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sabato 30 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Date pure zucchero agli squali... (padre Brunelli, grazie, ma sta' attento pure tu...)

Noi uomini e donne siamo tutti sulla stessa barca, in un mare in tempesta. Ci dobbiamo a vicenda una lealtà terribile e tragica. Se peschiamo squali per mangiarli, che vengano uccisi con la massima pietà; che chiunque lo desideri li ami, li accarezzi, gli leghi nastri al collo, gli dia dello zucchero e gli insegni a ballare. Ma se un uomo suggerisce che uno squalo debba essere valutato quanto un marinaio, o che al povero squalo si possa permettere di mordere occasionalmente la gamba di un uomo, allora lo sottoporrei alla corte marziale: è un traditore della nave.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



domenica 11 giugno 2023

Sabato prossimo è il XXI Chesterton Day, vi aspettiamo!



Vedere il mondo a testa in giù.

A cento anni dalla pubblicazione del San Francesco d'Assisi.

San Benedetto del Tronto, Centro Educativo La Contea, contrada Santa Lucia 25.

Interverranno:

Fra' Roberto Brunelli, nome di battaglia: Il Patriota Cosmico;

Peppino Zola, avvocato ed appassionato di Chesterton;

Giovanni Maria Molfetta, curatore del volume di saggi di G. K. Chesterton "Giovani idee - La felicità di pensare" (edizioni Ares).

Vi aspettiamo!!!

martedì 6 giugno 2023

Sabato 17 Giugno 2023, ecco a voi il Chesterton Day!

Vedere il mondo a testa in giù.

A cento anni dalla pubblicazione del San Francesco d'Assisi.

San Benedetto del Tronto, Centro Educativo La Contea, contrada Santa Lucia 25.

Interverranno:

Fra' Roberto Brunelli, nome di battaglia: Il Patriota Cosmico;

Peppino Zola, avvocato ed appassionato di Chesterton;

Giovanni Maria Molfetta, curatore del volume di saggi di G. K. Chesterton "Giovani idee - La felicità di pensare" (edizioni Ares).

Vi aspettiamo!!!

sabato 3 giugno 2023

XXI Chesterton Day!

XXI Chesterton Day!

San Benedetto del Tronto, 17 Giugno 2023, Centro Educativo La Contea.

Vedere il mondo a testa in giù - A cento anni dalla pubblicazione del San Francesco d'Assisi.

Partecipa fra' Roberto Brunelli, nome di battaglia Il Patriota Cosmico.


La vetrata della Chiesa parrocchiale di Santa Teresa a Beaconsfield, fatta fare dai coniugi Chesterton.

giovedì 2 marzo 2023

Saggi scelti, di G. K. Chesterton - Una vecchia edizione molto significativa.

Dietro il titolo che in italiano suona generico (sa un po' di raccolta libera formata motu proprio dall'editore italiano...), in realtà si cela una delle opere collettanee edite da Dorothy Collins dopo la morte di Chesterton. Confesso di non essermene mai accorto sino adesso che ho sfogliato il volume tirandolo fuori lieto da uno scatolone nello sforzo di dargli una degna collocazione.

È la traduzione italiana di Selected Essays, e raccoglie ben sessantuno saggi messi insieme appunto da Dorothy Collins nel 1949 ed introdotti da Edmund Clerihew Bentley, l'amico degli anni giovanili e di tutta una vita di Chesterton, il compagno di scuola a cui dedicherà L'Uomo che fu Giovedì. L'editore inglese era Methuen, quello italiano le Paoline (che sfoggiarono per anni un'attenzione speciale verso Chesterton), la traduttrice Frida Ballini, autrice di altre versioni italiane del Nostro Eroe.

I saggi coprono un arco di tempo che va dal 1908 al 1936; spiccano tra gli altri Splendore del grigio, Il libro di Giobbe, Quello che mi sono trovato in tasca, Un pezzo di gesso, Dello stare coricati a letto, che abbiamo inserito anni fa nella nostra opera collettanea La Nonna del Drago ed altre serissime storie.

Insomma, è molto significativo che in Italia si pubblicasse anche una raccolta postuma di saggi di Chesterton, quindi non una delle opere più note e navigate come Ortodossia, Padre Brown, Uomovivo, Eretici, eccetera. Ciò dimostra il consolidato interesse, non casuale, non commerciale, per l'opera di Chesterton. Non a caso, come ho detto tempo fa in un altro post, le Paoline pubblicarono altre sue opere. Una conferma di quanto sto sostenendo è data dal fatto che anche L'Uomo Comune, raccolta di saggi anch'essa postuma, trovò ampio spazio, con diverse edizioni.

Tra l'altro l'edizione che vi mostro non è di quelle economiche: ha la copertina dura con una bella sovraccoperta, ed il risvolto reca una sorta di breve introduzione al Nostro Eroe che trae spunto con intelligenza dalle personali notizie che ci dà Bentley nella bella Introduzione che firma; il compagno di scuola ci informa subito che "eravamo scolaretti quando conobbi Gilbert Chesterton; diventammo subito amici, ed egli aveva già incominciato a scrivere saggi...", dandoci l'idea della profondità del rapporto che li legò per tutta la vita (Chesterton dal canto suo non esitò a dargli uno spazio rilevante nella sua Autobiografia, oltre che nella poesia dedicatoria introduttiva del già ricordato Giovedì).

Vedendo questo bel libro (che il nostro carissimo Padre Roberto Brunelli alias Il Patriota Cosmico ha donato, assieme ad altri, alla Società andando a costituire parte del nucleo di una biblioteca sociale che mi auguro si estenda in larghezza, altezza e profondità) ho pensato al tanto impegno di Chesterton nel suo lavoro ed al tanto interesse che suscitava in Italia anche in quegli anni. Oggi siamo tornati a parlarne, grazie a Dio, e allora volevo dimostravi, cari amici, che c'è sempre bisogno di geni di questo genere, e che nel curarcene facciamo un bene a noi e un po' anche all'umanità che abbiamo attorno a noi.

Marco Sermarini






 

sabato 18 giugno 2022

Roberto Brunelli, Il ’patriota cosmico’ e le sue perle - Cronaca - ilrestodelcarlino.it

Gli amici lo conoscono come il Patriota cosmico, e così si firma, sicuramente perché la sua bussola è Chesterton che ama alla follia. Come un po' folle appare anche lui. D'altronde è un francescano. D'altronde è padre Roberto Brunelli, occhi azzurri, occhiali rotondi, selva di capelli. Tutto spirito e corpo, Gesù e Gilbert Keith, che non sembri una blasfemia. Padre Roberto è sempre una sorpresa. Come quando pubblicò un libricino, proprio mignon, dal titolo "Omelie per birrerie con terzine per Cantine". Ne parlammo. Come quando curò la "Summa chesterteologica", con sottotitolo: "Pensieri su Dio. La chiesa. Gli eretici e le salsicce". Da far accapponare la pelle ai tradizionalisti e strabuzzare gli occhi ai progressisti. O come quando curò "La Sfera e la Croce", "L'Osteria volante", "La famiglia Regno della libertà", etc. etc.

Il resto qui sotto:


https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/roberto-brunelli-il-patriota-cosmico-e-le-sue-perle-1.7796110

sabato 30 ottobre 2021

Giuliotti, Papini, Ferruzzi e Chesterton.


Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, due conoscenze di chi frequenta questo blog, erano amici e si scambiarono in vita molte lettere. Ne abbiamo trovata una di Giuliotti a Papini datata 30 luglio 1923 ed indirizzata a lui da Greve in Chianti, paese natale del mittente; vi si parla di molte cose e in un post scriptum Giuliotti dice:

Saluti cordialissimi ai tuoi da tutta la mia famiglia e da me. Ho comprato e sto leggendo Orthodoxie. Bellissimo.

 

La lettera è del 1923, la prima edizione italiana di Ortodossia, quella di Ausonia poi di Morcelliana con traduzione di Raffaello Ferruzzi, vide la luce solo del 1927, dunque dal titolo in francese e dalla data si deduce con buon grado di certezza che si trattasse dell'edizione francese. Non era la prima volta che le opere di Chesterton pervenivano prima in francese in Italia (si vedano a tal proposito su questo blog le recensioni del San Francesco (su Studium) e dell'Ortodossia (sul Frontespizio) a cura di mons. Giovanni Battista Montini (che abbiamo recuperato grazie ad Angelo Bottone). L'edizione francese datava proprio quell'anno, il 1923.

La lettura di Ortodossia è preceduta da un suggerimento di Papini scritto in una sua lettera del 5 Luglio 1923 che termina così:

Ti scriverò: cerca Orthodoxie di Chesterton. Scrivi e vieni presto. Ti abbraccia il tuo

Giovanni

Giuliotti parlò di Ortodossia in due articoli, usciti per L'Avvenire d'Italia rispettivamente il 20 e 21 aprile 1927, con il titolo La filosofia delle fate e riprodotti nel libro Le due luci (santità - poesia) uscito nel 1933. Questo saggio, che vale decisamente la pena di essere letto, lo abbiamo riprodotto nel nostro blog, grazie a Padre Roberto Brunelli.

Abbiamo poi qualche notizia in più sul traduttore, Raffaello Ferruzzi: nacque nel 1886 e morì nel 1976, anche lui era di Greve in Chianti e fu funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione, ed amico di Giuliotti. Si conserva un lungo carteggio tra i due intercorso dal 1914 al 1953. Ferruzzi tradusse anche Eretici e L'Uomo Eterno rispettivamente nel 1930 e nel 1932.

Una bella riunione di chestertoniani.

Marco Sermarini

Nelle foto: in alto, un giovane Giovanni Papini, in basso un maturo Domenico Giuliotti. Di Raffaello Ferruzzi purtroppo non abbiamo documentazione iconografica.

martedì 26 ottobre 2021

Una preghiera in suffragio di Giovanni Brunelli!



Cari amici, stringiamoci tutti attorno al nostro caro amico Padre Roberto Brunelli, nome di battaglia il Patriota Cosmico, anche noto come padre Brownelli, che ieri ha accompagnato nel viaggio verso la Vera Patria il suo caro babbo Giovanni! 

Ricordo suo padre accompagnare il suo figlio francescano nella consegna di libretti sovversivi in giro per la nostra città: San Francesco, Pier Giorgio Frassati, San Filippo Neri… Da dentro la macchina, apparentemente sprofondato beato dentro l'abitacolo al posto del passeggero, stendeva con la sua mano di babbo queste bombe, sorridente, al lavoro assieme al figlio per lo stesso Re. Chissà quanti volumi di Chesterton avrà aiutato ad imbustare (o a mettere nei cartoni della pizza… è successo anche questo…), quanti santi deliri chestertoniani del figlio avrà ascoltato… questi padri che diventano figli sono grandissimi! 

Preghiamo per il nostro amico e fratello Giovanni, preghiamo che trovi Chesterton alla Porta sorridente e baffuto ad accoglierlo e ad accompagnarlo lieto dal Re!

Marco Sermarini

giovedì 8 luglio 2021

Nascita della copertina della Summa Chestertheologica.

Presenti da sinistra a destra:
Marco Sermarini, nome di battaglia: L'Uomo Vivo;
Padre Roberto Brunelli, nome di battaglia: Il Patriota Cosmico;
Italo Benati, in una delle rare occasioni in cui è stato immortalato senza il kilt del suo clan.
Tutti e tre senza copricapo. Chi vuole capire ha capito.
Goal di istinto, quella copertina, che poi passò tra le mani sapienti e ponderate di un artista vero, Lorenzo Zappalà, che ne fece un capolavoro.

mercoledì 20 settembre 2017

Un aforisma al giorno (sempre grazie a Brunelli), bello.

I DAGO ITALIANI

La feccia di tutte le facce che siamo riusciti a togliere o a prendere a prestito dal più basso livello dell’intelligenza americana o dalla sua deficienza è la moda ora diffusa in quasi tutta l’Inghilterra di usare la parola «dago». Il significato storico di questa espressione è molto divertente. Il Dago, parlando in generale, è un membro di quelle razze oscure che hanno colonizzato il sud America e le cui origini si devono ricercare nelle penisole del Mediterraneo. Le principali caratteristiche del Dago sono i coltelli, i cenci, passioni romantiche, un comportamento ardito, aglio e chitarre. 
Muniti di queste cose gli individui in questione creano continue noie assolutamente sproporzionate alla loro importanza, o in altre parole, alla loro ricchezza e hanno formato una tremenda seccatura per tutte quelle solide comunità che hanno buoni rapporti con il regno della legge. Per esempio, molto tempo fa una banda di questi desperados ingaggiò una tremenda zuffa a coltello, dopo di che uno di loro venne lasciato per morto e gli altri vennero perseguitati dagli amici di quello con una tipica forma di vendetta meridionale. Questo sordido incidente venne gonfiato e fatto argomento di dramma e di melodramma sino a che ogni scolaretto dovette imparare che il nome del morto era Giulio Cesare e che l’uomo che lo pugnalò pronunciò una certa retorica affermazione di essergli amico. Altri incidenti egualmente meschini e sensazionali hanno disgratamente adulato la vanità del Dago; sembra che un Dago proveniente da una di quelle sudice isolette sia fuggito e fattosi soldato come tanti altri buoni a nulla abbia causato molte seccature a tutta l’Europa sino a che la carriera criminate ebbe termine con la sua cattura e la prigionia di Sant’Elena. Vi è un’altra sordida storia sulla quale non occorre soffermarsi e che si riferisce ad un marinaio fuggito di casa il quale si fece con grande vanagloria una enorme reclame ed aggiunse insulto all’insulto scoprendo effettivamente l’America. 
Si dice qualche volta scortesemente che quella scoperta avrebbe dovuto esser passata sotto silenzio, ma è giusto aggiungere che la Britannia venne scoperta da un altro Dago e che magari anche questa scoperta avrebbe dovuto venir sepolta nel silenzio. 
Sarebbe certo stato più di buon gusto se tutti i Dago avessero passato sotto silenzio tutte le cose da loro fatte nella storia, ma se lo avessero fatto non sarebbe rimasta forse molta storia.


Gilbert Keith Chesterton, La risurrezione di Roma

domenica 26 febbraio 2017

Ieri a Mogliano

Ieri a Mogliano ho parlato del nostro Gilbert.

Faccio come i bambini piccoli quando fanno i pensierini, un bell'elenco di cose fatte: mi sono divertito in compagnia del mio amico padre Roberto Brunelli, del suo parroco padre Mauro Valentini, ho ritrovato qualche vecchio amico e conosciuto persone nuove, alcune delle quali molto interessate anche agli aspetti sociali ed economici del pensiero di Gilbert, il che non succede sempre.

Spero che Gilbert abbia lasciato un segno tra i moglianesi, soprattutto amicizia, allegria e speranza. Spero di aver fatto del bene.

Marco Sermarini