giovedì 14 maggio 2026

Un aforisma al giorno - L'unica giustificazione del mistero dell'amore di Dio.



Se c'è una questione che gli illuminati e i liberali hanno l'abitudine di deridere e di additare come un terribile esempio di dogma sterile e di insensata contesa settaria, è proprio questa questione atanasiana della coeternità del Figlio divino. D'altra parte, se c'è una cosa che gli stessi liberali ci propongono sempre come un esempio di cristianesimo puro e semplice, privo di controversie dottrinali, è la singola frase: «Dio è amore». Eppure le due affermazioni sono quasi identiche; almeno una è quasi priva di senso senza l'altra. Il dogma sterile è solo il modo logico di esprimere il bellissimo sentimento. Infatti, se esiste un essere senza principio, preesistente a tutte le cose, poteva amare quando non c'era nulla da amare? Se in quella inconcepibile eternità Egli è solo, che senso ha dire che Egli è amore? L'unica giustificazione di un tale mistero è la concezione mistica secondo cui nella Sua stessa natura vi era qualcosa di analogo all'espressione di sé; qualcosa che genera e contempla ciò che ha generato. Senza un'idea del genere, è davvero illogico complicare l'essenza ultima della divinità con un'idea come quella dell'amore.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.



mercoledì 13 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Riflessioni sul passato e sul futuro.



La foto del numero da cui è tratto l'articolo
citato (edizione inglese - quella americana
usciva circa quattordici giorni dopo ed aveva
lo stesso contenuto dell'inglese).

C'è un'obiezione piuttosto semplice al Futuro inteso come ideale. L'obiezione è che il Futuro non esiste. Il Futuro è inesistente; pertanto il Futuro è morto. È «le Néant», come diceva Danton. Il Passato esiste, e pertanto il Passato è vivo. Chi vive negli affari del passato vive in affari vividi e vari, in affari turbolenti, controversi e democratici. Chi vive nel futuro vive in un vuoto senza caratteristiche; vive nell’impersonalità; vive nel Nirvana. Il passato è democratico, perché è un popolo. Il futuro è dispotico, perché è un capriccio. Ogni uomo è solo nella sua previsione, proprio come ogni uomo è solo in un sogno. Se volto lo sguardo al passato mi ritrovo immediatamente in presenza di Fidippide, che potrebbe superarmi nella corsa; di Cuor di Leone, che potrebbe abbattermi; di Erasmo, che potrebbe migliorare notevolmente il mio latino; di Newton, che potrebbe spiegarmi molto chiaramente cose che non riesco a capire; di Robin Hood, che potrebbe battermi in una gara di tiro con l’arco; o di William Shakespeare, che potrebbe forse superarmi in una gara di bouts-rimés. Ma quando volto lo sguardo al futuro, allora tutti si inchinano davanti a me; allora tutti si prostrano; perché lì non c’è nessuno tranne me stesso.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 4 dicembre 1909 (edizione inglese), 18 dicembre 1909 (edizione americana).


martedì 12 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Generalmente siamo ancora più stupidi delle persone per cui scriviamo.



All Things Considered,
edizione Sheed & Ward,
1956.

Possiamo quindi ammettere che i politici abbiano contribuito in qualche modo al degrado del giornalismo. Non è stata tutta colpa nostra, dei giornalisti. Tuttavia, in gran parte sì. È stato soprattutto il frutto del nostro primo e più naturale peccato: l’abitudine di considerarci prestigiatori piuttosto che sacerdoti, poiché per definizione il prestigiatore è separato dal suo pubblico, mentre il sacerdote ne fa parte. Il prestigiatore disprezza la sua folla
; se il sacerdote disprezza qualcuno, deve essere se stesso. La maledizione di tutto il giornalismo, ma specialmente di quel giornalismo scandalistico che è la vergogna della nostra professione, è che ci riteniamo più intelligenti delle persone per cui scriviamo, mentre, in realtà, siamo generalmente ancora più stupidi. [. . .] Il giornalismo è popolare, ma lo è principalmente come romanzo. La vita è un mondo, e la vita vista sui giornali è un altro; il pubblico apprezza entrambi, ma è più o meno consapevole della differenza. … Ma la gente sa nel profondo del cuore che il giornalismo è un’arte convenzionale come qualsiasi altra, che seleziona, esalta e falsifica. Solo che la sua Nemesi è la stessa delle altre arti: se perde ogni cura per la verità, perde allo stesso modo ogni forma.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.

lunedì 11 maggio 2026

Un aforisma al giorno - I progressisti sono profeti...



Alla democrazia si rimprovera di sostenere che la maggioranza abbia sempre ragione. Il progresso, invece, sostiene che la minoranza abbia sempre ragione. I progressisti sono profeti; e fortunatamente non tutti sono profeti. Così, in questa atmosfera di settarismo agonizzante, chiunque scelga di profetizzare e di imporre divieti può tiranneggiare il popolo. Se decide di dire che bere è sempre sbagliato, o che baciare è sempre sbagliato, o che indossare bottoni è sempre sbagliato, la gente ha paura di contraddirlo per timore di contraddire il proprio pronipote. Perché la loro superstizione è un'inversione del culto degli antenati cinese; e invece di appellarsi invano a qualcosa che è morto, si appellano a qualcosa che potrebbe non nascere mai.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.

Prima edizione di What I Saw in America


domenica 10 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Profetizzo solo quando sono infuriato.

Come tutti i profeti sani di mente, sacri e profani, posso fare delle profezie solo quando sono infuriato.

Gilbert Keith Chesterton, Utopia degli usurai.

Loreto, Basilica della Santa Casa,
soffitto della Sacrestia di San Marco,
Melozzo da Forlì, 1484 - 1493.


sabato 9 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Qualcosa che una mucca non sa fare...

Qualsiasi uomo può essere lodato, e a ragione. Anche soltanto stando in piedi su due gambe fa qualcosa che una mucca non sa fare.

Gilbert Keith Chesterton, Utopia degli usurai.



venerdì 8 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Perseguire dentro di sé un mondo di piccole cose.

Ma non è un'esagerazione sostenere che quel libro (L'isola del tesoro, ndr) avesse più a che fare con il gioco, che con il tesoro. Stevenson non cercava veramente fuori di sé o lontano da sé un mondo di cose più grandi, ma perseguiva dentro di sé un mondo di piccole cose.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.


Una antica recensione del volume:



Stevenson (noto tra gli isolani come Tusitala,
"colui che racconta storie" durante la sua
permanenza alleIsole Samoa, in alto al
 centro con i baffi e la giacca scura.



giovedì 7 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Amare le persone reali come amiamo i personaggi dei romanzi.



Si dice spesso che impariamo ad amare i personaggi dei romanzi come se fossero persone in carne e ossa. Vorrei che a volte potessimo amare le persone nella vita reale così come amiamo i personaggi dei romanzi. Ci sono moltissime anime umane che dovremmo accogliere con maggiore gentilezza, e persino apprezzare più chiaramente, se solo le considerassimo come personaggi di una storia.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.

mercoledì 6 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Sciocchi e saggi, influenze.



Gli uomini non sono influenzati solo da ciò che sono; ma, quando sono sciocchi, sono ancora di più influenzati da ciò che credono di essere; e quando sono saggi, da ciò che desiderano essere.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



martedì 5 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Vizi, errori e difetti...


Un uomo considera i propri errori alla stregua del peccato originale e immagina che siano sparsi ovunque insieme al seme di Adamo. Ritiene che gli uomini abbiano poi aggiunto i propri vizi estranei alle solide e semplici fondamenta dei suoi vizi personali. Lo stupirebbe rendersi conto che essi, in realtà, con il loro strano percorso erratico, hanno evitato sia i suoi vizi che le sue virtù. I propri errori sono cose con cui si trova così a suo agio che li dimentica immediatamente e li attribuisce agli altri. Ne è così vagamente consapevole in se stesso che non si rende nemmeno conto della loro assenza negli altri.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



lunedì 4 maggio 2026

Oggi è la memoria dei Martiri Inglesi…

… e Chesterton ne era innamorato. 

Questa è la foto della pala dell’altare della Cappella a loro dedicata, edificata con la parte l’eredità che Chesterton lasciò alla Chiesa cattolica per la parrocchia della sua città, Beaconsfield. La parrocchia è intitolata a Santa Teresina del Bambin Gesù, non Chesterton avrebbe voluto che fosse intitolata ai martiri inglesi. Successivamente quest’intitolazione avvenne, in solido con la Santa francese, assieme ai più noti dei martiri inglesi, San Thomas More e San John Fisher. Come è noto (ne abbiamo parlato in diverse occasioni qui sempre su questo blog), Chesterton beneficò ampiamente la Chiesa cattolica: acquistò assieme alla moglie la statua della Beata Vergine Maria presente nella chiesa, e ancora oggi è presente; lasciò una somma espressamente perché venisse installata una vetrata dedicata a San Francesco d’Assisi, e anch’essa è tuttora visibile, poi la già nominata cappella, e lasciò la sua casa, Top Meadows, alla Chiesa, che ne fece un’abitazione per i pastori anglicani che si convertivano al cattolicesimo, per il tramite della Saint Barnabas Society. Questo avvenne solo dopo la morte di Dorothy Collins, avvenuta nel 1988. Questo perché i Chesterton le avevano lasciato l’usufrutto vita natural durante. La casa fu successivamente venduta alla famiglia che vi abita attualmente, che, come abbiamo già detto sempre qui, la vuole a sua volta cedere.

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IX Concorso Chesterton, 8 maggio 2026!


 

domenica 3 maggio 2026

Riproposizioni - Chesterton sul melodramma e la farsa.



Il melodramma è una forma d’arte, legittima come qualsiasi altra, nobile quanto la farsa, quasi quanto la pantomima. L’essenza del melodramma sta nel fatto che fa appello al senso morale in una forma altamente semplificata, proprio come la farsa fa appello al senso dell’umorismo in una forma altamente semplificata. La farsa crea personaggi così intellettualmente semplici da nascondersi in scatole da imballaggio o fingere di essere le proprie zie. Il melodramma crea personaggi così moralmente semplici da uccidere i propri nemici in Oxford Street e pentirsi vedendo la fotografia della propria madre. L'obiettivo della semplificazione nella farsa e nel melodramma è lo stesso, e del tutto legittimo dal punto di vista artistico: ottenere una rapidità di azione fragorosa che le sottigliezze ostacolerebbero. E questo può essere fatto bene o male. Il cattivo semplificato può essere un vivace schizzo a carboncino o una semplice macchia nera.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

Melodramma, Honoré Daumier.



sabato 2 maggio 2026

Un aforisma al giorno - L'antica salute del mondo.

Bevi perché sei felice, ma mai perché sei triste. Non bere mai quando non farlo ti rende infelice, o sarai come il bevitore di gin dal volto tetro dei bassifondi; ma se bevi quando saresti felice anche senza bere sarai come l'allegro contadino italiano. Non bere mai perché ne hai bisogno, poiché questo è un atto razionale che ti porta dritto alla morte e all'inferno. Ma bevi perché non ne hai bisogno, poiché questo è un atto irrazionale e l'antica salute del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



venerdì 1 maggio 2026

Un aforisma al giorno - L'insolito uso della parola "ortodosso".

Nulla rivela più sorprendentemente l'enorme e silenzioso male della società moderna dell'insolito uso che si fa oggigiorno della parola "ortodosso". Un tempo l'eretico era fiero di non essere tale. Eretici erano i regni del mondo, la polizia e i giudici. Lui era ortodosso. Non si compiaceva di essersi ribellato a loro; erano stati loro a ribellarsi a lui. Gli eserciti con la loro spietata sicurezza, i sovrani con i loro volti impassibili, i decorosi processi di Stato, i giusti processi legali: si erano tutti smarriti come pecorelle. L'eretico era fiero di essere ortodosso, fiero di essere nel giusto.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.