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giovedì 8 marzo 2012

L'esordio della nostra cara Annalisa Teggi (Il Cavallo Bianco, nome di battaglia...) su Tempi - Una splendida rubrica chestertoniana dal titolo Tremende Bazzeccole- Diffondetela! E' dei nostri!

Evviva Chesterton onnipresente, evviva i chestertoniani ovunque siano, evviva!

Evviva la nostra Annalisa Teggi!

E poi, tra l'altro, c'è un link al nostro piccolo blog...!

Grazie...!

http://www.tempi.it/festa-della-donna-storia-chestertoniana-di-mamme-pidocchi-e-dio



Festa della donna. Storia chestertoniana di mamme, pidocchi e Dio

Auguri a tutte le donne che sanno esprimere il genio di un amore incondizionato. Capace di tener conto di tutto, anche della bellezza effimera di un ricciolo. Perché non si può amare un figlio se non si è disposti a sacrificarsi per il più frivolo dei suoi dettagli. Infatti «anche i capelli del vostro capo sono contati».
in Tremende bazzecole
08 Mar 2012







Alla fine è stato un fatto banale a convincermi che il signor Gilbert Chesterton aveva ragione: la donna è un'irresponsabile. E tale affermazione è da considerarsi un complimento; forse il più sinceramente devoto che sia mai stato fatto alla donna.

Anch'io inizialmente credevo a una mia svista di lettura o di traduzione. Si tratta, invece, di uno di quegli scherzi linguistici di cui solo il signor Chesterton è capace; quegli scherzi per cui una parola apparentemente brutta, improvvisamente diventa la definizione perfetta di quelle semplici occasioni in cui gli esseri umani si lasciano sfuggire un gesto di impensabile grandezza.

Capita di rado a noi mamme - ma capita - di trovarsi ad arrivare con 5 minuti di anticipo di fronte all'aula di musica (o alla porta della palestra) a prendere i propri figli. Invece di arrivare col respiro corto, c'è quella volta in cui sei in orario, anzi c'è anche il tempo di scambiare due parole con gli altri genitori. E così una sera ho avuto il privilegio di ascoltare una mamma lasciarsi andare a uno sfogo dirompente, motivato dal fatto che nella scuola materna di sua figlia si era verificata un'epidemia di pidocchi. Il suo tono preoccupato non riguardava minimamente questioni di igiene scolastica. No. Il terrore era interamente legato ai capelli della bambina. L'ho ascoltata raccontare con quale dedizione adorasse quei lunghi boccoli biondi, cha aveva acconciato, intrecciato e pettinato fin dalla nascita; e il solo pensiero di doverli in qualche modo tormentare (… essendo l'eventualità del taglio da non considerarsi neppure tra le cose pronunciabili), lasciava presagire che avrebbe fatto cose inconsulte. Le aveva già fatte, in effetti: senza tener conto dell'opinione di marito, suoceri, genitori, zii e vicine di casa, da quasi un mese non mandava a scuola la bambina e, anche se il pericolo di contagio era ampiamente rientrato, lei era ancora intenzionata a prolungare questo tipo di sciopero. Aveva persino risposto per le rime al suo capo che si lamentava delle troppe assenze sul lavoro per motivi familiari; cosa assai pericolosa di questi tempi.

Per saperne di più
Io sarei stata spontaneamente portata a giudicare un comportamento del genere come esagerato e frivolo. Forse perché ho figli maschi o forse perché lo è davvero. Infatti, proprio riguardo a questa sfacciata e spontanea frivolezza affettiva è entrato in gioco il signor Chesterton e mi sono ricordata che lui stesso (a inizio Novecento) si oppose alla legge che, in caso di pidocchi, imponeva nelle scuole inglesi il taglio a zero dei capelli a tutti i bambini. Laddove tutti noi vedremmo in questo provvedimento un gesto ragionevole e civile (considerata l'epoca), Chesterton ci vide una clamorosa inciviltà: a quel salutare, asettico e democratico provvedimento lui contrappose la banale evidenza che ogni brava mamma, piuttosto che vedere la sua bimba senza più un capello, si sarebbe messa a toglierle i pidocchi ad uno ad uno. Ogni genitore farebbe di tutto per i propri figli, ma è più tipico della donna mostrare il suo affetto incondizionato con un puntiglio che si fa addirittura più caparbio nelle frivolezze. Ecco: la donna è un'irresponsabile; perché per lei i figli non sono tutto, ma «ciascuna-singola-piccola-parte» di quel tutto; e allora (etimologicamente) lei non risponde più a niente e nessuno se una qualsiasi-piccola-parte dei figli è in pericolo … anche in leggero pericolo.

E fu proprio in questo tratto dell'istintivo affetto femminile che Chesterton vide un riflesso commovente dell'amore di colui che è stato il più irresponsabile della storia - il nostro Creatore. Da assoluto irresponsabile diede la vita di suo Figlio. E si può dire che lo ha fatto stando a guardare il capello; perché se c'è qualcosa di eroico in chi dà la vita «per tutti», c'è, invece, qualcosa di davvero irresponsabile nel gesto di chi lo ha fatto non tanto in nome della grandezza dell'Uomo, ma per un amore infinito che non è indefinito: una tenerezza che adora commossa anche le frivolezze, i dettagli magari balzani - ma così meravigliosi - di ciascuna delle sue creature.

E così, mentre nel guazzabuglio del pensiero dominante le grandi bandiere della democrazia e dell'uguaglianza continuano a sventolare, spinte da quel ragionevole venticello che sussurra cose del tipo «la legge è uguale per tutti - mal comune mezzo gaudio», c'è ancora nascosta tra di noi una testarda paladina, che difende e proclama la democrazia divina.



Quell'irresponsabile della madre di famiglia ci ricorda che dire «siamo tutti uguali di fronte a Dio» dovrebbe stimolare la nostra fantasia a spaziare in uno sfolgorante tripudio universale di boccoli biondi, trecce nere, ciuffi castani, rotonde pelate - anziché in quella desolata distesa di teste identiche coi capelli rasati a zero che è la più comune e deprimente visione democratica a cui siamo abituati. Insomma, alla donna scappa, in qualche momento di bizzarra follia quotidiana, di mostrare indizi clamorosi dell'idea di uguaglianza che ha chi ha detto di noi che ogni nostro capello è stato contato.

Probabilmente anche il signor Chesterton indugiò in pensieri di questo tipo vedendo dalla finestra di casa sua una bimbetta che giocherellava per strada, e poi mise per iscritto in poche righe un capolavoro di politica internazionale ed economica (per nulla utopico, bensìdistributista): "Io sostengo che dobbiamo immediatamente cominciare tutto da capo, e cominciare dalla parte opposta. Comincio con i capelli della bimba. Che sono in ogni caso una cosa bella. Qualsiasi altra cosa può essere cattiva, ma l’orgoglio di una brava madre per la bellezza della propria figlia è una cosa buona. Questa è una di quelle tenerezze purissime che sono le pietre angolari di ogni epoca e razza. Se ci sono altre cose che si oppongono a ciò, queste altre cose devono sparire. Se i grandi padroni, le leggi e le scienze si oppongono a ciò, i grandi padroni, le leggi e le scienze devono sparire. Con i capelli rossi di una monella dei sobborghi io darei fuoco a tutta la civilizzazione moderna. Lei è la sacra immagine dell'uomo; attorno a lei la fabbrica sociale vacillerà, si spaccherà e crollerà; le colonne della società tremeranno e le volte della storia si sgretoleranno, e non uno dei suoi capelli sarà toccato" (daCosa c'è di sbagliato nel mondo).

http://annalisateggi.blogspot.com/

giovedì 20 maggio 2010

Grasso che cola

"Per chi è solo, senza Dio né padrone, il peso dei giorni è terribile. Perciò, visto che Dio non è più di moda, bisogna scegliere un padrone".

(Albert Camus, La Caduta)

domenica 18 aprile 2010

La storia dei San Patricios, eroi d'Irlanda e del Messico.


Stimolati da uno dei nostri lettori, vi segnaliamo una bella e drammatica vicenda, quella del Batallion San Patricio e dei suoi uomini, meglio noti come "Los San Patricios".

Erano un gruppo di soldati in massima parte irlandesi (da cui il nome San Patricios affibbiato loro dagli amici messicani; ma c'erano anche tedeschi e qualche italiano!) che militavano nell'esercito americano negli anni Quaranta dell'Ottocento. Passarono armi e bagagli con i messicani che avrebbero dovuto combattere, ma che sentivano molto più vicini a loro per molte ragioni ma la più importante era la religione cattolica. Perché essere al soldo di americani massoni e protestanti che combattevano una guerra ingiusta contro i messicani cattolici?

Non ebbero una buona sorte: chi non morì ucciso in campo di battaglia (dove combatterono eroicamente distinguendosi), morì impiccato o fu trattato da traditore. Ma traditori non erano. Erano eroi.

La vicenda è tornata d'attualità perché i Chieftains (il più importante gruppo di musica tradizionale irlandese) e Ry Cooder si sono cimentati in un bellissimo disco che si chiama appunto San Patricios.

In Messico ogni anno fanno una festa in onore de Los Martires Irlandeses, e hanno dedicato loro una via Ciudad de Mexico.

Su You Tube trovate un documentario (qui la prima di sei puntate) sui San Patricios. E' in inglese.

In questo sito trovate alcune informazioni sulla interessante vicenda. In inglese, of course.

Sempre da You Tube, guardate questo video sul disco dei Chieftains e di Ry Cooder San Patricio. Potrete vedere come la vicenda sia ancora tenuta da conto sia in Messico che in Irlanda!

Bello, no?

Il disco, l'Uomo Vivo ve lo consiglia. C'è la bellissima canzone March to Battle (una marcia militare con cornamuse e tamburini) in cui l'attore irlandese Liam Neeson legge il testo. In un'intervista ad un quotidiano gratuito irlandese (quelli che ti danno sul Luas, la metropolitana di superficie di Dublino), Paddy Moloney, il capo dei Chieftains, ha raccontato la genesi del bel disco e il fatto che Neeson, appena finito a registrare il brano, si è alzato in piedi, si è tolto la cuffia e ha gridato:

"UP THE REBELS!"

ovvero

"VIVA I RIBELLI!"


L'Uomo Vivo è perfettamente d'accordo.

D'altronde diceva il nostro Gilbert:

I GRANDI GAELI D'IRLANDA
GLI UOMINI CHE DIO HA FATTO PAZZI
PERCHE' TUTTE LE LORO GUERRE SOSNO LIETE
E TUTTE LE LORO CANZONI SONO TRISTI.

giovedì 16 luglio 2009

Grasso che cola - 1

Vogliamo aprire una nuova rubrica con un nome piuttosto originale: Grasso che cola! Lo capirete leggendo la prima sua concreta espressione (per la quale ringrazio padre Roberto Brownelli - al secolo padre Roberto Brunelli, nominato così per la sua fervente chestertonianità, che ha riedito la splendida prima biografia del Santo francese, scritta da Alfred Monnin, che raccolse le sue dirette testimonianze - per chi fosse interessato ad acquistarne copia laperlapreziosa@libero.it e 333 4165150):

"Se Sansone con una mascella d'asino ha potuto sterminare un esercito di Filistei, che cosa non farà mai Dio con un asino tutto intero!".


San Giovanni Maria Vianney, detto il Santo Curato d'Ars