lunedì 2 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Una parte miracolosa e il suo eroe.
mercoledì 3 dicembre 2025
Un aforisma al giorno - Feroci e libere.
mercoledì 29 maggio 2024
#150volteChesterton - Un aforisma al giorno - Saggiare la prontezza a incontrare la comune varietà del genere umano.
Il modo migliore per cui un uomo potrebbe saggiare la sua prontezza a incontrare la comune varietà del genere umano, sarebbe quello di scendere per un camino nella prima casa che gli capiti e trovare un accordo, per quanto gli riesca, con le persone che la abitano. Questo, in sostanza, è ciò che ognuno di noi ha fatto quando è nato.
Gilbert Keith Chesterton, Eretici.
domenica 3 dicembre 2023
Un aforisma al giorno - Questa è la vera democrazia.
In breve, la fede democratica è questo: si devono lasciare in mano a uomini comuni le cose di massima importanza, ovvero la scelta dei partner, l’educazione dei giovani, le leggi dello Stato. Questa è la democrazia, ed è ciò in cui ho sempre creduto.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.
martedì 22 agosto 2023
Un aforisma al giorno - Influenze e verifiche.
L'uomo è sempre influenzato da un pensiero di qualche tipo, proprio o altrui; da quello di qualcuno di cui si fida o da quello di qualcuno di cui non ha mai sentito parlare; da pensieri di prima, seconda o terza mano; da leggende esplose o da voci non verificate; ma sempre da qualcosa che ha l'ombra di un sistema di valori e di una ragione di preferenza. L'uomo verifica tutto in base a qualcosa. La questione è se ha mai verificato il test.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Comune.
sabato 15 luglio 2023
Un aforisma al giorno.
È giusto che gli uomini abbiano delle case, è giusto che abbiano delle terre, è giusto che abbiano delle leggi che proteggano la terra; ma tutte queste cose sono solo dei meccanismi per creare il tempo libero per l'anima che lavora. La casa è solo un palcoscenico allestito da carpentieri per la recitazione di quello che J.B. Yeats ha definito "il dramma della casa". Tutte le cose più drammatiche accadono in casa, dalla nascita alla morte. Ciò che un uomo pensa di queste cose è la sua vita; e sostituirle con un trambusto di elezioni e leggi significa aggirarsi tra palchi e carrucole dalla parte sbagliata di uno scenario di cartone; e non recitare mai la commedia. E quell'opera è sempre un'opera miracolosa e il nome del suo eroe è Uomo Comune.
Gilbert Keith Chesterton, Impressioni irlandesi.
lunedì 29 maggio 2023
Oggi è il compleanno di Chesterton e per tutta la settimana Pump Street offre questi spettacolari libri ad un prezzo speciale!
Burloni Barbagrigia è la prima fatica di Chesterton! Di essa diceva: è come se la gente si divertisse a vedermi fumare! Ci sono anche i suoi disegni.
Insomma, approfittatene!
venerdì 24 marzo 2023
Pump Street propone L’Uomo Comune.
giovedì 16 febbraio 2023
The Common Man, prima edizione.
Questa è la bella copertina della prima edizione di The Common Man, edito da Sheed & Ward nel 1950. Come vedete, dunque, si tratta di un libro postumo, il primo dei sette libri postumi di Chesterton messi insieme da Dorothy Collins, la sua ultima segretaria ed esecutrice letteraria, quella che a ragione viene ricordata come una specie di figlia di Gilbert e Frances. Sette libri postumi: dice argutamente il mio fratello gemello americano Dale Ahlquist, "non è un brutto risultato per uno scrittore continuare a scrivere così tanti libri dopo la propria morte". Non c'è dubbio che questo contribuisce a dare un'idea se non precisa in ogni caso eloquente di quanto abbia scritto Chesterton nella sua vita.
Il libro è una raccolta di scritti apparsi su varie riviste e mai collazionati in precedenza. Vi è inclusa anche la straordinaria analisi di Chesterton del "misticismo della felicità" nel Sogno di una notte di mezza estate, un brillantissimo saggio su Shakespeare. C'è anche Due ostinati pezzi di ferro, che parla di due creature piuttosto diverse - l'uomo e la donna - che si uniscono solo quando sono roventi. C'è anche la predica che Chesterton avrebbe pronunciato se fosse stato un predicatore, una perorazione contro il peccato di orgoglio e il racconto cronico Se Don Giovanni d'Austria avesse sposato Maria Regina di Scozia.
- L'uomo comune
- Sogno di una notte di mezza estate
- Sulla lettura
- I mostri e il medioevo
- A cosa servono i romanzieri
- La Chanson de Roland
- Il preconcetto della scuola
- Il romanzo di un furfante
- Il prezzo del patriottismo
- La pantomima
- Risolvere l'enigma
- Racconto di due città
- Dio e i beni
- Da Meredith a Rupert Brooke
- I pericoli della negromanzia
- Giotto e san Francesco
- I nuovi binari
- Il vero dottor Johnson
- Rimpiangere Rabelais
- Il segugio del cielo
- L'uomo frivolo
- Due pezzi di ferro difficili da unire
- Henry James
- La strana conversazione di due vittoriani
- La risata
- Racconti di Tolstoj
- Un nuovo argomento in favore delle scuole cattoliche
- Volgarità
- La rifioritura della filosofia. Perché?
- Vandalismo
- Elizabeth Barrett Browning
- L'erastiano e la Chiesa di Stato
- La fine dei moderni
- Walter de la Mare
- Il significato del metro
- Riguardo a una strana città
- L'epitaffio di Pierpont Morgan
- Il nuovo fanatismo
- Libri per ragazzi
- Il profilo della libertà
- Una nota sul nudismo
- Consultare l'enciclopedia
- Se potessi tenere un solo sermone
- Se don Giovanni d'Austria avesse sposato Maria I di Scozia
giovedì 27 ottobre 2022
Un aforisma al giorno.
Al giorno d’oggi è sorto il concetto straordinario che vi sia qualche cosa di umanitario, cordiale o generoso nel rifiuto di precisare il proprio credo. È chiaro che è invece vero esattamente il contrario. Il rifiutarsi di precisare la fede è non solo ingeneroso, ma inoltre meschino. È mancanza di franchezza e di fraternità verso il nemico. Vuol dire combattere senza una bandiera, né dichiarazione di guerra. Con ciò si nega al nemico l’onorevole concessione della battaglia, il diritto di conoscere il sistema e di trattare con il quartiere generale. La moderna «larghezza di vedute» ha una qualità che si può soltanto definire furtiva; cerca di vincere senza mai rivelarsi, nemmeno dopo la vittoria. Desidera essere vincitrice, senza nemmeno tradire il nome del vincitore. Perché tutti gli uomini sani di mente possiedono dottrine intellettuali e teorie combattive, e se non vogliono metterle in tavola sarà soltanto per il desiderio di avere il vantaggio di una teoria combattiva contro la quale non sia possibile combattere. Nell’ambito delle convinzioni, oltre al dogma non esiste cosa alcuna al di fuori del pregiudizio.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Comune.
mercoledì 26 ottobre 2022
Un aforisma al giorno.
Vi sono innumerevoli prove a sostegno dell’affermazione che esisteva molto più sentimento sociale, o se volete sentimentalismo, negli accampamenti dove i bricconi di Bret Harte brandivano coltellacci e pistole, o nella cantina dell’osteria dove il signor Bardell venne colpito sulla testa con un boccale da un quarto, di quanto ve ne sia in tanti circoli intellettuali moderni dove l’anima rimane isolata, come le teste dei dannati che nell’inferno sono trattenute entro le loro buche di ghiaccio. E perciò, nel conflitto odierno fra il Sorriso e la Risata, il mio favore va tutto alla risata. La risata ha qualche cosa di comune con gli antichi venti della fede e della ispirazione; essa disgela l’orgoglio e stura la segretezza; induce gli uomini a dimenticare se stessi di fronte a qualche cosa che li trascende; qualche cosa a cui non possono resistere.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Comune.
giovedì 30 dicembre 2021
Un aforisma al giorno.
martedì 6 luglio 2021
Una vecchia edizione de L'Uomo Comune.
Si tratta della versione pubblicata dalle Edizioni Paoline, che negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta del secolo scorso contribuirono ampiamente a far conoscere le raccolte saggistiche di Chesterton; molte delle sue opere sono collazioni di articoli usciti su giornali e riviste, spesso messe insieme da Dorothy Collins: ne ho trovato traccia nella biblioteca della Parrocchia cattolica di Beaconsfield, ove si trova una parte della biblioteca dei Chesterton (è corretto dire così perché vi si trovano libri di Gilbert e anche di Frances, distinguibili da ex libris, firme, e nel caso di Gilbert di disegni anche sopra il testo, soprattutto in quelli appartenutigli in gioventù...). Infatti vi si trovano molte prime edizioni della sua opera con dediche a Dorothy "che è stata capace di tirare fuori questi articoli dal disordine", o cose del genere... Gilbert tirava fuori tanta ironia, in queste dediche, e l'ironia era rivolta sempre a se stesso. Un'ulteriore testimonianza della sua umiltà e del suo totale disinteresse verso la propria persona.
Questo volume ha un tratto distintivo in più perché si tratta di un'opera postuma, ossia è stata collazionata dopo la morte di Chesterton ed uscì in Inghilterra per opera della Collins nel 1950. Ebbe un discreto successo anche in Italia, grazie appunto alle Paoline, che lo pubblicarono nel 1955 con la traduzione di Frida Ballini, autrice di altre versioni italiane dell'opera del Nostro Eroe. Un giorno cercherò di soffermarmi anche su di lei.
In questa voce di Wikipedia trovate qualche notizia in più sull'opera; la voce ad oggi è corretta (questa so che è stata fatta in grazia di Dio, poi sapete come funziona Wikipedia...).
Marco Sermarini
venerdì 4 giugno 2021
L’uomo comune i binari ferroviari - di Fabio Trevisan.
"Chesterton osservava e sottolineava quanto i grigi monumenti a ingegneri ferroviari e filantropi nei quartieri poveri di Londra fossero inopportuni, in quanto ingegneri ferroviari e filantropi erano due brutte genìe di uomini, unite dal loro disprezzo per il popolo".
Un caro amico ha osservato, riguardo ad un mio precedente articolo dal titolo: "La democrazia dei filantropi", che non ho sufficientemente chiarito perché Chesterton ce l'avesse tanto con gli ingegneri ferroviari. La frase, oggetto dell'incomprensione, l'ho posta in corsivo tra le virgolette nell'introduzione ed è tratta da: "Il club dei mestieri stravaganti", ove si narra delle avventure dello strano personaggio di Basil Grant, giudice "impazzito" in pensione, che osservava dall'alto del bus di Londra i bassifondi della periferia londinese traendone, assieme all'amico viaggiatore, le debite conseguenze. In questo libro tuttavia non è precisato il motivo perché Chesterton o Basil Grant avversassero gli ingegneri ferroviari alla medesima stregua dei filantropi. Per risalire e comprendere siffatta questione è necessario leggere il breve saggio: "I nuovi binari", contenuto nel libro, dal titolo: "L'uomo comune". Tutto si pone nella difesa dell'uomo contro l'eresia moderna della cosiddetta "emancipazione" che perseguitava, al contrario, l'uomo comune: "L'unica cosa che l'emancipazione moderna ha vietato è il senso comune per come sarebbe stato compreso dalla gente comune". Lo sguardo di Basil Grant sul povero uomo comune dei bassifondi londinesi è il medesimo di quello di Innocent Smith, il protagonista delle Avventure di un uomo vivo; Innocent fa rinsavire l'aristocratico e pessimista professore del suo ateneo facendogli apprezzare le anatre nello stagno, le tendine a pois che tanto detestava: erano le piccole cose dell'uomo comune, al pari delle viuzze strette con i panni appesi tra le finestre, i bidoni di immondizie che Basil osservava dalla "collina viaggiante" di un bus londinese. Non erano le anatre, le tende a pois, i panni, i bidoni di immondizie fuori posto ma quei tetri e grigi monumenti dedicati a filantropi e ingegneri ferroviari, ossia a quelle classi appartenenti al progresso dell'umanità e alla fiera e ostentata democrazia. Chesterton precisò la sua avversione ai binari ferroviari dopo aver letto un verso del 1835 di Lord Alfred Tennyson (1809-1892), che recitava così: "Che il grande mondo giri per sempre lungo i binari sonanti del cambiamento". Chesterton era di tutt'altro avviso, in quanto i binari paralleli del treno non potevano cambiare né necessariamente tintinnare, così come non risuonavano i cambiamenti. Per Chesterton, Tennyson permetteva all'uomo moderno e alla mentalità moderna di stare soddisfatti dentro i binari, esaltati quali processi di cambiamento. La realtà era un'altra, così come Chesterton scriveva: "La peculiarità del binario consiste nella sua incapacità di offrirci qualcosa di nuovo…è questa la sostanza di ciò che intendo dire quando parlo di binari moderni, ossia che la loro unica forma di progresso è il procedere sempre più velocemente lungo una sola linea, in un'unica direzione". Chesterton proponeva quindi di "uscire dai binari", avendo il coraggio di muoversi in senso opposto, così come fecero numerosi protagonisti dei suoi romanzi: dai già menzionati Basil Grant e Innocent Smith ad Adam Wayne del Napoleone di Notting Hill e Patrick Dalroy dell'Osteria volante. A coloro che perseguitavano l'uomo comune, fossero filantropi o ingegneri ferroviari, Chesterton offriva loro un originale e profondo pensiero: "Non voglio viaggiare sul treno economico diretto a Utopia. Voglio invece andare dove mi pare, voglio fermarmi dove mi pare. Voglio conoscere il mondo in lungo e in largo e uscire dal binario per vagare nelle antiche pianure della libertà".
Fabio Trevisan







