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martedì 23 giugno 2026

Aforismi in lingua originale - Got him!


“Unsportsmanlike!” bellowed the big man. “Give it fair play, give it fair play!” And he came after his own hat quickly but cautiously, with burning eyes. The hat had seemed at first to droop and dawdle as in ostentatious langour on the sunny lawn; but the wind again freshening and rising, it went dancing down the garden with the devilry of a pas de quatre. The eccentric went bounding after it with kangaroo leaps and bursts of breathless speech, of which it was not always easy to pick up the thread: “Fair play, fair play... sport of kings... chase their crowns... quite humane... tramontana... cardinals chase red hats... old English hunting... started a hat in Bramber Combe... hat at bay... mangled hounds... Got him!”

Gilbert Keith Chesterton, Manalive.

domenica 1 marzo 2026

Innocent continua a girare l'Italia! Stavolta tocca a Casalpusterlengo. Complimenti a questi giovani e bravi attori!

Cari amici della Società Chestertoniana,

volevo comunicarle che il nostro spettacolo "Innocent" è stato richiesto numerosissime volte, segno della potenza e soprattutto contemporaneità di questa storia e messaggio, e il giorno 6 marzo ci riesibiremo per la nona volta con questo spettacolo!

Impensabile ai tempi, visto che siamo partiti come 15 ragazzi con nessuna esperienza, voglia di comunicare qualcosa ai nostri amici e alla società più prossima a noi, con la fortuna di avere avuto "Uomovivo" tra le mani solo perché uno tra noi lo aveva suggerito. 

Ecco qui la locandina per lo spettacolo a Casalpusterlengo (LO)! 

È ancora una volta con profonda gratitudine che, a nome della compagnia Chescenaè, ringraziamo la vostra associazione per il patrocinio che ci avete dato per questo spettacolo, e che con orgoglio esponiamo ad ogni replica!

A presto!

Luigi
CheScenaÈ


Una bella immagine di una precedente
replica.



lunedì 11 novembre 2024

Nuova replica di Innocent a Catania, 17 novembre 2024, segno di successo!


 

Cari Amici,

vi informiamo che il 17 novembre 2024 alle ore 16.00 si terrà una nuova replica dello spettacolo teatrale Innocent, organizzato dalla Associazione CheScenaè e patrocinato da noi della Società Chestertoniana Italiana.

Lo spettacolo verrà messo in scena presso il Teatro Nuovo Sipario Blu, in Largo Ventorino a Catania.

Prezzo del biglietto 8 euro.

Informazioni e prenotazioni: 392 1847834

Lo spettacolo viene replicato per la sesta volta, il che è ovviamente buon segno: vuol dire che sta comunicando qualcosa, e noi della Società ne siamo felici.

La piece è ispirata a Manalive del nostro Chesterton, ed è scritto e diretto da Laura Massari.

Vi consigliamo vivamente di andare a vederlo. È una buona occasione per conoscere e far conoscere una delle opere più belle di Chesterton.

martedì 3 settembre 2024

Un aforisma al giorno - Pubblichiamo una Dichiarazione d'Indipendenza

“Tu credi nella Governo Domestico (1) per l'Irlanda; io credo nel Governo Domestico per le case”, (Innocent Smith, ndr) gridò con impazienza a Michael. “Sarebbe meglio se ogni padre POTESSE uccidere il proprio figlio, come facevano gli antichi romani; sarebbe meglio, perché nessuno verrebbe ucciso. Pubblichiamo una Dichiarazione di Indipendenza di Beacon House. In quell'orto potremmo coltivare abbastanza verdura da mantenerci, e quando arriva l'esattore delle tasse diciamogli che siamo autosufficienti, e scherziamo con lui con il sifone.... Beh, forse, come dici tu, non potremmo avere una sifone, visto che viene dalla rete; ma potremmo scavare un pozzo in questo terreno gessoso, e si potrebbero fare molte cose con le caraffe d'acqua.... Che questa sia davvero Beacon House (2). Accendiamo un falò dell'indipendenza sul tetto e vediamo una casa dopo l'altra rispondere nella valle del Tamigi! Diamo inizio alla Lega delle Famiglie Libere! Via il governo locale! Un fico secco per il patriottismo locale! Che ogni casa sia uno Stato sovrano come questo, e giudichi i propri figli con la propria legge, come noi facciamo con la Corte di Beacon. Togliamo il pittore e cominciamo a essere felici insieme, come se fossimo su un'isola deserta”.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.



(1) Qui traduciamo Governo Domestico l'espressione Home Rule, usata dagli inglesi a fine 1800 - inizi 1900 per promuovere una sorta di autonomia per l'Irlanda.
(2) Beacon significa faro.

lunedì 2 settembre 2024

Aforismi in lingua originale - Let's issue a Declaration of Independence from Beacon House...

 “You believe in Home Rule for Ireland; I believe in Home Rule for homes,” he cried eagerly to Michael. “It would be better if every father COULD kill his son, as with the old Romans; it would be better, because nobody would be killed. Let’s issue a Declaration of Independence from Beacon House. We could grow enough greens in that garden to support us, and when the tax-collector comes let’s tell him we’re self-supporting, and play on him with the hose.... Well, perhaps, as you say, we couldn’t very well have a hose, as that comes from the main; but we could sink a well in this chalk, and a lot could be done with water-jugs.... Let this really be Beacon House. Let’s light a bonfire of independence on the roof, and see house after house answering it across the valley of the Thames! Let us begin the League of the Free Families! Away with Local Government! A fig for Local Patriotism! Let every house be a sovereign state as this is, and judge its own children by its own law, as we do by the Court of Beacon. Let us cut the painter, and begin to be happy together, as if we were on a desert island.”

Gilbert Keith Chesterton, Manalive.

Due schizzi di Chesterton.


domenica 11 febbraio 2024

Questo scrittore indiavolato - La Ronda presenta Manalive (Le Avventure d'un uomo vivo) all'Italia, noi vi ripresentiamo con qualche ragione in più questo scritto...



Qui di seguito la presentazione de Le Avventure d'un uomo vivo, traduzione italiana di Manalive, al pubblico de La Ronda, la rivista letteraria di Vincenzo Cardarelli "pubblicista", Emilio Cecchi "esquire", Riccardo Bacchelli "possidente", Antonio Baldini "baccelliere in lettere", Lorenzo Montano "industriale", Bruno Barilli "compositore", Aurelio Emilio Saffi "docente nelle scuole governative" (così si definirono "i sette savi", ossia il gruppo redazionale che conduceva la rivista, oppure "i sette nemici").

Lo avevamo già proposto, oggi lo rifacciamo qualche ragione in più rispetto alla prima volta. Magari ne potrebbe nascere qualcosa.

Le ragioni per cui Manalive approdò in Italia (dopo un'osservazione iniziata diversi anni prima da parte di Cecchi) sono ben espresse dallo scritto non firmato che segue: esso non era mai stato tradotto in francese (la Francia era uno dei riferimenti culturali per questi uomini, e lo fu in specie a riguardo di Chesterton e Belloc: come si vede in questo blog, prima di approdare in Italia, le opere dei nostri eroi facevano spesso attracco in porti francesi, e successivamente ivi venivano notati -- si veda per esempio l'Ortodossia, o il San Francesco d'Assisi, notati e recensiti da Giovanni Battista Montini e da Domenico Giuliotti a seguito della lettura della versione francese); viene considerata opera prima di Chesterton in italiano. Ma qui c'è un equivoco: i rondisti (o forse è meglio dire Cecchi, l'ambasciatore italico in Albione) non s'erano accorti dell'esistenza di Berlino Barbara e delle Lettere ad un vecchio garibaldino, usciti in traduzione italiana come scritti propagandistici filobritannici durante la Grande Guerra -- questo lo lascia pensare la qualificazione di "prima opera di Chesterton che compare in italiano"; in ogni caso è di certo la prima opera di Chesterton, intesa come libro e non saggio sciolto, voluta e tradotta in Italia e dall'Italia. Da ultimo, la si definisce opera frutto del lavoro di "scrittori veri, di gran temperamento" e non con intenti programmatici, tanta è la distanza dello stile, il tutto non senza spirito polemico.

La presentazione preannuncia la successiva pubblicazione dell'opera, che uscirà sulla rivista a puntate, in un unico volume per l'editore Vallecchi. La traduzione di Cecchi ebbe un certo successo, se si considera che furono molti gli editori che negli anni la utilizzarono.

Vale la pena di ricordare che il primo scritto di Chesterton uscito in Italia, se si eccettuano appunto gli scritti propagandistici, fu La risposta del bambino su La Ronda, preceduto dal famoso articolo di Cecchi Ospiti, in cui il critico fiorentino esprime compiutamente la ragione della presenza degli inglesi nella rivista.

Per mera cronaca faccio rilevare che la foto che allego all'articolo ritrae una pagina della nostra collezione dei numeri de La Ronda ospitanti scritti di Chesterton e Belloc, presente nella nostra sede.

Ritorno sull'argomento perché tutto ciò mi sembra estremamente significativo di una temperie culturale che oggi va considerata svanita, sostituita da apparenti mode, più imposte dall'alto che altro, spesso con contenuti pessimistici e nichilistici nei confronti dell'esistenza elevati ingiustamente al rango di arte, poesia, letteratura, ed anche per dire della forza che certe riviste ebbero nel favorire l'ingresso dei nostri amici in Italia. Sarebbe bello riuscire a fare qualcosa di simile oggi, senza servilismi e con il desiderio di dare speranza a questo mondo odierno così stranito e mortifero. Chesterton e Belloc regalarono speranza ai loro contemporanei e ne donano ancora a noi oggi.

Marco Sermarini



[Ed eccoci a queste Avventure d'un uomo vivo, le quali non sono altro che Manalive di G. K. Chesterton, nella traduzione del nostro amico Cecchi. Manalive uscì nel 1912 (Edit. T. Nelson, London), ed è uno dei più brillanti racconti, o romanzi metafisico-polizieschi che voglian chiamarsi, di questo scrittore indiavolato. Non è stato tradotto in francese, e anche per questo l'abbiamo prescelto.

Non occorre dire ch'è la prima opera di Chesterton che compare in italiano. L'editore Vallecchi, dopo che sarà uscita a puntate nella Ronda, provvederà a darle veste di libro. 

Intorno a Chesterton non sentiamo bisogno di trattenerci. Se n'è detto altre volte. Consigliamo ai lettori che vogliono saperne di più, il libro di Julius West: G. K. Chesterton (Edit. Martin Secker, London, 1915); il bellissimo studio di André Chevrillon: Une apologie du christianisme (in Nouvelles Etudes Anglaises, Hachette, Paris, 1918); e il volume, recentissimo, di Joseph đe Tonquédec: G. K. Chesterton (Edit. Nouvelle Librairie Nationale, Paris, 1921), che ha il difetto d'insistere troppo sull'aspetto teoretico dell'opera di Chesterton, a scapito delle qualità d'arte. 

Un'avvertenza. Abbiamo sentito insinuare, più d'una volta, che noi presentiamo sulla Ronda certe autori stranieri come scoperte e programmi. Può darsi che alcuni dei nostri scrittori, a molti dei nostri critici sieno davvero apparsi come scoperte, anzi rivelazioni. È difficile misurare, fino a che punto, in Italia, arrivi l'ignoranza dei letterati. Quanto all'intenzione programmatica, queste Avventure d'un uomo vivo, persuaderanno anche i più duri. Nulla è più lontano da certe nostre tendenze estetiche, del folle barocchismo fumista di Chesterton. E forse, proprio per questo, ci piace. 

Noi abbiamo presentato certi scrittori, fra i quali Chesterton, perchè scrittori veri, di gran temperamento. Finora in Italia, di stranieri modernissimi, non si vedeva che Gide, Claudel, Barrès, etc. Non è questo il luogo di discuterli. Ma ci sono altri. E dopo più di dieci anni che scriviamo di questi altri, visto che all'ignoranza letteraria indigena essi possono riuscire ancora nuovi, noi seguitiamo lietamente a scoprirli. Senza con questo pretendere di sostituire, come è stato detto, con squisito servilismo, uno di cotesti indigeni all'altare di Gide o di Claudel, l'altarino di Chesterton o di chicchessia: nojaltri e i nostri lettori, sappiamo far benissimo, anche in quest'epoca genuflessa, senza bisogno d'altari! - N. d. R.]




sabato 30 dicembre 2023

Un aforisma al giorno - Ma qual è il merito dell’oro?


 

“Quale sarebbe il merito dell'oro”, disse, "se non brillasse? Perché mai dovremmo apprezzare una sterlina nera o un sole di mezzogiorno nero? Tanto varrebbe usare al suo posto un bottone nero! Non vede che ogni cosa, in questo giardino, sembra un gioiello? E vuole gentilmente dirmi qual è il pregio di un gioiello, se non quello di sembrare un gioiello? Smettiamo, una buona volta, di comprare e di vendere, e cominciamo a guardare! Aprite gli occhi, e vi sveglierete nella Nuova Gerusalemme.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.


sabato 1 luglio 2023

Un aforisma al giorno (grandioso, da non dimenticare mai).


Frustava la sua anima a suon di risate perché non si addormentasse.

Gilbert Keith Chesterton, Le avventure di un Uomo Vivo.

domenica 18 dicembre 2022

Vita e Pensiero pubblica: Trittico Nuziale - Legami d'amore per un disegno di civiltà. III Chesterton, una Sinfonia per quattro voci, di Giuseppe Colombo.

Dopo Romeo e Giulietta: gli sposi di Verona (2020) e I promessi sposi e il pane del perdono (2021), rispettivamente dedicati al dramma di W. Shakespeare e al romanzo di A. Manzoni, ecco il volume che conclude il Trittico Nuziale: Chesterton, una Sinfonia per quattro voci.

Quattro le voci dei protagonisti: Dio, uomo, donna, figli; quattro gli elementi della società ben ordinata: religione, famiglia, comunità locale, patria. Ma anche quattro le opere che Giuseppe Colombo lega armonicamente in questo volume: La ballata del Cavallo bianco: il poema dedicato al santo eroe King Alfred, alla fede, all’identità cristiana d’Inghilterra; Il Napoleone di Notting Hill: l’elogio del «patriottismo locale», delle «piccole patrie» e della condanna dell’imperialismo e del capitalismo; L’osteria volante: il romanzo che coniuga matrimonio e politica per l’edificazione della civiltà; L’uomo vivo: il canto dell’amore sponsale e della famiglia.
Tutte queste opere entrano in scena ordinatamente, l’una dopo l’altra, non chiuse e concluse in sé, ma sempre richiamandosi vicendevolmente, dando voce e ascolto l’una all’altra, perché tutte sono amalgamate in una Sinfonia: la nota unificante ritmo e timbro dell’insieme e di ciascuna è lo squillante ‘sì’.


Giuseppe Colombo è professore di Filosofia nella facoltà di Scienze della formazione e di Scienze religiose all’Università Cattolica, sede di Brescia. È coordinatore scientifico del Progetto «Filosofia ed esperienza religiosa» e dell’omonima collana di Vita e Pensiero, che accoglie gli Atti di convegni nazionali e internazionali, come «A tavola con Dio e con gli uomini», in occasione di EXPO 2015; ha coordinato le Iniziative d’Ateneo «La misericordia e le sue opere» (anno giubilare 2015-2016) e «La Cattolica, giovani e generazioni», realizzata anche in vista del Sinodo sui giovani (ottobre 2018). È noto per i numerosi studi sulla filosofia italiana del Novecento e per le indagini di antropologia filosofica. I suoi ultimi volumi sono: Il prodigioso duello. La sfida per l’uomo (Vita e Pensiero 2019). Trittico Nuziale. Legami d’amore per un disegno di civiltà I. Romeo e Giulietta: gli sposi di Verona (Vita e Pensiero 2020); Trittico Nuziale. Legami d’amore per un disegno di civiltà II. I promessi sposi e il pane del perdono (Vita e Pensiero 2022).

domenica 6 novembre 2022

Aforismi in lingua originale - Manalive, Uomovivo, Le avventure di un uomo vivo!


A sudden thrust of wind through the trees drifted the dying leaves along the path, and they could hear the far-off trees roaring faintly.

"I mean," said Mary, "they are the kind that look outwards and get interested in the world. It doesn't matter a bit whether it's arguing, or bicycling, or breaking down the ends of the earth as poor old Innocent does. Stick to the man who looks out of the window and tries to understand the world. Keep clear of the man who looks in at the window and tries to understand you. When poor old Adam had gone out gardening (Arthur will go out gardening), the other sort came along and wormed himself in, nasty old snake".

Gilbert Keith Chesterton, Manalive.

sabato 15 ottobre 2022

Un aforisma al giorno.

Per conservarci felici come un bambino o come un cane, non ci resta che essere innocenti come un bambino, o innocenti come un cane, entrambi incapaci di peccare. Per dirla in parole povere, bisogna essere buoni… sì, questa può essere la strada da seguire, e lui mi pare l'abbia trovata.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

venerdì 14 ottobre 2022

Un aforisma al giorno.

"Lei mi ha convinto che è veramente malvagio e pericoloso per un uomo fuggire da sua moglie". "E perché è pericoloso?", chiesi. "Be', perché nessuno potrà più trovarlo", rispose quello strano personaggio, "e invece noi tutti abbiamo bisogno di essere trovati".

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

mercoledì 17 agosto 2022

Un (sempre caro) aforisma al giorno.


La cosa che ho visto pendere nei suoi occhi mentre penzolava da quel ponte era la gioia della vita, non la volontà. Quello che lei ha imparato standosene seduto su quel dannato gargoille era che il mondo, in fin dei conti, è un luogo meraviglioso in cui vivere: io lo so, perché l'ho capito nello stesso momento.
Ho visto le nubi grigie diventare rosa, e il piccolo orologio dorato nella fessura tra le case. Erano queste le cose che lei odiava lasciare andandosene via da questo mondo, non la Vita, qualunque cosa essa sia. Eames, siamo stati insieme sull'orlo della morte; non riesce ad ammettere che ho ragione?

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

sabato 13 agosto 2022

Aforismi in lingua originale - La storia delle leggi e delle istituzioni direttamente in inglese...


It is the fashion to talk of institutions as cold and cramping things. The truth is that when people are in exceptionally high spirits, really wild with freedom and invention, they always must, and they always do, create institutions. When men are weary they fall into anarchy; but while they are gay and vigorous they invariably make rules. This, which is true of all the churches and republics of history, is also true of the most trivial parlour game or the most unsophisticated meadow romp. We are never free until some institution frees us; and liberty cannot exist till it is declared by authority.

Gilbert Keith Chesterton,
Manalive
.


sabato 4 giugno 2022

Belloc, Chesterton, la Polonia 🇵🇱 e la Madonna di Chestochowa secondo don Giuseppe De Luca (ma c'è anche Manalive, The Path to Rome, Cecchi...).

Non appena ho letto che giungeva in Roma in questi giorni il Cardinal Primate di Polonia, mi son tornati in mente quei giorni, quegli uomini, e tutte le avemarie (quante, Madonna mia, quante: ce ne ubriacavamo) che si recitavano spesso insieme alla Madonna di Czestochowa. E mi son tornati in mente inoltre (oh che brutta malattia è la letteratura) uno scrittore e la ballata che egli scrisse e dedicò alla Madonna di Czestochowa. Che dico dedicò? Belloc, perché si tratta di lui, si recò in persona nel 1928 in Polonia. Non fu un viaggio, il suo; e lui ne aveva farti tanti, di viaggi, tutti descritti in divertentissimi libri. Fu un pellegrinaggio vero e proprio, come quelli di Péguy a Chartres. Péguy pativa, e portava le sue poesie come un ex-voto per i figli malati alla Madonna; Belloc portò una sua ballata, un po' alla brava, spavaldamente. Era una ballata all'antica. Era venuto qui, nella città eterna, a piedi, dal cuore della Francia; e il suo In via per Roma (The Path to Rome). lo diedi tradotto nell'Illustrazione Vaticana del 1935. Non io dovevo tradurlo, avrebbe dovuto tradurlo uno come Cecchi a quel modo che tradusse Manalive di Chesterton: amico dell'uno e dell'altro, e amico degnissimo di loro, a loro egli ha consacrato pagine parecchio belle. 

Narra il biografo di Belloc*:

[Nel 1928] Belloc si recò in pellegrinaggio in Polonia; questo pellegrinaggio, per importanza, vien secondo a quello che aveva fatto a Roma, Sua mèta, il santuario della Madonna di Czestochowa; recava con sé la ballata che porta il nome di Lei. Ascoltata la messa nella grande chiesa del monastero, la quale domina tutta la regione intorno per la sua situazione, e domina tutta la Polonia per la sua leggenda, Belloc portò la ballata, montata in una cornice nera, nella cappella dove la faccia dolorosa della Madre di Dio guarda sulla folla che le prega davanti. L'appende alla parete a fianco dell'altare, a destra, in mezzo a spade, medaglie, vascelli d'oro, braccia e gambe, testimonianze della intercessione della Madonna, Dopo, ne fece una traduzione strana in un latino maccheronico, e la depositò negli archivi del monastero. Se oggi un pellegrino polacco guarda un po' da vicino queste sante mura, vedrà che un poeta inglese fu il primo tra gli amici della sua nazione.

Qual è questa ballata? Eccola, nella traduzione di Augusto Guidi:

Donna, e Regina, e multiplo Mistero,
E Reggitrice dello sgombro cielo,
Madonna che Sant'Ilda vide in sogno,
E una silvestre musica ascoltava;
'attenderai nell'ora vespertina,
Che le nubi sono alte e rientra il gregge.
Questa è la fede che ho nutrito e nutro,
E questa è quella in cui morire voglio.
Scoscesi sono i flutti, irosi, freddi,
Terribili a tentarsi nei marosi;
Tu mi restituirai, fedele amica
Alla vendetta e alle glorie dei forti.
Questa è la fede che ho nutrito e nutro,
E questa è quella in cui morire voglio.
Licenza, Principe d'onta che ti compri e vendi,
Scritti nella tua tana rovinante,
Questi versi proclaman la mia fede,
Proclamano che in lei voglio morire.

Oh no, non è una gran poesia, forse nemmeno è una poesia. Sarà preghiera? Ne dubito, la preghiera e la poesia essendo cose estremamente più sfuggenti, segrete. A Belloc, più di una volta, come al suo amico Chesterton, piacevano troppo scrivendo i fuochi artificiali. Come piaceva il vino. Si sarebbero vergognati di dare per soggetto alla poesia, persino alla prosa, la cronaca nera oggi d'uso alla quale preferirono sempre le storielle allegre. Incontrarono, tuttavia, la preghiera e la grazia, tutti e due, e più d'una volta. A loro stessa insaputa, ma le incontrarono; e un giorno qualcuno lo dirà, io spero.

Don Giuseppe De Luca, Bailamme. Ovverosia pensieri del sabato sera.

* Robert Speaight, The Life of Hilaire Belloc, London, 1957.

mercoledì 9 febbraio 2022

Emilio Cecchi recensisce Manalive su La Tribuna del 2 agosto 1917.

Ecco una chicca che non vi aspetterete di certo: la recensione di Manalive da parte di Emilio Cecchi, uscita sul quotidiano romano La Tribuna del 2 Agosto 1917.

E' la recensione dell'edizione inglese, visto che fu proprio Cecchi a portarla in Italia e tradurla a puntate su La Ronda. Pare che non vi fosse ancora un'edizione in altre lingue (come invece accadde per Ortodossia, ad esempio, che vide un'edizione francese che fu la prima ad approdare in Italia - ne abbiamo traccia nel blog nei vari carteggi che sono intercorsi in quegli anni tra critici e letterati che iniziavano ad interessarsi a Chesterton e compagni).

Buona lettura!

Marco Sermarini