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giovedì 17 settembre 2026

Un aforisma al giorno - La grossolanità e magnificenza della follia.



Esiste un precetto apostolico che ci esorta a sopportare gli stolti con gioia. Noi poniamo sempre l’accento sulla parola “sopportare” e interpretiamo il passo come un invito alla rassegnazione. Forse sarebbe meglio porre l’accento sulla parola “con gioia” e trasformare la nostra familiarità con gli stolti in una delizia, quasi in un divertimento. Né è necessario che il nostro piacere nel rapportarci agli stolti (o almeno agli stolti grandi e divini) sia meramente satirico o crudele. Il grande stolto è colui in cui non riusciamo a distinguere quale sia l’umorismo consapevole e quale quello inconsapevole; ridiamo con lui e di lui allo stesso tempo. Un esempio lampante è quello del matrimonio ordinario e felice. Un uomo e una donna non possono vivere insieme senza avere l’uno verso l’altro una sorta di scherzo eterno. Ciascuno ha scoperto che l’altro è un buffone, ma un grande buffone. Questa grandezza, questa grossolanità e magnificenza della follia è ciò che tutti noi riscontriamo in coloro con cui siamo in stretto contatto; ed è l’unica base duratura dell’affetto, e persino del rispetto. Quando conosciamo un individuo di nome Tomkins (1), sappiamo che ha avuto successo dove tutti gli altri hanno fallito; è riuscito a essere Tomkins. Proprio così ha avuto successo il signor Toots (2); è stato sconfitto in tutti gli esami scolastici, ma è stato il vincitore in quella battaglia immaginaria in cui concorrenti sconosciuti hanno tentato invano di essere Toots.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

(1) Tomkins: personaggio della commedia dickensiana The Strange Gentleman. A Comic Burletta.

(2) Signor Toots: È un giovane goffo, distratto, gentile ma perennemente in imbarazzo, celebre per la sua frase ricorrente: "È di nessuna conseguenza".

Un'immagine del Rochester Dickens Festival


martedì 18 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.



La follia non nasce dal ribellarsi, ma dal cedere; dall’adagiarsi in un piccolo e sporco circolo vizioso di idee che si ripetono all’infinito; dall’essere addomesticati.

― G.K. Chesterton, Uomovivo (o Le avventure di un uomo vivo).



martedì 28 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Come salvare la propria testa.

La nuova società scientifica scoraggia decisamente gli uomini dal pensare alla morte: è un dato di fatto, ma è considerato un fatto morboso. E avendo a che fare con coloro la cui morbosità ha un tocco di mania, la scienza moderna tiene la logica pura in minor conto di quanto faccia un derviscio danzante. In questi casi non è sufficiente che l’uomo infelice debba desiderare la verità: egli deve desiderare la salute. Nulla lo può salvare, tranne una fame cieca di normalità, come quella di una bestia. Un uomo non può considerarsi in salvo dalla malattia mentale, poiché è proprio l’organo del pensiero a essersi ammalato, a essere diventato ingovernabile, e, per così dire, indipendente. Si può salvare solo con la volontà o con la fede. Nel momento in cui si mette in moto la sua ragione, essa percorre la solita vecchia linea circolare. Andrà in tondo seguendo il suo circolo della logica, proprio come l’uomo nella carrozza di terza classe dell’Inner Circle continuerà ad andare in tondo finché non compirà, con volontà e vigore, la mistica azione di scendere a Gower Street. Qui tutta la faccenda ruota attorno a una decisione: c’è una porta che va chiusa per sempre. Ogni rimedio è un rimedio disperato. Ogni cura è una cura miracolosa. Curare un pazzo non è discutere con un filosofo, è scacciare un demone. I dottori e gli psicologici possono pure continuare a svolgere il loro lavoro in tutta tranquillità, ma il loro atteggiamento resta profondamente intollerante – intollerante come Maria la Sanguinaria. Il loro atteggiamento è in realtà questo: che se l’uomo vuole continuare a vivere, deve smettere di pensare. Quello che consigliano è un’amputazione intellettuale. Se la tua testa ti offende, tagliala; perché è meglio entrare nel Regno dei Cieli non solo come un bambino, ma come un imbecille, piuttosto che essere gettati all’Inferno – o a Hanwell (1) – con tutto il tuo intelletto.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

(1) quartiere di Londra ove era un famoso manicomio.






martedì 1 luglio 2025

Un aforisma al giorno - Veneriamo le follie dei bambini.



Quando veneriamo qualcosa nei maturi, sono le loro virtù o la loro saggezza, e questo è facile. Ma veneriamo i difetti e le follie dei bambini.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.



mercoledì 18 dicembre 2024

Un aforisma al giorno - Senza allegria solo follia.

La vita è sempre seria; ma vivere non può essere sempre serio... In tutto ciò che copre l'intera vita - nella vostra filosofia e nella vostra religione - dovete avere l'allegria. Se non avete l'allegria, avrete certamente la follia.

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 1 settembre 1906.



giovedì 7 marzo 2024

Un aforisma al giorno - Sopportare con gioia gli stolti (ma che bello!).

C'è una raccomandazione apostolica che invita a sopportare con gioia gli stolti. Noi poniamo sempre l'accento sulla parola "sopportare" e interpretiamo il passo come un invito alla rassegnazione. Sarebbe meglio, forse, porre l'accento sulla locuzione "volentieri" e rendere la nostra familiarità con gli stolti un piacere, quasi una dissipazione. Non è nemmeno necessario che il nostro piacere per gli sciocchi (o almeno per gli sciocchi grandi e divini) sia solo satirico o crudele. Il grande sciocco è colui nel quale non riusciamo a distinguere l'umorismo consapevole da quello inconsapevole; ridiamo con lui e ridiamo di lui allo stesso tempo. Un esempio evidente è quello del matrimonio ordinario e felice. Un uomo e una donna non possono vivere insieme senza avere l'uno contro l'altra una sorta di gioco perenne. Ognuno ha scoperto che l'altro non solo è uno sciocco, ma è anche un grande sciocco. Questa grandezza, questa grossolanità e stupidità della follia è la cosa che tutti noi troviamo in coloro con cui siamo in contatto intimo; ed è l'unica base duratura dell'affetto e persino del rispetto.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



lunedì 10 luglio 2023

Un aforisma inedito al giorno (ed è pure bello).



Alcuni deterministi pensano che il cristianesimo abbia inventato un dogma come il libero arbitrio per divertimento - una semplice contraddizione. Questo è assurdo. La contraddizione c'è, qualunque cosa tu sia. I deterministi mi dicono, con un certo grado di verità, che il determinismo non fa alcuna differenza nella vita quotidiana. Ciò significa che, pur sapendo che gli uomini non hanno il libero arbitrio, il determinista continua a trattarli come se lo avessero.
La differenza è quindi molto semplice. Il cristiano inserisce la contraddizione nella sua filosofia. Il determinista la inserisce nelle sue abitudini quotidiane. Il cristiano indica come un mistero dichiarato ciò che il determinista definisce un'assurdità. Il determinista mangia le stesse sciocchezze a colazione, pranzo, tè e cena ogni giorno della sua vita.
Il cristiano, ripeto, inserisce il mistero nella sua filosofia. Questo mistero, con la sua oscurità, illumina tutte le cose. Se gli si concede questo, la vita è vita, il pane è pane e il formaggio è formaggio, può ridere e combattere. Il determinista rende logica e lucida la questione della volontà: e alla luce di questa lucidità tutte le cose si oscurano, le parole non hanno significato, le azioni non hanno scopo. Ha fatto della sua filosofia un sillogismo e di se stesso un pazzo farfugliante.
Non si tratta di una questione tra misticismo e razionalità. È una questione tra misticismo e follia. Perché il misticismo, e solo il misticismo, ha mantenuto gli uomini sani di mente fin dall'inizio del mondo. Tutte le strade diritte della logica portano a una qualche bolgia, all'anarchismo o all'obbedienza passiva, a trattare l'universo come un orologio di materia o come un'illusione della mente. È solo il mistico, l'uomo che accetta le contraddizioni, che può ridere e camminare facilmente nel mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Blatchford Controversies (inedito in lingua italiana)