiesa Cattolica, è che essi ancora si comportano come fossero messaggeri. Un messaggero non fantastica su quel che il messaggio possa essere e non discute su quello che dovrebbe essere; egli lo consegna qual è. Non una teoria o una fantasia, ma un fatto. Tutto quello che si condanna nella tradizione cattolica, - l’autorità, il dogmatismo e il rifiuto di ritrarre o modificare - non sono che i naturali attributi di un uomo che porta un messaggio relativo a un fatto.

Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia

martedì 13 luglio 2021

Un aforisma al giorno.

Può forse derivare da incurabile o biasimevole levità o frivolità del mio carattere, tuttavia molte notizie riguardanti i bolscevichi, e in special modo quelle ricevute attraverso i bolscevichi medesimi, mi fanno semplicemente ridere. So che alcuni proprietari di giornali e taluni "leaders" nazionali pensano che quelle notizie dovrebbero soltanto farci rabbrividire di spavento, e pubblicano periodici appelli per mantenerci in questo stato di paura, però io non credo che la paura, o il disgusto, siano mezzi efficaci per combattere, né ho mai sentito dire che qualsiasi stupidità venga annientata con tali mezzi: piuttosto ho sentito dire che si è demolita col ridere. 


Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia.

giovedì 29 aprile 2021

Un aforisma al giorno.

Chiunque ha una profonda conoscenza della psicologia umana, diffida di coloro che vantano d'essere artisti e parlano continuamente d'arte. L'arte è una cosa normale e umana come il camminare e il pregare; dall'istante che si comincia a parlare solennemente di lei, si può essere più sicuri che c'è un principio di paralisi.

Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale.

venerdì 9 aprile 2021

Un aforisma al giorno.

In nove casi su dieci, la Chiesa è stata semplicemente dalla parte della sanità e dell’equilibrio sociale, contro eretici che furono spesso somiglianti a dei lunatici.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico, in Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia

lunedì 5 aprile 2021

Chesterton e Lo Spirito del Tempo.

Nel Dicembre 1932 Il Frontespizio pubblicò il saggio "Lo Spirito del Tempo" di Gilbert Keith Chesterton nel suo IV volume; il saggio fu tradotto in italiano da Ireneo Speranza.

Nel medesimo numero scrissero Giovanni Papini, il suddetto Speranza, Nicola Lisi, Giovanni Artieri, Giovanni Aldini, Auro D'Alba, Rodolfo Paoli, Odoskopos e Roberto Weiss.

L'articolo è oggi rintracciabile nel volume Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia.

A proposito de Il Frontespizio trovate diversi altri post su questo blog.

martedì 30 marzo 2021

Un aforisma al giorno.

L'età della pubblicità non ammette mai che le sue verità possano essere tradizionali: esse debbono essere nuove quanto son vere. È insito nella sua natura di vendere vecchie lampade per nuove, in accordo ai costumi del mercato, e la trovata della cura del sole consiste infatti nel portare in giro, come dispositivo illuminante recentemente inventato, l'antica lampada attaccata nel cielo dal primo mattino della Terra. 


Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia.

giovedì 18 marzo 2021

Un aforisma al giorno.

Il "temperamento artistico", è una malattia che affligge gli amatori d'arte. È una malattia caratteristica negli uomini che non hanno la forza d'espressione necessaria per formulare e eliminare l'elemento artistico che è in loro. Per l'uomo sano esprimere l'arte che lo fa patire è una cosa salutare; e per tutti gli uomini sani è necessario eliminare gli elementi artistici che si portano in noi stessi, costi quello che costi. Gli artisti vigorosi e sani esprimono la loro arte con la stessa facilità con cui respira- no e traspirano. Ma per l'artista di fiato corto questa funzione diventa opprimente e produce una sofferenza tipica chiamata "temperamento artistico". È per questo che grandi artisti come Shakespeare o Browning sono capaci d'essere uomini ordinari. Le tragedie invece causate dal "temperamento artistico" sono numerosissime: tragedie di vanità, di violenza, di paura. Ma la più grande tragedia è poi, l'impotenza per l'arte.


Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia 

giovedì 11 marzo 2021

Un aforisma al giorno - Chesterton e Joyce.

Joyce

Questa qualità di non socievolezza intellettuale, che può consistere con tanta socievolezza tutta di superficie e con una pecoresca continuità di consuetudini, è il fatto più lampante degli scrittori realmente più abili dei nostri tempi. Una delle sue manifestazioni è un’eccentricità verbale nelle opere di un talento che va al di là dell’eccentrico. È come quei linguaggi segreti che inventano i ragazzi.

L’Ulysses contiene certo numero di parole bizzarre, nessuna delle quali, tuttavia, è più bizzarra dell’Ulysses stesso. Ed è in se stesso curioso il paragone che Omero in una grande epica pagana, s’affanna ad essere purissimo in un pianissimo linguaggio, mentre Joyce s’affanna ad essere molto grossolano in un linguaggio molto esoterico. Ci sono interi brani, dove comparisce il tema morale, che sono oscuri per quel che riguarda la morale. È stato paragonato a Rabelais, ma il paragone stesso basta a mostrarci vividamente la differenza fatta dallo Spirito del Tempo. Tutta la forza di Rabelais sta nel fatto ch’egli sembra urlare come diecimila uomini, e che uno dei suoi giganti è come una moltitudine accalcatasi in un uomo. Quel che egli urla può non essere sempre molto distinto o intellegibile, non più che l’urlo d’una plebaglia e canaglia d’oggi; ma si vede subito che quel che vien fuori è qualcosa di normale e umano, anche se questo qualcosa qualcuno potrebbe chiamarlo piuttosto bestiale. Ma non si sente, almeno non lo sento io, che James Joyce parli mai per altri fuorché per James Joyce. Possiamo definirla individualità, pazzia, genio o quel che si vuole: ma è cosa del suo tempo appunto per quell’aria d’aver inventato la sua lingua e d’essersi un po’ troppo allontanato da quella che è come la lingua di tutti. Il nuovo Ulisse è l’opposto del vecchio Ulisse, perché questo si moveva tra mostri e streghe con un equilibrato e quasi prosaico senso comune, mentre il primo si muove tra comuni lampioni e osterie con una fissata attitudine di mente, più fantastica di tutti i racconti di fiabe. Non sto qui a giustamente elogiare o giustamente criticare un’opera tanto discussa; me ne servo soltanto per mostrare l’isolamento d’una intelligenza o anche d’un estro. Rabelais talora sembra confusionario, perché è come venti uomini che parlano insieme; ma Joyce è piuttosto inascoltabile, perché parla a se stesso.

Gilbert Keith Chesterton, Lo Spirito del Tempo, in Il Soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia.

James Joyce, 80 anni senza lo scrittore dell'Ulisse - Style

Un aforisma al giorno.

Per coloro che credono che l’idea di una Crociata sia un’idea che sciupa l’idea della Croce, non c’è da dire se non che per essi l’idea della Croce è già sciupata.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno, citato anche in Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia.

martedì 12 maggio 2020

Chesterton e Péguy tra “iRefoli” Marietti

(...) Saranno disponibili, per la prima volta in ebook, anche le prose che Gilbert K. Chersterton, autore della popolare serie con il prete-poliziotto Padre Brown, ha pubblicato su riviste italiane fra il 1919 e il 1938. Il volume Il soprannaturale è naturale, a cura di Marco Antonellini, raccoglie infatti tredici testi, comparsi su La Ronda, L’Italia letteraria, Il Frontespizio e L’Illustrazione toscana. Scritti in anni decisivi per la formazione dell’autore, non possiedono solo un valore documentario o storico, ma assolvono anche alla funzione eminentemente educativa che Chersterton ha sempre riconosciuto alla letteratura (...).

Il resto qui sotto:

http://www.settimananews.it/libri-film/chesterton-e-peguy-refoli-marietti/

mercoledì 17 aprile 2019

Un aforisma al giorno

Ciò che disorienta il mondo, e i suoi sapienti filosofi e immaginosi poeti pagani, intorno ai sacerdoti e al popolo della Chiesa Cattolica, è che essi ancora si comportano come fossero messaggeri. Un messaggero non fantastica su quel che il messaggio possa essere e non discute su quello che dovrebbe essere; egli lo consegna qual è. Non una teoria o una fantasia, ma un fatto. Tutto quello che si condanna nella tradizione cattolica, - l'autorità, il dogmatismo e il rifiuto di ritrarre o modificare - non sono che i naturali attributi di un uomo che porta un messaggio relativo a un fatto.


Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale. Scritti per l'Italia

martedì 4 novembre 2014

Un aforisma al giorno (per invogliare a leggere Capelli spaccati in quattro...)

"Non c'è nulla di così stupendamente stupido quanto il detto comune: 'La religione non può dipendere da minuziose dispute di dottrina'".

Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale (in origine in un articolo pubblicato su Il Frontespizio)

Perla di chiarezza, cannonata contro l'assurdo.

venerdì 8 giugno 2012

Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia, Marietti 1820. Recensione a cura del nostro presidente.


Gilbert Keith Chesterton. Il soprannaturale è naturale - Scritti per l’Italia, Marietti 1820 - 2012. pp. 112 - € 12,00 - a cura di Marco Antonellini.

Il volumetto proposto da Marietti 1820 è un compendio di scritti italici di Chesterton, ossia di articoli (ma comprende anche due conferenze date in Italia da Gilbert) pubblicati su alcune riviste letterarie italiane e scritti appositamente per loro (sostanzialmente Il Frontespizio, di cui più volte abbiamo parlato su questo blog, e La Ronda, altrettanto ripetutamente mentovata in questo medesimo luogo a proposito della sua frequentazione da parte di GKC, Hilaire Belloc, Giovanni Papini e naturalmente del mentore italiano di Chesterton, Emilio Cecchi; poi Italia Letteraria e L’Illustrazione Toscana).
Chesterton si conferma amante dell’Italia per plurime e non nascoste ragioni.
La raccolta è interessante perché è frutto dello sforzo “filologico” e storico di Marco Antonellini, curatore di quest’opera come pure “scopritore” italiano de La Ballata del cavallo bianco edita da Raffaelli e tradotta con maestria dalla nostra Annalisa Teggi, riproposta in una nuova edizione con postfazione di Marica Ferri (ricordiamo a tal proposito che quella italiana è attualmente ancora l’unica traduzione della Ballata: un vero paradosso per un’opera assolutamente imprescindibile per chi vuole davvero conoscere Chesterton e che può essere tranquillamente messa a fianco di Ortodossia, Uomovivo, L’Uomo che fu Giovedì e L’Uomo Eterno come opera fondante il suo pensiero).
Bisognerebbe ringraziare Antonellini anche solo per aver riscoperto il Cavallo Bianco.
Qui ci viene dato modo di riscoprire la fine tessitura dei rapporti tra Chesterton e l’Italia.
Il nostro caro Gilbert soggiornò nella nostra patria diverse volte da adulto ed una misconosciuta volta da ragazzo assieme al padre Ed (si ha conoscenza di questa prima visita da alcune sue lettere, si sa che visitò Firenze). Una volta (tra il 1919 e il 1920) vi soggiornò in transito verso e dalla Palestina (quindi due volte), e al ritorno formulò in Puglia, in una chiesa nell'area del porto di Brindisi, il famoso voto che lo portò alla conversione nel 1922; poi ci fu una lunga permanenza a Roma nel 1929 - 1930 (fu la volta della conferenza che troverete nel volume su San Tommaso Moro, quella del lungo soggiorno all’Hotel Hassler vicino Trinità dei Monti, quell’hotel in cui un giorno lo trovarono, nella hall, intento a farsi pettinare da un gruppetto di bambini divertitissimi quanto lui...), e la quasi epica occasione del Maggio Fiorentino del 1935 (di cui vi è traccia nel mini volumetto edito da Raffaelli dal titolo La letteratura inglese e la tradizione latina).
Chesterton vantava numerosi ed insigni estimatori italiani, oltre ai già nominati Emilio  Cecchi e Giovanni Papini: Carlo Bo, don Giuseppe De Luca (una delle menti de Il Frontespizio, trovate su di lui notizie su questo blog), un insospettabile Antonio Gramsci (notizie sul blog), con buona pace di tutti Benito Mussolini (non torno sull’argomento: ricordo a tutti di leggere i recenti post e soprattutto il libro -forse introvabile ma speriamo presto ripubblicato- La resurrezione di Roma) e lo stesso Papa Pio XI, oltre a quel mons. Giovanni Battista Montini futuro Paolo VI.
Quando giunge in Italia famoso nel ’19, Chesterton vanta già un buon numero di pubblicazioni in lingua italiana: La Ronda aveva pubblicato a puntate Manalive col titolo Le avventure d’un uomo vivo nella traduzione di Emilio Cecchi, Lettere ad un vecchio garibaldino, Berlino Barbara e molto altro ancora. Ortodossia sarebbe apparso di lì a poco in un’edizione mai modificata di Morcelliana e giunta ad oggi ad un numero notevole di edizioni e ristampe.
Ripeto, il rapporto di simpatia verso i paesi di cultura cattolica (amò, oltre l'Italia, l'Irlanda, la Polonia e Malta) fu immediato anzi anche quasi sanamente preconcetto: dirà in Ortodossia nel 1908 che 
"I paesi di Europa rimasti sotto la influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, e ci si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giuochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui sia preservata la gioia del paganesimo". 
L’Italia, dal suo canto, corrispose subito l’affetto tributando a GKC un successo editoriale notevole. Un rapporto originato anche grazie alla saggia curiosità di Emilio Cecchi (per gli appassionati degli archivi, non tutti forse sanno che al Gabinetto Vieusseux a Firenze esiste il Fondo Emilio Cecchi con quattro lettere di Frances Chesterton, moglie e manager di Gilbert, e dieci lettere di Hilaire Belloc, tutte incentrate su questi rapporti), che lo lesse in inglese, lo cercò, lo andò a trovare nella sua  Beaconsfield, lo intervistò (spettacolari i resoconti di questi incontri), lo introdusse negli ambienti letterari italiani conferendogli l’impronta che lo ha caratterizzato sino ad oggi (e della quale forse fatichiamo a volte a trovare altre compatibili aspetti: il Chesterton “italiano” è un grande letterato, eccelso scrittore di romanzi e gialli, saggista, ma ancora pochi conoscono il Chesterton giornalista, polemista e soprattutto distributista... il recente convegno di Roma a La Civiltà Cattolica contribuisce a fare luce anche su questo anche se ancora molto manca). L’interesse fu grande se pensiamo che gli uomini citata poco fa lo portarono ad una grande notorietà.
Bella allora l’idea di Marco Antonellini che fa riscoprire all’Italia di essere stata così amica e da così tanto tempo del grande Gilbert.
Sono comunque tanti gli accenni che Chesterton fa alla nostra cara patria: il volume La resurrezione di Roma le è tutto dedicato, La fine della strada romana, La ballata del cavallo bianco portano in sé l’idea che la tradizione latina e cattolica sia alla base della cultura inglese molto più di quella germanica e protestante, motivo ripreso anche nella famosa conferenza del Maggio Fiorentino, ripubblicata da Raffaelli.
I contributi scelti da Antonellini hanno tutti gran pregio (qualche giorno fa Avvenire ha pubblicato “Capelli spaccati in quattro” tratto da Il Frontespizio, che da questo blog quattro anni fa rilanciammo grazie alla ricerca di Angelo Bottone), segno che il notevole ed incontenibile profluvio letterario chestertoniano, di fronte all’Italia scelse forse le sue corde migliori e toccò i suoi motivi più convincenti.
E’ bello che emerga questo rapporto perché se ne possono intravedere e studiare le motivazioni più recondite ed anche quelle del progressivo oblio che il Nostro Campione ha subito sino a tempi recentissimi e che noi chestertoniani italiani consideriamo causato proprio dalla sua non completa accettazione e del progressivo “imborghesimento” della cultura italiana, inclusa quella cattolica.
Il volume esce per i tipi della Marietti 1820 che ha già dato alle stampe le prefazioni chestertoniane alle opere di Dickens sotto il titolo Una gioia antica e nuova e la traduzione di Edoardo Rialti.
Come presidente della Società Chestertoniana Italiana, non posso che essere felice di questa pubblicazione che aggiunge un nuovo importante tassello alla conoscenza di Chesterton tutto intero e ci fa scoprire anche il Chesterton "italiano".

Marco Sermarini

modificato il 12 Settembre 2017

venerdì 1 giugno 2012

Chesterton su Avvenire: la civiltà si fa in chiesa

L'articolo segnalato e presente su Avvenire fa parte della antologia di articoli curata da Marco Antonellini e edita da Marietti 1820 dal titolo Il soprannaturale è naturale

Si tratta di alcune collaborazioni su riviste italiane da parte di GKC, e un paio di esse le pubblicammo qui sul blog anni fa (come pure parlammo del Frontespizio e di altro ancora: il nostro blog è una piccola miniera, e questo grazie anche a voi lettori). 

È una bella idea e presto la recensiremo qui.

mercoledì 16 maggio 2012

Il soprannaturale è naturale - Viaggio in Italia.

E' la prossima uscita chestertoniana, ad opera di Marietti e curata da Marco Antonellini.

Appena potremo, altre notizie.

Benone.