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mercoledì 7 gennaio 2026

Il giallo religioso di Chesterton, Agatha Christie e McInerny | Rachel Lu su Vita e Pensiero La Rivista (grazie ad Angelo Bottone per la segnalazione).

Padre Brown era un grand’uomo di bassa statura. Poteva smascherare un genio del crimine e poi portarlo al pentimento prima di consegnarlo alla giustizia. Hercule Poirot sapeva coinvolgere degli assassini in una conversazione cordiale ed empatica senza provare il benché minimo timore. Roger Dowling contrastava ogni tipo di peccato, abiezione o fallimento personale senza mai perdere la fede o il senso di pietà. Era un consolatore e una guida sicura, specie per coloro che necessitavano maggiormente della misericordia di Dio.
Nessuno di costoro è mai stato canonizzato. Mai nessuna causa di santificazione verrà aperta per loro. Il motivo è che si tratta di personaggi letterari, detective inventati rispettivamente da G.K. Chesterton, Agatha Christie e Ralph McInerny. Dato che non possiamo sperare di intrattenere una conversazione con loro in cielo, possiamo imparare molto da questi personaggi qui sulla terra. Essi sono, ognuno alla sua maniera, tutti santi uomini. Investigatori attirati meno da follicoli piliferi e impronte digitali e più dal cuore degli uomini. I loro lettori si aspettano che essi risolvano il caso, cosa che avviene immancabilmente. Eppure, nel frattempo, fanno ben più che consegnare un colpevole. Essi offrono anche uno sguardo importante sul potenziale distruttivo del peccato e sul potere curativo della verità.

I racconti gialli tendono a essere letture leggere, e di primo acchito potrebbero apparire un veicolo peculiare per offrire lezioni di morale. Sfruttano il fascino morboso che molti subiscono dal crimine per creare un enigma mentale. Il che difficilmente pare essere argomento di un sermone. Molti romanzi polizieschi, come i racconti di Sherlock Holmes, si servono di indizi insoliti e di sfrontati geni del crimine per incrementare l’aspetto enigmatico. Altri thriller contemporanei si servono della violenza o del sesso per attrarre i lettori. Se mai questi hanno una componente morale, essa sta solo nell’istruire al vizio.

Il resto in questo collegamento:




Agatha Christie



martedì 17 giugno 2025

Chesterton Day a Dublino.

Sabato 14 giugno si è tenuto il Chesterton Day a Dublino.

Ovviamente era presente il nostro uomo all'Havana, scusate, a Dublino, il grande Angelo Bottone (che vive e lavora alacremente lì -- per referenze buttare un occhio al motore di ricerca interno, ma non dovrebbe avere bisogno di presentazioni), che ci documenta tutto.

Angelo ci ha mandato queste due foto e la possibilità di ascoltare la registrazione dell'incontro su SoundCloud (ovviamente l'audio è in inglese, signori); qui di seguito c'è l'intervento di James Bradshaw dal titolo "Could Distributism work? And should we try?" (Il Distributismo potrebbe funzionare? E noi dovremmo provarci?):

https://soundcloud.com/user-965111391/james-bradshaw-could-distributism-work-and-should-we-try?utm_source=clipboard&utm_medium=text&utm_campaign=social_sharing

Qui di seguito l'intervento di Matteo Mazzariol dal titolo "The actualizty of Distributism. 3 authors and 4 pillars".

https://soundcloud.com/user-965111391/chesterton-day-2025-matteo-mazzariol-the-actuality-of-distributism-3-authors-and-4-pillars

Le foto ritraggono (da sinistra a destra) Ben O'Flynn, avvocato, che ha introdotto e moderato il dibattito,  James Bradshaw, analista politico e opinionista, e Matteo Mazzariol, presidente del Movimento Distributista Italiano, questi ultimi due relatori della giornata.

Il titolo dell'incontro è: "Distributism: past and future" e si è tenuto nella sede della Central Catholic Library a Merrion Square, al centro di Dublino (a pochi metri dal palazzo del Governo). Anni fa il nostro presidente ebbe modo di parlare nel medesimo posto.

L'incontro è stato partecipato oltre le aspettative. È confortante sapere che anche all'estero ci si stia muovendo per Chesterton e per le sue buone idee.



O'Flynn, Bradshaw e Mazzariol.

venerdì 23 maggio 2025

L'anno scorso abbiamo parlato anche di Rivoluzione Eterna...

Oltre al Chesterton Day lo scorso anno c'è scappata una serata sulla Rivoluzione Eterna, che più chestertoniana non c'è, ricordando Aidan Mackey che ci ha preceduto In Terra Viventium giusto un anno fa, con il nostro Angelo Bottone e Marco Sermarini, presentati dall'apprendista stregone Pier Giorgio Sermarini. La rimettiamo qui perché qualcuno la ascolti e ne tragga spunto. 

domenica 27 aprile 2025

La famosa "Visita a Chesterton" di Emilio Cecchi finisce sull'Osservatore della Domenica del 16 ottobre 1960.

Nell'opera di scavo all'interno dell'archivio dell'Osservatore della Domenica condotto dal nostro Angelo Bottone è emerso anche il famoso resoconto della visita di Emilio Cecchi a Beaconsfield da Chesterton, più volte riportata e citata nel nostro blog (ne parlammo anche in occasione del ventilato abbattimento dell'abitazione dei Chesterton chiamata Overroads).

È un famoso brillantissimo racconto, scritto magistralmente da colui che definimmo il mentore italiano di Chesterton. Più volte abbiamo parlato della centralità della sua opera nell'introdurre Chesterton in Italia, attraverso le sue recensioni e soprattutto attraverso La Ronda.

Oggi è reperibile anche nel volume Scrittori Inglesi e Americani, continuamente ripubblicato negli anni.

L'Osservatore si interesso così a Chesterton e a Cecchi.

Casos vuole che la pagina riporti anche un articolo di un altro chestertoniano italiano, Piero Bargellini che, da direttore e ispiratore de Il Frontespizio, diede altrettanto spazio a Chesterton, complice don Giuseppe De Luca.

Tutte cose di cui troverete ampia e più approfondita traccia su questo blog digitando questi illustri nomi nel motore di ricerca interno, in alto a sinistra.

Marco Sermarini



sabato 26 aprile 2025

Dall'Osservatore della Domenica del 16 aprile 1967 - San Giorgio, di G. K. Chesterton.

Grazie alla segnalazione del nostro Angelo Bottone, abbiamo la possibilità di mostrarvi una pagina dell'edizione del 16 aprile 1967 dell'Osservatore della Domenica, l'edizione domenicale dell'Osservatore Romano, sempre ricca di contenuti culturalmente rilevanti.

L'occasione era la ormai prossima memoria del santo patrono dell'Inghilterra (23 aprile -- era prossima anche per noi alcuni giorni fa, ma lo sapete qual è il motto della nostra società... "se una cosa vale la pena di farla...", il seguito ai migliori conoscitori della filosofia e delle opere del Nostro Eroe).

Per cercare altre cose simili è sufficiente collegarsi al sito dell'Osservatore Romano, cercare nella barra gialla "Archivi" e selezionare "Osservatore della Domenica" (nel collegamento che vi offriamo qui c'è già selezionata la pagina dell'archivio dell'Osservatore della Domenica) e poi con pazienza sfogliare anno per anno e numero per numero. C'è dell'altro su Chesterton, con piacevole pazienza.

Quella che vedete è una foto che ho fatto animalescamente dal sito, non leggibile, ma selezionando anno e numero lo potrete vedere scorrendolo come un comune pdf (è archiviato in questo formato).

Marco Sermarini





venerdì 12 novembre 2021

Chesterton e l’Italia - Don Giuseppe De Luca e Perché sono cattolico.

Di Don Giuseppe De Luca e de «Il Frontespizio» abbiamo parlato altre volte in questo blog, come pure abbiamo riportato alla luce dopo anni di oblio (grazie, Angelo Bottone) la recensione di Giovanni Battista Montini di Ortodossia  (che il futuro Paolo VI stese a seguito della lettura dell'edizione francese dell'opera, all'epoca ancora inedita in Italia), e l'acutissimo saggio di Chesterton Capelli spaccati in quattro e altro ancora, tutte contribuzioni uscite sulla rivista.

Una delle anime de «Il Frontespizio», De Luca fu uno dei protagonisti della cultura italiana tra le due guerre e uno dei mentori italiani di Chesterton. I carteggi che intessé con Papini e Bargellini, a titolo di esempio, riportano spesso apprezzamenti verso il nostro Gilbert, oltre che notizie e progetti di intese e collaborazioni con il medesimo Chesterton e Belloc.

Devo ora ricordare una cosa forse poco nota: il saggio «Perché sono cattolico» di Chesterton costituì l'articolo di fondo del numero del
Il numero de Il Frontespizio
citato nel post.
«Il Frontespizio», anno IV, n. 4, 1932. Il traduttore del saggio è indicato in Ireneo Speranza, che era lo pseudonimo dello stesso De Luca.

Un saggio tutt'altro che trascurabile, quello che De Luca rese in italiano e pubblicò, che conferma ancora una volta il ruolo altrettanto rilevante di Chesterton nel panorama italiano.

Marco Sermarini

sabato 30 ottobre 2021

Giuliotti, Papini, Ferruzzi e Chesterton.


Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, due conoscenze di chi frequenta questo blog, erano amici e si scambiarono in vita molte lettere. Ne abbiamo trovata una di Giuliotti a Papini datata 30 luglio 1923 ed indirizzata a lui da Greve in Chianti, paese natale del mittente; vi si parla di molte cose e in un post scriptum Giuliotti dice:

Saluti cordialissimi ai tuoi da tutta la mia famiglia e da me. Ho comprato e sto leggendo Orthodoxie. Bellissimo.

 

La lettera è del 1923, la prima edizione italiana di Ortodossia, quella di Ausonia poi di Morcelliana con traduzione di Raffaello Ferruzzi, vide la luce solo del 1927, dunque dal titolo in francese e dalla data si deduce con buon grado di certezza che si trattasse dell'edizione francese. Non era la prima volta che le opere di Chesterton pervenivano prima in francese in Italia (si vedano a tal proposito su questo blog le recensioni del San Francesco (su Studium) e dell'Ortodossia (sul Frontespizio) a cura di mons. Giovanni Battista Montini (che abbiamo recuperato grazie ad Angelo Bottone). L'edizione francese datava proprio quell'anno, il 1923.

La lettura di Ortodossia è preceduta da un suggerimento di Papini scritto in una sua lettera del 5 Luglio 1923 che termina così:

Ti scriverò: cerca Orthodoxie di Chesterton. Scrivi e vieni presto. Ti abbraccia il tuo

Giovanni

Giuliotti parlò di Ortodossia in due articoli, usciti per L'Avvenire d'Italia rispettivamente il 20 e 21 aprile 1927, con il titolo La filosofia delle fate e riprodotti nel libro Le due luci (santità - poesia) uscito nel 1933. Questo saggio, che vale decisamente la pena di essere letto, lo abbiamo riprodotto nel nostro blog, grazie a Padre Roberto Brunelli.

Abbiamo poi qualche notizia in più sul traduttore, Raffaello Ferruzzi: nacque nel 1886 e morì nel 1976, anche lui era di Greve in Chianti e fu funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione, ed amico di Giuliotti. Si conserva un lungo carteggio tra i due intercorso dal 1914 al 1953. Ferruzzi tradusse anche Eretici e L'Uomo Eterno rispettivamente nel 1930 e nel 1932.

Una bella riunione di chestertoniani.

Marco Sermarini

Nelle foto: in alto, un giovane Giovanni Papini, in basso un maturo Domenico Giuliotti. Di Raffaello Ferruzzi purtroppo non abbiamo documentazione iconografica.

domenica 23 agosto 2020

Precisazioni additive.

Entrambi gli articoli precedenti sono tratti da l'Osservatore Romano del 25-26 aprile 2019.

Con essi furono pubblicati il famoso capitolo di Illustrissimi di Albino Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) e l'arcifamoso articolo Capelli spaccati in quattro, che riesumammo grazie ad Angelo Bottone nel 2008.

Marco Sermarini 


sabato 27 aprile 2019

Irish Impressions (brief, it’s night...)

La conferenza alla Central Catholic Library

Marco Sermarini di fronte alla Newman Church

Angelo Bottone e Marco Sermarini
nell'area di St. Stephen's Green, nei pressi della
Newman Church

Cari Amici,

sono sulla strada del ritorno da Dublino. Sono state due giornate molto belle e liete, anzitutto perché ho potuto rivedere il mio caro amico Angelo Bottone, anzi, il nostro caro amico! E la sua accoglienza è sempre un dono.
Poi ho avuto modo di parlare a due gruppi di persone molto interessate alla nostra scuola, alla comunità nata per l'ispirazione di Pier Giorgio Frassati e poi alla santità di Chesterton. L'Irlanda è un paese che oggi ha bisogno di speranza, della speranza cristiana, che invece sta gettando un po' come il bambino assieme all'acqua sporca.
Ho avuto modo di conoscere persone bravissime e sinceramente amanti di Gesù Cristo, che lottano per Lui.
Ho avuto il privilegio di parlare della chiesa fatta costruire dal beato John Henry Newman, a St. Stephen's Green, a due passi dal palazzo del Governo, proprio al centro di Dublino.
Ho avuto il privilegio di parlare presso la Central Catholic Library, una grande e prestigiosa istituzione di sapore distributistico (se pescate nel blog troverete ampie sue notizie ed immagini); è questa una cosa accaduta anche al nostro grande Gilbert (in realtà la Library all'epoca era in un altro posto, e lui parlò davanti al presidente dello Stato Libero d'Irlanda Cosgrave): è veramente un grande onore, per un acchiappagalline come me...
Con sprezzo del ridicolo pubblico queste foto per dire che ci sono stato veramente e che sono contento.
Spero che ci sia qualche seguito, la bella Irlanda merita la gioia di Cristo.

Marco Sermarini

mercoledì 27 giugno 2018

Il XVI Chesterton Day è stato molto bello.

E' stata una bella serata, quella del Chesterton Day 2018. Abbiamo potuto ascoltare dalla viva voce dei nostri ospiti (Nikola Bolšec, Angelo Bottone, gli alunni della Scuola Chesterton di San Benedetto del Tronto e, registrato ma vivissimo, Dale Ahlquist) la rilevanza nell'esistenza delle persone di Chesterton.

Angelo Bottone, che vive e lavora e ha messo su famiglia in Irlanda, ci ha raccontato la vicenda del recente referendum sull'aborto, purtroppo vinto in maniera eclatante dal fronte pro-choice. Partendo dalla domanda posta dalla Madonna a Re Alfred ne La Ballata del cavallo bianco ("... sai avere fede senza una speranza...?"), Angelo ci ha descritto come degli uomini, anzi degli "amici ancora vivi disposti a morire" debbono portare avanti una lotta quotidiana che per prima cosa riguarda la nostra anima che va salvata: ho fatto ciò che era giusto che io facessi. Il tutto non senza commozione e grande umanissima partecipazione, ed è giusto così.

Nikola Bolšec, giovane presidente del Hrvatski Čestertonijanski Klub, ci ha detto come sia bello leggere tra le righe de Il Napoleone di Notting Hill la propria storia: noi croati siamo Notting Hill, circondati da sempre, piccolo popolo cattolico, mai domo. Ecco perché essi amano come noi Chesterton!

I ragazzi della scuola hanno raccontato con parole semplici i bei giorni del pellegrinaggio sulle orme di Gilbert a Londra, Oxford e Beaconsfield, i loro passi dietro un uomo buono e affettuoso, geniale ed umile come Chesterton, attraverso i luoghi che lo ricordano.

Dale Ahlquist, che gentilmente ha accettato di registrare un contributo dall'America, ci ha ricordato con le parole di Chesterton che il santo contraddice il suo tempo, e che Chesterton questo fece durante tutta la sua vita: ecco la vera traccia della sua santità!

Un'oretta prima del nostro convegno abbiamo anche inaugurato il nuovo negozio di Pump Street, l'unico negozio distributista d'Italia!!! Aspetta altri fratellini! Che aspettate, voi? Adesso si trova a San Benedetto del Tronto, anzi precisamente a Porto d'Ascoli, anzi più precisamente all'Agraria (una specie di Notting Hill un po' sui generis) in via Val Solda. Venite, è un bel posto, troverete Valerio, Loris e Cristiano e altri ragazzi pronti ad accogliervi, i libri, le magliette, borse e tanto altro ancora. Ricordatevi: chi sostiene Pump Street sostiene il distributismo, chi sostiene il distributismo sostiene la libertà.

Insomma, bella cosa. Io, sgangherato presidente, ne sono molto fiero, perché sono certo che da queste amicizie nascerà qualcosa di grande per il nostro mondo in cerca di un colore, di un sapore e di una vera identità.

Vorrei dire tanto altro, ma per adesso basta così.

Marco Sermarini