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mercoledì 17 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Ascetismo sotto controllo.

L'ascetismo, ovvero la guerra contro gli appetiti, è un appetito anch'esso. Non può mai essere eliminato dal numero delle strane ambizioni dell'uomo. Ma si può tenere sotto un ragionevole controllo; ed è tollerato in assai più ragionevole misura sotto l'autorità cattolica che in quella pagana o nell’anarchia puritana.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



lunedì 1 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - San Tommaso, o la filosofia del senso comune.



A questa domanda “Esiste qualcosa?” san Tommaso comincia con il rispondere “Sì”; se cominciasse rispondendo “No”, non sarebbe il principio ma la fine. Questo è ciò che alcuni di noi chiamano senso comune. O non esiste filosofia né filosofi né pensatori né pensiero né nient’altro, oppure c’è un ponte reale tra la mente e la realtà.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.


Il San Tommaso d'Aquino è la splendida Strenna Natalizia Chestertoniana 2025! Guardate che bella copertina. Ordinatelo seguendo le indicazioni:





domenica 30 novembre 2025

Un aforisma al giorno - "Tutto ciò che è dell'intelletto è stato prima dei sensi".



San Tommaso d’Aquino ricorda da vicino il grande Professor Huxley, l’Agnostico che inventò il termine Agnosticismo. Gli somiglia nel suo modo di cominciare la discussione ed è diverso da chiunque altro, prima e dopo, fino all’epoca huxleyana. Adotta quasi letteralmente la definizione huxleyana del metodo agnostico: “Seguire la ragione fin dove va”; la sola domanda è: dov’è che va? San Tommaso stabilisce un principio che suona moderno o materialista in maniera quasi stupefacente: “Tutto ciò che è nell’intelletto, è prima stato nei sensi”. Questo è il punto da cui cominciò, proprio come qualunque moderno uomo di scienza, anzi meglio, come qualunque moderno materialista che a mala pena può essere definito un uomo di scienza; all’estremo esattamente opposto dell’indagine rispetto a quello del puro mistico. I platonici, o perlomeno i neoplatonici, tendevano tutti all’opinione che la mente fosse illuminata interamente dall’interno; san Tommaso insisteva che essa era illuminata da cinque finestre, che chiamiamo le finestre dei sensi. Egli però voleva che la luce proveniente dall’esterno illuminasse ciò che era all’interno. Voleva studiare la natura dell’Uomo, e non semplicemente di quei muschi o funghi che potesse vedere attraverso la finestra, e ai quali dava valore come la prima esperienza istruttiva dell’essere umano. Partendo da questo punto, comincia a salire su per la Casa dell’Uomo, passo dopo passo e racconto dopo racconto, finché esce in cima alla torre più alta e ammira il panorama più ampio.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.


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sabato 29 novembre 2025

Un aforisma al giorno - S'era fatto un po' di nemici, San Tommaso...



San Tommaso dev’essersi fatto un certo numero di nemici, anche se difficilmente li trattò mai come nemici. Purtroppo, il buon carattere134a volte è più irritante di un cattivo carattere. E poi aveva fatto un bel po’ di danni, come molti medievali avrebbero pensato; e, cosa ancor più curiosa, un bel po’ di danni da ambo i lati. Era stato rivoluzionario contro Agostino e tradizionalista contro Averroè. A qualcuno poteva sembrare che avesse tentato di distruggere quell’antica bellezza della città di Dio, che aveva certe somiglianze con la Repubblica di Platone. Ad altri poteva sembrare che avesse inflitto un colpo all’avanzata rovinosa delle forze dell’Islam, pari a quello inferto loro dalla presa di Gerusalemme da parte di Goffredo di Buglione.

Gilbert Keithn Chesterton, San Tommaso d'Aquino.


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venerdì 28 novembre 2025

Un aforisma al giorno - Fedele al primo amore.



In uno schizzo che mira soltanto alla più nuda semplificazione, questa mi sembra la verità più semplice a proposito di san Tommaso filosofo. Egli è, per così dire, uno che resta fedele al suo primo amore; e si tratta di amore a prima vista. Voglio dire che riconobbe immediatamente una qualità reale nelle cose; e in seguito resistette a tutti i dubbi distruttivi che sorgevano dalla natura di quelle cose. Questo è il motivo per cui sottolineo, fin dalle prime poche pagine, il fatto che c’è una specie di umiltà e di fedeltà puramente cristiane che sottostanno al suo realismo filosofico. San Tommaso poteva veramente dire, dopo aver visto semplicemente un bastone o un sasso, ciò che san Paolo disse dopo aver visto squarciarsi i cieli segreti: “Non ho disobbedito alla visione celeste”. Infatti, per quanto il bastone o il sasso sia una visione terrena, è attraverso di essi che san Tommaso trova la sua via verso il Paradiso; e il punto è che egli obbedisce alla visione; non ci ripensa. Quasi tutti gli altri sapienti, che hanno guidato bene o male l’umanità, tornano sui loro passi con una scusa o un’altra. Dissolvono il bastone o il sasso in soluzioni chimiche di scetticismo: o nel mezzo del puro e semplice tempo e cambiamento oppure nelle difficoltà di classificazione di unità uniche o ancora nella difficoltà di riconoscere la varietà mentre si ammette l’unità.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.

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giovedì 27 novembre 2025

Un aforisma al giorno - Coi propri principi.

Non c’è niente di buono nel dire a un ateo che è un ateo; o nell’accusare uno che nega l’immortalità dell’infamia di negarla; o nell’immaginare di poter costringere un avversario ad ammettere che ha torto provandogli che ha torto rispetto ai principi di qualcun altro ma non rispetto ai suoi.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.


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lunedì 24 novembre 2025

Un aforisma al giorno - Possedere mondi.

Supponiamo che un uomo medievale possedesse solo tre libri medievali. E supponiamo che questi tre fossero, primo, una versione delle opere “di Aristotele e della sua filosofia”; secondo, la Divina Commedia di Dante; e terzo, la Summa di San Tommaso d'Aquino. Questo non significa possedere libri, ma possedere mondi. Sono tre universi di pensieri e cose; o meglio tre aspetti dello stesso universo: uno positivo e razionalista, l'altro immaginativo e pittorico, il terzo morale e mistico, ma comunque intrinsecamente logico. Un uomo potrebbe possedere un'intera biblioteca circolante di romanzi moderni e poeti minori, senza avere nulla di simile a una tale visione cosmica, o una considerazione completa di tutti gli aspetti del mondo reale.

Gilbert Keith Chesterton, Chaucer.



sabato 22 novembre 2025

Strenna Natalizia Chestertoniana 2025. San Tommaso d'Aquino ed un inedito!

 Cari Amici,

ben ritrovati! Eccoci con la tradizionale Strenna... 

Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.
Insieme, la Casa Editrice Leardini, il Centro Missionario Francescano e la Società Chestertoniana Italiana, stanno per dare alle stampe il San Tommaso d'Aquino (192 pagine).

Si tratta di un libro considerato tra i più importanti del Nostro Eroe.

Di questo testo scriveva uno dei massimi esperti dell'Aquinate, Etienne Gilson: "Chesterton diverte, Chesterton infastidisce; ma attenzione, ciò che più spesso ci infastidisce di lui è che vede e dice senza fatica ciò che siamo riusciti solo ad intravedere vagamente a costo di laboriosa erudizione. Prendete questo libro, leggetelo in inglese, perché è intraducibile; e se non sapete l'inglese, imparate l'inglese per leggerlo!".

Siccome non abbiamo molto tempo per imparare bene l'inglese, abbiamo chiesto a Umberta Mesina di tradurlo per noi e la ringraziamo per averlo fatto così bene!

Inoltre c'è una piccola sorpresa: un testo praticamente inedito e mai tradotto in italiano, un bellissimo saggio su San Tommaso d'Aquino che Chesterton pubblicò su The Spectator nello stesso anno dell'uscita del libro.

Insomma, è un libro che non potete perdere!

 
Il costo del pacco dono?

1 copia: € 17,00 spedizione compresa
2 copie: € 25,00 spedizione compresa
5 copie: 45,00 spedizione compresa
10 copie: € 80,00 spedizione compresa
20 copie: € 130,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 5,00 a copia, spedizione compresa!

Dove trovate quaranta regali a cinque euro l'uno? E che regalo!!!

Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.

Prenotate entro domenica 23 novembre ESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it (non usate altri canali!!!):
I libri vi arriveranno tramite corriere entro il 12 Dicembre.

Spargete la voce tra tutti i Chestertoniani di vostra conoscenza!!!

Cordiali e affettuosi saluti,

La Segreteria Volante


lunedì 17 novembre 2025

Ecco la Strenna Chestertoniana 2025! San Tommaso d'Aquino! Fate dei bei regali!!!


 

Cari Amici,


eccoci con la tradizionale Strenna... Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.
Insieme, la Casa Editrice Leardini, il Centro Missionario Francescano e la Società Chestertoniana Italiana, stanno per dare alle stampe il San Tommaso d'Aquino (192 pagine).
Di questo testo scriveva uno dei massimi esperti dell'Aquinate, Etienne Gilson: "Chesterton diverte, Chesterton infastidisce; ma attenzione, ciò che più spesso ci infastidisce di lui è che vede e dice senza fatica ciò che siamo riusciti solo ad intravedere vagamente a costo di laboriosa erudizione. Prendete questo libro, leggetelo in inglese, perché è intraducibile; e se non sapete l'inglese, imparate l'inglese per leggerlo!".


Siccome non abbiamo molto tempo per imparare bene l'inglese, abbiamo chiesto a Umberta Mesina di tradurlo per noi e la ringraziamo per averlo fatto così bene!


Il costo del pacco dono?
1 copia: € 17,00 spedizione compresa
2 copie: € 25,00 spedizione compresa
5 copie: 45,00 spedizione compresa
10 copie: € 80,00 spedizione compresa
20 copie: € 130,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 5,00 a copia, spedizione compresa!
Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.
Prenotate entro domenica 23 novembre ESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it (non usate altri canali!!!):
I libri vi arriveranno tramite corriere entro il 12 Dicembre.
Spargete la voce tra tutti i Chestertoniani di vostra conoscenza!!!

mercoledì 29 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - Le uova sono uova.






La filosofia di San Tommaso si fonda sulla convinzione comune universale che le uova siano uova. Gli hegeliani potrebbero dire che un uovo è in realtà una gallina, perché fa parte di un processo infinito di divenire; i berkeleiani potrebbero sostenere che le uova in camicia esistono solo come esiste un sogno, poiché è altrettanto facile definire il sogno la causa delle uova quanto le uova la causa del sogno; i pragmatisti potrebbero credere che si ottiene il meglio dalle uova strapazzate dimenticando che un tempo erano uova e ricordando solo lo strapazzare. Ma nessun allievo di San Tommaso ha bisogno di confondersi le idee per cuocere adeguatamente le sue uova; di inclinare la testa in modo particolare per guardare le uova, o di strizzare gli occhi per vedere una nuova semplificazione delle uova. Il tomista si trova nella piena luce del giorno della fratellanza degli uomini, nella loro comune consapevolezza che le uova non sono galline o sogni o mere supposizioni pratiche, ma cose attestate dall'Autorità dei Sensi, che proviene da Dio. Pertanto, anche coloro che apprezzano la profondità metafisica del tomismo in altre faccende hanno espresso sorpresa per il fatto che egli non affronti affatto quella che molti oggi considerano la principale questione metafisica: se sia possibile dimostrare che l'atto primario di riconoscimento di qualsiasi realtà sia reale. La risposta è che San Tommaso ha riconosciuto immediatamente ciò che tanti scettici moderni hanno cominciato a sospettare piuttosto faticosamente: che un uomo deve rispondere affermativamente a questa domanda, oppure non rispondere mai a nessuna domanda, non porre mai nessuna domanda, non esistere nemmeno intellettualmente, per rispondere o porre domande. Suppongo che in un certo senso sia vero che un uomo possa essere uno scettico fondamentale, ma non può essere nient'altro: certamente nemmeno un difensore dello scetticismo fondamentale. Se un uomo ritiene che tutti i movimenti della propria mente siano privi di significato, allora la sua mente è priva di significato, e lui è privo di significato; e non ha alcun senso cercare di scoprire il suo significato.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.

Vi avvisiamo che la prossima Strenna Natalizia sarà proprio il San Tommaso d'Aquino!

martedì 30 settembre 2025

Riproposizioni - Diciassette anni fa di questi tempi vi proponevamo un pensiero di un compianto amico nostro e di Chesterton...

Rileggere questo libro per me ha significato anche comprendere, e per questo sono grato all'iniziativa dell'Editore, i limiti di molte cosiddette riforme moderne della Chiesa, o riforme che sono avvenute nel periodo moderno della Chiesa. Molte di tali riforme non hanno poi sortito l'incremento della fede che, paradossalmente, Chesterton considera il vero frutto della riforma tomistica: un rivolgersi alla fede anche da parte di coloro che filosofi non erano, anche di coloro che Aristotele non lo avrebbero mai letto, ma che ottenevano da questa straordinaria esperienza culturale la certezza che la fede era in grado di affrontare e vivere tutti i problemi dell'esistenza".


Mons. Luigi Negri, dalla prefazione all'edizione Lindau
del San Tommaso d'Aquino di G. K. Chesterton 


mons. Luigi Negri (1941 - 2021)


lunedì 4 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Le uova sono uova.



La filosofia di San Tommaso si fonda sulla convinzione comune universale che le uova sono uova. Gli hegeliani potrebbero dire che un uovo è in realtà una gallina, perché fa parte di un processo infinito di divenire; i berkeleiani potrebbero sostenere che le uova in camicia esistono solo come esiste un sogno, poiché è altrettanto facile definire il sogno la causa delle uova quanto le uova la causa del sogno; i pragmatisti potrebbero credere che si ottenga il meglio dalle uova strapazzate dimenticando che un tempo erano uova e ricordando solo lo strapazzare. Ma nessun allievo di San Tommaso ha bisogno di confondersi le idee per confondere adeguatamente le sue uova; di inclinare la testa in modo particolare per guardare le uova, o di strizzare gli occhi per vedere una nuova semplificazione delle uova. Il tomista si trova nella piena luce del giorno della fratellanza degli uomini, nella loro comune consapevolezza che le uova non sono galline o sogni o semplici supposizioni pratiche, ma cose attestate dall'Autorità dei Sensi, che proviene da Dio. Pertanto, anche coloro che apprezzano la profondità metafisica del tomismo in altre questioni hanno espresso sorpresa per il fatto che egli non affronti affatto quella che molti ora considerano la principale questione metafisica: se possiamo dimostrare che l'atto primario di riconoscimento di qualsiasi realtà è reale. La risposta è che San Tommaso riconobbe immediatamente ciò che tanti scettici moderni hanno cominciato a sospettare con grande fatica: che un uomo deve rispondere affermativamente a questa domanda, oppure non rispondere mai a nessuna domanda, non porre mai nessuna domanda, non esistere nemmeno intellettualmente, per rispondere o porre domande. Suppongo che sia vero, in un certo senso, che un uomo possa essere uno scettico fondamentale, ma non può essere nient'altro: certamente nemmeno un difensore dello scetticismo fondamentale. Se un uomo ritiene che tutti i movimenti della propria mente siano privi di significato, allora la sua mente è priva di significato, e lui è privo di significato; e non ha alcun senso cercare di scoprire il suo significato.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



domenica 3 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Dall'età moderna nessun sistema filosofico ha corrisposto al senso comune.



Le filosofie astratte del mondo moderno hanno avuto questa strana svolta. Da quando il mondo moderno ha avuto inizio nel XVI secolo, nessun sistema filosofico ha mai corrisposto realmente al senso della realtà di tutti, a ciò che, se lasciati a se stessi, gli uomini comuni chiamerebbero senso comune. Ciascuna (filosofia moderna) è partita da un paradosso, da un punto di vista peculiare che richiedeva il sacrificio di quello che si potrebbe definire un punto di vista sensato.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



sabato 14 giugno 2025

14 giugno 1936 - 14 giugno 2025. In terra viventium da ottantanove anni.

MI piace ancora quello che ho scritto lo scorso anno per la ricorrenza della morte del Nostro Amico Gilbert, per cui, per l'ottantanovesimo anniversario della sua morte, mi ripeterò. Non è detto che non si produca qualche altra cosa, però è tutto vero, e il vero non passa mai di moda.

Marco Sermarini

_________


Domenica 14 Giugno 1936, poco dopo le ore dieci del mattino Chesterton morì. Era la domenica nell'Ottava della solennità del Corpus Domini.

«In quello stesso giorno sua moglie Frances scrisse una lettera a Padre O'Connor: "Il nostro amato Gilbert è morto questa mattina alle 10:15. Era privo di sensi da qualche tempo, ma aveva ricevuto gli Ultimi Sacramenti e l'Estrema Unzione, mentre era ancora in possesso delle sue facoltà...».

(Maisie Ward, Return to Chesterton, p. 270 - nostra traduzione).

Oggi, pensando alla ricorrenza della morte del nostro caro amico Chesterton occorsa proprio nell'Ottava del Corpus Domini, mi è tornata alla mente una nota che lessi nella biografia di Maisie Ward.

Maisie Ward racconta che una delle sorelle Nicholl (giovanissime ragazze e bambine che rimasero legate per sempre con un affetto speciale assieme alla propria famiglia ai coniugi Chesterton --- il fratellino piccolo di queste ragazze, l'unico maschiettochiamava Chesterton "Uncle Chestnut", Zio Castagna, per l'assonanza tra il cognome del nostro eroe e il nome della castagna in inglese... - aggiunta 2025!) ricordava che la redazione del libro su San Tommaso d'Aquino segnò un visibile e profondo cambiamento in Chesterton.

Tra le varie cose che questo lavoro provocò c'è che Gilbert imparò a memoria la sequenza Lauda Sion Salvatorem, inno eucaristico composto da San Tommaso. Recitava ripetutamente a memoria, numerose volte, le ultime due strofe il cui testo è poco sotto.


Lo faceva battendo il pugno ritmicamente sul bracciolo della sedia ove abitualmente sedeva in casa. 


Poi diceva con soddisfazione:


«che riassunto del Paradiso: l'esatto capovolgimento dell'espressione colloquiale "giù tra i morti". Là hai - letteralmente "la terra dei viventi". Sì, amici miei, noi vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi».


Vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi, perché quella è la terra dei viventi.


Un'altra definizione che usava per il Paradiso erano le due parole latine "in patria": 


«Ti spiega tutto: "la nostra terra natia"».


Ti spiega tutto, è vero. Queste parole riecheggiano quelle del primo eroe della mia vita, il beato Pier Giorgio Frassati, che parlava della "Vera Patria".


Ecco le strofe che Chesterton più amava ripetere, nella lingua latina in cui sono state composte e nella traduzione italiana:


Bone Pastor, panis vere,

Iesu, nostri miserére:

tu nos pasce, nos tuére:

tu nos bona fac vidére

in terra vivéntium.


Tu, qui cuncta scis et vales:

qui nos pascis hic mortales:

tuos ibi commensáles,

coherédes et sodales

fac sanctórum cívium. Amen.

Allelúia.


(trad.: Buon pastore, pane vero,

o Gesù, abbi pietà di noi:

Tu nutrici, proteggici,

Tu fa' che noi vediamo le cose buone

nella terra dei viventi.


Tu, che tutto sai e puoi,

che qui pasci noi mortali:

facci lassù Tuoi commensali,

coeredi e compagni

dei santi cittadini. Amen.

Alleluia).


Poi un'altra cosa.


È sempre Maisie Ward che ce la racconta. È un episodio che raccolse in occasione della stesura della seconda parte della biografia di Chesterton intitolata Return to Chesterton. Riguarda Edward Macdonald, uno dei suoi collaboratori al G. K.'s Weekly, il suo settimanale, ed è una vivissima testimonianza della vicinanza alla gente comune del nostro caro amico Gilbert:


«Il giorno dopo la sua morte (di Gilbert, ndr) Edward Macdonald passò davanti al negozio di un barbiere più in là di Chancery Lane (una strada centrale di Londra, vicino Fleet Street, ndr). L'uomo stava insaponando il viso di un cliente ma riconoscendo Macdonald lasciò il cliente e corse fuori col pennello in mano. "Voglio solo dire che mi è dispiaciuto di sentire la notizia", "era un grande uomo". Macdonald gli chiese se conoscesse Chesterton. "Mai letto una parola di quello che ha scritto" rispose il barbiere "ma lo ascoltavo sempre per radio. Sembrava che stesse seduto a fianco a me nella stanza"».


(dall'Introduzione di Radio Chesterton, già in Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton)


Mi immagino la scena di quest'omino comune, un barbiere con il pennello in mano, che esce per strada e vuole rendere il suo umile omaggio ad un grande uomo al quale si era sentito così vicino da pensarlo seduto a fianco a lui nella bottega di barbiere, nelle sue cose quotidiane, pur non avendo letto una sola parola delle sue meravigliose opere. Non lo aveva sentito estraneo, lontano, pur sentendolo parlare poeticamente di ogni bella cosa, lo aveva sentito ed avuto vicino, mistero della nostra fede e della nostra umanità abbellita e redenta da Cristo.



Chiaramente l'omino non è quello della foto però mi immagino una scena così, manca lo scatto che ritrae quest'uomo comune che deve dire ad uno degli amici di Chesterton che è dispiaciuto di aver perso anche lui un amico. La scena la immagino, sono passato vicino quella stradina di Londra.

Chancery Lane, City of London

Oggi la strada è così e si affaccia su Fleet Street, che una volta era la sede di quasi tutti i giornali inglesi che contavano, ed era il regno incontrastato di Chesterton.

Ci andai la prima volta con il mio caro amico padre Spencer Howe e ci ho portato la mia famiglia al completo ed alcuni miei coraggiosi e fortunati alunni.

Questo è l'anno del centocinquantesimo compleanno di Gilbert, e vorrei celebrarne altri cinquemila, qui e in terra viventium. Cinquemila è un numero per dire per sempre, concetto che applico a tutte le persone care e a tutti quelli di cui divento amico (per sempre), lascito involontario di Chesterton a tutti i suoi amici, qui ed in terra viventium.

Ho già detto mille volte della rilevanza della carità che fece, della speranza che elargì a piene mani e della fede che propagò e difese. Oggi vorrei che facessimo mente locale sul fatto che quella carità ci ha raggiunto per vie apparentemente casuali ma in realtà segno di un bene insostituibile che Dio vuole per noi, che quella speranza è arrivata qui e ne ha generata altra e che quella fede ce l'ha fatta amare anche lui. Per cui oggi possiamo dire questa fede, questa speranza e questa carità, qui presenti per noi, grazie a Dio e all'eroismo allegro che Gilbert ha usato.

Non mi stancherò mai di stupirmi davanti a questo portento, che ha portato alla Vera Fede gente già da quando non era convertito e che ha continuato a fare conquiste a Cristo dopo la conversione e che continua anche adesso da morto. 

Ma che morto, quale morto... È più vivo lui in terra viventium che...

Ricordo pure quest'anno che si dice che le sue ultime parole siano state queste:

«La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte».


Fate un bel gesto: comprate su Pump Street (www.pumpstreet.it) e cominciate un bel libro di Chesterton proprio oggi e non mollatelo, e poi non mollate più Chesterton, non vi deluderà mai. Fatene un altro: pregate la preghiera che ripropongo e chiedetegli di farvi qualche bel miracolo, ad esempio di avere il suo stesso buon cuore, di vivere allo stesso suo modo l'amicizia anche con il più piccolino dei piccoli.



È il giorno più adatto per recitare questa preghiera, per tutte le nostre necessità, per gli amici, per i nemici, per la Santa Chiesa (e ricordo che abbiamo a disposizione migliaia di santini di tutti i tipi, colori e fattezze, guarda qui).


Marco Sermarini




Dio Nostro Padre,

Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton 

di un senso di meraviglia e gioia, 

e desti a lui una fede 

che fu il fondamento del suo incessante lavoro, 

una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari, 

e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.

Possano la sua innocenza e le sue risate, 

la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede, 

la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria 

e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri, 

portare allegria ai disperati, 

convinzione e calore ai tiepidi 

e la conoscenza di Dio a chi non ha fede. 

Ti chiediamo di concedere le grazie che Ti imploriamo 

attraverso la sua intercessione (e specialmente per...) 

perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti 

e la Chiesa possa proclamarlo beato. 

Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore.

Amen.


(Ecco, caro Gesù, dacci 

questa stessa fede, 

questa stessa speranza 

e questa stessa carità, 

e daccele per intercessione di Gilbertone. 

Amen, evviva, alè)

https://uomovivo.blogspot.com/2024/06/88-anni-dopo-luomo-vivo-e-sempre-piu.html