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lunedì 25 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Umiltà per rinnovare incessantemente terra e stelle.



L'umiltà è la cosa che esiste per rinnovare incessantemente la terra e le stelle. È l'umiltà, e non il dovere, a preservare le stelle dal errore, dall'errore imperdonabile della rassegnazione disinteressata; è grazie all'umiltà che i cieli più antichi ci appaiono freschi e possenti. La maledizione che precedette la storia ha imposto a tutti noi la tendenza a stancarci delle meraviglie. Se vedessimo il sole per la prima volta, sarebbe la più terribile e bella delle meteore. Ora che lo vediamo per la centesima volta, lo chiamiamo, con la frase orribile e blasfema di Wordsworth, «la luce del giorno comune». Siamo inclini ad accrescere le nostre pretese. Siamo inclini a pretendere sei soli, a pretendere un sole blu, a pretendere un sole verde. L’umiltà ci riporta perennemente nell’oscurità primordiale. Lì tutta la luce è un lampo, improvviso e istantaneo… Per l’uomo umile, e solo per l’uomo umile, il sole è davvero un sole; per l’uomo umile, e solo per l’uomo umile, il mare è davvero un mare. Quando guarda tutti i volti per strada, non si rende conto solo che gli uomini sono vivi, ma si rende conto con un piacere drammatico che non sono morti.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

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giovedì 19 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Una cosa non può essere completamente meravigliosa finché rimane sensibile.



Il mondo non deve essere solo tragico, romantico e religioso, ma anche irrazionale. E qui immaginiamo che l'irrazionalità, in modo del tutto inaspettato, venga in aiuto alla visione spirituale delle cose. Per secoli la religione ha cercato di far esultare gli uomini davanti alle “meraviglie” del creato, ma ha dimenticato che una cosa non può essere completamente meravigliosa finché rimane sensibile. Finché consideriamo un albero come una cosa ovvia, creata naturalmente e ragionevolmente perché una giraffa la mangi, non possiamo meravigliarcene adeguatamente. È quando lo consideriamo come un'onda prodigiosa di terra viva che si estende fino al cielo senza un motivo particolare che ci togliamo il cappello, con grande stupore del guardiano del parco. Tutto ha infatti un altro lato, come la luna, patrona dell'assurdità. Visto da quell'altro lato, un uccello è un fiore staccato dal suo stelo, un uomo è un quadrupede che mendica sulle zampe posteriori, una casa è un gigantesco cappello per riparare un uomo dal sole, una sedia è un apparecchio con quattro gambe di legno per uno storpio che ne ha solo due.

Questo è il lato delle cose che più tende alla meraviglia spirituale.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.



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martedì 27 gennaio 2026

Un aforisma al giorno - Niente è meraviglia se non nell'umiltà.


Visitare luoghi turistici è una questione molto più difficile e controversa di quanto molti sembrino supporre; e un uomo che la rifiuta del tutto potrebbe essere un uomo di senno e persino un uomo di immaginazione. Fu il grande Wordsworth a rifiutarsi di tornare a Yarrow; fu solo il piccolo Wordsworth a tornarci, dopotutto. Ricordo la prima grande vista che ebbi al mio arrivo in Medio Oriente, quando guardai per caso fuori dal treno diretto al Cairo e vidi in lontananza, oltre le pianure luminose, una debole forma triangolare: le Piramidi. Potrei capire un uomo che, dopo averle viste, voltasse le spalle e tornasse indietro nel suo paese e nella sua casa, dicendo: «Non andrò oltre, perché ho visto in lontananza le ultime dimore dei re». Posso capire un uomo che, dopo aver visto solo di lontano Gerusalemme sorgere sulla collina, non prosegua oltre e conservi per sempre quella visione. 

Si direbbe, ovviamente, che sia assurdo venire fin qui e vedere così poco. A ciò rispondo che, in tal senso, è assurdo venire fin qui. Tornare indietro per una fantasia del genere non è più assurdo che venire per una fantasia simile. Un uomo non può mangiare le Piramidi; non può comprare o vendere la Città Santa; non ci può essere alcun aspetto pratico né nel suo venire né nel suo andare. Se non è venuto per uno stato d'animo poetico, è venuto per niente; se è venuto per uno stato d'animo simile, non è uno sciocco a obbedire a quello stato d'animo... 

Nessuna grande opera sembrerà grande e nessuna meraviglia del mondo sembrerà meravigliosa, a meno che non sia vista in un'ottica di umiltà storica. 


Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme.



martedì 9 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Mantenere vivo il senso di meraviglia.



Le arti esistono, come dovremmo dire alla nostra maniera primitiva, per mostrare la gloria di Dio; o, per tradurre la stessa cosa in termini psicologici, per risvegliare e mantenere vivo il senso di meraviglia nell'uomo. Il successo di qualsiasi opera d'arte si ottiene quando diciamo di qualsiasi soggetto, un albero, una nuvola o un personaggio umano: «L'ho visto mille volte e non l'ho mai visto prima». Ora, per questo scopo, una certa variazione di luogo è naturale e persino necessaria. Gli artisti cambiano quello che chiamano il loro attacco; perché in una certa misura è loro compito renderlo un attacco a sorpresa. Devono gettare una nuova luce sulle cose; e non c'è da stupirsi se a volte si tratta di un raggio ultravioletto invisibile o di un raggio nero che ricorda piuttosto la follia o la morte. Ma quando l'artista estende l'esperimento eccentrico dall'arte alla vita reale, è tutta un'altra cosa. È come uno scultore distratto che passa dal modellare il busto con lo scalpello al modellare la testa calva del distinto modello. E questi artisti anarchici soffrono un po' di distrazione.

Gilbert Keith Chesterton, The Thing (pubblicato in italiano come La Chiesa viva o La mia fede)


 


domenica 26 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - La salvezza viene dall'esterno e la gratitudine è la felicità raddoppiata dalla meraviglia.



In qualsiasi angolo intellettuale della modernità si può trovare una frase come quella che ho appena letto in una polemica giornalistica: «La salvezza, come altre cose buone, non deve venire dall'esterno». Definire una cosa spirituale esterna e non interna è la modalità principale della scomunica modernista. Ma se il tema del nostro studio è medievale e non moderno, dobbiamo contrapporre a questa apparente banalità l'idea opposta. Dobbiamo metterci nella posizione di uomini che pensavano che quasi tutte le cose buone venissero dall'esterno, come le buone notizie. Confesso di non essere imparziale nelle mie simpatie in questo caso e che la frase del giornale che ho citato mi colpisce come una cantonata sulla natura stessa della vita. A titolo personale, non credo che un bambino ottenga il miglior nutrimento fisico succhiandosi il pollice, né che un uomo ottenga il miglior nutrimento morale succhiandosi l'anima e negando la sua dipendenza da Dio o da altre cose buone. Ritengo che la gratitudine sia la forma più alta di pensiero e che la gratitudine sia la felicità raddoppiata dalla meraviglia.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.



venerdì 15 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Cerchiamo il Regno altrove.


Il diavolo può citare le Scritture per i suoi scopi; e il testo delle Scritture che ora cita più comunemente è: «Il regno dei cieli è dentro di voi». Quel testo è stato il sostegno e il supporto di più farisei, ipocriti e prepotenti spirituali che tutti i dogmi del creato; è servito a identificare l'autocompiacimento con la pace che supera ogni comprensione.

E il testo da citare in risposta è quello che dichiara che nessun uomo può ricevere il regno se non come un bambino piccolo. Ciò che dobbiamo avere dentro di noi è lo spirito infantile; ma lo spirito infantile non si preoccupa solo di ciò che è dentro. Il primo segno di possederlo è l'interesse per ciò che è fuori. La cosa più infantile di un bambino è la sua curiosità, il suo appetito e il suo potere di meravigliarsi del mondo. Potremmo quasi dire che l'intero vantaggio di avere il regno dentro di noi è che lo cerchiamo altrove.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



lunedì 26 maggio 2025

Chesterton e la felicità di pensare - Una sintesi simpatica e frizzante della conferenza del 16 maggio 2025 a Pescara.



È una cronaca dell'incontro di venerdì 16 maggio 2025 apparsa su La Spigola, un sito di scrittura che si definisce la "Community di Fish Writers più grande d'Italia", centoventisei pesci articolisti che contribuiscono al sito, i pesci come simbolo cristiano, ecco lo sfondo (e comunque un pugno di loro articoli citano Chesterton, e non è poco). Ve la proponiamo perché simpatica e fedele (e anche perché il nostro Giovanni Molfetta è trattato da persona seria e il nostro presidente esce così com'è...).

Brevissimi appunti di un recente incontro a Pescara dal titolo: “Chesterton e la felicità di pensare”. Giovanni Molfetta, insegnante e curatore di una traduzione di saggi dell’autore, ci racconta il cuore del messaggio di Chesterton: la meraviglia perché tutto è creato da Dio per ogni singola persona. 

Dopo un breve periodo buio vissuto in giovinezza in cui Chesterton non sa a cosa credere (“l’ateo mi consigliava di dubitare dell’esistenza di Dio e io da parte mia incominciavo a dubitare dell’esistenza dell’ateo”), il futuro giornalista si riprende partendo dalla meraviglia per ogni cosa che c’è perché è creata, diventa quindi un estremo lottatore contro il nichilismo. Anche una matita che sembra niente è tutto rispetto al nulla. C’è da riconquistare questa prospettiva: tutto è salvato dal naufragio del nulla. Le cose comuni e banali per Chesterton sono la gloria dell’Essere. Dio ha creato tutto e la gratitudine che prova lo porta a voler diventare giornalista per assolvere questa missione, cioè difendere e diffondere questo senso di meraviglia in tutto il mondo. 

Durante l’incontro viene poi letto un brano dell’autore “Perché sono cattolico” dove in un certo passaggio si dice “Il cattolicesimo è vero […] Il cattolicesimo è l’unica realtà che libera dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo.” Inaspettatamente il breve intervento di Marco Sermarini ce ne fornisce una testimonianza diretta: appare subito come un tipo strambo, distratto, originale (è riuscito nella difficile impresa di partire con largo anticipo per arrivare ad un’ora e 5 minuti dall’inizio dell’incontro), amante di Chesterton e non solo (bisogna ricordare Piergiorgio Frassati e Tolkien tra i suoi maestri), questo avvocato di San Benedetto del Tronto non riusciva a trovare una scuola adatta per il proprio figlio e allora la crea lui, con i suoi amici, perché l’educazione contrariamente a quanto si crede è una cosa estremamente seria (“per comprare i pantaloni a tuo figlio fai mille giri, vedi mille negozi e mille marche, invece per scegliere la scuola allo stesso figlio prendi quella più vicina a casa tua, perché è più comoda, ma perché? Perché? Che criterio è?”). 

Per la nuova scuola prende come spunto gli ideali di Chesterton: il primo aforisma usato “una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andare controcorrente” dice molto del coraggio di cui hanno avuto bisogno lui e i suoi amici per comprare parte di un edificio, cercare i professori giusti e disponibili, ma soprattutto per cercare continuamente attraverso mille attività i fondi per tirare avanti una impresa simile. La prima gita della scuola? Tutti gli studenti vengono presi in macchina da Sermarini (“erano in 5 e io avevo gia allora parecchi figli e quindi possedevo una macchina spaziosa”) e trasportati in montagna per una scampagnata e per vedere le stelle di notte. La scuola è stata fondata nel lontano 2008 e, contro le più negative previsioni, ha oggi circa un centinaio di ragazzi.

Sermarini ricorda appassionatamente a tutti che “senza gratitudine non ci si alza nemmeno dal letto la mattina e difatti è la condizione necessaria per la felicità: «la misura di ogni felicità è la riconoscenza (Chesterton)»”.

Di certo Chesterton avrebbe amato tipi così, sicuramente non prodotti del nostro tempo, così ripiegato su se stesso da non riuscire ad ammirare più nemmeno una matita.

Occhione e Barracudina

http://laspigola.altervista.org/chesterton-e-la-felicita-di-pensare/

Il Palazzo di Città di Pescara, sede del municipio,
luogo dove si è svolto l'incontro


martedì 20 maggio 2025

Un aforisma al giorno - La meraviglia ai primordi di Chesterton.


Di una cosa sono certo: che il mondo ha bisogno, prima di tutto, di essere stupito; di essere educato alla natura della meraviglia.

Gilbert Keith Chesterton, Black and White, 14 febbraio 1903.



domenica 29 dicembre 2024

Un aforisma al giorno - Beatitudine a sorpresa.

Beato chi non si aspetta nulla, perché sarà gloriosamente sorpreso.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



martedì 10 settembre 2024

Un aforisma al giorno - Abnegazione ed eccitazione (guardate, è un grande...).


Credo che una divisione molto irregolare, una vita molto altalenante, una vita vissuta agli estremi della ricchezza e della povertà sia di gran lunga la più morale e migliorativa....Perciò consideriamo i due aspetti della questione: il primo è la necessità dello spirito umano di un certo grado di abnegazione, il secondo la necessità di un certo grado di eccitazione. L'uomo della vita regolare impara l'abnegazione? Per niente. Non ha mai assaporato la stravaganza e quindi non ne sente la mancanza. Non ne sente la mancanza e quindi non vi rinuncia affatto. Se una cosa è molto lontana dall'intero modo di vivere di un uomo, lontana come un secolo o un continente diverso, è assurdo dire che vi rinuncia. È assurdo dire che sono così semplice nel mio modo di vivere da aver vissuto un anno a Battersea senza gondola. È assurdo dire che penso a mia moglie e al mio piccolo reddito, e che resisto all'acquisto di un elefante indiano... E ora contrapponi a questa vita facile e autoindulgente della rispettabile classe media, l'eroismo oscuro, l'abnegazione ferrea, l'austerità religiosa dell'uomo stravagante che è in difficoltà. Passa accanto alle tentazioni, ma come il santo nella Chiesa trionfante, sa quali sono, e quali sono la loro bellezza e il loro pathos. Abbandona il sigaro, ma non con ignoranza, bensì con una triste e sacra consapevolezza. È davvero un asceta.... E per effetto della sua precedente stravaganza sulle sue risorse attuali, guadagna davvero un controllo su se stesso, una conoscenza della vita umana dura e sana, come è stata per tutti gli uomini fin dall'inizio del mondo... Credo che un carattere morale più severo e più fine sia prodotto dall'essere stravaganti un giorno e parsimoniosi il giorno dopo. Perché così sviluppiamo sia le virtù pagane che quelle puritane. E conserviamo l'unico elemento essenziale della vita, la meraviglia; sappiamo quando la vediamo nella notte più buia; la siepe bassa e trascurata che si trova tra la terra e il Paese delle Fate.

Gilbert Keith Chesterton, Bianco e nero, 14 marzo 1903, 

oggi in Gilbert Keith Chesterton, Chesterton in Bianco e nero.




domenica 11 agosto 2024

Un aforisma al giorno - Il ringraziamento è la forma più alta di pensiero.

Non credo, a titolo personale, che un bambino ottenga il suo miglior cibo fisico succhiandosi il pollice; né che un uomo ottenga il suo miglior cibo morale succhiando la sua anima e negando la sua dipendenza da Dio o da altre cose buone. Vorrei sostenere che il ringraziamento è la forma più alta di pensiero e che la gratitudine è la felicità raddoppiata dalla meraviglia.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.





sabato 3 dicembre 2022

Un aforisma al giorno, perfetto!

La vera psicologia della meraviglia dipende da qualche ritorno alla semplicità e persino alla lentezza.

Gilbert Keith Chesterton, Svegliare il senso della meraviglia (Awakening the Sense of Wonder), Illustrated London News, 19 Marzo 1927.



mercoledì 21 settembre 2022

Un aforisma al giorno (grande ritorno!).

C’è una legge scritta nel più oscuro dei Libri della Vita, ed è questa: se guardi una cosa novecentonovantanove volte, sei perfettamente al sicuro. Se tu la guardi la millesima volta, sei nello spaventoso pericolo di vederla per la prima volta.

G.K. Chesterton, The Napoleon of Notting Hill.

venerdì 24 settembre 2021

Aforismi in lingua originale - Autobiografia.


I
n truth, the story of what was called my Optimism was rather odd. When I had been for some time in these, the darkest depths of the contemporary pessimism, I had a strong inward impulse to revolt; to dislodge this incubus or throw off this nightmare. But as I was still thinking the thing out by myself, with little help from philosophy and no real help from religion, I invented a rudimentary and makeshift mystical theory of my own. It was substantially this; that even mere existence, reduced to its most primary limits, was extraordinary enough to be exciting. Anything was magnificent as compared with nothing. Even if the very daylight were a dream, it was a day-dream; it was not a nightmare. The mere fact that one could wave one's arms and legs about (or those dubious external objects in the landscape which were called one's arms and legs) showed that it had not the mere paralysis of a nightmare. Or if it was a nightmare, it was an enjoyable nightmare. In fact, I had wandered to a position not very far from the phrase of my Puritan grandfather, when he said that he would thank God for his creation if he were a lost soul. I hung on to the remains of religion by one thin thread of thanks. I thanked whatever gods might be, not like Swinburne, because no life lived for ever, but because any life lived at all; not, like Henley for my unconquerable soul (for I have never been so optimistic about my own soul as all that) but for my own soul and my own body, even if they could be conquered. This way of looking at things, with a sort of mystical minimum of gratitude, was of course, to some extent assisted by those few of the fashionable writers who were not pessimists; especially by Walt Whitman, by Browning and by Stevenson; Browning's "God must be glad one loves his world so much", or Stevenson's "belief in the ultimate decency of things". But I do not think it is too much to say that I took it in a way of my own; even if it was a way I could not see clearly or make very clear. What I meant, whether or no I managed to say it, was this; that no man knows how much he is an optimist, even when he calls himself a pessimist, because he has not really measured the depths of his debt to whatever created him and enabled him to call himself anything. At the back of our brains, so to speak, there was a forgotten blaze or burst of astonishment at our own existence. The object of the artistic and spiritual life was to dig for this submerged sunrise of wonder; so that a man sitting in a chair might suddenly understand that he was actually alive, and be happy.


Gilbert Keith Chesterton, Autobiography.

domenica 31 maggio 2020

Buon compleanno Gilbert Chesterton e grazie dello stupore che rinnovi in noi! | Annalisa Teggi e GKC su Aleteia.

Nel 146esimo anniversario della sua nascita ricordiamo lo scrittore inglese con alcune sue fulminanti intuizioni sulla meraviglia di esserci: “La vita è la cosa di gran lunga più stupefacente di qualsiasi gioia o sofferenza che può capitarci durante la vita!”

G. K. Chesterton nacque il 29 maggio 1874 e si può dire che passò il resto della sua vita di scrittore a dimostrare in mille forme serie, frizzanti e paradossali quanto fosse importante celebrare il proprio compleanno. Non è una cosa da poco. Ci vuole una grande semplicità e onestà nell’accostarsi a quella meraviglia originaria per cui ciascuno di noi è stato sottratto al nulla: ci sei. Per alcuni uomini conquistare questo stupore radicale richiede l’impegno di una vita intera, scrollandosi di dosso il peso dello scetticismo cupo che ci circonda. Gli fu chiaro che l’unica cosa che permette all’uomo di essere davvero se stesso è riconoscersi figlio di Dio, un legame filiale che non toglie alla vita le fatiche e il dolore, ma la riempie di quell’energia grazie a cui tutto può essere affrontato con fiducia e coraggio: la gratitudine.

Il resto qui sotto:

https://it.aleteia.org/2020/05/29/buon-compleanno-gilbert-chesterton-e-grazie-dello-stupore-che-rinnovi-in-noi/?fbclid=IwAR0uI2y_fLDEb7tAp8FEAWj-wI7UhiyEQ-LWAIWaOvYw_uou6GsQ5xLFDro

giovedì 28 maggio 2020

Un aforisma al giorno anche in lingua originale.

You should not look a gift universe in the mouth.

Gilbert Keith Chesterton, Notebooks

che può essere così tradotto un po' all'italiana:

A universo donato non si guarda in bocca.

Gilbert Keith Chesterton in uno dei suoi taccuini giovanili

lunedì 4 maggio 2020

Un aforisma bellissimo, classico al giorno, un po’ a fumetti.

Io direi che i ringraziamenti siano la più alta 🏞forma di pensiero 💭, e che la gratitudine sia la felicità 😃 raddoppiata dalla meraviglia.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.


giovedì 23 aprile 2020

Un aforisma al giorno 🌝🌝🌝

Bisogna proclamare risolutamente che nel mondo delle meraviglie non c'è altra porta che quella bassa dell'umiltà, attraverso l'arco della quale la terra risplende come il paese delle fate.


 Gilbert Keith Chesterton, The Speaker

venerdì 27 marzo 2020

Chesterton è attuale - Lo stupore di Aldo Maria Valli.

Il giornalista Aldo Maria Valli ama Chesterton, non avevamo dubbi (nel breve volgere di un paio di mesi è la seconda volta che lo chiama in causa, l'ultima volta ha dato voce alla mobilitazione mondiale per salvare la sua casetta chiamata Overroads, dove sono stati scritti molti dei suoi capolavori e dove ricevette la visita del nostro Emilio Cecchi), oggi lo mette al fondo di una riflessione sullo stupore (e chi altri poteva stare lì?), e scatta sulla fascia anche Borges. 

L'articolo è tratto dal suo blog personale:

https://www.aldomariavalli.it/2020/03/27/una-parola-al-giorno-stupore/