Visualizzazione post con etichetta Dale Ahlquist. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dale Ahlquist. Mostra tutti i post

domenica 12 aprile 2026

Ancora sullo spiccato interesse di Chesterton per il nonsense.

Nelle ultime settimane abbiamo deciso di gettare una luce più luminosa sul tema del nonsense, giacché ci è stato fatto notare da Dale Ahlquist che tra le prime due produzioni di Chesterton spiccano espressioni di interesse e stima per il genere nonsense.

La prima fu Greybeards at Play, tradotta in italiano in maniera appropriata dalla nostra Annalisa Teggi con Burloni Barbagrigia. Teggi, a proposito di questo interesse, con altrettanta appropriatezza ci dice:

«Questa raccolta di versi giovanili fu per Chesterton una cosa seria, il che – come lui stesso ci insegna – è tutt'uno con divertente. Sono versi che non vogliono suonare comici o satirici o semplicemente scanzonati; hanno la pretesa di giocare con le cose, dopo aver imparato a mettere in disordine il mondo interno nel modo in cui un bambino riduce in un campo di battaglia la sua cameretta. Nella fattispecie Gilbert compone questi versi per una bimba, una giovane cugina di Frances che si chiamava Rhoda. Anche attraverso la leggerezza di questi versi è capace di suggerirci che il disegno del mondo non è un meccanismo astruso, ma è qualcosa che attende ogni bimbo curioso che voglia mettersi a giocare».

La seconda è The Defendant (ampiamente citato sul nostro blog, tradotto in italiano prima come Il bello del brutto, edito da Sellerio, e successivamente da Lindau con il titolo L'Imputato), raccolta di articoli usciti su The Speaker, che presenta tra i vari titoli il seguente: "In difesa del nonsense".

Ho allora tradotto e pubblicato un saggio (suddividendolo in due post per facilitarne la lettura) apparso nel 1911 su l'Illustrated London News proprio sull'argomento:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/una-aforisma-al-giorno-bisogna-essere.html

https://uomovivo.blogspot.com/2026/03/un-aforisma-al-giorno-sui-paradossi.html

In esso Chesterton si diffonde sull'importanza del genere e su quella dei contributi di Lewis Carroll e Edward Lear alla questione. 

Ora scavando ci siamo resi conto di quanto il tema investa il pensiero di Chesterton, perché in Radio Chesterton (la raccolta di parte delle conversazioni radiofoniche effettuate da Chesterton alla fine degli anni Trenta sul programma radiofonico della BBC) c'è la trascrizione di una conversazione dal titolo Both Sides the Looking Glass, tradotto da Annalisa Teggi in Davanti e dietro allo specchio (la conversazione è raccolta in italiano in Radio Chesterton ed in inglese in The Spice of Life, visto che le trasmissioni nel loro complesso sono uscite in lingua originale solo nelle trascrizioni effettuate su The Listener, la rivista della BBC); si tratta della recensione di Miscellanea delle lettere di Lewis Carroll ai suoi piccoli amici e de La vita di Hans Christian Andersen di Signe Toksvig. È l'occasione per toccare nuovamente il tema parlando di queste opere, l'una contenente le lettere dell'autore di Alice nel paese delle meraviglie e l'altro una ben scritta biografia dello scrittore danese, ed anche per riportare luce sulla questione per come è trattata dal maestro del nonsense Edward Lear, di cui appunto Chesterton parla anche nel saggio del 1911.

Una chiave di lettura del tema, che è sempre il recupero delle cose ordinarie rendendole strane, è in questa frase:

ma perché un giornalista vecchio e noioso, che ora si è ridotto a parlare alla radio, perché quest'uomo attempato continua ad amare Andersen, anche dopo aver letto questo libro? Rispondo: perché la cosa più amabile del mondo è l'umiltà.

L'umiltà è una delle chiavi per cui l'uomo vede il mondo e la realtà come sono veramente, e il suo vero rapporto con il mondo stesso.

Uno dei mezzi per ottenere il risultato di

vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate (L'Imputato)

è l'uso dell'immaginazione per 

rendere strane le cose stabili (...), rendere i fatti meraviglie (L'Imputato).

Quindi per lo scopo di vedere vive e non scontate le circostanze quotidiane c'è appunto l'umiltà e c'è pure il Mooreeffoc, nominato molte volte negli ultimi tempi qui sul blog perché citato in Charles Dickens. A Critical Study, cioè la fantasia e l'immaginazione applicate alla realtà da parte del Nostro Gilbert, la bizzarria delle cose divenute scontate e che tali non devono rimanere. Dunque anche il nonsense ha una funzione morale ed educativa.

Marco Sermarini



sabato 8 novembre 2025

Racconto di un pellegrinaggio chestertoniano ma non solo.

Per la nostra famiglia l'Inghilterra è ormai un luogo dove andare a trovare amici, e questo è il miracolo o se volete la magia di Chesterton.

Il mese scorso abbiamo avuto la possibilità di fare un'ulteriore breve visita di qualche giorno anzitutto per onorare la memoria del nostro caro amico Aidan Mackey (il blog è ben fornito di post e immagini che lo riguardano), uno dei più grandi amici della nostra Società e della Scuola Libera Chesterton di San Benedetto del Tronto, che ha sostenuto sin da quando la conobbe, nel 2013. Aidan, come saprete, è passato a miglior vita nel maggio 2024 a quasi centodue anni (l'incredulità consisteva nel fatto che tutti lo pensavamo pressoché immortale... disse Dale in un bellissimo articolo che lo commemorava: "I think the most shocking thing about the death of Aidan Mackey was the fact that he died. I simply thought it would never happen"), ed in famiglia, oltre che il capo indiscusso dei chestertoniani del mondo, lo consideravamo uno di noi, uno del nostro clan, lo zio d'Inghilterra. I contatti erano frequenti, anche telefonici da quando aveva più difficoltà a scrivere. Allora ci è sembrato onesto andarlo a trovare anche nella sua nuova casa perché l'amicizia vera non finisce mai e la gratitudine è alla base della felicità, come diceva un signore grosso e grasso a noi molto caro.

Ma non è stata questa l'unica meta del nostro viaggio. Abbiamo girato un paio d'altri cimiteri per visitare C. S. Lewis, che è sepolto ad Oxford nella Holy Trinity Churchyard (in pratica il cimitero annesso alla chiesa anglicana di Holy Trinity), J.R.R. Tolkien e Stratford Caldecott (Wolvercote Cemetery, Oxford) e infine G. K. Chesterton (a Beaconsfield, Shepherds Lane).

La tomba di C. S. Lewis, Oxford,
Headington, Holy Trinity Churchyard.
 
La tomba di Chesterton, Beaconsfield,
Shepherds Lane.

La tomba di Stratford Caldecott
(nel tentativo di decifrare la scritta
in lingua ed alfabeto elfico sul retro).

La tomba di J. R. R. Tolkien.

Direte: in giro per cimiteri? Sì, perché la tradizione è la democrazia dei morti, e per noi i morti contano quanto i vivi. Così ci ha insegnato uno di questi bravi signori, e vediamo se vi ricordate a chi mi riferisco.

Ma abbiamo fatto visita anche ai vivi, perché l'amicizia per Chesterton è e rimane una cosa vera e bella e seria. Siamo andati a trovare Patricia Mackey, una delle sette figlie di Aidan, e siamo stati felicissimi di incontrarla; e poi abbiamo bussato alla porta del Good Counsel Network dove abbiamo salutato anche per voi Stuart McCullough con sua moglie Clare; Stuart è un simpatico compagno d'armi di diverse avventure chestertoniane per me, e l'organizzatore del Pellegrinaggio annuale sulla tomba di Chesterton da Kensington.

Patricia Mackey, figlia di Aidan.

Stuart McCullough, organizzatore del
Pellegrinaggio Kensington - Beaconsfield.


Poi siamo andati alla ricerca della casa di C. S. Lewis sempre a Oxford, e abbiamo sinceramente pensato che sarebbe spuntato il signor Tumnus, o che i signori Castoro ci avrebbero invitato per un tè.

Casa Lewis, Headington, Oxford.

Casa Lewis, Headington, Oxford.


La collina del Cavallo Bianco non è mancata all'appello, ed è bellissimo trovarla sempre lì, e pensare che sia stata una così grande ispirazione per il Nostro Eroe.

La collina del Cavallo Bianco, Uffington,
Oxfordshire.

Abbiamo visitato per voi anche la Chesterton Collection, che abbiamo trovato ben messa (anche se ci piacerebbe fosse ancor più grande) e soprattutto vi campeggiava il ritratto del grande Aidan a fianco alla porta d'ingresso, a Suffolk Street, nel centro del centro di Londra (comunque arrivarci in macchina è una sfida -- guai a lamentarsi del traffico di Roma o di Napoli, zucchero al confronto!).

Il nostro carissimo Aidan
ci aspettava...


L'ingresso della Chesterton Collection
a Londra, Suffolk Street, presso
la sede della Notre Dame University.



Non ci siamo fatti mancare neppure la ricerca di Overstrand Mansions, la seconda casa in cui abitarono i Chesterton appena sposati. Abbiamo anche riletto i racconti di Gibbs che temeva per la sua incolumità e di Cammaerts che vedeva Chesterton salire le scale e fare delle soste in cui scriveva i suoi articoli, e abbiamo riso molto al proposito.

Prince of Wales Drive, dove si
trova Overstrand Mansions.

Overstrand Mansions occupa
buona parte di Prince of Wales
Drive.

Uno degli ingressi agli appartamenti
del complesso.

Una parte rilevante del complesso
di Overstrand Mansions, dove
i Chesterton abitarono dal 1902 sino
al trasferimento a Beaconsfield
nel 1909.


Tutto molto bello, tutto molto vivo. Stuart ci ha annunciato che l'anno prossimo si potrebbe tenere un bellissimo convengo sui novanta anni dalla morte di Chesterton e sui centoventicinque anni dal matrimonio dei Chesterton. Sarebbe bello vedere degli italiani da quelle parti.

Pensate poi che in una pizzeria napoletana di Battersea abbiamo anche incontrato un compaesano che ci ha riconosciuto dall'accento, e abbiamo anche parlato di Sambenedettese Calcio... Ma a prescindere da questo, debbo dire che ci è sembrato di stare a casa in mezzo a tutti questi amici vivi ciascuno a modo proprio, ed è bellissimo.

Marco Sermarini


lunedì 13 ottobre 2025

Chesterton e gli ebrei - Philip Roth.




Spesso Chesterton viene ingiustamente tacciato di antisemitismo. L'argomento, vedrete, è stato da noi ampiamente trattato. In ogni caso Dale Ahlquist, nell'ultimo numero di Gilbert, ha tirato fuori questa interessante citazione di uno scrittore di origini ebraiche molto famoso.

Anzitutto scopriamo che Philip Roth (1933–2018) apprezzava Chesterton, e poi che ne aveva una grande stima. Egli, romanziere di successo americano di origini ebraiche, disse a proposito di Chesterton e del proprio essere ebreo: 

«Penso ai miei amici gentili. Se sentissi gli stivali militari sulle scale, mi nasconderebbero? Non ho mai dubitato che G.K. Chesterton mi avrebbe nascosto».

Sul rapporto tra Chesterton e gli ebrei ecco un'antologia dei nostri post in proposito:



Il giudizio di Ann Farmer, autrice di Chesterton and the Jews, sull'accantonamento da parte dal vescovo emerito di Northampton della causa di canonizzazione di Chesterton (da leggere):


Dale Ahlquist recensisce il libro della Farmer e ci aiuta:


La buonanima di William Oddie sull'argomento:


ma nel blog c'è tanto altro sull'argomento. Leggetelo perché ogni tanto qualcuno riparte nel dire cose inesistenti sull'argomento.

Marco Sermarini

martedì 7 ottobre 2025

Oggi è la festa della Madonna del Rosario, cioè della Madonna della Vittoria, cioè della vittoria di Lepanto, e Chesterton si innamorò di questa festa.



RIPETIAMOCI IN QUESTO MAGNIFICO GIORNO DI FESTA...



L'ho detto così spesso che sono quasi stanco di ripeterlo, ma devo continuare a dirlo. Coloro che non vedono il valore di Lepanto sono mezzi morti. Che rimangano così.

Hilaire Belloc

Credo, tuttavia, che Lepanto sia una delle pagine attuali che le generazioni del futuro non lasceranno morire. Una parte di vanità è solita mettere a disagio nelle odi eroiche; questa celebrazione inglese di una vittoria dei terzi di Spagna e dell'artiglieria italiana non corre questo rischio. La sua musica, la sua felicità, la sua mitologia, sono ammirevoli. È una pagina che commuove fisicamente, come la vicinanza del mare.

Jorge Luis Borges

(Lepanto) non è solo una delle più belle poesie di Chesterton, ma anche una delle più belle poesie in lingua inglese. È un intricato arazzo di immagini, un suggestivo racconto di storia, un capolavoro di rima e ritmo e allitterazione che marcia con uno scopo costante e costruisce un crescendo di grida di trionfo.

Dale Ahlquist

Se San Pio V suscitò una mobilitazione quasi come per una vera crociata, questo poema ha risvegliato amore, eroismo e l'idea di difendere le proprie radici in luoghi impensati: John Buchan, uomo d'arme, letterato e politico scozzese, futuro governatore britannico del Canada, il 21 giugno 1915 scrisse a Chesterton, appena riavutosi dal male che stava per ucciderlo, una breve nota dal fronte del seguente tenore: «L'altro giorno nelle trincee gridavamo la tua Lepanto». Nelle trincee in cui si combatteva contro gli Ottomani e i Prussiani, si cantava Lepanto, gente comune mandava a memoria versi che cantavano una battaglia di più di quattro secoli prima, cioè: un poema di Chesterton animava e parlava dell'identità di uomini comuni in guerra, nel fango di una trincea. Cosa desiderare di più per un poeta?

Marco Sermarini (prefazione a Lepanto, ed. Pathos, disponibile su www.pumpstreet.it)

https://uomovivo.blogspot.com/2023/10/7-ottobre-festa-della-madonna-del.html

https://uomovivo.blogspot.com/2011/11/esce-la-traduzione-di-lepanto-epica.html

https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html


mercoledì 27 agosto 2025

Due foto di Chesterton mascherato da dottor Johnson.





Chesterton amava fare teatro, mascherarsi, scherzare su tutto. Uno dei personaggi che più amava incarnare fu il famoso dottor Johnson. Lo ammirò tantissimo fino a farne il protagonista di uno delle sue piece teatrali, Il giudizio del dottor Johnson. Queste sono solo due delle foto che lo ritraggono nelle vesti dell'erudito inglese. Bisogna dire che fu uno dei personaggi a cui Chesterton fu più paragonato. Il perché ce lo dice giustamente il mio amico Dale Ahlquist: "Erano entrambi grandi uomini del loro tempo, entrambi imponenti, entrambi degni di essere citati ed entrambi incredibilmente precisi nei loro giudizi. Ciò che Chesterton disse del dottor Johnson vale anche per lui stesso: «giudicava tutte le cose con un buon senso gigantesco e distaccato»".

Ma chi era il dottor Johnson?

Samuel J. Johnson (1709 – 1784) fu un critico letterario, giornalista, poeta, saggista inglese.

È noto a tutti come "dottor Johnson". Fu un devoto anglicano, politicamente conservatore ed è considerato il letterato più illustre nella storia inglese. James Boswell scrisse la sua biografia dal titolo Life of Johnson.

Johnson frequentò il Pembroke College di Oxford per circa un anno, ma la mancanza di risorse economiche lo costrinse a lasciare l'università. Lavorò come insegnante e quindi si trasferì a Londra, dove si dedicò al giornalismo scrivendo per il Gentleman's Magazine. I primi lavori letterari furono la biografia di Mr Richard Savage, le poesie London e The Vanity of Human Wishes e il dramma Irene.

Nel 1755 pubblicò il Dictionary of the English Language che ebbe una grande influenza sulla lingua inglese moderna e si trasformò per Johnson in un'occasione di successo. Fino al completamento dell'Oxford English Dictionary, circa centocinquent'anni dopo, il dizionario di Johnson è stato considerato il dizionario inglese per antonomasia.

Morì nel 1784 ed è sepolto nell'abbazia di Westminster.

Marco Sermarini

mercoledì 25 giugno 2025

Un articolo di Dale Ahlquist sul centenario della conversione di Chesterton.

Oggi vi propongo un articolo datato, ma Validissimo del nostro amico Dale Ahlquist; Riguarda il centenario della conversione di Chesterton al cattolicesimo. Come società, cerchiamo sempre di riproporre articoli in altre lingue in qualche modo siano interessanti e aiutino ad approfondire la figura del nostro Eroe. È bello condividere le idee, farle girare, e poi il nostro amico americano ha sempre un punto di vista originale e sa esporlo in maniera semplice ed efficace.

Non propone cose sconosciute, però ci dà modo di riflettere sull’evento più importante della vita di Chesterton in maniera chiara e semplice..

Questo articolo è tratto da un numero di luglio del Catholic World Report. Non riusciamo a proporlo in traduzione italiana sia per problemi di diritti (è molto macchinoso, ve lo assicuro, soprattutto negli Stati Uniti) Ed anche per l’impegno che questo comporta. Se qualcuno volesse leggerlo, ma si ritiene piuttosto digiuno della lingua del nostro eroe, anzitutto consiglio di non perdersi d’animo e di leggere lo stesso, poi se non riesce a cavare un ragno dal buco esiste un traduttore online molto affidabile che si chiama DeepL. In pochi secondi vi soddisferà.

Marco Sermarini


When G.K. Chesterton was received into the Catholic Church one hundred years ago, on Sunday, July 30, 1922, it was big news. Except it wasn’t. It didn’t quite qualify as “news” because nobody knew about it. The two priests who received him into the Church – Fr. John O’Connor, his long-time friend who was also the inspiration for Chesterton’s immortal fictional detective Father Brown, and Dom Ignatius Rice, a Benedictine monk from Douai Abbey – vowed to say nothing about the ceremony. Not for any religious reasons. They just wanted to see how long it would take the press to find out.

It took three weeks.

Il resto qui sotto:



mercoledì 11 giugno 2025

Il giorno del trasloco, alla maniera di Chesterton - i nostri cugini americani cambiano sede.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

La Società di G.K. Chesterton si è ufficialmente trasferita nella sua nuova sede, un ex convento dall'altra parte del parcheggio (il parcheggio che fronteggia la Chesterton Academy di Hopkins, sobborgo di Minneapolis, Minnesota, dove finora si trovava la sede della società americana, ndr)! 

A rendere possibile il trasloco sono stati 170 studenti della Chesterton Academy of the Twin Cities (per Twin Cities, cioè le Città Gemelle, si intendono le città di St. Paul e Minneapolis, divise dal grande fiume Mississippi, ndr), che hanno contribuito a trasportare centinaia di scatole e pesanti scrivanie, librerie e schedari. 

Con cuore allegro e tanta forza, hanno trasformato il giorno del trasloco in un gioioso atto di servizio, come si conviene a Chesterton.

i giovani studenti della Chesterton Academy
aiutano nel trasloco

Parte dello staff della società americana,
riconoscibile Dale Ahlquist
(con un sobrio cappello...) e Emily Rotstein
(chinata con un foglio in mano)



mercoledì 12 febbraio 2025

Alcune foto poco o per nulla note di Chesterton...

Cari amici,

giorni fa vi avevo preannunciato da qualche parte che avremmo pubblicato alcune foto del Nostro Eroe.

Chesterton fu drammaturgo argutissimo, George Bernard Shaw lo pressava affinché si impegnasse di più in quest'area artistica. Lunedì vi abbiamo dimostrato tutta la passione di Chesterton per il teatro amatoriale (e vi dirò di più, per qualsiasi forma di pantomima, spettacolo, cose del genere: quante volte si esibì in finti processi, come accusatore, giudice, avvocato... quante volte fece da giudice in tenzoni del tipo di quelle del Dunmow Flitch? Questo non potete assolutamente perderlo, foto ridanciana ed anche un rarissimo video che anni fa scovai nel sito della Pathè, ignoto ai più).

Oggi, grazie alla collaborazione e al buon cuore di Dale Ahlquist, possiamo mostrarvi alcune foto che fanno il pari con il post di alcuni giorni fa. Meritano, no?

Qui, come disse un chestertoniano simpatico e sagace, si viaggia sempre in prima classe... aggiungo: prima classe della follia.

Ah! Ah! Ah!

Marco Sermarini

Qui nei panni del dottor Johnson,
in due diverse occasioni...


Qui nei panni di Bacco...

Qui nei panni di un presumibile Teseo.







Il drammaturgo produsse
quest'opera con questa
bella e simpatica copertina...

lunedì 30 settembre 2024

The Story Behind G.K. Chesterton’s Lost Manuscript | Dale Ahlquist su Strand Magazine.

Giorni fa vi abbiamo segnalato una bella notizia, la pubblicazione di un inedito di Chesterton sul giallo. Oggi vi mettiamo a disposizione l'articolo di Dale Ahlquist, presidente della Society of G. K. Chesterton (la Società Chestertoniana Americana) che racconta del ritrovamento; la pubblicazione (dell'inedito e dell'articolo di Dale) è avvenuta sullo Strand Magazine.

Qui sotto l'incipit dell'articolo di Dale Ahlquist:

The Story Behind G.K. Chesterton’s Lost Manuscript is a story in itself and the person best qualfied to tell it is Dale Ahlquist who is President of the G.K. Chesterton society and is a world authority on the larger than life legend.

To find an unpublished G.K. Chesterton manuscript is something of a miracle. Chesterton, one of the most prolific writers of all time, seems to epitomize the kind of author with “never an unpublished thought.” He never wasted what he wrote. But that a known Chesterton manuscript should remain unpublished for so long is almost more of a miracle, since there are entire magazines and scholarly journals devoted to the author, any of which should have by now seized on the previously unpublished “The Historical Detective Story.” But none of them did. It’s possible those editors didn’t know about it—which makes them not very good scholars. It’s more likely they didn’t know the story behind it, which makes them not very good detectives.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://strandmag.com/the-story-behind-g-k-chestertons-lost-manuscript/?fbclid=IwY2xjawFlblBleHRuA2FlbQIxMQABHdrAGnvx2aDTTE9sYWcPH9ytNx2gh3XbqG3llG_DUMN3Ch0vod9lzmwMDw_aem_6zVoWgBEg8o3scjpH0KwmQ




sabato 21 settembre 2024

Lost GK Chesterton essay about detective stories published for first time | Una notizia inaspettata, un nuovo saggio inedito di Chesterton sul giallo. Da The Guardian.

Ringrazio Angelo Bottone per la segnalazione di questo articolo del Guardian.


Annuncia l'uscita di un saggio inedito, collegato alla partecipazione di Chesterton al Detection Club, sullo Strand Magazine (cliccando qui a fianco trovate il numero della rivista) che lo pubblicizza così: "Rediscovered: A Lost Masterpiece". E il titolo del capolavoro è “The Historical Detective Story,” che sarebbe stato ritrovato di recente all'Università di Notre Dame negli Stati Uniti nelle Rare Books and Special Collections della Hesburgh Library.


Il Guardian sostiene che il saggio in realtà non sarebbe mai stato perduto e cita il nostro amico Dale Ahlquist che afferma: “La cosa divertente di questo saggio è che molte persone lo conoscono da molto tempo. È solo che probabilmente hanno visto il manoscritto nelle collezioni speciali dell'Università di Notre Dame e hanno dato per scontato che fosse noto... Parte del problema era che aveva scritto così tanti saggi, e ci sono voluti anni per catalogarli tutti... Pensiamo di averli trovati forse tutti, almeno il 99,9 per cento di tutti, e ora sono 8.000".


Naturalmente Dale firma la presentazione del saggio certamente inedito ma non così ignoto.


Qui sotto il collegamento all'articolo del Guardian:


https://www.theguardian.com/books/2024/sep/20/gk-chesterton-essay


Il lettori del blog sanno che Chesterton fu tra i fondatori e primo presidente del Detection Club, come vi abbiamo più volte raccontato (qui sotto due accenni all'argomento che può essere approfondito con ulteriori post): 


https://uomovivo.blogspot.com/2012/11/liniziazione-dei-membri-del-detection.html


https://uomovivo.blogspot.com/2012/11/segnalato-da-maria-grazia-gotti-i.html


Lo straordinario club (annoverava firme come Agatha Christie, A. A. Milne ossia l'autore di Winnie the Pooh, Dorothy L. Sayers a cui abbiamo recentemente prestato attenzione, mons. Ronald Knox...) si riuniva a Soho, in una sala privata de L’Escargot.

Il club aveva progettato una rivista annuale. Chesterton terminò la sua presentazione, ma il progetto non proseguì. Così una copia del saggio di Chesterton finì alla Notre Dame University nell'Indiana e un'altra rimase nella British Library a Londra. Il Guardian dice che alla fine sono arrivati Dale Ahlquist e Andrew Gulli (il direttore di The Strand), «pronti a “fare due più due”».


L'articolo continua descrivendo Chesterton e il suo rinato successo, riporta qualche polemica ma rileva l'esistenza del rinnovato interesse, della Society americana e del network di scuole americane ispirate a lui (se sapessero della scuola Italiana... ;-)).


Personalmente sono contento non solo per la "riscoperta" ma anche per il fatto che sia riemerso un saggio sul giallo che è tutt'altro che trascurabile nel pensiero di Chesterton. Non dobbiamo dimenticare che Chesterton era convinto che "il romanzo avventuroso della polizia rappresenta così l'intera avventura umana, ed è basato sul fatto che la moralità è la più oscura e ardita delle cospirazioni" e che "Mentre una tendenza costante del vecchio Adamo è quella di rivoltarsi contro quella cosa così universale e automatica che è la civiltà, di predicare deviazione e ribellione, il romanzo dell'attività di polizia mette in un certo senso sotto gli occhi il fatto che la civiltà stessa è la più sensazionale delle deviazioni e la più romanzesca delle ribellioni". Per Chesterton il valore fondamentale del giallo risiede nell'essere la prima e unica forma di letteratura popolare "in cui si esprime in qualche modo la poesia della vita moderna", dunque è tutto tranne che un argomento trascurabile nel suo pensiero. Qui in questo post poi possiamo renderci conto di quanto queste idee apparentemente solo letterarie investano in realtà tutta la vita per come la immagina e desidera Chesterton.


Una bella riscoperta, questo vecchio nuovo saggio, di cui presto godremo. 


Marco Sermarini

sabato 31 agosto 2024

Book Review; G K Chesterton’s The Everlasting Man - Reviewed by Joseph Pearce - The Catholic Telegraph

Dale Ahlquist is the greatest living expert on the life and literary legacy of G.K. Chesterton and both the longtime President of the Society of Gilbert Keith Chesterton and founder of the Chesterton Schools Network. Thus, it was perfectly appropriate for Word on Fire to select Ahlquist to guide readers through this new edition of The Everlasting Man, arguably Chesterton’s greatest book.

This edition’s subtitle, “A Guide to G. K. Chesterton’s Masterpiece,” is a little misleading as it suggests that it’s a book about the “masterpiece,” not the masterpiece itself. In fact, this is an annotated new edition of Chesterton’s book, with an introduction, notes and commentary by Ahlquist.

The Everlasting Man, published in 1925, was Chesterton’s contribution to the controversy surrounding the publication of H. G. Wells’ Outline of History (1920). Wells’ approach, animated by philosophical materialism and scientistic progressivism, was to show humanity’s history as an inexorable ascent from the primitive to the civilized, the latter predicated on the shedding of religious superstition in favor of scientific and technological progress. The Everlasting Man is Chesterton’s riposte of Wells’ history.

Il resto della recensione in questo collegamento:

https://www.thecatholictelegraph.com/book-review-g-k-chestersons-the-everlasting-man?fbclid=IwY2xjawE8hjZleHRuA2FlbQIxMQABHaugSGxGogoo-7yZjsRZaf5cd5qJOrvS3BzbtIwQkgmAq-HcRrXLMWS3aQ_aem_u2dbo_lKCVcdTzZDS18UhA



venerdì 14 giugno 2024

Chesterton e la sua tomba e i suoi amici.

Italiani ed americani
sulla tomba di Chesterton
in una bella foto, Ottobre 2022.


Dale Ahlquist offre del tabacco
al Nostro Eroe, Marzo 2014.

 
Una rappresentanza della
Scuola Libera G. K. Chesterton,
Aprile 2018.

martedì 9 aprile 2024

Chesterton, Tolkien e Lewis nelle parole di Walter Hooper, segretario di C. S. Lewis.

J.R.R. Tolkien amava GKC, ma non ne parlava quasi mai. Aveva usato gli argomenti di Chesterton per cercare di persuadere C.S. Lewis a diventare cattolico, ma a un certo punto Tolkien era contento che Lewis fosse diventato un cristiano così forte.

Walter Hooper (segretario di C.S. Lewis) in un'intervista con Dale Ahlquist, apparsa nel numero di maggio/giugno 2014 di Gilbert.




sabato 7 ottobre 2023

7 Ottobre, festa della Madonna del Rosario, festa della Madonna della Vittoria, festa della Madonna Auxilium Christianorum, festa della Madonna Vincitrice a Lepanto, e Chesterton fu fulminato da questa storia...

Paolo Veronese, La Battaglia di Lepanto.


L'ho detto così spesso che sono quasi stanco di ripeterlo, ma devo continuare a dirlo. Coloro che non vedono il valore di Lepanto sono mezzi morti. Che rimangano così.

Hilaire Belloc

Credo, tuttavia, che Lepanto sia una delle pagine attuali che le generazioni del futuro non lasceranno morire. Una parte di vanità è solita mettere a disagio nelle odi eroiche; questa celebrazione inglese di una vittoria dei terzi di Spagna e dell'artiglieria italiana non corre questo rischio. La sua musica, la sua felicità, la sua mitologia, sono ammirevoli. È una pagina che commuove fisicamente, come la vicinanza del mare.

Jorge Luis Borges

(Lepanto) non è solo una delle più belle poesie di Chesterton, ma anche una delle più belle poesie in lingua inglese. È un intricato arazzo di immagini, un suggestivo racconto di storia, un capolavoro di rima e ritmo e allitterazione che marcia con uno scopo costante e costruisce un crescendo di grida di trionfo.

Dale Ahlquist

Se San Pio V suscitò una mobilitazione quasi come per una vera crociata, questo poema ha risvegliato amore, eroismo e l'idea di difendere le proprie radici in luoghi impensati: John Buchan, uomo d'arme, letterato e politico scozzese, futuro governatore britannico del Canada, il 21 giugno 1915 scrisse a Chesterton, appena riavutosi dal male che stava per ucciderlo, una breve nota dal fronte del seguente tenore: «L'altro giorno nelle trincee gridavamo la tua Lepanto». Nelle trincee in cui si combatteva contro gli Ottomani e i Prussiani, si cantava Lepanto, gente comune mandava a memoria versi che cantavano una battaglia di più di quattro secoli prima, cioè: un poema di Chesterton animava e parlava dell'identità di uomini comuni in guerra, nel fango di una trincea. Cosa desiderare di più per un poeta?

Marco Sermarini (prefazione a Lepanto, ed. Pathos, disponibile su www.pumpstreet.it)

Breve antologia su Lepanto e Chesterton:

https://uomovivo.blogspot.com/2018/10/breve-antologia-su-lepanto-e-gkc-oggi-7.html

La traduzione di Giulio Mainardi del poema:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/06/e-uscita-lepanto.html

La traduzione di Rodolfo Caroselli del poema:

https://uomovivo.blogspot.com/2016/10/oggi-e-il-7-ottobre-giorno-della.html

A Spelonga, frazione di Arquata del Tronto, ogni tre anni si festeggia la Vittoria di Lepanto:

https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html

https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html