giovedì 24 settembre 2026

Rudyard Kipling su Chesterton (e c'è sempre Gertrude Blogg implicata).

Rudyard Kipling



Chesterton ebbe pubblicate le sue prime opere (The Wild Knight, Greybeards at Play, L'Imputato) da Reginald "Rex" Brimley Johnson, giovane editore e fidanzato della povera Gertrude Blogg, di cui abbiamo già parlato ieri. Rex Brimley Johnson gli procurò anche i buoni uffici di uno dei maggiori e più popolari autori dell'età vittoriana, Rudyard Kipling, premio Nobel nel 1907, di cui Gertrude fu segretaria. Kipling frequentava casa Blogg e già aveva letto le prime produzioni del giovane Gilbert.

Michael Ffinch ci racconta dell'altro in proposito, in particolare della pubblicazione di The Wild Knight:

Rex Brimley Johnson ne mandò una copia a Kipling, che gli rispose da Rottingdean il 28 novembre 1900:
Vi ringrazio di cuore per The Wild Knight. Naturalmente conoscevo già alcune poesie, in particolare The Donkey (L’asinel­lo) che mi è rimasta impressa. Concordo con voi sul fatto che l’autore prometta bene e penso che anche il matrimonio gli insegnerà molto. Sarà interessan­te seguire il suo sviluppo nei prossimi anni. All’inizio, tutti scri­viamo del paradiso e dell’inferno, del bene e del male; dopo, mol­to più tardi ci accorgiamo della gente - la gente comune che vive sotto i cieli. 
Ricordando la recente morte di Gertrude (è plausibile che la giovane gli avesse fatto leggere alcune composizioni del fu­turo cognato), Kipling continuava:
Intanto gli auguro tutta la felicità possibile e a voi, Rex, quel conforto che, secondo gli uomini, solo il tempo può recare do­po la scomparsa di una persona cara. È probabile che ci metta un bel po’ per arrivare, ma si va nella direzione giusta per tro­varlo se ci si interessa alla felicità altrui. Anche se la vista di quella felicità è come un coltello rigirato nella piaga.
In un poscritto, Kipling si permetteva una sola critica, quel­ la che definì «una questione del tutto trascurabile»:
Chesterton mostra un preoccupante attacco di aureole. Sono sparse per tutto il libro. Ciascuno di noi usa inconsciamente qual­ che parola favorita, ma aureola era di Rossetti. Ho notato anche esangue sfinimento e molti si scolora e locuzioni quali catturano e avvincono. È troppo bravo per non po­ter far meglio. Cosa ne dite di un rigido corso di Walt Whitman; o il matrimonio gli farà vedere le persone?

Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton. 

Insomma, anche Kipling ci vide lungo. Aveva intuito la grandezza del nostro eroe e la profondità delle sue prime prove letterarie, in particolare della sua poesia, che forse è un aspetto poco studiato e approfondito, specie qui in Italia. Ma è essenziale registrare questo giudizio, ed evidenziarlo e mostrarlo, al fine di colmare l'inspiegabile vuoto nelle nostre antologie o nella considerazione della critica odierna (quest'uomo si poteva paragonare e di fatto contendeva l'attenzione del pubblico ai maggiori: etterati della sua epoca, come Kipling e Shaw, ed oggi, grazie anche al modesto lavoro delle società chestertoniane del mondo, con fatica sta uscendo da un silenzio incomprensibile ed ingiustificato.

Marco Sermarini

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