venerdì 12 giugno 2026
Un aforisma al giorno - Nessuna guerra alla vita e alla natura.
venerdì 6 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Non è bene che Dio sia solo.
giovedì 5 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Cristianesimo e istinto sociale (non è bene che l'uomo sia solo).
venerdì 9 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - Un fatto curioso.
lunedì 29 dicembre 2025
Un Chesterton alla Settimana toglie la Ruggine Quotidiana - 5 - Vanità di vanità
Un aforisma politicamente scorretto al giorno - Mantenere la pace per denaro...
giovedì 23 ottobre 2025
Un aforisma al giorno - Coraggio fisico.
martedì 21 ottobre 2025
Un aforisma al giorno - Quelle antiche allegrie.
Gli uomini sono ancora in lutto per la morte di Dio. Quando il cristianesimo fu pesantemente bombardato nel secolo scorso, non vi fu alcun punto che fu attaccato in modo più persistente e brillante di quello della sua presunta inimicizia verso la gioia umana. Shelley e Swinburne e tutti i loro eserciti hanno attraversato più volte quel terreno, ma non lo hanno modificato. Non hanno creato un solo nuovo trofeo o vessillo a cui il mondo possa unirsi per festeggiare. Non hanno dato un nome o una nuova occasione di allegria. Il signor Swinburne non appende le calze la vigilia del compleanno di Victor Hugo. Il signor William Archer non canta canti natalizi che descrivono l'infanzia di Ibsen davanti alle porte delle case nella neve. Nel corso del nostro anno razionale e triste, rimane una sola festa di tutte quelle antiche allegrie che un tempo coprivano l'intera terra. Il Natale rimane a ricordarci quelle epoche, pagane o cristiane che fossero, in cui molti recitavano la poesia invece che in pochi la scrivevano. In tutto l'inverno dei nostri boschi non c'è nessun albero che risplenda tranne l'agrifoglio.Gilbert Keith Chesterton, Eretici.
lunedì 20 ottobre 2025
Un aforisma al giorno - L'origine pagana del cristianesimo.
martedì 26 agosto 2025
The Diabolist, ovvero: il satanista. Traduzione e note di Marco Sermarini ©.
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Traduzioni e note di Marco Sermarini - tutti i diritti sono riservati ©.
Una parte della Slade School of Fine Arts
sabato 23 agosto 2025
Un aforisma al giorno - Sono sempre i sicuri ad essere umili.
mercoledì 6 agosto 2025
Un aforisma al giorno - Tornare a un uomo ucciso per formulare una benedizione.
Vivo in un'epoca di poteri e conoscenze molteplici,
Di vapore, scienza, democrazia, giornalismo, arte;
Ma quando il mio amore si alza come un mare,
Devo tornare a una tribù oscura e a un uomo ucciso
Per formulare una benedizione.
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| Chesterton diciassettenne, circa tre anni prima di questo appunto. |
martedì 14 gennaio 2025
Un aforisma al giorno - Gli uomini non credono perché non allargano la mente.
martedì 6 agosto 2024
Chesterton in altre parole - Clive Staples Lewis, "a prescindere dal suo cristianesimo".
Poi ho letto L'Uomo Eterno di Chesterton e per la prima volta ho visto l'intero schema cristiano della storia esposto in una forma che mi è sembrata avere senso... Pensavo già che Chesterton fosse l'uomo più ragionevole in vita "a parte il suo cristianesimo". Ora credo proprio, pensavo... che il cristianesimo stesso fosse molto sensato "a prescindere dal suo cristianesimo".
Clive Staples Lewis, Sorpreso dalla gioia.
lunedì 29 luglio 2024
Un aforisma al giorno - Chi giudica.
La religione cristiana ha manifestato a chiare lettere la sanità definitiva dell'Uomo, quello che, dice la Scrittura, giudicherà la verità incarnata e umana. Le nostre vite e le nostre leggi non vengono giudicate da un ente divino superiore, ma semplicemente dalla umana perfezione. È l'uomo, dice Aristotele, la misura. È il Figlio dell'Uomo, dice la Scrittura, che giudicherà i vivi e i morti.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo
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lunedì 8 luglio 2024
Un aforisma al giorno - I lati impopolari del cristianesimo.
L’argomento più forte a favore della grazia divina è semplicemente che essa appare sgraziata. I lati impopolari del cristianesimo si rivelano, quando li esaminiamo, i veri guadagni della gente.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.
sabato 4 maggio 2024
Un aforisma al giorno - La vecchia vita umana che danza come i bambini.
La cinta esterna del cristianesimo è un rigido baluardo di abnegazioni morali e di preti professionisti, ma all’interno di quel baluardo inumano scoprirete la vecchia vita umana danzare come i bambini e bere vino come gli uomini, perché il cristianesimo è l’unica cornice adatta per la libertà pagana. Ma nella filosofia moderna accade il contrario: è la cinta esterna a essere visibilmente artistica ed emancipata, mentre la disperazione risiede al suo interno.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.
sabato 24 febbraio 2024
Un aforisma al giorno - Raccogliere dodici uomini comuni per fare qualcosa di serio.
La nostra civiltà ha deciso, e molto giustamente, che determinare la colpevolezza o l'innocenza degli uomini è una cosa troppo importante per essere affidata a uomini preparati. Vuole che si faccia luce su questa terribile questione, chiede a uomini che non conoscono la legge più di quanto ne conosca io, ma che possono provare le stesse cose che ho provato io nel banco della giuria. Quando vuole la catalogazione di una biblioteca, o la scoperta del sistema solare, o qualsiasi altra sciocchezza del genere, ricorre a specialisti. Ma quando vuole fare qualcosa di veramente serio, raccoglie dodici uomini comuni. La stessa cosa è stata fatta, se non ricordo male, dal Fondatore del Cristianesimo.
Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.
martedì 9 gennaio 2024
Un aforisma al giorno - La pietra e la chiave.
Cristo fondò la Chiesa con due grandi metafore nelle parole finali agli Apostoli che ricevettero l’autorità di fondarla. La prima fu la frase su Pietro sul quale la Chiesa sarebbe stata edificata come su di una pietra; la seconda fu il simbolo delle chiavi. Circa il significato della prima, non c’è naturalmente alcun dubbio; ma essa non riguarda direttamente l’argomento, qui, salvo in due altri aspetti secondari. È infatti uno dei tanti esempi di quelle frasi evangeliche che avrebbero potuto pienamente espandersi e spiegarsi più tardi, anche molto più tardi. Ed è un altro esempio di quelle frasi che sono l’opposto dell’evidenza, anche nella lettera, in quanto poneva la similitudine di un uomo ad una roccia, mentre quest’uomo aveva piuttosto l’apparenza di una fragile canna.
Ma l’altra immagine delle chiavi ha un’esattezza che non è stata forse esattamente notata. Le chiavi hanno avuto una parte cospicua nell’arte e nell’araldica del Cristianesimo: ma non tutti hanno notato la peculiare precisione dell’allegoria. Arrivati a questo punto della nostra storia, bisognerà dire qualche cosa del primo apparire e della attività della Chiesa nell’Impero romano: e per un breve accenno in proposito nulla potrebbe meglio servire di quell’antica metafora.
Il cristiano primitivo era né più né meno che una persona con una chiave, o che diceva di avere una chiave. Tutto il movimento cristiano consistette nel proclamare di possedere tale chiave. Non era solamente un vago movimento in avanti, che avrebbe potuto esser meglio rappresentato dal battere un tamburo. Non era qualche cosa che spazzava via tutto davanti a sé, come un moderno movimento sociale. Come vedremo fra poco, si rifiutava piuttosto di far questo. Esso asseriva in modo assoluto che c’era una chiave e che possedeva tale chiave e che nessun’altra chiave era eguale a quella; era in un certo senso, diciamo pure, ristretto. Soltanto avveniva che quella era la chiave che poteva aprire la prigione del mondo intero, e far vedere la bianca aurora della salvezza.
Il credo era come una chiave per tre aspetti che potrebbero convenientemente riunirsi sotto questo simbolo. Primo, una chiave è anzitutto una cosa che ha una forma; ed è una cosa che dipende interamente dal conservare la sua forma. Il credo cristiano è soprattutto la filosofia della forma ed è nemico delle cose informi. Ecco dove differisce da tutte le altre infinite filosofie – manicheismo, Buddismo – che formano una specie di lago notturno nell’oscuro cuore dell’Asia: l’ideale della non creazione. Qui è dove esso differisce anche dalla analoga incertezza del mero evoluzionismo: l’idea di una costante trasformazione delle creature. Uno a cui si dicesse che il suo speciale lucchetto si fonderà con un milione di altri consimili in una buddistica unità, l’avrebbe a noia. Ma uno a cui si dicesse che la sua chiave gradatamente crescerà e germoglierà nella sua tasca e ramificherà in nuovi ingegni o complicazioni, non sarebbe meno insoddisfatto.
Secondo, la forma della chiave è per se stessa una forma piuttosto fantastica. Un selvaggio il quale non sapesse che è una chiave, avrebbe le maggiori difficoltà a indovinare che cosa potesse essere. Ed è fantastica perché è arbitraria. Una chiave non è materia di astrazioni: nel senso che una chiave non è materia di ragionamento. Essa o è adatta alla serratura, oppure non è. È inutile per gli uomini disputarvi attorno, considerata la cosa in se stessa; o ricostruirla sui puri principi della geometria o dell’arte decorativa. È una sciocchezza per un uomo dire che preferirebbe una chiave più semplice; sarebbe assai più sensato se facesse del suo meglio con un grimaldello.
In terzo luogo, poiché la chiave è necessariamente una cosa fatta secondo un disegno, questa aveva un disegno piuttosto elaborato. Quando la gente si lamenta che la religione si è troppo presto immischiata di teologia e roba simile, dimentica che il mondo non solo era entrato in un cul-de-sac, ma era penetrato addirittura in un labirinto di vie senza uscita. Il problema era un problema complicato; il quale, nel senso ordinario, non involveva unicamente delle cose semplici come il peccato. Era anche pieno di segreti, di inganni inesplorati e inesplorabili, di inconsce follie, di pericoli in tutte le direzioni. Se la fede si fosse posta davanti al mondo solo con delle banalità intorno alla pace e alla semplicità, sarebbe stata il rifugio di alcuni moralisti; non avrebbe avuto il più debole effetto sul lussurioso e labirintiaco manicomio. Quel che fece, noi cercheremo all’ingrosso di descrivere: basti dire qui che nella chiave c’erano senza dubbio molte cose che parevano complicate: c’era soltanto una cosa che era semplice. Apriva la porta.
[...]
Io non tento alcuna apologia sul motivo per cui il credo debba essere accettato. Ma in risposta al problema storico del perché fu accettato, ed è accettato, io do per altri milioni di persone questa risposta: perché corrisponde alla serratura; perché è come la vita. È una delle tante storie; con questo di più, che è una storia vera. È una fra le tante filosofie; con questo di più, che è la verità. Noi l’accettiamo; e il terreno è solido sotto i nostri piedi, e la strada è aperta davanti a noi. Esso non c’imprigiona in un sogno fatalistico o nella coscienza di una universale illusione. Esso apre a noi non soltanto incredibili cieli, ma una terra (può sembrare) egualmente incredibile, e la fa credibile. Questa è la verità che è duro spiegare perché è un fatto, ma è un fatto di cui noi siamo testimoni. Siamo cristiani e cattolici non perché adoriamo una chiave, ma perché abbiamo varcato una porta; e abbiamo sentito lo squillo di tromba della libertà passare sopra la terra dei viventi.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.
venerdì 5 gennaio 2024
Un aforisma al giorno - Verità illogiche.
Ora è questo che io propongo si dica del cristianesimo; non pure che deduce verità logiche, ma che se talora diventa illogico vuol dire che ha trovato - diciamo cosi - una verità illogica. Non solo va diritto nelle cose ma va a traverso (se così si può dire) quando le cose vanno a traverso. Il suo piano segue le irregolarità segrete e aspetta l'inaspettato.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.









