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lunedì 17 marzo 2025

Aforismi in lingua originale - Oggi è San Patrizio e allora...




The great Gaels of Ireland are the men that God made mad,
For all their wars are merry, and all their songs are sad.

Gilbert Keith Chesterton, The Ballad of the White Horse.






domenica 1 dicembre 2024

Aforismi in lingua originale - The ballad of the white horse, Do you have joy without a cause, yea, faith without a hope

the wise men know all evil things Under the twisted trees,
Where the perverse in pleasure pine and men are weary of green wine and sick of crimson seas.

But you and all the kind of Christ are ignorant and brave,
and you have wars you hardly win

and souls you hardly save.

I tell you naught for your comfort, yea, naught for your desire,
Save that the sky grows darker yet and the sea rises higher.

Night shall be thrice night over you, and heaven an iron cope.
Do you have joy without a cause, yea, faith without a hope?”






G.K. CHESTERTON - 
THE BALLAD OF THE WHITE HORSE

domenica 18 dicembre 2022

Vita e Pensiero pubblica: Trittico Nuziale - Legami d'amore per un disegno di civiltà. III Chesterton, una Sinfonia per quattro voci, di Giuseppe Colombo.

Dopo Romeo e Giulietta: gli sposi di Verona (2020) e I promessi sposi e il pane del perdono (2021), rispettivamente dedicati al dramma di W. Shakespeare e al romanzo di A. Manzoni, ecco il volume che conclude il Trittico Nuziale: Chesterton, una Sinfonia per quattro voci.

Quattro le voci dei protagonisti: Dio, uomo, donna, figli; quattro gli elementi della società ben ordinata: religione, famiglia, comunità locale, patria. Ma anche quattro le opere che Giuseppe Colombo lega armonicamente in questo volume: La ballata del Cavallo bianco: il poema dedicato al santo eroe King Alfred, alla fede, all’identità cristiana d’Inghilterra; Il Napoleone di Notting Hill: l’elogio del «patriottismo locale», delle «piccole patrie» e della condanna dell’imperialismo e del capitalismo; L’osteria volante: il romanzo che coniuga matrimonio e politica per l’edificazione della civiltà; L’uomo vivo: il canto dell’amore sponsale e della famiglia.
Tutte queste opere entrano in scena ordinatamente, l’una dopo l’altra, non chiuse e concluse in sé, ma sempre richiamandosi vicendevolmente, dando voce e ascolto l’una all’altra, perché tutte sono amalgamate in una Sinfonia: la nota unificante ritmo e timbro dell’insieme e di ciascuna è lo squillante ‘sì’.


Giuseppe Colombo è professore di Filosofia nella facoltà di Scienze della formazione e di Scienze religiose all’Università Cattolica, sede di Brescia. È coordinatore scientifico del Progetto «Filosofia ed esperienza religiosa» e dell’omonima collana di Vita e Pensiero, che accoglie gli Atti di convegni nazionali e internazionali, come «A tavola con Dio e con gli uomini», in occasione di EXPO 2015; ha coordinato le Iniziative d’Ateneo «La misericordia e le sue opere» (anno giubilare 2015-2016) e «La Cattolica, giovani e generazioni», realizzata anche in vista del Sinodo sui giovani (ottobre 2018). È noto per i numerosi studi sulla filosofia italiana del Novecento e per le indagini di antropologia filosofica. I suoi ultimi volumi sono: Il prodigioso duello. La sfida per l’uomo (Vita e Pensiero 2019). Trittico Nuziale. Legami d’amore per un disegno di civiltà I. Romeo e Giulietta: gli sposi di Verona (Vita e Pensiero 2020); Trittico Nuziale. Legami d’amore per un disegno di civiltà II. I promessi sposi e il pane del perdono (Vita e Pensiero 2022).

venerdì 11 novembre 2022

Sei italiani e tre americani, una collina, il suo cavallo e Chesterton...


Dopo la visita a Tolkien e al caro Stratford Caldecott.

Sei italiani e tre americani...


La tomba di Tolkien...

"Dimmi, sai avere fede senza una speranza?"

Uffington, la Collina del Cavallo Bianco.


Le tracce del Cavallo Bianco.

Gli uomini dell'Est...

Non ne avevamo ancora abbastanza 
di cavalli bianchi, vero, Joe?

Dopo l'ascesa al colle
nella Locanda del Cavallo Bianco.

Sulla tomba del Nostro Caro e Buon Eroe.



Due ottobre, Oxfordshire. White Horse Hill. Sei italiani e tre americani si lanciano nella lettura di un poema epico ambientato nel nono secolo. No, non è l’inizio di una barzelletta (anche se gli sfortunati che si sono imbattuti in questa strana combriccola potranno smentire questa mia a
ffermazione). Ci è stato fatto dono di una splendida giornata di sole. Splendida per come lo possono essere le imprevedibili giornate di sole inglesi, sempre accompagnate da un venticello pungente e frizzantino. 

Ci troviamo qui per rispondere ad una chiamata, ad una di quelle chiamate alle quali non si può proprio dire di no. Il mittente è un certo Aidan Mackey, chestertoniano d’onore che ha avuto l’occasione di conoscere personalmente Dorothy Collins, la segretaria del nostro caro Chesterton. Quello del giovane Aidan è un invito a raggiungerlo ad Oxford in occasione del suo centesimo compleanno. La famiglia Sermarini non si  è proprio tirata indietro e come noi anche molti altri amici sparsi letteralmente per il mondo. Oltre che onorati di partecipare al compleanno del membro più illustre del mondo chestertoniano, per noi è stata davvero una splendida occasione per riabbracciare degli amici tenuti soltanto fisicamente lontani. 

Il compleanno del Giovane Aidan,
sempreverde centenario,
druida e capo indiscusso dei Chestertoniani del mondo.

Ci siamo dunque avventurati per il suolo inglese per ripercorrere nel vero senso della parola gli stessi passi di molti uomini vivi. Abbiamo quindi avuto l’occasione di celebrare due bellissime messe nelle chiese abitualmente frequentate da un certo signor Tolkien, abbiamo visitato la tomba di C. S. 

Lewis e fatto irruzione nella casa di Chesterton. Ma il posto che davvero mi ha lasciato senza parole è stato proprio una collina dell’Oxfordshire chiamata White Horse Hill. Per chi non ne fosse a conoscenza, in una specie di trasposizione inglese delle nostre Piane di Castelluccio, abita ormai da molti secoli un cavallo di gesso che ha ispirato il signor Chesterton nella stesura della sua Ballata del cavallo bianco. Quest’opera racconta delle gesta del grande re Alfred che proprio in quel posto ha combattuto contro i Danesi. Senza togliervi il gusto di leggere integralmente questo libro, vorrei riportarvene uno stralcio assolutamente degno di nota. In particolare, durante la battaglia contro i Danesi, re Alfred si trova in netta difficoltà, non riesce a respingere gli attacchi dei nemici e non sa più che fare. Riceve dunque il dono di un’apparizione della Madonna. Quelle che intendo riportarvi integralmente sono dunque le parole che la Vergine rivolge al re sassone dopo che egli Le ha consegnato tutta la sua paura e il suo smarrimento.

Gli uomini dell’est scrutano le stelle,
per segnare gli eventi e i trionfi,
ma gli uomini segnati dalla croce di Cristo vanno lieti nel buio.

Gli uomini dell’est studiano le pergamene,

per conoscere i destini e la fama,
ma gli uomini che bevono il sangue di Cristo

vanno cantando di fronte alle ingiurie.

Il sapiente conosce le malvagità
che sono scritte nel cielo,
Mette in fila le luci meste e tocca corde tristi,

Nell’udire il battito cupo di ali purpuree,
Là dove i principi dei serafini dimenticati

         Tramano ancora su come Dio debba morire.

Il sapiente conosce tutto il male
Che giace sotto un albero ritorto,
Dove il perverso si consuma nel piacere,

E gli uomini sono stanchi di vino guasto 

            E nauseati da mari scarlatti.

Ma tu e la stirpe di Cristo
Siete ignoranti e coraggiosi,
E avete guerre che a stento vincete 
E anime che a stento salvate.
Non dico nulla per il tuo conforto,

E neppure per il tuo desiderio, dico solo: Il cielo si fa già più scuro
e il mare si fa sempre più grosso.

La notte sarà tre volte più buia su di te 

E il cielo diventerà un manto d’acciaio. 

Sai provar gioia senza un motivo, 

Dimmi hai fede senza una speranza?”

E scomparve dicendo queste parole
E lui non rispose nulla,
Ascoltò solamente, mentre era in piedi 
Coperto dal manto agitato della notte
E gli uomini di mare irruppero dalla foresta 
Come un’ondata d’alta marea.

(...)

Spesso pensiamo che la nostra sia una vita troppo pesante, troppo dura e piena di sacrifici. Ci si alza al mattino già affannati al solo pensiero di ciò che ci aspetterà nel corso della giornata. “A me va sempre tutto male” oppure “tanto è così, non ne va mai dritta una” sono delle frasi davvero molto frequenti nei nostri dialoghi. Beh, non è quello che ci insegna Chesterton attraverso i versi che abbiamo appena riportato. Re Alfred era in guerra e stava perdendo, aveva sicuramente più ragione di noi di dire che le cose non stavano esattamente filando liscio. Sconsolato si rivolge alla Madonna che, come si legge, non lo conforta assicurandogli la vittoria anzi gli ricorda che probabilmente la notte per lui sarà tre volte più dura ma si limita a ricordargli la sua destinazione (Sai provar gioia senza un motivo, / dimmi hai fede senza una speranza?). Molto spesso la nostra speranza è mal riposta. Ci convinciamo che i gli eventi della nostra vita debbano incastrasi in un preciso e rigido ordine che solo noi comprendiamo senza lasciare spazio a qualsiasi tipo di imprevisto o cambiamento. Siamo certi di sapere con convinzione granitica cosa è meglio per noi senza considerare mai l’ipotesi di poter essere poco lucidi o poco obiettivi su ciò che più strettamente ci riguarda. I versi successivi a quelli che abbiamo trascritto in precedenza sono ancora più belli e sorprendenti, se possibile.

Su vaste distese ventose e oltre 

Alfred attraversò la boscaglia, 

Sferzato dalla gioia del giganti 

Quella gioia senza un motivo.

Il re sassone non ha appena ricevuto la certezza di una vittoria eppure attraversa la boscaglia “sferzato dalla gioia dei giganti”. Questa è la vera speranza, quella speranza che porta Alfred ad una gioia solo apparentemente immotivata. Spesso la nostra è una tensione tutta materiale. Non ci curiamo della nostra anima e ci ritroviamo a sperare o scongiurare che le cose vadano in un certo modo. Come ci spiega Chesterton in questa vicenda la nostra speranza deve essere per la vita eterna. Dobbiamo essere proiettati soltanto a ciò che Gesù stesso è venuto a darci di persona: una nuova vita senza fine in Paradiso. Solo dopo aver cambiato questa prospettiva potremo attraversare le nostre strade ricolmi di una letizia non nostra ma che, come tutto il resto, ci è donata. L’augurio dunque per questo mese è di invertire la rotta del nostro cuore e di focalizzarci su Colui che può tutto così da “andare cantando di fronte alle ingiurie”.

Francesca Sermarini

Tratto dal numero di Ottobre di Vivere! ... e non vivacchiare, mensile della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati.

Sulla tomba di Stratford Caldecott.

giovedì 13 ottobre 2022

Noblesse, bravoure et un grand roi. Le roi Alfred d’Angleterre: « La Ballade du cheval blanc » de G. K. Chesterton | Jeff Minick su Epoch Times.

C’était un grand homme d’un mètre quatre-vingt huit et pesant près de 136 kilos. À ce physique imposant, ajoutez son apparence caractéristique en public – pince-nez, capes et grands manteaux, papiers sortant de ses poches, canne et cigare – et vous obtenez un sujet dont les caricaturistes raffolent, et dont ils ont effectivement raffolé.

Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) a produit de la poésie, des romans, des ouvrages historiques, des traités de théologie laïque, des biographies et, surtout, des essais portant sur des sujets allant de la doctrine chrétienne aux affaires contemporaines. Il a diverti les lecteurs avec Les enquêtes du Père Brown (qui ont récemment gagné un nouveau public grâce à une série télévisée), a donné aux chrétiens et aux non-chrétiens des points de réflexion dans des livres tels queOrthodoxy et, près d’un siècle après sa mort, a gagné des amateurs avec ses commentaires sur la société tels que Ce qui ne va pas dans ce Monde et The Outline of Sanity. Chesterton est l’écrivain le plus facile à citer de tous les temps, avec suffisamment d’aphorismes amusants et appréciés pour faire l’objet d’une collection de livres.

Parmi ce formidable blizzard de mots figure son poème épique « La Ballade du cheval blanc », son hommage au roi d’Angleterre Alfred. C’est un mélange d’histoire et de mythe, et son thème principal – les forces de la lumière combattant celles des ténèbres – a trouvé un écho auprès de plusieurs générations de lecteurs.

https://www.epochtimes.fr/noblesse-bravoure-et-un-grand-roi-le-roi-alfred-dangleterre-la-ballade-du-cheval-blanc-de-g-k-chesterton-2121632.html

martedì 13 settembre 2022

Aforismi in lingua originale - The Ballad of the White Horse.

         I know that weeds shall grow in it

          Faster than men can burn;

          And though they scatter now and go,

          In some far century, sad and slow,

          I have a vision, and I know

          The heathen shall return.


          "They shall not come with warships,

          They shall not waste with brands,

          But books be all their eating,

          And ink be on their hands.


          "Not with the humour of hunters

          Or savage skill in war,

          But ordering all things with dead words,

          Strings shall they make of beasts and birds,

          And wheels of wind and star.


          "They shall come mild as monkish clerks,

          With many a scroll and pen;

          And backward shall ye turn and gaze,

          Desiring one of Alfred's days,

          When pagans still were men.


Gilbert Keith Chesterton, The Ballad of the White Horse.

lunedì 12 settembre 2022

Aforismi in lingua originale - The Ballad of the White Horse.

Our monks go robed in rain and snow,

But the heart of flame therein,

But you go clothed in feasts and flames,

When all is ice within.


Gilbert Keith Chesterton, The Ballad of the White Horse.