lunedì 25 maggio 2026
Un aforisma al giorno - Umiltà per rinnovare incessantemente terra e stelle.
giovedì 19 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Una cosa non può essere completamente meravigliosa finché rimane sensibile.
martedì 27 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - Niente è meraviglia se non nell'umiltà.
martedì 9 dicembre 2025
Un aforisma al giorno - Mantenere vivo il senso di meraviglia.
Le arti esistono, come dovremmo dire alla nostra maniera primitiva, per mostrare la gloria di Dio; o, per tradurre la stessa cosa in termini psicologici, per risvegliare e mantenere vivo il senso di meraviglia nell'uomo. Il successo di qualsiasi opera d'arte si ottiene quando diciamo di qualsiasi soggetto, un albero, una nuvola o un personaggio umano: «L'ho visto mille volte e non l'ho mai visto prima». Ora, per questo scopo, una certa variazione di luogo è naturale e persino necessaria. Gli artisti cambiano quello che chiamano il loro attacco; perché in una certa misura è loro compito renderlo un attacco a sorpresa. Devono gettare una nuova luce sulle cose; e non c'è da stupirsi se a volte si tratta di un raggio ultravioletto invisibile o di un raggio nero che ricorda piuttosto la follia o la morte. Ma quando l'artista estende l'esperimento eccentrico dall'arte alla vita reale, è tutta un'altra cosa. È come uno scultore distratto che passa dal modellare il busto con lo scalpello al modellare la testa calva del distinto modello. E questi artisti anarchici soffrono un po' di distrazione.Gilbert Keith Chesterton, The Thing (pubblicato in italiano come La Chiesa viva o La mia fede)
domenica 26 ottobre 2025
Un aforisma al giorno - La salvezza viene dall'esterno e la gratitudine è la felicità raddoppiata dalla meraviglia.
venerdì 15 agosto 2025
Un aforisma al giorno - Cerchiamo il Regno altrove.
lunedì 26 maggio 2025
Chesterton e la felicità di pensare - Una sintesi simpatica e frizzante della conferenza del 16 maggio 2025 a Pescara.
Brevissimi appunti di un recente incontro a Pescara dal titolo: “Chesterton e la felicità di pensare”. Giovanni Molfetta, insegnante e curatore di una traduzione di saggi dell’autore, ci racconta il cuore del messaggio di Chesterton: la meraviglia perché tutto è creato da Dio per ogni singola persona.Dopo un breve periodo buio vissuto in giovinezza in cui Chesterton non sa a cosa credere (“l’ateo mi consigliava di dubitare dell’esistenza di Dio e io da parte mia incominciavo a dubitare dell’esistenza dell’ateo”), il futuro giornalista si riprende partendo dalla meraviglia per ogni cosa che c’è perché è creata, diventa quindi un estremo lottatore contro il nichilismo. Anche una matita che sembra niente è tutto rispetto al nulla. C’è da riconquistare questa prospettiva: tutto è salvato dal naufragio del nulla. Le cose comuni e banali per Chesterton sono la gloria dell’Essere. Dio ha creato tutto e la gratitudine che prova lo porta a voler diventare giornalista per assolvere questa missione, cioè difendere e diffondere questo senso di meraviglia in tutto il mondo.Durante l’incontro viene poi letto un brano dell’autore “Perché sono cattolico” dove in un certo passaggio si dice “Il cattolicesimo è vero […] Il cattolicesimo è l’unica realtà che libera dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo.” Inaspettatamente il breve intervento di Marco Sermarini ce ne fornisce una testimonianza diretta: appare subito come un tipo strambo, distratto, originale (è riuscito nella difficile impresa di partire con largo anticipo per arrivare ad un’ora e 5 minuti dall’inizio dell’incontro), amante di Chesterton e non solo (bisogna ricordare Piergiorgio Frassati e Tolkien tra i suoi maestri), questo avvocato di San Benedetto del Tronto non riusciva a trovare una scuola adatta per il proprio figlio e allora la crea lui, con i suoi amici, perché l’educazione contrariamente a quanto si crede è una cosa estremamente seria (“per comprare i pantaloni a tuo figlio fai mille giri, vedi mille negozi e mille marche, invece per scegliere la scuola allo stesso figlio prendi quella più vicina a casa tua, perché è più comoda, ma perché? Perché? Che criterio è?”).Per la nuova scuola prende come spunto gli ideali di Chesterton: il primo aforisma usato “una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andare controcorrente” dice molto del coraggio di cui hanno avuto bisogno lui e i suoi amici per comprare parte di un edificio, cercare i professori giusti e disponibili, ma soprattutto per cercare continuamente attraverso mille attività i fondi per tirare avanti una impresa simile. La prima gita della scuola? Tutti gli studenti vengono presi in macchina da Sermarini (“erano in 5 e io avevo gia allora parecchi figli e quindi possedevo una macchina spaziosa”) e trasportati in montagna per una scampagnata e per vedere le stelle di notte. La scuola è stata fondata nel lontano 2008 e, contro le più negative previsioni, ha oggi circa un centinaio di ragazzi.Sermarini ricorda appassionatamente a tutti che “senza gratitudine non ci si alza nemmeno dal letto la mattina e difatti è la condizione necessaria per la felicità: «la misura di ogni felicità è la riconoscenza (Chesterton)»”.Di certo Chesterton avrebbe amato tipi così, sicuramente non prodotti del nostro tempo, così ripiegato su se stesso da non riuscire ad ammirare più nemmeno una matita.Occhione e Barracudina
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| Il Palazzo di Città di Pescara, sede del municipio, luogo dove si è svolto l'incontro |
martedì 20 maggio 2025
Un aforisma al giorno - La meraviglia ai primordi di Chesterton.
Di una cosa sono certo: che il mondo ha bisogno, prima di tutto, di essere stupito; di essere educato alla natura della meraviglia.
domenica 29 dicembre 2024
Un aforisma al giorno - Beatitudine a sorpresa.
Beato chi non si aspetta nulla, perché sarà gloriosamente sorpreso.
Gilbert Keith Chesterton, Eretici.
martedì 10 settembre 2024
Un aforisma al giorno - Abnegazione ed eccitazione (guardate, è un grande...).
Gilbert Keith Chesterton, Bianco e nero, 14 marzo 1903,
oggi in Gilbert Keith Chesterton, Chesterton in Bianco e nero.
domenica 11 agosto 2024
Un aforisma al giorno - Il ringraziamento è la forma più alta di pensiero.
Non credo, a titolo personale, che un bambino ottenga il suo miglior cibo fisico succhiandosi il pollice; né che un uomo ottenga il suo miglior cibo morale succhiando la sua anima e negando la sua dipendenza da Dio o da altre cose buone. Vorrei sostenere che il ringraziamento è la forma più alta di pensiero e che la gratitudine è la felicità raddoppiata dalla meraviglia.
Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.
sabato 3 dicembre 2022
Un aforisma al giorno, perfetto!
La vera psicologia della meraviglia dipende da qualche ritorno alla semplicità e persino alla lentezza.
Gilbert Keith Chesterton, Svegliare il senso della meraviglia (Awakening the Sense of Wonder), Illustrated London News, 19 Marzo 1927.
mercoledì 21 settembre 2022
Un aforisma al giorno (grande ritorno!).
C’è una legge scritta nel più oscuro dei Libri della Vita, ed è questa: se guardi una cosa novecentonovantanove volte, sei perfettamente al sicuro. Se tu la guardi la millesima volta, sei nello spaventoso pericolo di vederla per la prima volta.
venerdì 24 settembre 2021
Aforismi in lingua originale - Autobiografia.
In truth, the story of what was called my Optimism was rather odd. When I had been for some time in these, the darkest depths of the contemporary pessimism, I had a strong inward impulse to revolt; to dislodge this incubus or throw off this nightmare. But as I was still thinking the thing out by myself, with little help from philosophy and no real help from religion, I invented a rudimentary and makeshift mystical theory of my own. It was substantially this; that even mere existence, reduced to its most primary limits, was extraordinary enough to be exciting. Anything was magnificent as compared with nothing. Even if the very daylight were a dream, it was a day-dream; it was not a nightmare. The mere fact that one could wave one's arms and legs about (or those dubious external objects in the landscape which were called one's arms and legs) showed that it had not the mere paralysis of a nightmare. Or if it was a nightmare, it was an enjoyable nightmare. In fact, I had wandered to a position not very far from the phrase of my Puritan grandfather, when he said that he would thank God for his creation if he were a lost soul. I hung on to the remains of religion by one thin thread of thanks. I thanked whatever gods might be, not like Swinburne, because no life lived for ever, but because any life lived at all; not, like Henley for my unconquerable soul (for I have never been so optimistic about my own soul as all that) but for my own soul and my own body, even if they could be conquered. This way of looking at things, with a sort of mystical minimum of gratitude, was of course, to some extent assisted by those few of the fashionable writers who were not pessimists; especially by Walt Whitman, by Browning and by Stevenson; Browning's "God must be glad one loves his world so much", or Stevenson's "belief in the ultimate decency of things". But I do not think it is too much to say that I took it in a way of my own; even if it was a way I could not see clearly or make very clear. What I meant, whether or no I managed to say it, was this; that no man knows how much he is an optimist, even when he calls himself a pessimist, because he has not really measured the depths of his debt to whatever created him and enabled him to call himself anything. At the back of our brains, so to speak, there was a forgotten blaze or burst of astonishment at our own existence. The object of the artistic and spiritual life was to dig for this submerged sunrise of wonder; so that a man sitting in a chair might suddenly understand that he was actually alive, and be happy.


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