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domenica 5 marzo 2023

42° Chesterton Conference | 27 - 29 Luglio 2023, Minneapolis, Stati Uniti d'America.

Anche quest'anno i nostri cugini americani celebreranno la Chesterton Conference, l'incontro annuale dei chestertoniani d'America, che quest'anno si terrà a casa del presidente Dale Ahlquist, cioè a Minneapolis. Il luogo preciso è l'Hotel Southwest Minneapolis Marriot, e quello che vedete qui sotto è uno dei manifesti dell'incontro.



Il tema sarà il centenario della pubblicazione del St. Francis of Assisi, e i titolo sarà The Juggler of God, cioè il Giullare di Dio.

La biografia di San Francesco è uno de ritratti più vivi schizzati da Chesterton e siamo certi che la Conference saprà approfondire bene quest'opera.

Tra gli ospiti ricordiamo mons. Robert Barron, vescovo della Diocesi di Winona - Rochester (Minnesota) e fondatore di Word On Fire, un apostolato che si esprime attraverso i mezzi di comunicazione. Il vescovo Barron pronuncerà la relazione centrale o, come dicono da quelle parti, il Keynote Address.

Ci sarà naturalmente Dale, poi John Walker, The Troubadours (ossia Dale Ahlquist, Joseph Pearce, William Fahey, Daniel Kerr, Christopher Check -- se volete saperne di più collegatevi qui) e poi Teresa Caldecott, Alan Cornett, Jacob Imam, Zepherine Swope and Robert Praetzel, padre Spencer Howe,  Tom Martin, Geir Hasnes, Susan Sucher, Haley Stewart, Brent Forrest.


domenica 26 febbraio 2023

Memoria di un chestertoniano speciale: Clive Staples Lewis.

Clive Staples Lewis, l'autore delle Cronache di Narnia, di Sopreso dalla gioia, Lettere di Berlicche, Il cristianesimo così com'è, Perelandra e molto altro ancora, nacque il 29 Novembre 1898 a Belfast, in Irlanda del Nord, e morì il 22 novembre 1963 a Oxford, in Inghilterra. È sepolto nel piccolo cimitero annesso alla Chiesa Anglicana di Holy Trinity nel sobborgo di Headington, sempre ad Oxford (l’indirizzo esatto è 46 Quarry Rd - Headington Quarry, Oxford, Oxfordshire).


Perché un chestertoniano speciale?


Perché egli si convertì, dopo un periodo di ateismo, una (provvidenziale) malattia e la lettura (altrettanto e più provvidenziale) di The Everlasting Man (L'Uomo Eterno) di Chesterton.


Nel corso del mio ultimo viaggio in Inghilterra assieme alla mia famiglia ed ai nostri cari amici americani (Dale Ahlquist, padre Spencer Howe, Joe Grabowski, Clark Durant), oltre afesteggiare il capo indiscusso di tutti i Chestertoniani del mondo Aidan Mackey per il suo benedetto secolo di vita da eroe, visitare i luoghi di Chesterton e le tombe di Tolkien e del nostro carissimo amico Stratford Caldecott, abbiamo avuto la ventura di visitare la chiesa frequentata da Lewis, rendere omaggio alla sua tomba e (last but not least) bere una bella birra al pub che frequentava al ritorno dalla chiesa, il Masons Arms (mi spiace deludere tanti amici ma non era un pub massonico! Niente a che fare. Pub simpaticissimo che trae il nome dal fatto che venisse frequentato molti ma molti decenni fa dai muratori - masons in inglese, per l'appunto - che cavavano dalla collina di Headington la bella pietra di cui è fatta tutta Oxford...).


I miei figli ci tenevano molto, tutti ci tenevamo. Chi di noi non ha goduto delle famose Cronache, dei dialoghi troppo cattolici (sì, fatemelo dire, più cattolici di quelli di tanti battezzati cattolici in giro adesso) di Berlicche e Malacoda, delle belle pagine del convertito sorpreso dalla gioia del cristianesimo? Certo ho lo stesso rammarico del suo amico del cuore Tolkien, cioè che si sia limitato a farsi cristiano e non cattolico (potete dirmi quel che volete, è così e così rimane il mio pensiero -- d'altronde perché non dovrei?), ma non posso dire che non abbia scritto pagine buone e utili per l'oggi. D'altronde si era abbeverato ad una fonte buona. Il mio fratello gemello Dale aveva letto tutte le sue opere quando ad un certo punto disse ad un suo caro amico (che non sapeva quello che stava per fare):  "che cosa potrei leggere ora?" e gli consigliò Chesterton, che fece di Dale un cattolico da battista che era...


Il tutto naturalmente è finito in gloria al pub, che era la morte sua, come si suol dire dalle nostre parti. Felicissimi tutti di questa digressione.


Qui di seguito alcune fotografie della breve ma significativa visita (ne manca qualcuna che metterò prossimamente, appena la ritroverò se Dio vorrà).


Marco Sermarini

La finestra della Chiesa di Holy Trinity,
dedicata a Lewis e a Narnia.


Il ritratto di Lewis sulla finestra

L'ingesso della Chiesa di Holy Trinity

L'indicazione per la tomba di Lewis.

La tomba di Lewis, su cui si vede
pure il nostro santino di Chesterton
in italiano, a mo' di fiore...

Altro su Lewis dal nostro blog sempre pieno di piacevoli bollicine:

Lewis ricordato nell'Abbazia di Westminster:

https://uomovivo.blogspot.com/2013/11/venerdi-22-una-lapide-nellangolo-dei.html

Chesterton e l'epica nelle parole di Lewis:

https://uomovivo.blogspot.com/2011/05/chesterton-in-altre-parole-clive.html

Il diavolo secondo Lewis (Fabio Trevisan):

https://uomovivo.blogspot.com/2019/06/il-diavolo-secondo-c-s-lewis-di-fabio.html

Chesterton nelle parole di Sorpreso dalla gioia di Lewis (perché appassionato di Chesterton?):

https://uomovivo.blogspot.com/2019/05/c-s-lewis-su-chesterton.html

Lo stesso brano nella sua vera lingua:

https://uomovivo.blogspot.com/2013/05/clive-staples-lewis.html

Coincidenze del 22 Novembre 1963:

https://uomovivo.blogspot.com/2013/11/coincidenze-del-22-novembre-1963.html

Una bella e vera e sempre attuale citazione (anzi un vero programma... di vita e radiofonico) di Lewis:

https://uomovivo.blogspot.com/2008/05/bella-e-vera-citazione.html

Un'altra bella citazione:

https://uomovivo.blogspot.com/2010/12/chesterton-in-altre-parole-un-pensiero.html



venerdì 11 novembre 2022

Sei italiani e tre americani, una collina, il suo cavallo e Chesterton...


Dopo la visita a Tolkien e al caro Stratford Caldecott.

Sei italiani e tre americani...


La tomba di Tolkien...

"Dimmi, sai avere fede senza una speranza?"

Uffington, la Collina del Cavallo Bianco.


Le tracce del Cavallo Bianco.

Gli uomini dell'Est...

Non ne avevamo ancora abbastanza 
di cavalli bianchi, vero, Joe?

Dopo l'ascesa al colle
nella Locanda del Cavallo Bianco.

Sulla tomba del Nostro Caro e Buon Eroe.



Due ottobre, Oxfordshire. White Horse Hill. Sei italiani e tre americani si lanciano nella lettura di un poema epico ambientato nel nono secolo. No, non è l’inizio di una barzelletta (anche se gli sfortunati che si sono imbattuti in questa strana combriccola potranno smentire questa mia a
ffermazione). Ci è stato fatto dono di una splendida giornata di sole. Splendida per come lo possono essere le imprevedibili giornate di sole inglesi, sempre accompagnate da un venticello pungente e frizzantino. 

Ci troviamo qui per rispondere ad una chiamata, ad una di quelle chiamate alle quali non si può proprio dire di no. Il mittente è un certo Aidan Mackey, chestertoniano d’onore che ha avuto l’occasione di conoscere personalmente Dorothy Collins, la segretaria del nostro caro Chesterton. Quello del giovane Aidan è un invito a raggiungerlo ad Oxford in occasione del suo centesimo compleanno. La famiglia Sermarini non si  è proprio tirata indietro e come noi anche molti altri amici sparsi letteralmente per il mondo. Oltre che onorati di partecipare al compleanno del membro più illustre del mondo chestertoniano, per noi è stata davvero una splendida occasione per riabbracciare degli amici tenuti soltanto fisicamente lontani. 

Il compleanno del Giovane Aidan,
sempreverde centenario,
druida e capo indiscusso dei Chestertoniani del mondo.

Ci siamo dunque avventurati per il suolo inglese per ripercorrere nel vero senso della parola gli stessi passi di molti uomini vivi. Abbiamo quindi avuto l’occasione di celebrare due bellissime messe nelle chiese abitualmente frequentate da un certo signor Tolkien, abbiamo visitato la tomba di C. S. 

Lewis e fatto irruzione nella casa di Chesterton. Ma il posto che davvero mi ha lasciato senza parole è stato proprio una collina dell’Oxfordshire chiamata White Horse Hill. Per chi non ne fosse a conoscenza, in una specie di trasposizione inglese delle nostre Piane di Castelluccio, abita ormai da molti secoli un cavallo di gesso che ha ispirato il signor Chesterton nella stesura della sua Ballata del cavallo bianco. Quest’opera racconta delle gesta del grande re Alfred che proprio in quel posto ha combattuto contro i Danesi. Senza togliervi il gusto di leggere integralmente questo libro, vorrei riportarvene uno stralcio assolutamente degno di nota. In particolare, durante la battaglia contro i Danesi, re Alfred si trova in netta difficoltà, non riesce a respingere gli attacchi dei nemici e non sa più che fare. Riceve dunque il dono di un’apparizione della Madonna. Quelle che intendo riportarvi integralmente sono dunque le parole che la Vergine rivolge al re sassone dopo che egli Le ha consegnato tutta la sua paura e il suo smarrimento.

Gli uomini dell’est scrutano le stelle,
per segnare gli eventi e i trionfi,
ma gli uomini segnati dalla croce di Cristo vanno lieti nel buio.

Gli uomini dell’est studiano le pergamene,

per conoscere i destini e la fama,
ma gli uomini che bevono il sangue di Cristo

vanno cantando di fronte alle ingiurie.

Il sapiente conosce le malvagità
che sono scritte nel cielo,
Mette in fila le luci meste e tocca corde tristi,

Nell’udire il battito cupo di ali purpuree,
Là dove i principi dei serafini dimenticati

         Tramano ancora su come Dio debba morire.

Il sapiente conosce tutto il male
Che giace sotto un albero ritorto,
Dove il perverso si consuma nel piacere,

E gli uomini sono stanchi di vino guasto 

            E nauseati da mari scarlatti.

Ma tu e la stirpe di Cristo
Siete ignoranti e coraggiosi,
E avete guerre che a stento vincete 
E anime che a stento salvate.
Non dico nulla per il tuo conforto,

E neppure per il tuo desiderio, dico solo: Il cielo si fa già più scuro
e il mare si fa sempre più grosso.

La notte sarà tre volte più buia su di te 

E il cielo diventerà un manto d’acciaio. 

Sai provar gioia senza un motivo, 

Dimmi hai fede senza una speranza?”

E scomparve dicendo queste parole
E lui non rispose nulla,
Ascoltò solamente, mentre era in piedi 
Coperto dal manto agitato della notte
E gli uomini di mare irruppero dalla foresta 
Come un’ondata d’alta marea.

(...)

Spesso pensiamo che la nostra sia una vita troppo pesante, troppo dura e piena di sacrifici. Ci si alza al mattino già affannati al solo pensiero di ciò che ci aspetterà nel corso della giornata. “A me va sempre tutto male” oppure “tanto è così, non ne va mai dritta una” sono delle frasi davvero molto frequenti nei nostri dialoghi. Beh, non è quello che ci insegna Chesterton attraverso i versi che abbiamo appena riportato. Re Alfred era in guerra e stava perdendo, aveva sicuramente più ragione di noi di dire che le cose non stavano esattamente filando liscio. Sconsolato si rivolge alla Madonna che, come si legge, non lo conforta assicurandogli la vittoria anzi gli ricorda che probabilmente la notte per lui sarà tre volte più dura ma si limita a ricordargli la sua destinazione (Sai provar gioia senza un motivo, / dimmi hai fede senza una speranza?). Molto spesso la nostra speranza è mal riposta. Ci convinciamo che i gli eventi della nostra vita debbano incastrasi in un preciso e rigido ordine che solo noi comprendiamo senza lasciare spazio a qualsiasi tipo di imprevisto o cambiamento. Siamo certi di sapere con convinzione granitica cosa è meglio per noi senza considerare mai l’ipotesi di poter essere poco lucidi o poco obiettivi su ciò che più strettamente ci riguarda. I versi successivi a quelli che abbiamo trascritto in precedenza sono ancora più belli e sorprendenti, se possibile.

Su vaste distese ventose e oltre 

Alfred attraversò la boscaglia, 

Sferzato dalla gioia del giganti 

Quella gioia senza un motivo.

Il re sassone non ha appena ricevuto la certezza di una vittoria eppure attraversa la boscaglia “sferzato dalla gioia dei giganti”. Questa è la vera speranza, quella speranza che porta Alfred ad una gioia solo apparentemente immotivata. Spesso la nostra è una tensione tutta materiale. Non ci curiamo della nostra anima e ci ritroviamo a sperare o scongiurare che le cose vadano in un certo modo. Come ci spiega Chesterton in questa vicenda la nostra speranza deve essere per la vita eterna. Dobbiamo essere proiettati soltanto a ciò che Gesù stesso è venuto a darci di persona: una nuova vita senza fine in Paradiso. Solo dopo aver cambiato questa prospettiva potremo attraversare le nostre strade ricolmi di una letizia non nostra ma che, come tutto il resto, ci è donata. L’augurio dunque per questo mese è di invertire la rotta del nostro cuore e di focalizzarci su Colui che può tutto così da “andare cantando di fronte alle ingiurie”.

Francesca Sermarini

Tratto dal numero di Ottobre di Vivere! ... e non vivacchiare, mensile della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati.

Sulla tomba di Stratford Caldecott.

martedì 14 giugno 2022

Ottantasei anni dopo, l’Uomo Vivo è sempre vivo.

L’anniversario della morte di Chesterton, in maniera singolare e paradossale come fu ogni cosa o quasi della sua vita, rimette puntualmente in gioco un’idea: la sua perdurante e sempre chiara vitalità.

Non so di quante persone defunte si possa dire altrettanto, ma guardandoci intorno vediamo che, per il mistero della Comunione dei Santi, Gilbert Chesterton è vivo e vegeto. Questo è un mistero della nostra fede cristiana che qui si vede benissimo. Mi rallegra tantissimo perché abbiamo bisogno di vedere e toccare. 

Chesterton continua a dare testimonianza con la sua opera (quella è una cosa che stupisce sempre ma nel caso di un giornalista cristiano ce lo potremmo aspettare) ma sempre di più perché lo stiamo facendo conoscere per come era veramente, per la persona che era e per le virtù che viveva quotidianamente. Non sono nulla le amicizie che portò avanti per tutta la vita (Bentley, Oldeshaw, Belloc, McNabb, O'Connor; ultimamente abbiamo scoperto - e ne parleremo al Chesterton Day di venerdì 17 Giugno 2022 - anche il ruolo importante che ebbe Maurice Baring nella sua conversione al cattolicesimo), alcune tenerissime (per esempio è bellissima la storia dell'amicizia con la famiglia Nicholl, in particolare con le ragazze). È rilevante la carità che fece, la speranza che elargì a piene mani e la fede che propagò e difese. Le conversioni che provocò da vivo (addirittura da non convertito...!) sono migliaia, altrettante quelle che ha provocato dopo la sua morte. In questo blog trovate molte di queste storie, cito la prima che mi viene in mente, quella di sir Alec Guinness. Ricordo anche quella di Marshall McLuhan, di Arnold Lunn l'ex cappellano della Regina Elisabetta, ma ce ne sono tante altre. Giovedì avremo modo di conoscere Stuart McCullough, una delle trentaquattro storie di conversione documentate da Dale Ahlquist nel libro My Name is Lazarus. Stuart ha una storia singolarissima che vi invito ad ascoltare. L'anno scorso al Chesterton Day abbiamo sentito della conversione di un altro dei trentaquattro, padre Spencer Howe, da luterano che era.

Stiamo cercando di farlo conoscere il più possibile, quindi guardate, sbirciate, cercate qui dentro.

È quindi più che giustificato un pellegrinaggio da Chesterton a Beaconsfield, ed il prossimo si terrà proprio nei giorni esatti del centenario della sua conversione. Il nostro amico Stuart ne è l'organizzatore e quest'anno predicherà alla Santa Messa proprio il vescovo di Northampton, mons. David Oakley.

Ricordo ancora una volta che si dice che le sue ultime parole siano state queste:

"La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte".

Io fossi in voi in questa giornata inizierei a leggere un libro di Chesterton. In caso non lo aveste, basta chiedere a Pump Street, non una libreria online qualunque con spedizioni rapidissime, missili che girano per il mondo a correre sottopagati e spremuti come limoni felici di farlo, ma la prima libreria distributista online e sicuramente la prima nata e pensata per far contento Nostro Signore Gesù Cristo e il Suo e nostro amico Chesterton, con gente di tutti i colori, qualcuno che sembra abile e altri che non lo sembrano e la realtà non sempre corrisponde all'apparenza (ah!ah!ah!), ma tutti felicissimi di fare quel che fanno, cioè far conoscere Gilbertone e con lui il caro e buon Gesù.

Qui sotto un po' di materiale vario inerente la sua morte e tante altre cose. Le rimetto a disposizione per facilitarvi il compito.

Il post del 14 Giugno del 2021:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/06/oggi-ricorrono-ottantacinque-anni-dalla.html?m=1

Il post della ricorrenza del 2020, con un'altra interessante antologia di post:

https://uomovivo.blogspot.com/2020/06/a-ottantaquattro-anni-della-morte-del.html?m=1

Borges in morte di Chesterton (un bell’articolo - ormai lo sapete che Borges morì lo stesso giorno di Chesterton cinquanta anni dopo):

https://uomovivo.blogspot.com/2015/06/borges-in-morte-di-chesterton-maria.html?m=1

Un'antica intervista a Marco Sermarini sulla santità di Chesterton:

https://uomovivo.blogspot.com/2010/10/zenit-intervista-il-nostro-presidente.html?m=1

Una meno antica intervista a Paolo Gulisano sulla santità di Chesterton:

https://uomovivo.blogspot.com/2013/08/intervista-al-nostro-paolo-gulisano.html?m=1

Una interessantissima lista dei presenti al funerale di Chesterton:

http://uomovivo.blogspot.com/2013/03/ecco-alcuni-tra-i-presenti-al-funerale.html?m=1

Alla tomba di Chesterton giunge ogni anno un bel pellegrinaggio da Londra da oltre dieci anni, guidato dal nostro grande amico Stuart:

https://uomovivo.blogspot.com/2020/07/the-10th-annual-gk-chesterton.html?m=1

Se cercate col motore di ricerca interno, troverete tante belle foto della tomba del nostro Eroe a Beaconsfield, troverete anche ricordi di amici che ci sono andati devotamente ed affettuosamente in questi anni.

In ogni caso mi sembra il giorno più adatto per recitare questa preghiera, per tutte le nostre necessità, per gli amici, per i nemici, per la Santa Chiesa (e ricordo che abbiamo a disposizione migliaia di santini di tutti i tipi, colori e fattezze, guarda qui).

Marco Sermarini

Dio Nostro Padre,

Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton 

di un senso di meraviglia e gioia, 

e desti a lui una fede 

che fu il fondamento del suo incessante lavoro, 

una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari, 

e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.

Possano la sua innocenza e le sue risate, 

la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede, 

la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria 

e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri, 

portare allegria ai disperati, 

convinzione e calore ai tiepidi 

e la conoscenza di Dio a chi non ha fede. 

Ti chiediamo di concedere le grazie che Ti imploriamo 

attraverso la sua intercessione (e specialmente per...) 

perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti 

e la Chiesa possa proclamarlo beato. 

Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore.

Amen.

Il ricordino della morte
di Chesterton
con i versi del suo amico
Walter de la Mare.

Il famosissimo telegramma
di Papa Pio XI in occasione
della morte di Chesterton
(quello del difensore della fede...)


giovedì 29 luglio 2021

XIX CHESTERTON DAY - YouTube

In questo video c'è l'intervento di padre Spencer Howe al Chesterton Day 2021, un paragone tra La Ballata del cavallo bianco ed alcuni passaggi de Il Signore degli Anelli.

In ogni caso padre Spencer è un grande amico ed è stato bravissimo.

Guardate!

https://m.youtube.com/watch?v=yw8ChLHSuFY

domenica 13 giugno 2021

Venerdì 18 Giugno 2021 ore 21.30, San Benedetto del Tronto, Centro Educativo La Contea, c’è il Chesterton Day 2021.

Chesterton Day 2021 - È giunta l'ora: Frodo, Alfred e la scoperta della speranza nei tempi oscuri. Incontro con Padre Spencer Howe, assistente spirituale della Society of Gilbert Keith Chesterton, USA 🇺🇸.

Non mancate!

Siate presenti, presenti fisicamente. Senza programmare, partite e venite. Stop.

mercoledì 24 giugno 2020

Vino e sigaro!

Ecco, così spero mi accolga Chestertonio in paradiso, ma con vino e sigaro veri...! Padre Spencer Howe giovanotto mio carissimo e buon amico apprezzerà... La maglietta si riproduce solamente su www.pumpstreet.it ed è bellissima. Solo i migliori la indossano. Sconto speciale del 15% a chi mostra la tessera della Società Chestertoniana Italiana, l'unica che dà diritto di fregiarsi del titolo di Grandissimi Amici del Grandissimo Gilbertone...!

Marco Sermarini

venerdì 8 febbraio 2019

Questo bellissimo libro contiene la testimonianza di...

My name is Lazarus è il resoconto di trentaquattro conversioni causare da Chesterton.

Chesterton è alle radici di numerose conversioni già da vivo, addirittura da prima della sua conversione, ma è un continuo anche ora.

Tra le persone che raccontano della propria conversione c'è anche uno dei nostri più cari amici, padre Spencer Howe. Padre Spencer è parroco della parrocchia di Holy Cross a North East Minneapolis, per cinque anni in Italia a causa dei suoi studi (tra l'altro la sua dissertazione per la licenza in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Lateranense riguarda il rapporto tra Chesterton e l'Italia e ci siamo finiti dentro anche noi...), fautore dell'incontro tra la nostra scuola e la Chesterton Academy di Edina, Minnesota.

La sua è una bellissima storia e sarebbe bello se la leggeste.

Personalmente io sono molto molto grato a Padre Spencer per tutto, e la sua conversione è per me motivo di speranza e di conforto. Ci lega una forte amicizia e qui è uno di noi. Ci vorrebbe una giornata per raccontare le tante belle cose vissute insieme, un fiume d'inchiostro per scrivere tutto ciò che ci accomuna. Ma è sufficiente dire: Gesù!

Ringraziamo il Signore per questi miracoli ottenuti da Chesterton!

Marco Sermarini 







giovedì 21 settembre 2017

Arrovesciare... arrovesciamo...



Questa splendida foto del mio amico Gilbert, che sorride con quella ganassa incredibile, mi ricorda un episodio narrato dal professor Masolino D'Amico ad uno degli incontri su Chesterton a La Civiltà Cattolica, qualche anno fa. Per chi non lo sapesse, il professor D'Amico è nipote di Emilio Cecchi (grande mentore italico del Nostro - per i neofiti, mettete " Emilio Cecchi" nel motore di ricerca del blog e vedrete… è grave non saperne nulla!) perché figlio di Suso Cecchi D'Amico (anche qui, nostro motore di ricerca…). 

Una sera nel 1929 (era venuto a Roma per la beatificazione di San Tommaso Moro e di un gruppo di martiri inglesi - traccia letteraria: una famosa conferenza che diede a Roma su Moro; inserire " Tommaso Moro" o " Thomas More" nel famoso motore. Su questo splendido soggiorno c'è molto, moltissimo altro da dire. Padre Spencer Howe ne ha parlato in lungo e in largo nella sua tesi di licenza. Traccia visiva: sempre in questo blog cercate le foto della Chiesa parrocchiale di Beaconsfield, dove nel 2014 andai con padre Spencer ad una splendida conference organizzata dai nostri amici inglesi: c'è la cappella pagata da Chesterton in cui troverete i Martiri Inglesi... bellissima) andò a cena a Roma a casa di Emilio Cecchi, e la moglie di quest'ultimo, Leonetta Cecchi Pieraccini, scrisse nel suo diario: "quando ride ha la risata ampia e rumorosa - gli si scorge tra i peli dei baffi la bocca sdentata e carnosa che assomiglia assolutamente alla bocca dell'elefante quando arrovescia la proboscide che fa uno sbadiglio".

Era quella volta che disse alla signora Leonetta, che si scusava per il suo inglese: "Viaggio in Italia sapendo due sole parole di italiano: vino e sigaro"…

Questo signore è padre Spencer Howe, che ama molto questa maglietta che Pump Street gli ha regalato per i suoi meriti verso l'Italia Chestertoniana (www.pumpstreet.it). L'altro signore… ecco… così!

Marco Sermarini