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venerdì 18 ottobre 2024

Chesterton in altre parole - Brocard Sewell - Vita al Weekly.


Quando doveva passare una notte o qualche giorno in città, di solito alloggiava ad Artillery Mansions, in Victoria Street, dove a volte dovevo portargli delle bozze che richiedevano un'attenzione immediata o ritirare un articolo per il Weekly. Più spesso lo vedevo in Little Essex Street, nell'ufficio del Weekly, dove appariva di tanto in tanto, ansimando pesantemente su per le scale ripide e strette, e sprofondando con gratitudine nella poltrona girevole della redazione normalmente occupata da Edward Macdonald. Durante le conferenze editoriali tirava un leggero sigaro e mi sembra di ricordare che gli venisse fornito un unico bicchiere di sherry, che sorseggiava lentamente.


Scarabocchiava sul blocco di carta che gli veniva fornito, ma questo non interferiva con la sua attenzione per il lavoro da svolgere. Dopo la sua partenza, il fratello di Edward, Gregory Macdonald, si è sempre appropriato di questi scarabocchi, che ora costituiscono una preziosa collezione.

Brocard Sewell, Devereux Nights, in John Sullivan, G. K. Chesterton. A Centenary Appraisal, nostra traduzione.

Nella foto in alto: Artillery Mansions, dove Chesterton occasionalmente si fermava.

Nella foto sotto: il Cheshire Cheese, uno dei locali frequentati da Chesterton, che si trova in Little Essex Street, stove era la sede del G. K.’s Weekly.



mercoledì 18 maggio 2022

What Orwell Learned From Chesterton | M. D. Aeschliman | First Things

Non ricordo se ne abbiamo mai parlato, ma George Orwell iniziò la sua carriera giornalistica sul G. K.'s Weekly. Questo articolo di First Things ne parla e analizza l'influenza di Chesterton su Orwell.

Marco Sermarini 

https://www.firstthings.com/web-exclusives/2022/05/what-orwell-learned-from-chesterton

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18 Maggio 2022 ore 23.37

Sono andato a controllare ed in effetti ne avevamo già parlato qui (è il nostro Paolo Gulisano):


e qui (abbiamo riportato un giudizio ingeneroso di Orwell su Chesterton):


qui Luca Fumagalli parla di padre Brocard Sewell che ricorda il G. K.'s Weekly e accenna a Orwell (alias Eric Blair):


Marco Sermarini

sabato 22 gennaio 2022

Chesterton in altre parole - Brocard Sewell e le serate al Devereux: amici!



Per quelli di noi che frequentavano abitualmente quegli incontri al Devereux (1), erano raduno di amici. Un passaggio nel quarto capitolo del Charles Dickens di Chesterton coglie perfettamente il loro spirito: "Ad ogni uomo vivo, si deve sperare, è capitato in qualche modo di parlare con i suoi amici più affascinanti intorno ad un tavolo in qualche serata in cui tutte le numerose personalità si sono dispiegate come grandi fiori tropicali. Tutti si sono calati nelle loro parti come in una deliziosa commedia improvvisata. Ogni uomo era più se stesso di quanto non fosse mai stato in questa valle di lacrime. Ogni uomo era una bella caricatura di se stesso. L'uomo che ha conosciuto tali notti capirà l'esagerazione di Pickwick. L'uomo che non ha conosciuto tali notti non si godrà Pickwick, né (immagino) il paradiso".

Brocard Sewell, Devereux Nights, in John Sullivan (et al.), G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal.

(1) il pub in Little Essex Street vicino alla sede della Lega Distributista dove si incontravano i suoi membri, ndr.

venerdì 7 gennaio 2022

Il necrologio di Padre Brocard Sewell su The Guardian.

Father Brocard Sewell

As priest and printer, he nurtured literary talent and sparked a continuous series of intellectual and theological debates

Father Brocard Sewell, the Carmelite friar who has died aged 87, was a scholar, theologian, printer and brilliant connoisseur of 1890s decadence. He will be fondly remembered as the friend and patron of young poets, whom he published in the Aylesford Review. A small, owlish man in his brown habit, with a quizzical but imperturbable expression, he was an unforgettable figure on the fringes of English literary life - he had the strange mix of innocence and sharp intelligence that seems to flourish more creatively in a religious order than in the outside world.

It was characteristic that Brocard experienced monastic life in three religious orders, having tried out the Dominicans and Austin Canons before settling down with the Carmelites at Aylesford in Kent. His friendships were similarly adventurous. He would speak affectionately of Diana Mosley and Henry Williamson, Christine Keeler and Colin Wilson. The level of his tolerance of human oddity was part of his extraordinary charm.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.theguardian.com/news/2000/apr/04/guardianobituaries

Chesterton in altre parole - Brocard Sewell.


Alcuni dei suoi biografi hanno messo agli atti che nei suoi ultimi anni una conferenza di Chesterton rischiava di essere un affare un po' sconclusionato. Nel dibattito era una faccenda diversa. Le sue osservazioni espositive potevano essere pronunciate lentamente, e poteva occasionalmente allontanarsi dallo stretto rilevante in qualche affascinante percorso di reminiscenza e umorismo; ma quando arrivava al punto di esporre le fallacie e le incoerenze nel caso presentato dal suo avversario, lo faceva con un'acutezza da spadaccino e un'arguzia devastante. È un grande peccato che nessuno di questi dibattiti sia stato registrato (…).

Brocard Sewell, Devereux Nights - A Distributist Memoir, in (edited by) John Sullivan, G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal.

domenica 19 settembre 2021

Un aforisma al giorno | Chesterton sui Churchill.

In generale, essi (i Churchill, ndr) rappresentano tutto ciò a cui noi ci opponiamo. Winston Churchill è un uomo la cui vita personale non è stata priva di gesti generosi e, come suo padre, ha una certa cinica sincerità. Ma egli rappresenta, sia nella teoria che nella pratica politica, l'evoluzione plutocratica dell'Inghilterra; e tanto più che essa si è largamente evoluta in lui dall'altra metà della sua ascendenza: l'evoluzione plutocratica dell'America.

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 21 Febbraio 1935, citato in Brocard Sewell, G. K.'s Weekly - An Apprisal.

Il Winston Churchill che non ti aspetti, fra trumpismo e fake news


sabato 11 settembre 2021

Padre Brocard Sewell su Chesterton.

Gilbert Chesterton è stato il più magnanimo degli uomini.

Brocard Sewell, G. K.'s Weekly - An Apprisal



sabato 4 settembre 2021

Uno sguardo molto da vicino al G. K.‘s Weekly.

Padre Brocard Sewell lavorò per il G. K.'s Weekly dall'età di sedici anni per un periodo tra i più interessanti per la rivista, e una trentina di anni fa, un po' prima di morire, tirò fuori questo volumetto, di cui ha parlato anche Luca Fumagalli in un suo articolo di circa tre anni fa.

È un punto di vista decisamente unico più che originale, di cui vorrei darvi conto (per quanto Fumagalli ha dato un suo originale contributo a tal proposito). Del giornale si dice poco e spesso scontatamente, mentre fu uno dei frutti più desiderati della vocazione di Chesterton.

Spero di riuscire presto a scrivere qualcosa. Intanto vi segnalo la semplicità ed eleganza del libretto, stampato su carta vergata giallina molto bella, ed una foto mai vista prima del nostro Gilbert.

Marco Sermarini

domenica 29 dicembre 2019

Noterelle autobiografiche di un frate chestertoniano: “My Dear Time’s Waste” di padre Brocard Sewell - di Luca Fumagalli.







Prima di convertirsi al cattolicesimo e di seguire quella vocazione religiosa che, dopo varie trafile, lo avrebbe condotto tra i carmelitani, padre Brocard Sewell (1912-2000) lavorò tra il 1928 e il 1929, per circa un anno, alla redazione del «G. K.'s Weekly», il periodico diretto da Gilbert Keith ChestertonAppena sedicenne, svolgeva principalmente la mansione di tuttofare, contribuendo di tanto in tanto con qualche recensione o articoletto di complemento. In quel breve lasso di tempo Sewell fu pure membro attivo della Distributist League. 
Ricordi di quei giorni lontani sono contenuti in vari testi di padre Sewelltra cui il suo primo volume autobiografico, intitolato "My Dear Time's Waste" (Saint Albert's Press, 1966). Ecco di seguito alcuni brani, tratti dalle prime pagine del libro e suddivisi per argomento, che testimoniano il rapporto tra Sewell il mondo del distributismo britannico del tempo.

Il primo contatto con il distributismo
«Durante una lezione di inglese, Lionel Gough ci dettò una poesia di Rupert Croft-Cooke tratta dall'ultimo numero del "G. K.'sWeekly". Ero interessato, e così divenni un lettore del periodico. Diretto da G. K. Chesterton, non era una rivista religiosa, ma si occupava di politica, letteratura e arte. Nell'ambito politico ed economico propugnava le teorie distributiste di Gilbert Chesterton e Hilaire Belloc. Molti dei redattori erano cattolici, e il periodico aveva un inconfondibile retrogusto cattolico.
Nella biblioteca della scuola c'erano pochi libri cattolici di vario tipo», tra questi «romanzi e saggi di Belloc e Chesterton»(p. 20)
Nel 1928 «il "G. K.'s Weekly" e il distributismo mi affascinavano ancora, e quando tornai a scuola per il quadrimestre successivo ebbi il permesso di invitare il segretario della Distributist League [G. C. Heseltine ndr] a venire e a parlare a un gruppo di docenti e professori interessati. La Distributist League era stata fondata due anni prima, in stretto sodalizio con il "Weekly", con lo scopo di lavorare per far progredire la causa distributista». (p. 32)
«George Heseltine venne a Weymouth e parlò alla sera, in biblioteca, a una platea di circa venti ragazzi e due o tre insegnanti. Se non fossi già stato un entusiasta del distributismo, il suo intervento mi avrebbe certamente convinto. […] In ogni modo, qualche giorno dopo, scrissi a Heseltine per chiedergli se ci fosse qualche possibilità di impiego per me all'interno del movimento. Mi rispose con cortesia, dicendo che avrebbe chiesto al signor Chesterton. Dopo breve tempo un'altra lettera mi informò che c'era un posto per me al "G. K.'s Weekly" e alla League, se fossi stato interessato. […] Mi fu chiesto di iniziare il lavoro il prima possibile e fu stabilito che lasciassi la scuola prima del termine del quadrimestre». (p. 33)

La storia del distributismo e dei periodici legati ad esso
«La parola [distributismo] fu inventata da Hilaire Belloc e ora è parte della lingua inglese; ma le idee che esso rappresenta sono ancora poco conosciute rispetto alle nozioni di capitalismo e socialismo, rispetto alle quali vuole essere un'alternativa. Per spiegare il distributismo si deve tornare agli albori del presente secolo. Nel 1910 Hilaire Belloc lasciò il suo seggio in parlamento – era stato eletto come rappresentante liberale nella circoscrizione di Salford – come protesta contro quelle che lui considerava le futilità delle procedure parlamentari. In collaborazione con il fratello di GKC, Cecil Chesterton, scrisse allora un libro, Partitocrazia (The Party System), una critica efficace e dettagliata all'intero sistema del governo parlamentare. Come osservato da Belloc e da Cecil Chesterton, lo scontro tra conservatori e liberali – il partito laburista, all'epoca, non era ancora una forza importante – era una finzione. Il paese risultava governato da una classe […]. Il meccanismo interno di questo sistema "democratico" di governo fu raccontato da Belloc anche in una lunga serie di romanzi satirici, i migliori dei quali sono forse Emmanuel Burden (1904), Mr Clutterbuck's Election (1908), Change in the Cabinet (1909), e The Postmaster General (1932). 
Nel 1911 Belloc fondò un nuovo settimanale indipendente, "The Eve Witness", con Cecil Chesterton in qualità di assistente direttore. Politicamente "The Eye Witness" doveva continuare gli attacchi all'inefficienza parlamentare e alla corruzione, e il primo numero conteneva una Lettera aperta al Primo Ministro non firmata, scritta da Cecil Chesterton, a proposito della spinosa questione della vendita dei titoli onorifici.
Ma Belloc non amava il lavoro di direttore, e nel 1912 lasciò il periodico alla conduzione di Cecil Chesterton che ne cambiò il nome in "The New Witness". Cecil Chesterton fu un miglior direttore rispetto a Belloc». (pp. 24-25)
«Dopo il processo [nel 1912 Cecil Chesterton, nell'ambito del cosiddetto "scandalo Marconi", venne accusato di diffamazione da Godfrey Isaacs, perdendo in seguito la causa ndr] il "New Witness" riprese la sua campagna per la moralizzazione della vita politica nazionale, e in sintonia con il periodico fu fondata la League For Clean Government che tenne incontri pubblici in tutto il paese e per un po' di tempo causò del rumore durante le elezioni. La League fece un buon lavoro». (p. 27)
«Nel 1916 Cecil Chesterton si arruolò come soldato semplice nell'esercito e a suo fratello Gilbert toccò prendere in mano la direzione del "The New Witness". Nel dicembre del 1918, un mese dopo l'armistizio, Cecil morì in Francia a causa dell'esposizione al cattivo tempo. La sua salute non era mai stata buona […]. Due anni di servizio attivo nelle Fiandre, in condizioni terribili, minarono la sua resistenza fisica. Ma negli uffici del "The New Witness" questa spiegazione naturale della sua morte non venne accettata. I suoi colleghi sostenevano infatti che Cecil fosse stato giudicato fisicamente idoneo a una lunga marcia nel cattivo tempo in un periodo in cui non si sentiva bene; inoltre, che qualcuno del governo avesse dato l'ordine che qualcosa di simile venisse fatto quando sarebbe capitata l'occasione giusta. Ho sentito la storia per la prima volta nel 1928 negli uffici del "G. K.'s Weekly", il settimanale che aveva succeduto e incorporato il "The New Witness". Mi sembra una storia improbabile; ma chi, tra coloro che conoscono qualcosa degli scandali segreti della politica britannica in questo secolo, dirà che è impossibile?
In aggiunta alla sua critica all'establishment, "The New Witness", sin dai primi numeri, iniziò a elaborare una nuova dottrina politica ed economica che Hilaire Belloc alla fine battezzò "distributismo" dal momento che il suo obiettivo principale era la restaurazione della libertà per mezzo di un'ampia distribuzione della proprietà.Nel 1912 Belloc pubblicò il suo famoso volume, Lo stato servile, nel quale scrisse che "se noi non ripristiniamo la proprietà non possiamo fuggire dal ripristino della schiavitù; non c'è una terza via"» (p. 28).
«È possibile trovare un supporto alla filosofia distributistanell'insegnamento sociale tradizionale della Chiesa cattolica, in particolare nella lettera enciclica di Leone XIII sulla condizione delle masse operaie, meglio conosciuta con le parole latine che la introducono, Rerum Novarum» (pp. 30-31).

Il lavoro al "Weekly" e alla Distributist League
«Nel novembre del 1928 lasciai il Weymouth College e andai a vivere con mio zio Glynn Grylls e la sua famiglia presso l'arsenale di Woolwich, dove mio zio era ufficiale in comando del deposito del RAOC. Dal lunedì al venerdì prendevo il treno per recarmi agli uffici del "G. K.'s Weekly" e della DistributistLeague, che si trovavano in due piccole stanze situate al piano superiore del numero 2 di Little Essex Street, nei pressi di EssexStreet, vicino alla chiesa di St Clement Danes nello Strand.
Poco prima del mio arrivo ci fu uno sconvolgimento negli affari della rivista e della League. Prima di tutto, un brillante giovane membro dello staff, H. E. Humphries, aveva lasciato il suo posto per entrare nell'ordine domenicano. Poi vi erano state delle incomprensioni tra altri colleghi e collaboratori che avevano causato parecchi attriti. Dall'inizio, due anni prima, il direttore economico del settimanale era stato W. R. Titterton, già al tempo un veterano di Fleet Street (e visse fino al 1963). Titterton aveva lavorato al "The New Witness" e da molti anni era legato a Cecil e Gilbert Chesterton. A GKC la direzione piaceva poco, come a Belloc, e assunse l'incarico soprattutto per lealtà nei confronti della memoria del fratello. Lasciò la gestione generale a Titterton, mentre lui si limitava a inviare articoli e altri contributi ogni settimana per posta dalla sua casa di Beaconsfieldtenendosi in contatto con l'ufficio tramite telefono. Più o meno una volta al mese "il vecchio", come lo chiamavamo in ufficio, faceva la sua comparsa per discutere i prossimi numeri del periodico. Queste visite a scopo editoriale erano decisamente informali». (p. 34)
«Sotto la sua direzione […] il "G.K.'s Weekly" fu un periodico brillante e originale; ma non affascinò mai un vasto pubblico, e il numero dei lettori rimase molto al di sotto di quanto fosse necessario. Forse il suo livello era troppo alto e la sua politica andava troppo contro le tendenze dell'epoca per poter diventare popolare; e mai ci fu il denaro sufficiente per pubblicizzarlo adeguatamente. […] 
La crisi, non finanziaria, che si verificò poco prima del mio arrivo, fu il risultato delle dimissioni di Titterton dal ruolo di vice-direttore e della formazione di un comitato direzionale in sua vece» (p. 35).
«Con la partenza di Titterton si perse qualcosa, e alla lunga il cambiamento non produsse mai i risultati sperati.
Negli uffici della Distributist League svolgevo la mansione di assistente personale di George Heseltine, occupandomi della corrispondenza, rispondendo al telefono, accogliendo i visitatori ecc. Quando lui era via per i suoi comizi in ogni parte del paese, mi ritrovavo più o meno al comando. Allo stesso tempo facevo da fattorino al "G. K.'s Weekly", svolgendo commissioni e qualche lavoretto saltuario. Presto venni promosso a scrivere brevi recensioni di libri e a stendere due righe sull'attualità per la rubrica "Notes of the Week"». (p. 36)
«Nello stesso anno [1930 ndrvenni scelto come segretario onorario del ramo centrale della Distributist League, che comportava, tra le altre responsabilità, l'organizzazione degli incontri e delle conferenze da tenere durante l'imminente stagione invernale. La League aveva una dozzina o più di ramificazioni per tutto il paese. […] Il ramo centrale era quella dei distributisti di Londra, che si incontravano il venerdì sera in una stanza al piano superiore del Devereux, una locanda nei pressi di Essex Street. Gli incontri del venerdì sera erano sempre affollati, e mai da solo distributisti. Solitamente c'erano trenta o quaranta persone, ma un oratore d'eccezione, come padre Vincent McNabb, faceva affluire spesso un centinaio o più di persone, molte delle quali erano costrette a rimanere in piedi.
L'intervento del conferenziere era sempre seguito da una discussione aperta […]. Spesso erano invitati relatori di diverse idee politiche o economiche […]. Gli incontri al Devereuxcostituivano un congresso intellettuale di livello molto alto. Oggi niente di simile esiste a Londra. 
Nell'autunno di ogni anno l'incontro generale della DistributistLeague era tenuto presso la Essex Hall, vicino al quartier generale degli unitariani in Essex Street.  Partecipavano i rappresentati di tutti i rami provinciali e ad esso seguiva una cena in una taverna o in un ristirante nei dintorni di Essex Street. Chesterton presiedeva sempre alla cena annuale […]». (p. 42)
«Tra gli oratori che furono invitati al Devereux durante il mio mandato figurano l'allora duca di Bedford (al tempo uno delle principali figure del movimento per il credito sociale), padre Vincent McNabb, padre St John Groser (vicario della Christ Church, in Watney Street, e attivo nella Catholic Crusade, il movimento cristiano-comunista di Conrad Noel) ed Eric Gill. […] C'era sempre un certo numero di donne agli incontri, ma il distributismo era soprattutto un movimento maschile, cosa che forse fu una delle sue debolezze». (p. 44)

Il giudizio sul distributismo
«Spesso è stato ripetuto che il distributismo e la DistributistLeague furono esperienze fallimentari che si conclusero in un nulla di fatto. Ma ciò non è in alcun modo vero. L'idea del distributismo è in qualche misura ancora attuale principalmente grazie a Lo stato servile di Belloc, a Il profilo della ragionevolezza di Chesterton e al dibattito trasmesso via radio tra GKC e Bernard Show che ha avuto luogo nel 1928 [in realtà nel 1927 ndr] e il cui testo venne pubblicato col titolo Do we agree?.Ma questi successi non ebbero alcun seguito effettivo; la League mancava di un leader di statura, in grado di lasciare il segno; un ruolo simile non era congeniale a Chesterton, e Belloc non aveva alcuna intenzione di ritornare nel mondo della politica». (pp. 46-47)  
«distributisti, in ogni caso, erano irrimediabilmente divisi tra loro, principalmente a proposito dell'attitudine del distributismonei confronti delle macchine (una successiva a ancor più imbarazzante causa di discussione fu quella del generale Franco e della Guerra civile spagnola). […]
Tutto questo produsse un spreco di sforzi ed energie, e generò divisioni all'interno della League che compromisero le sue possibilità di diventare una forza effettiva. Fu una tragedia». (p. 47)
Del resto «la League non si riprese mai dalla morte del suo presidente, il sig. Chesteron, nel 1936, sebbene riuscì a sopravvivere a fatica fino allo scoppio della guerra, nel 1939, quando finì definitivamente». (p. 49)