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venerdì 17 aprile 2026

Riproposizioni - Un aforisma al giorno dal 17 aprile 2007 (che giovani!!! già tosti...).

Vorrei che non fossimo obbligati a sprecare in cose frivole, quali le letture e la letteratura, il tempo che potremmo dare ad un lavoro solido, serio e costruttivo, come il ritagliare figure di cartone, ed impiastrarvi su vivaci colori.


Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.

venerdì 16 gennaio 2026

Un aforisma al giorno / Aneddoti su Chesterton - Incoerenza dimensionale…




Mia moglie ha l'(…)hobby di collezionare piccoli giocattoli e alcuni l'accusarono di incoerenza quando si prese un marito.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.

martedì 13 gennaio 2026

Un aforisma al giorno - L'uomo privato e l'uomo pubblico.

Quasi sempre, quando dovevo incontrare qualcuno, ho poi incontrato qualcun altro. Cioè, l'uomo privato che mi capitava di conoscere era stranamente molto diverso dall'uomo pubblico. Anche se la sua personalità non strideva rispetto alle parodie di cui erano pieni i giornali, con licenza poetica potrei dire che era il contrario di un contrario. Il rapporto cioè tra parodia e realtà era più sottile e la realtà si poneva su un altro piano. Se, dopo lunghe peripezie, venivo a scoprire che un elogio era fondato, anche allora la verità si rivelava opposta a quell'elogio. Ci rallegrammo tutti, per esempio, del coro spontaneo di tributi elargiti al defunto re Giorgio V. Ma il fatto che venisse reiterata la testimonianza della sua dedizione al servizio pubblico, diede una sensazione di routine difficile da descrivere, che lasciava una sorta di retrogusto di incompletezza. Lo avevo incontrato una volta sola, a casa del defunto Lord Burnham, dove si trovava per una partita di caccia. Per quanto vale la mia impressione, mi colpì perché mi sembrava la persona più semplice che avessi mai incontrato. Era inaspettatamente naturale e spontaneo. Non era soltanto sincero, ma diretto e libero, talmente a suo agio nei suoi gusti e nelle sue antipatie che avrebbe potuto essere considerato indiscreto. G.B.S. disse giustamente che nei suoi discorsi pubblici parlava l'Inglese del Re, mentre in privato si esprimeva con un inglese semplice e corrente. Aveva un modo di fare che non ricordava in nulla il suo ruolo di supremo Ufficiale Permanente, decantato da molti panegirici. Non assomigliava all'avvocato di fiducia presso cui si custodiscono i segreti di famiglia o al medico oberato dal segreto professionale: era come un capitano di lungo corso, che sul cassero mantiene un certo contegno, ma in cabina si lascia andare a una ridda di aneddoti, per non dire di anatemi. Nulla sostituisce l'incontro con un uomo, quand'anche non to si fosse incontrato che per un'ora o due. Vederlo ci permetterà di capire dove comincia la distorsione della sua storia oppure dove c'è una semplice leggenda. E se dovesse capitare che io, prima di morire, senta dire dalle nuove generazioni che non hanno mai incontrato Giorgio V, che era un uomo forte e silenzioso oppure sciocco e vacuo, saprò che la storia ha di lui un'immagine completamente sbagliata.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.


Giorgio V in una vignetta
satirica.


lunedì 12 gennaio 2026

Un aforisma al giorno - Nulla sostituisce l'incontro con un uomo.

Nulla sostituisce l'incontro con un uomo, quand'anche non lo si fosse incontrato che per un'ora o due.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.

Lucian Oldershaw e Gilbert Keith
Chesterton all'Esposizione Universale
di Parigi.


martedì 6 gennaio 2026

Un aforisma al giorno - Pagine autobiografiche con Sir Philip Gibbs.

Sono tutti d'accordo nel dire che a Fleet Street fui un caso più unico che raro: fui un incidente, forse un incidente fa-tale, come vien detto sui titoli in prima pagina. Ma Fleet Street viveva di simili incidenti e potrebbe benissimo essere chiamata «Street of Accident»: un tale, di cui mi compiaccio di aver fatto la conoscenza, la chiamò adirittura «Street of Adventure». Philip Gibbs (1) dava un tocco ancora più colorato alla sfaccettatura intellettuale che costituiva la commedia del luogo: aveva tutta l'aria di essere la persona giusta nel luogo sbagliato. Il suo bel viso allungato da falco, che esprimeva raffinatezza e spiritualità, sembrava essersi fissato in una smorfia costernata perché non era riuscito a trasformarlo nel posto giusto. Fu prima della sua fama di corrispondente di guerra, e devo dire che descrisse con lo stesso distacco anche le grandi guerre del passato. Aveva approfondito i conflitti tra i grandi uomini della Rivoluzione, e tentato di sviscerare i motivi della sua avversione per Camille Desmoulins (2), secondo me eccessiva, ma nondimeno interessante. Lo evocò in mia presenza in un immaginario tribunale di discorsi edificanti e, mentre parlava, non potei fare a meno di pensare che assomigliava a un severo idealista umanitario, dai lineamenti affilati e dai nobili sentimenti, non dissimile dai grandi rivoluzionari che criticava. David avrebbe dovuto dipingere il suo profilo. Se esordisco con il ritratto di Gibbs, è perché la sua figura si stacca nitida dallo sfondo. Io ero solo lo sfondo, anzi si mormorava che lo sfondo avrei potuto costituirlo da solo.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.

(1) Su Sir Philip Gibbs abbiamo già due post, uno dei quali che riguarda un simpatico aneddoto:


e un altro che è un breve profilo:


(2) rivoluzionario francese dell'ala di Danton.

Pensate al compassato e aquilino
Sir Philip Gibbs che teme il crollo
del soffitto di Overstrand Mansions...


domenica 7 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Il determinista.



C'è ancora la convinzione che l'agnostico possa rimanere al sicuro in questo mondo, purché non desideri essere ciò che viene definito “ultraterreno”. Può accontentarsi del senso comune riguardo agli uomini e alle donne, purché non sia curioso dei misteri riguardanti angeli e arcangeli. Non è vero. Le domande dello scettico colpiscono direttamente il cuore della nostra vita umana; disturbano questo mondo, a prescindere dall'altro mondo; ed è proprio il senso comune che disturbano maggiormente. Non potrebbe esserci esempio migliore di questa strana apparizione, nella mia giovinezza, del determinista come demagogo; che gridava a una folla di milioni di persone che nessun uomo doveva essere biasimato per nulla di ciò che faceva, perché era tutta colpa dell'ereditarietà e dell'ambiente. Logicamente, questo impedirebbe a un uomo di dire “grazie” a qualcuno per avergli passato la senape. Come potrebbe essere lodato per avergli passato la senape, se non può essere biasimato per non avergliela passata?

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



giovedì 29 maggio 2025

29 maggio 1874, noi torniamo sempre lì -- Auguri, Gilbert!!!

Chesterton diciassettenne e la famosa
torre dell'acquedotto di Campden Hill,
nominata nel famoso incipit dell'Autobiografia.



Chinandomi con cieca credulità, come è mia abitudine, di fronte alla mera autorità e alla tradizione degli anziani, ingoiando superstiziosamente una storia che non potevo verificare all'epoca mediante esperienza o giudizio privato, sono d'opinione fermissima di essere nato il 29 maggio 1874 a Campden Hill, a Kensington, e d'essere stato battezzato secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra nella chiesetta di San Giorgio, di fronte alla grande torre dell'acquedotto che dominava quel crinale. Non attribuisco alcun significato alla relazione tra i due edifici e nego sdegnosamente che la chiesa sia stata scelta perché era necessaria l'intera forza idrica della parte occidentale di Londra per trasformarmi in un cristiano.

Ciononostante, la grande Torre dell'Acquedotto era destinata a svolgere il suo ruolo nella mia vita, come racconterò in una pagina successiva; ma questa storia è legata alle mie esperienze, mentre la mia nascita (come ho detto) è un episodio che accetto, come un povero contadino ignorante, solo perché mi è stato tramandato per tradizione orale. Prima di passare a parlare delle mie esperienze personali, sarà bene dedicare questo breve capitolo ad alcuni altri fatti della mia famiglia e del mio ambiente, che tengo in piedi in modo altrettanto precario sulla base di semplici dicerie. Naturalmente, quelle che molti chiamano prove per sentito dire, o che io chiamo testimonianze umane, potrebbero essere messe in discussione in teoria, come nella controversia baconiana o in buona parte della Critica Superiore biblica. La storia della mia nascita potrebbe essere falsa. Potrei essere l'erede a lungo perduto del Sacro Romano Impero, o un neonato abbandonato da alcuni furfanti di Limehouse sulla soglia di una porta di Kensington, per sviluppare in seguito un'orribile eredità criminale. Alcuni dei metodi scettici applicati all'origine del mondo potrebbero essere applicati alla mia origine e un ricercatore serio e scrupoloso potrebbe giungere alla conclusione che non sono mai nato. Ma preferisco credere che il senso comune sia qualcosa che i miei lettori e io abbiamo in comune e che siano disposti a sopportare un noioso riassunto dei fatti.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia  
(traduzione di Marco Sermarini).


Bowing down in blind credulity, as is my custom, before mere authority and the tradition of the elders, superstitiously swallowing a story I could not test at the time by experiment or private judgment, I am firmly of opinion that I was born on the 29th of May, 1874, on Campden Hill, Kensington; and baptised according to the formularies of the Church of England in the little church of St. George opposite the large Waterworks Tower that dominated that ridge. I do not allege any significance in the relation of the two buildings; and I indignantly deny that the church was chosen because it needed the whole water-power of West London to turn me into a Christian.

Nevertheless, the great Waterworks Tower was destined to play its part in my life, as I shall narrate on a subsequent page; but that story is connected with my own experiences, whereas my birth (as I have said) is an incident which I accept, like some poor ignorant peasant, only because it has been handed down to me by oral tradition. And before we come to any of my own experiences, it will be well to devote this brief chapter to a few of the other facts of my family and environment which I hold equally precariously on mere hearsay evidence. Of course what many call hearsay evidence, or what I call human evidence, might be questioned in theory, as in the Baconian controversy or a good deal of the Higher Criticism. The story of my birth might be untrue. I might be the long-lost heir of The Holy Roman Empire, or an infant left by ruffians from Limehouse on a door-step in Kensington, to develop in later life a hideous criminal heredity. Some of the sceptical methods applied to the world's origin might be applied to my origin, and a grave and earnest enquirer come to the conclusion that I was never born at all. But I prefer to believe that common sense is something that my readers and I have in common; and that they will have patience with a dull summary of the facts.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiography.

martedì 15 aprile 2025

Un aforisma al giorno - La cosa meravigliosa dell'infanzia.



La cosa meravigliosa dell'infanzia è che qualsiasi cosa in essa era una meraviglia. Non era semplicemente un mondo pieno di miracoli, era un mondo miracoloso. Ciò che mi dà questa emozione è quasi tutto ciò che ricordo davvero, non le cose che ritengo più degne di essere ricordate. È in questo che si differenzia dall'altro grande brivido del passato, quello legato al primo amore e alla passione romantica; perché quello, pur essendo ugualmente struggente, arriva sempre a un punto; ed è stretto come una tenaglia che trafigge il cuore, mentre l'altro era più simile a cento finestre aperte su tutti i lati della testa.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



domenica 16 marzo 2025

Riproposizioni - Un bagliore dimenticato.

Nessuno ha mai misurato l'immensità del suo debito verso chi lo ha creato e gli ha permesso di avere un nome. Nel fondo del nostro cervello, rimaneva un bagliore dimenticato, una fiamma di sbigottimento per la nostra stessa esistenza. Lo scopo della vita artistica e spirituale era quello di scavare quest'alba sommersa di meraviglie: e l'uomo seduto nella sua poltrona avrebbe improvvisamente capito di essere vivo e sarebbe stato felice.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



martedì 11 marzo 2025

Un aforisma al giorno / Riproposizioni - Vorrei che non dovessimo sprecare in cose frivole il tempo che avremmo potuto dedicare a lavori seri, solidi e costruttivi...



Il numero 999 nel vasto catalogo della biblioteca dei libri che non ho mai scritto (tutti molto più brillanti e convincenti di quelli che ho scritto) c'è la storia di un uomo di città di successo che sembrava avere un oscuro segreto nella sua vita e che alla fine è stato scoperto dagli investigatori mentre giocava ancora con le bambole o con i soldatini o con qualche indecoroso scherzo dell'infanzia. Posso dire con tutta modestia di essere quell'uomo, in tutto tranne che nella solidità della sua reputazione e nella sua carriera commerciale di successo. Forse era ancora più vero, in questo senso, per mio padre prima di me; ma io non ho mai smesso di giocare, e vorrei che ci fosse più tempo per farlo. Vorrei che non dovessimo sprecare in cose frivole, come le conferenze e la letteratura, il tempo che avremmo potuto dedicare a lavori seri, solidi e costruttivi come ritagliare figure di cartone e incollarvi sopra orpelli colorati. Detto questo, vengo alla terza ragione per prendere il teatro giocattolo come testo; ed è una ragione su cui ci saranno molti fraintendimenti, a causa delle ripetizioni e del sentimento stantio che in qualche modo si sono aggrappati ad esso. È una di quelle cose che vengono sempre fraintese, perché sono state spiegate troppo spesso.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



mercoledì 5 marzo 2025

Un aforisma al giorno - Propongo ancora di ritenermi libero di pensare.

Non voglio che le mie osservazioni siano confuse con l'orribile e degradante eresia secondo cui le nostre menti sarebbero semplicemente fabbricate da condizioni accidentali, e quindi non avrebbero alcun rapporto finale con la verità. Con tutte le scuse possibili ai liberi pensatori, propongo ancora di ritenermi libero di pensare. E chiunque pensi per due minuti vedrà che questo pensiero è la fine di ogni pensiero. È inutile discutere, se tutte le nostre conclusioni sono falsate dalle nostre condizioni. Nessuno può correggere i pregiudizi di nessuno, se la mente è tutta un pregiudizio.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



Un aforisma al giorno - Questo dovete spiegare!

“Ti piacciono le cose romantiche come i teatrini giocattolo solo perché tuo padre ti ha fatto vedere un teatrino giocattolo nella tua infanzia”, risponderò con dolce e cristiana pazienza: “Sì, sciocco, sì. Senza dubbio la tua spiegazione è, in questo senso, vera. Ma quello che stai dicendo, nel tuo modo arguto, è semplicemente che associo queste cose alla felicità perché ero così felice. Non prende nemmeno in considerazione la questione del perché ero così felice. Perché guardare attraverso un buco quadrato, un cartoncino giallo, dovrebbe portare qualcuno al settimo cielo della felicità in qualsiasi momento della vita? Perché dovrebbe farlo soprattutto in quel momento della vita? Questo è il fatto psicologico che dovete spiegare; e non ho mai visto alcun tipo di spiegazione razionale”.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.

Gilbert seriamente al lavoro su una delle sue
marionette, un bel drago.


martedì 4 marzo 2025

Aforismi in lingua originale - Childhood is clearness.





I must try to state somehow what I mean by saying that my own childhood was of quite a different kind, or quality, from the rest of my very undeservedly pleasant and cheerful existence.
Of this positive quality the most general attribute was clearness. Here it is that I differ, for instance, from Stevenson, whom I so warmly admire; and who speaks of the child as moving with his head in a cloud. He talks of the child as normally in a dazed daydream, in which he cannot distinguish fancy from fact. Now children and adults are both fanciful at times; but that is not what, in my mind and memory, distinguishes adults from children. Mine is a memory of a sort of white light on everything, cutting things out very clearly, and rather emphasising their solidity. The point is that the white light had a sort of wonder in it, as if the world were as new as myself; but not that the world was anything but a real world.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiography.

Qui sotto il brano in italiano nei due post in cui l'abbiamo già pubblicato:


domenica 9 febbraio 2025

Un aforisma al giorno - Guerra.

L'unica guerra difendibile è una guerra di difesa.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



martedì 31 dicembre 2024

Chesterton, il profeta della «stranezza» e dello stupore - Andrea Monda sull'Osservatore Romano.

Il 28 dicembre scorso Papa Francesco nel Pensiero del giorno trasmesso in onda dalla BBC ha parlato di gentilezza, umiltà e gratitudine e quindi ha citato G.K. Chesterton — non era la prima volta — questo grande scrittore britannico, ha detto, molto stimato dal poeta argentino Borges, il quale nel finale della sua Autobiografia ci ricorda saggiamente di prendere i fatti della vita con gratitudine e non con scontatezza.

In due parole il Papa ha colto l’essenza dell’opera del poeta inglese, il grande nemico appunto della scontatezza. Una parola inusuale ma che dice e mette in guardia da quello che forse è il pericolo peggiore per l’uomo di ogni tempo e latitudine, quell’atteggiamento di sentirsi “in credito” nei confronti della vita e impedisce così di aprirsi allo stupore e, infine, alla gratitudine. Proprio nel finale della sua Autobiografia, che uscì postuma nel 1936 dopo la morte dell’autore, Chesterton conclude affermando che «L’esistenza è ancora una cosa molto strana e stupefacente per me e le do il benvenuto come se fosse uno straniero (…). Sento di essere stato approvato nel mio desiderio di capire il miracolo di essere vivi (...). Ho detto che questa religione un po’ grossolana e primitiva della gratitudine non mi ha preservato dall’ingratitudine, dal peggiore dei peccati». Un’affermazione che chiude il cerchio visto che all’inizio del libro aveva dichiarato: «Questo fu il mio primo problema, quello di indurre gli uomini a capire la meraviglia e lo splendore dell’essere vivi».

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2024-12/quo-294/il-profeta-della-stranezza-e-dello-stupore.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1Gaso0q1qTOLXHxIvAy4FCr0Wt_1fixdEy1xvuUZxf23bf2Nbs46xxZaM_aem_4HKigqrOof1Q19XlyxgXQQ



venerdì 13 settembre 2024

Un aforisma al giorno - L'incipit dell'Autobiografia nella traduzione di mons. Alberto Castelli (Edizioni IPL).

Piegandomi con cieca. credulità, come son solito fare, alla mera autorità e alla tradizione dei miei maggiori, ingoiando superstiziosamente una storia che non mi fu possibile controllare a suo tempo con l'esperienza personale, io sono d'opinione fermissima d'essere nato il 29 maggio 1874, a Campden Hill, Kensington, e d'esser stato battezzato, secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra, nella chiesetta di San Giorgio, situata di fronte alla grande torre serbatoio che domina quella posizione elevata.

Non pretendo che vi sia alcun significato particolare, nella relazione in cui si trovano le due costruzioni e mi rifiuto sdegnosamente di credere che tale chiesa fu scelta perché ci voleva tutta la potenza idrica della parte occidentale di Londra per farmi diventar cristiano. Tuttavia la grande torre serbatoio era destinata ad aver la sua parte nella mia vita, come racconterò piú innanzi. Ma quel racconto è nel repertorio delle mie esperienze personali, mentre la mia nascita (come ho detto) è un incidente che accetto, come un povero contadino ignorante, unicamente perché mi è stato trasmesso dalla tradizione orale.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



Questa è la placca affissa
su 32, Sheffield Terrace,
dove nacque il piccolo Gilbert.

Questa è la famosa torre
dell'acquedotto,
oggi non più esistente.

Questa è 32, Sheffield Terrace,
dove nacque il bimbo Gilbert.

Questa è la chiesa anglicana di 
San Giorgio a Campden Hill (interno).

Questa è la medesima chiesa (esterno).
Le personcine sono tutti giovani chestertoniani
italiani, cioè noi.
La foto è dell'Aprile 2018.












sabato 17 agosto 2024

Un aforisma al giorno - John Ernest Hodder Williams, l'uomo a cui non saremo mai abbastanza grati.

(John Ernest, ndr) Hodder Williams e io parlavamo spesso di letteratura, durante il corso, e lui si mise in testa che io potessi davvero scrivere, illusione che gli rimase fino al giorno della morte. Di conseguenza, e in rapporto ai mie studi, mi passò alcuni libri d'arte, perché ne facessi la recensione sul «Bookman», la celebre rivista della casa editrice e della sua famiglia. Non mi dilungherò a raccontare che, non essendo riuscito a imparare né l'arte né il disegno, fui invece capace di buttar giù qualche riga critica sui punti deboli di Rubens o sui talenti non sfruttati di Tintoretto: avevo scoperto la più facile tra tutte le professioni e da allora non l'ho mai abbandonata.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.


Sir Ernest Hodder-Williams


mercoledì 29 maggio 2024

#150volteChesterton - Un aforisma al giorno - Una vita di simulazione.

Soltanto l'adulto vive una vita di simulazione e finzione. È lui che ha la testa tra le nuvole.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.