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lunedì 26 maggio 2025

Chesterton e la felicità di pensare - Una sintesi simpatica e frizzante della conferenza del 16 maggio 2025 a Pescara.



È una cronaca dell'incontro di venerdì 16 maggio 2025 apparsa su La Spigola, un sito di scrittura che si definisce la "Community di Fish Writers più grande d'Italia", centoventisei pesci articolisti che contribuiscono al sito, i pesci come simbolo cristiano, ecco lo sfondo (e comunque un pugno di loro articoli citano Chesterton, e non è poco). Ve la proponiamo perché simpatica e fedele (e anche perché il nostro Giovanni Molfetta è trattato da persona seria e il nostro presidente esce così com'è...).

Brevissimi appunti di un recente incontro a Pescara dal titolo: “Chesterton e la felicità di pensare”. Giovanni Molfetta, insegnante e curatore di una traduzione di saggi dell’autore, ci racconta il cuore del messaggio di Chesterton: la meraviglia perché tutto è creato da Dio per ogni singola persona. 

Dopo un breve periodo buio vissuto in giovinezza in cui Chesterton non sa a cosa credere (“l’ateo mi consigliava di dubitare dell’esistenza di Dio e io da parte mia incominciavo a dubitare dell’esistenza dell’ateo”), il futuro giornalista si riprende partendo dalla meraviglia per ogni cosa che c’è perché è creata, diventa quindi un estremo lottatore contro il nichilismo. Anche una matita che sembra niente è tutto rispetto al nulla. C’è da riconquistare questa prospettiva: tutto è salvato dal naufragio del nulla. Le cose comuni e banali per Chesterton sono la gloria dell’Essere. Dio ha creato tutto e la gratitudine che prova lo porta a voler diventare giornalista per assolvere questa missione, cioè difendere e diffondere questo senso di meraviglia in tutto il mondo. 

Durante l’incontro viene poi letto un brano dell’autore “Perché sono cattolico” dove in un certo passaggio si dice “Il cattolicesimo è vero […] Il cattolicesimo è l’unica realtà che libera dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo.” Inaspettatamente il breve intervento di Marco Sermarini ce ne fornisce una testimonianza diretta: appare subito come un tipo strambo, distratto, originale (è riuscito nella difficile impresa di partire con largo anticipo per arrivare ad un’ora e 5 minuti dall’inizio dell’incontro), amante di Chesterton e non solo (bisogna ricordare Piergiorgio Frassati e Tolkien tra i suoi maestri), questo avvocato di San Benedetto del Tronto non riusciva a trovare una scuola adatta per il proprio figlio e allora la crea lui, con i suoi amici, perché l’educazione contrariamente a quanto si crede è una cosa estremamente seria (“per comprare i pantaloni a tuo figlio fai mille giri, vedi mille negozi e mille marche, invece per scegliere la scuola allo stesso figlio prendi quella più vicina a casa tua, perché è più comoda, ma perché? Perché? Che criterio è?”). 

Per la nuova scuola prende come spunto gli ideali di Chesterton: il primo aforisma usato “una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andare controcorrente” dice molto del coraggio di cui hanno avuto bisogno lui e i suoi amici per comprare parte di un edificio, cercare i professori giusti e disponibili, ma soprattutto per cercare continuamente attraverso mille attività i fondi per tirare avanti una impresa simile. La prima gita della scuola? Tutti gli studenti vengono presi in macchina da Sermarini (“erano in 5 e io avevo gia allora parecchi figli e quindi possedevo una macchina spaziosa”) e trasportati in montagna per una scampagnata e per vedere le stelle di notte. La scuola è stata fondata nel lontano 2008 e, contro le più negative previsioni, ha oggi circa un centinaio di ragazzi.

Sermarini ricorda appassionatamente a tutti che “senza gratitudine non ci si alza nemmeno dal letto la mattina e difatti è la condizione necessaria per la felicità: «la misura di ogni felicità è la riconoscenza (Chesterton)»”.

Di certo Chesterton avrebbe amato tipi così, sicuramente non prodotti del nostro tempo, così ripiegato su se stesso da non riuscire ad ammirare più nemmeno una matita.

Occhione e Barracudina

http://laspigola.altervista.org/chesterton-e-la-felicita-di-pensare/

Il Palazzo di Città di Pescara, sede del municipio,
luogo dove si è svolto l'incontro


domenica 14 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Religioni di gran lunga peggiori...

Potrei trattare la materia da un punto di vista personale e descrivere la mia conversione; ma ho il sospetto che questo metodo renderebbe l’argomento molto più ristretto di ciò che in realtà è. Vi sono molte persone di gran lunga migliori di me che si sono convertite a religioni di gran lunga peggiori.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico e altri scritti.



sabato 13 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Chiesa e "idee nuove".

Alcuni giorni fa uno scrittore famoso, solitamente ben informato, ha parlato della Chiesa Cattolica come della avversaria delle nuove idee. È probabile che non si sia accorto che la sua affermazione non era esattamente ciò che si considera un’idea nuova. È una di quelle nozioni che i cattolici si trovano a dover costantemente contrastare, in quanto si tratta di un’idea molto vecchia. Certo è che coloro che ritengono che il cattolicesimo non porta nulla di nuovo, difficilmente dicono qualcosa di nuovo sul cattolicesimo stesso. Come dato di fatto è curioso notare che uno studio approfondito della storia dimostrerebbe il contrario.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico e altri scritti.



domenica 15 gennaio 2023

Un aforisma al giorno.

Da qui a uno o due secoli lo spiritismo potrà essere una tradizione e il socialismo potrà essere una tradizione e la Christian Science potrà essere una tradizione. Ma il cattolicesimo non sarà una tradizione. Sarà ancora una fastidiosa e pericolosa e nuova cosa.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico.



venerdì 9 aprile 2021

Un aforisma al giorno.

In nove casi su dieci, la Chiesa è stata semplicemente dalla parte della sanità e dell’equilibrio sociale, contro eretici che furono spesso somiglianti a dei lunatici.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico, in Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia

giovedì 20 febbraio 2020

Un aforisma al giorno.

Alcuni giorni fa uno scrittore famoso, solitamente ben informato, ha parlato della Chiesa Cattolica come della avversaria delle nuove idee. E' probabile che non si sia accorto che la sua affermazione non era esattamente ciò che si considera un'idea nuova. E' una di quelle nozioni che i cattolici si trovano a dover costantemente contrastare, in quanto si tratta di un'idea molto vecchia. Certo è che coloro che ritengono che il cattolicesimo non porta nulla di nuovo, difficilmente dicono qualcosa di nuovo sul cattolicesimo stesso. Come dato di fatto è curioso notare che uno studio approfondito della storia dimostrerebbe il contrario.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico. 

sabato 18 maggio 2019

Un aforisma al giorno (Gilbert, un grandissimo)

Ogni istante aumenta in noi la necessità morale di avere questa mente immortale. Dobbiamo possedere qualcosa che tenga insieme i confini del mondo, mentre facciamo i nostri esperimenti sociali o realizziamo le nostre utopie. Per esempio, dobbiamo raggiungere un accordo ultimativo, anche solo basato sull'evidenza della fratellanza umana, per evitare reazioni di brutalità umana. È molto probabile che oggi la corruzione del governo rappresentativo porti al predominio dei ricchi, calpestando tutte le tradizioni egualitarie, tramite un orgoglio pagano. L'evidenza va riconosciuta dovunque come vera. La semplice reazione e la desolante ripetizione di vecchi errori vanno evitate. Dobbiamo far sì che il mondo intellettuale sia salvaguardato dalla democrazia. Ma nella situazione attuale di anarchia mentale nessun ideale è al sicuro. Così come i protestanti si appellavano alla Bibbia contro i preti senza rendersi conto che anche la Bibbia poteva esser fatta oggetto di discussione, similmente i repubblicani si appellavano al popolo contro il re senza rendersi conto che anche il popolo poteva rifiutarsi di obbedire. La dissoluzione delle idee, la distruzione di tutte le prove veritiere, che è stata resa possibile dall'abbandonare il tentativo di mantenere ferma una Verità fondamentale e civile per scartare tutte le verità e le tracce e per rifiutare tutti gli errori, non hanno fine. Da allora, ogni gruppo si è impossessato di una verità singola impegnandosi a trasformarla in una falsità. Vi sono stati una gran quantità di movimenti, o, in altre parole, monomanie. Ma la Chiesa non è un movimento bensì un luogo d'incontro, il luogo dove tutte le verità del mondo si danno appuntamento. 

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico

mercoledì 17 aprile 2019

La schiavitù del mondo - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Nel libro Fancies versus Fads del 1923, G.K. Chesterton si occupò di quello che denominava "il sentimentalismo del divorzio", proseguendo nella condanna di quello che nel 1920 aveva titolato nel saggio: "La superstizione del divorzio". Lo scrittore inglese aveva intuito quanto sarebbe stato sconvolgente il venir meno del voto, ossia di quel legame naturale e morale che corroborava il tessuto sociale della nazione.
Aveva mostrato, sulla scorta dello "stato servile" di Hilaire Belloc (1870-1953), quanto la viltà e la licenza avrebbero occultato la natura dell'autentica libertà: "Nelle società servili può aversi nella pratica, e perfino nella teoria, una gran quantità di lassismo sessuale…di tutte le esche che l'antica schiavitù pagana può offrire, lussi e lassismo sono le più forti e non nego che i poteri che desiderano degradare la dignità umana hanno scelto bene i loro strumenti". 
Chesterton aveva compreso quanto il servilismo dello Stato moderno avesse prodotto diabolicamente (dall'etimo: "colui che divide")la solitudine ontologica prima ancora che etica: "La società ha isolato i suoi membri per governarli meglio e li ha divisi allo scopo di indebolirli". Ecco cosa rivelava esserci sotto il divorzio, fosse esso sentimentalismo o superstizione: "I signori della plutocrazia moderna sanno il fatto loro. Un istinto assai profondo ed esatto gli ha permesso di individuare nella famiglia l'ostacolo principale al loro progresso disumano. Senza la famiglia siamo impotenti di fronte allo Stato, che nella nostra situazione moderna coincide con lo Stato Servile". 
A coloro che sostenevano la "qualità della vita" fondata sul lusso irresponsabile e sul lassismo anarchico, magari scambiandoli malignamente per "libertà", Chesterton opponeva l'esatta concezione di "sacralità della vita domestica", non solo ponendo a modello la Sacra Famiglia ma recuperando l'antico concetto di "tempo sacro", holiday in inglese: "Il giorno reso vacanza è un giorno reso sacro". In una società servile impazzita come quella moderna, Chesterton richiamava un secolo fa al compito essenziale, come scrisse nell'Illustrated London News il 3 maggio 1919: "Non torneremo mai a una società sana di mente finché non inizieremo dall'inizio. Dobbiamo cominciare da dove comincia tutta la storia, con un uomo, una donna e un bambino e con la provincia della libertà e della proprietà di cui hanno bisogno per la loro piena umanità". 
Parole chiare e incisive che, a distanza di un secolo, appaiono ancora tremendamente attuali. Parole davvero libere poiché collegate a quella verità a cui Chesterton aveva scelto di voler vivere dopo essersi convertito alla Chiesa Cattolica, il "luogo dove tutte le verità si danno appuntamento" come aveva scritto in Perché sono cattolico. Quale era la caratteristica distruttiva del servilismo, ora come allora? Penso che possa essere sintetizzata in una frase di Chesterton: "La gente è inondata, accecata, resa sorda e mentalmente paralizzata da un'alluvione di volgare e insipida esteriorità, che non lascia tempo per lo svago, il pensiero e la creazione dall'interno di sé". Inutile sottolineare quanto siamo inondati dalla trivialità e dalla banale esteriorità, che ci rendono incapaci di pensare e di dedicare tempo all'edificazione morale, spirituale e culturale. Il moderno schiavo pagano idolatra ciò che lo rende servile, il sentimentalismo del divorzio, il lassismo anarchico, il diabolico disegno di chi ci rende sottomessi al principe del mondo e che ha ridotto a pezzi la verità: "Un uomo che crede in una religione non crede in frammenti di quella religione. Se qualcosa è vivo e organico, non può essere diviso senza che arrivi la morte…qualunque cosa che abbia in sé una scintilla di vita e una circolazione di forze non può essere tagliata in pezzi".

venerdì 4 novembre 2016

Un aforisma al giorno

Ogni istante aumenta in noi la necessità morale di avere questa mente immortale. Dobbiamo possedere qualcosa che tenga insieme i confini del mondo, mentre facciamo i nostri esperimenti sociali o realizziamo le nostre utopie. Per esempio, dobbiamo raggiungere un accordo ultimativo, anche solo basato sull' evidenza della fratellanza umana, per evitare reazioni di brutalità umana. È molto probabile che oggi la corruzione del governo rappresentativo porti al predominio dei ricchi, calpestando tutte le tradizioni egualitarie, tramite un orgoglio pagano. L'evidenza va riconosciuta dovunque come vera. La semplice reazione e la desolante ripetizione di vecchi errori vanno evitate. Dobbiamo far sì che il mondo intellettuale sia salvaguardato dalla democrazia. Ma nella situazione attuale di anarchia mentale nessun ideale è al sicuro. Così come i protestanti si appellavano alla Bibbia contro i preti senza rendersi conto che anche la Bibbia poteva esser fatta oggetto di discussione, similmente i repubblicani si appellavano al popolo contro il re senza rendersi conto che anche il popolo poteva rifiutarsi di obbedire. La dissoluzione delle idee, la distruzione di tutte le prove veritiere, che è stata resa possibile dall' abbandonare il tentativo di mantenere ferma una Verità fondamentale e civile per scartare tutte le verità e le tracce e per rifiutare tutti gli errori, non hanno fine. Da allora, ogni gruppo si è impossessato di una verità singola impegnandosi a trasformarla in una falsità. Vi sono stati una gran quantità di movimenti, o, in altre parole, monomanie. Ma la Chiesa non è un movimento bensì un luogo d'incontro, il luogo dove tutte le verità del mondo si danno appuntamento.

Gilbert Keith Chesterton, Why I am a catholic

Un aforisma al giorno

Ogni istante aumenta in noi la necessità morale di avere questa mente immortale. Dobbiamo possedere qualcosa che tenga insieme i confini del mondo, mentre facciamo i nostri esperimenti sociali o realizziamo le nostre utopie. Per esempio, dobbiamo raggiungere un accordo ultimativo, anche solo basato sull' evidenza della fratellanza umana, per evitare reazioni di brutalità umana. È molto probabile che oggi la corruzione del governo rappresentativo porti al predominio dei ricchi, calpestando tutte le tradizioni egualitarie, tramite un orgoglio pagano. L'evidenza va riconosciuta dovunque come vera. La semplice reazione e la desolante ripetizione di vecchi errori vanno evitate. Dobbiamo far sì che il mondo intellettuale sia salvaguardato dalla democrazia. Ma nella situazione attuale di anarchia mentale nessun ideale è al sicuro. Così come i protestanti si appellavano alla Bibbia contro i preti senza rendersi conto che anche la Bibbia poteva esser fatta oggetto di discussione, similmente i repubblicani si appellavano al popolo contro il re senza rendersi conto che anche il popolo poteva rifiutarsi di obbedire. La dissoluzione delle idee, la distruzione di tutte le prove veritiere, che è stata resa possibile dall' abbandonare il tentativo di mantenere ferma una Verità fondamentale e civile per scartare tutte le verità e le tracce e per rifiutare tutti gli errori, non hanno fine. Da allora, ogni gruppo si è impossessato di una verità singola impegnandosi a trasformarla in una falsità. Vi sono stati una gran quantità di movimenti, o, in altre parole, monomanie. Ma la Chiesa non è un movimento bensì un luogo d'incontro, il luogo dove tutte le verità del mondo si danno appuntamento".


Gilbert Keith Chesterton, Why I am a catholic

mercoledì 5 marzo 2014

Un aforisma al giorno (scusate, sarà lungo ma lo dovete proprio leggere: aiuta, salva, chiarisce, sfronda...)

"La difficoltà nello spiegare «perché sono cattolico» consiste nel fatto che vi sono diecimila ragioni, tutte riconducibili ad un'unica ragione: che il cattolicesimo è vero. Potrei riempire intere pagine con innumerevoli frasi che iniziano tutte con: «È l'unica realtà che...». Come, per esempio: 1) È l'unica realtà che evita che un peccato rimanga un segreto; 2) è l'unica realtà in cui il superiore non è veramente un superiore, almeno non nel senso altezzoso del termine; 3) è l'unica realtà che libera la persona dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo; 4) è l'unica realtà che comunica come se fosse la verità, come se trasmettesse un messaggio rifiutandosi di corromperlo; 5) è l'unico modello di cristianesimo che si rivolge ad ogni tipo di persona, persino a quella rispettabile; 6) è l'unico tentativo serio di cambiare il mondo dall'interno, operando attraverso la volontà e non le leggi; e via di questo passo.
Oppure potrei trattare la materia da un punto di vista personale e descrivere la mia conversione; ma ho il sospetto che questo metodo renderebbe l'argomento molto più ristretto di ciò che in realtà è. Vi sono molte persone di gran lunga migliori di me che si sono convertite a religioni di gran lunga peggiori. Preferirei tentare di parlare di ciò che differenzia la Chiesa Cattolica dai suoi concorrenti, anche i più rispettabili. Cioè, parlerò degli aspetti strettamente cattolici della Chiesa Cattolica. Vorrei suggerire che si tratta di qualcosa non solo di più vasto dei miei orizzonti, ma di più vasto rispetto a qualsiasi altra cosa esistente nel mondo, qualcosa di più vasto del mondo stesso. Ma, visto che lo spazio a mia disposizione è limitato, mi concentrerò su un aspetto particolare: quello della capacità di salvaguardare la verità.
Alcuni giorni fa uno scrittore famoso, solitamente ben informato, ha parlato della Chiesa Cattolica come della avversaria delle nuove idee. È probabile che non si sia accorto che la sua affermazione non era esattamente ciò che si considera un'idea nuova. È una di quelle nozioni che i cattolici si trovano a dover costantemente contrastare, in quanto si tratta di un'idea molto vecchia. Certo è che coloro che ritengono che il cattolicesimo non porta nulla di nuovo, difficilmente dicono qualcosa di nuovo sul cattolicesimo stesso. Come dato di fatto è curioso notare che uno studio approfondito della storia dimostrerebbe il contrario. Se consideriamo le idee come tali, e se le consideriamo in quanto nuove, va ricordato che i cattolici hanno spesso pagato un caro prezzo per sostenerle quando erano veramente delle novità, quando erano talmente nuove che nessun altro era disposto a difenderle. Il cattolico non solo era in prima linea, ma era l'unico in quell'avamposto, incompreso dagli altri che non riuscivano a capire che cosa aveva scoperto.
Così, per esempio, quasi due secoli prima della Dichiarazione d'Indipendenza e della Rivoluzione Francese, in un periodo dominato dall' orgoglio e dal servilismo nei confronti dei principi, il cardinale Bellarmino e lo spagnolo Suarez gettavano le fondamenta per una teoria della vera democrazia. Ma, nell' età del diritto divino, hanno dato l'impressione di essere dei gesuiti sanguinari e sofistici, che strisciano con dei pugnali per commettere il regicidio. E, di nuovo, i casisti delle scuole cattoliche avevano già detto tutto ciò che c'era da dire sui drammi e sui romanzi a tesi, due secoli prima che venissero scritti. Evidenziarono i problemi inerenti alla condotta morale, con l'unico difetto di esserci arrivati duecento anni in anticipo. In un periodo di predicatori fanatici da strapazzo e di improperi a buon prezzo, essi ebbero la nomea di bugiardi e cavillatori, solo perchè erano psicologi prima che la psicologia divenisse una moda. Sarebbe troppo facile continuare con esempi simili fino ad arrivare ai nostri giorni, quando vi sono ancora idee troppo nuove per essere comprese. Ci sono dei passaggi nella De Rerum Novarum di Leone XIII che solo ora iniziano ad essere utilizzati come spunti da movimenti sociali molto più innovativi del socialismo. E quando Belloc scrisse sullo Stato servile, avanzò una teoria economica così originale che tutt' oggi quasi nessuno ha compreso. Tra qualche secolo, qualcuno probabilmente la riprenderà, e la riprenderà erroneamente. E quindi, se i cattolici hanno qualcosa da criticare, la loro protesta verrà subitamente spiegata dal fatto arcinoto che i cattolici non rispettano le nuove idee. Tuttavia, la persona che ha fatto quell' affermazione sui cattolici voleva dire qualcosa e sarebbe opportuno che lui stesso la comprendesse con più chiarezza rispetto al modo in cui l'ha enunciata. Ciò che voleva dire è che, nel mondo moderno, la Chiesa Cattolica si oppone a molte mode influenti, la maggior parte delle quali si considerano ancora attuali, anche se incominciano ad essere un poco stantie. In poche parole, se voleva dire che la Chiesa spesso si oppone a ciò che il mondo considera, in quel dato momento importante, ha perfettamente ragione. Spesso la Chiesa combatte le mode di questo mondo transeunte, in quanto sa, per esperienza, la rapidità con cui questo mondo cambia. Ma per comprendere esattamente l'argomento è necessario spaziare più ampiamente e considerare l'essenza stessa delle idee in questione, per considerare, quindi, l'idea dell'idea.
Il 90% di ciò che chiamiamo nuove idee sono semplicemente vecchi errori. Uno dei principali compiti della Chiesa Cattolica è far sì che la gente non commetta questi vecchi errori, in cui è facile ricadere, ripetutamente, se le persone vengono abbandonate, sole, al proprio destino. La verità concernente l'atteggiamento cattolico nei confronti dell'eresia o, si potrebbe dire, nei confronti della libertà, può essere rappresentata dalla metafora di una mappa. La Chiesa Cattolica possiede una mappa della mente che sembra la mappa di un labirinto, ma che in realtà è una guida per orientarsi nel labirinto. Questa mappa è stata compilata utilizzando conoscenze che, nel mondo della scienza umana, non hanno paragoni. Non vi sono altri casi di istituzioni intelligenti che hanno, con continuità, pensato sul pensiero per duemila anni. È un' esperienza che ricopre quasi tutti i campi esperibili e, in special modo, gli errori. Ne risulta una mappa che evidenzia con chiarezza tutti i vicoli ciechi e le strade dissestate, nonchè le vie che si sono dimostrate fuorvianti grazie alle testimonianze fornite ci da coloro che le hanno seguite.
Su questa mappa della mente gli errori vengono segnati come eccezioni: gran parte di essa è costituita da campi da gioco e terreni di caccia fioriti, dove la mente può spaziare con tutta la libertà che le è propria, per non parlare dei numerosi campi di battaglia intellettuale dove il combattimento è quanto mai incerto e imprevedibile. Ma c'è la responsabilità di segnalare determinate strade che conducono al nulla o alla distruzione, ad un muro cieco o a un precipizio. Così facendo, si previene la possibilità che le persone perdano il loro tempo, o le loro vite, in sentieri che si sono dimostrati ripetutamente, nel passato, vani o disastrosi, ma che possono ancora, in futuro, intrappolare ripetutamente i viandanti. La Chiesa si prende la responsabilità di mettere in guardia il suo popolo su queste realtà, e sta proprio qui l'importanza del suo ruolo. Dogmaticamente essa difende l'umanità dai suoi peggiori nemici, quei mostri antichi, divoratori orribili che sono i vecchi errori.
Adesso tutti questi falsi temi si ripresentano nuovamente, in modo particolare alle nuove generazioni. La prima affermazione sembra sempre inoffensiva e ragionevole. Riporterò solo un paio di esempi. Sembra inoffensivo dire, come sostiene la maggior parte della gente oggi, che «le azioni sono sbagliate solo se danneggiano la società». Applica questo principio e, prima o poi, ti ritroverai immerso in una città disumana e pagana di folle, che considera la schiavitù il più conveniente e sicuro mezzo di produzione, che tortura gli schiavi per ottenere prove, in quanto l'individuo non conta nulla di fronte allo Stato, che condanna a morte un innocente in nome del popolo, come hanno fatto gli assassini di Cristo. Allora, forse, ritornerai ai principi cattolici, scoprendo che la Chiesa, oltre ad affermare i nostri doveri nei confronti della società, dice anche altre cose per evitare che si commettano ingiustizie nei confronti dell'individuo. O, ancora, può sembrare pio dire: «i conflitti morali finiranno con il trionfo della sfera spirituale su quella materiale». Applica questo principio e potresti ripercorrere le pazzie dei manichei, sostenendo che il suicidio è un bene in quanto è un sacrificio, che la perversione sessuale è un bene in quanto non è fonte di vita, che il sole e la luna sono prodotti dal demonio in quanto entità materiali. Allora inizierai a capire perchè il cattolicesimo insiste sull' esistenza degli spiriti malvagi, oltre quelli angelici, e perchè anche gli elementi materiali possono essere sacri come nell'Incarnazione o la Messa, nel sacramento del matrimonio o la resurrezione della carne.
Ora, non vi è un altro sistema di pensiero che, nel mondo, possa garantire una tale capacità di prevenzione nei confronti dell' errore. Il poliziotto arriva tardi, quando si tratta di far sì che le persone non sbaglino. Il dottore arriva tardi, in quanto decide di fare internare il matto, ma non consiglia alla persona sana i metodi per non impazzire. E tutte le altre sette e scuole non sono adeguate allo scopo, e questo non perchè esse non insegnino delle verità, ma proprio perchè insegnano delle verità, e si accontentano di alcune verità. Ma nessuna pretende di possedere la verità, nessuna pretende veramente di avere una visuale universale delle cose. La Chiesa non è solo armata nei confronti delle eresie passate o, persino, presenti, ma anche nei confronti di quelle future, che potranno configurarsi come l'esatto opposto di quelle attuali. Il cattolicesimo non è ritualismo: in futuro forse dovrà combattere forme superstiziose e idolatriche di eccessivo ritualismo. Il cattolicesimo non è ascetismo: ha già, nel passato, più volte, condannato le esagerazioni fanatiche e crudeli dell'ascetismo. Il cattolicesimo non è mero misticismo: anche oggi difende la ragione umana dal mero misticismo dei pragmatisti. Ne deriva che, quando il mondo diventò puritano nel XVII secolo, la Chiesa venne accusata di estremizzare la carità fino a sconfinare nella sofistica, rendendo tutto più semplice con l'abitudine lassista del confessionale. Ora che il mondo si è convertito dal puritanesimo al paganesimo è la Chiesa che protesta contro il lassismo pagano imperante, dall' abbigliamento alle usanze. Sta facendo ciò che i puritani volevano, in quanto è sorta questa necessità. È molto probabile che il meglio del protestantesimo sopravviverà nel cattolicesimo: in questo senso i cattolici diventeranno puritani mentre i puritani diventeranno pagani.
Ne consegue quindi che il cattolicesimo, in un certo senso poco compreso, rimane al di fuori di una disputa tipo quella che si è avuta a Dayton sul darwinismo. Ne rimane al di fuori in quanto la comprende, come una casa comprende i mobili al suo interno. N on è una vanteria- settaria l'affermare che è prima, dopo e oltre tutte queste cose, da tutti i punti di vista. È imparziale nella contesa tra i fondamentalisti e la teoria sull' origine della specie, perchè risale ad un'origine prima di quell'origine; perchè è più fondamentale del fondamentalismo. Sa da dove proviene la Bibbia. Sa anche a dove portano la maggior parte delle teorie sull' evoluzione. Sa che vi erano molti altri vangeli oltre i quattro vangeli e che vennero scartati dall' autorità della Chiesa Cattolica. Sa che vi sono molte teorie evoluzioniste oltre quella di Darwin, e che quest'ultima verrà probabilmente superata da altre scoperte scientifiche. Non accetta, com'è sua abitudine, le conclusioni della scienza per la semplice ragione che la scienza non giunge mai a conclusioni definitive. Concludere significa finire e l'uomo di scienza difficilmente si ferma: egli non accetta, com' è sua abitudine, ciò che dice la Bibbia, per la semplice ragione che la Bibbia non dice alcunchè. Non si può portare un libro sul banco dei testimoni e pretendere che ci dia spiegazioni. La controversia fondamentalista in quanto tale distrugge il fondamentalismo. La Bibbia in quanto tale non può essere la base per un accordo quando è la causa del disaccordo; non può venir presa come il minimo comune denominatore tra i cristiani quando c'è chi la interpreta allegoricamente e chi letteralmente. Il cattolico la prende come riferimento in quanto dice qualcosa alla mente vivente, coerente e salda di cui ho già parlato; la mente umana sublime in quanto è guidata da Dio.
Ogni istante aumenta in noi la necessità morale di avere questa mente immortale. Dobbiamo possedete qualcosa che tenga insieme i confini del mondo, mentre facciamo i nostri esperimenti sociali o realizziamo le nostre utopie. Per esempio, dobbiamo raggiungere un accordo ultimativo, anche solo basato sull' evidenza della fratellanza umana, per evitare reazioni di brutalità umana. È molto probabile che oggi la corruzione del governo rappresentativo porti al predominio dei ricchi, calpestando tutte le tradizioni egualitarie, tramite un orgoglio pagano. L'evidenza va riconosciuta dovunque come vera. La semplice reazione e la desolante ripetizione di vecchi errori vanno evitate. Dobbiamo far sì che il mondo intellettuale sia salvaguardato dalla democrazia. Ma nella situazione attuale di anarchia mentale nessun ideale è al sicuro. Così come i protestanti si appellavano alla Bibbia contro i preti senza rendersi conto che anche la Bibbia poteva esser fatta oggetto di discussione, similmente i repubblicani si appellavano al popolo contro il re senza rendersi conto che anche il popolo poteva rifiutarsi di obbedire. La dissoluzione delle idee, la distruzione di tutte le prove veritiere, che è stata resa possibile dall' abbandonare il tentativo di mantenere ferma una Verità fondamentale e civile per scartare tutte le verità e le tracce e per rifiutare tutti gli errori, non hanno fine. Da allora, ogni gruppo si è impossessato di una verità singola impegnandosi a trasformarla in una falsità. Vi sono stati una gran quantità di movimenti, o, in altre parole, monomanie. Ma la Chiesa non è un movimento bensì un luogo d'incontro, il luogo dove tutte le verità del mondo si danno appuntamento".

Gilbert Keith Chesterton, Why I am a catholic

martedì 4 marzo 2014

Un aforisma al giorno

«Tuttavia, la persona che ha fatto quell’affermazione sui cattolici voleva dire qualcosa e sarebbe opportuno che lui stesso la comprendesse con più chiarezza rispetto al modo in cui l’ha enunciata. Ciò che voleva dire è che, nel mondo moderno, la Chiesa Cattolica si oppone a molte mode influenti, la maggior parte delle quali si considerano ancora attuali, anche se incominciano ad essere un poco stantie. In poche parole, se voleva dire che la Chiesa spesso si oppone a ciò che il mondo considera, in quel dato momento importante, ha perfettamente ragione. Spesso la Chiesa combatte le mode di questo mondo transeunte, in quanto sa, per esperienza, la rapidità con cui questo mondo cambia. Ma per comprendere esattamente l’argomento è necessario spaziare più ampiamente e considerare l’essenza stessa delle idee in questione, per considerare, quindi, l’idea dell’idea.
Il 90% di ciò che chiamiamo nuove idee sono semplicemente vecchi errori. Uno dei principali compiti della Chiesa Cattolica è far si che la gente non commetta questi vecchi errori, in cui è facile ricadere, ripetutamente, se le persone vengono abbandonate, sole, al proprio destino. La verità concernente l’atteggiamento cattolico nei confronti dell’eresia o, si potrebbe dire, nei confronti della libertà, può essere rappresentata dalla metafora di una mappa. La Chiesa Cattolica possiede una mappa della mente che sembra la mappa di un labirinto, ma che in realtà è una guida per orientarsi nel labirinto. Questa mappa è stata compilata utilizzando conoscenze che, nel mondo della scienza umana, non hanno paragoni. Non vi sono altri casi di istituzioni intelligenti che hanno, con continuità, pensato sul pensiero per duemila anni. E’ un’esperienza che ricopre quasi tutti i campi esperibili e, in special modo, gli errori. Ne risulta una mappa che evidenzia con chiarezza tutti i vicoli ciechi e le strade dissestate, nonché le vie che si sono dimostrate fuorvianti grazie alle testimonianze forniteci da coloro che le hanno seguite.
Su questa mappa della mente gli errori vengono segnati come eccezioni: gran parte di essa è costituita da campi da gioco e terreni di caccia fioriti, dove la mente può spaziare con tutta la libertà che le è propria, per non parlare dei numerosi campi di battaglia intellettuale dove il combattimento è quanto mai incerto e imprevedibile. Ma c’è la responsabilità di segnalare determinate strade che conducono al nulla o alla distruzione, ad un muro cieco o a un precipizio.
Così facendo, si previene la possibilità che le persone perdano il loro tempo, o le loro vite, in sentieri che si sono dimostrati ripetutamente, nel passato, vani o disastrosi, ma che possono ancora, in futuro, intrappolare ripetutamente i viandanti. La Chiesa si prende la responsabilità di mettere in guardia il suo popolo su queste realtà, e sta proprio qui l’importanza del suo ruolo. Dogmaticamente essa difende l’umanità dai suoi peggiori nemici, quei mostri antichi, divoratori orribili che sono i vecchi errori».



Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico