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domenica 17 luglio 2022

Cattolicesimo inglese. Dall’isolamento secolare alla coscienza critica britannica | Niccolò Nobile su Barbadillo.

Nell'articolo tra l'altro quanto segue:

Basterà dare uno sguardo ad alcuni dei maggiori nomi della cultura anglosassone tra XIX e XX secolo. Il già nominato Newman rappresentò un intelletto teologico di non poco conto ma ad egli, oltre a Lord Acton e al cardinale Wiseman, vennero ad aggiungersi più tardi Chesterton, Hilaire Belloc, Hugh Benson – la cui critica spietata del totalitarismo delle coscienze precedette di diversi decenni quelle fornite da Huxley e da Orwell -, Christopher Dawson – uno degli storici cui l’Europa deve di più in virtù della sua riscoperta delle radici medievali della sua cultura -, Tolkien, Muriel Spark, oltre a due dei maggiori romanzieri inglesi del XX secolo: Graham Greene ed Evelyn Waugh.

Il resto qui:

https://www.barbadillo.it/59158-cattolicesimo-inglese-dallisolamento-secolare-alla-coscienza-critica-britannica/

venerdì 10 giugno 2022

Chesterton in altre parole - Robert Hugh Benson

 Non sono stato così tanto commosso per molto tempo. È un vero mistico di uno strano tipo”.

Robert Hugh Benson, in C. C. Martindale, The Life of Monsignor Robert Hugh Benson, Vol. Two, Longmans, Green & Co., Londra 1916, p. 90, citato in Padre Robert Wild, The Tumbler of God; Chesterton As Mystic, Angelico Press, New York 2013


padre Robert Hugh Benson

venerdì 25 marzo 2022

La lista degli "outsider"...

Brescia, 26 Luglio 1932.

Caro De Luca,

Stavo proprio per chiederLe notizie e mi sono giunte graditissime le Sue due lettere.

(...)

3) Conosco il libro del Benson "Cristo nella Chiesa" nell'edizione francese. È bello e parrebbe pure a me consigliabile ma Le dirò su questo in altra mia insieme con le decisioni per Olivero.

(...)

8) Abbiamo scritto o stiamo per scrivere a Chesterton, Belloc, Gilson; Maritain, Hildebrand, Wust, Lévaux e ci raccomandiamo a Lei di scrivere a Brémond e di insistere con Giordani.

(...)

11) Per la lista degli "outsiders" faccio tesoro delle Sue indicazioni. Messi insieme una ventina di contratti degli scrittori migliori e più significativi sì italiani che stranieri, preferiamo sostare un poco, e, come soggetti da trattare, ci vorremmo attenere ai più noti, preferibilmente moderni. Per Manzi attenda un poco, perché Gide è forse impegnato. A Olivero potremo scrivere dopo sentita la scelta fatta, se aderiranno, come spero, da Chesterton e Belloc. La terrò informata via via dei nostri inviti e delle accettazioni, così completa via via la lista; se ha idee, ce le comunichi sempre.

(...)

Con affetto Suo

F. Minelli


don Giuseppe De Luca - Fausto Minelli, Carteggio.




lunedì 5 aprile 2021

Dio strabenedica gli inglesi – Il blog di Luigi Iannone | Da Il Giornale.


Da qualche giorno è alle stampe l'ultimo libro di Luca Fumagalli, Dio strabenedica gli inglesi! Note per una storia della letteratura cattolica britannica tra XIX e XX secolo (Edizioni Radio Spada, pp.420). 

Una raccolta di diversi articoli (ampiamente rielaborati), apparsi sulle pagine culturali del blog Radio Spada, su varie riviste e giornali, con la quale si  tenta di fornire qualche spunto critico sulla storia della letteratura cattolica britannica degli ultimi due secoli (con particolare attenzione all'Inghilterra, ma pure alla Scozia e all'Irlanda). Lavoro che incrocia – tra gli altri – il pensiero di J. H. Newman, G. K. Chesterton, J. R. R. Tolkien, R. H. Benson, Hilaire Belloc, Evelyn Waugh, Bruce Marshall e Graham Greene. 

Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana, verga la postfazione, mentre la prefazione – che riporto integralmente qui di seguito – è di Paolo Gulisano.


https://blog.ilgiornale.it/iannone/2021/03/15/dio-strabenedica-gli-inglesi/


domenica 7 marzo 2021

“Dio strabenedica gli inglesi!”: per la prima volta in Italia una storia della letteratura cattolica britannica | Il libro di Luca Fumagalli, da Radio Spada.

È l’ultima fatica del saggista e scrittore Luca Fumagalli. Troverete tante vecchie conoscenze, oltre il nostro caro Gilbert. La prefazione è del nostro vicepresidente Paolo Gulisano, la postfazione è del nostro presidente Marco Sermarini. Uno sa leggere e l’altro sa scrivere? Mah!
Scherzi a parte, è un’opera interessante perché esamina tanti nomi cattolici che hanno lasciato un segno nella letteratura inglese, con una riflessione articolata proprio a partire dalla loro fede e dal loro ambiente.

giovedì 5 novembre 2020

mercoledì 23 ottobre 2019

Chesterton in altre parole - padre Robert Hugh Benson (quello de Il Padrone del Mondo).

Hai letto quest'anno (1905, ndr) un libro di GK Chesterton chiamato Eretici? In caso contrario, vedi cosa ne pensi. Mi sembra che lo spirito sottostante sia splendido. Non è un cattolico, ma ha lo spirito. È così gioioso e sicuro di sé e sensibile! Si è piuttosto infastiditi dal suo amore estremo per il paradosso; ma c'è una sorta di vigilanza nella sua religione e in tutto il suo punto di vista che è semplicemente esilarante. Non sono stato così tanto commosso per molto tempo. È un vero mistico di uno strano tipo.

Robert Hugh Benson, tratto da The Life of Robert Hugh Benson, citato da Padre Robert Wild, The Tumbler of God; Chesterton As Mystic

martedì 5 marzo 2019

Chesterton in altre parole - Robert Hugh Benson



«Hai letto un libro di G. K. Chesterton chiamato Eretici? Se non l’hai ancora fatto, recuperarlo e vedi cosa ne pensi. Mi pare che lo spirito che vi aleggia sia splendido. L’autore non è cattolico ma ne ha lo spirito. È così solare, discreto e sensibile! Qualcuno potrebbe annoiarsi per il suo estremo amore per il paradosso, ma c’è una sorta di spirito di vigilanza nella sua religione e nel suo punto di vista che rende i libri semplicemente esilaranti». 

Robert Hugh Benson citato in: Luca Fumagalli, R. H. Benson: un monsignore all'ombra del Chesterbelloc, Radio Spada

domenica 3 marzo 2019

R. H. Benson: un monsignore all’ombra del Chesterbelloc | Luca Fumagalli su Radio Spada

Joseph Pearce, uno dei più importanti studiosi della letteratura cattolica inglese, nel suo saggio Catholic Literary Giants fa giustamente notare come «oltre a Chesterton e Belloc, lo scrittore che più di tutti ricoprì un ruolo di primo piano nel revivalletterario cattolico dei primi anni del XX secolo fu Robert Hugh Benson».

Il resto qui sotto:

venerdì 10 agosto 2018

Didascalismo e romanzi “a tesi” nella letteratura cattolica inglese tra XIX e XX secolo: gli errori da evitare nell’apologetica | Luca Fumagalli su Radio Spada

Didascalismo e romanzi "a tesi" nella letteratura cattolica inglese tra XIX e XX secolo: gli errori da evitare nell'apologetica | Radio Spada

Didascalismo e romanzi "a tesi" nella letteratura cattolica inglese tra XIX e XX secolo: gli errori da evitare nell'apologetica

Nella letteratura inglese tra XIX e XX secolo la tendenza dominante presso gli scrittori cattolici fu quella didascalica, producendo una narrativa a volte al limite del banale. In tale contesto era dunque difficile fuggire da una visione manichea della realtà, intesa come contrapposizione tra buoni e cattivi, ugualmente privi di sfumature psicologiche. I romanzi risultavano così, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, opere "a tesi", cioè chiaramente orientate verso un partito e un'idea attorno ai quali l'autore, un po' artificiosamente, imbastiva una trama col solo scopo di mostrarne la veridicità. Il pericolo era quello di ridurre tutto a una grande stereotipo, privo di mordente, che forse infiammava lo spirito di che leggeva ma che, allo stesso tempo, mancava di provocare al fondo la sua coscienza.
Del puro didascalismo furono vittima molti romanzieri desiderosi di tramettere verità storiche o religiose secondo una prospettiva netta, inequivocabile. Altri, invece, puntarono sull'esplicitare maggiormente il senso della trama, per rendere consapevole il lettore delle implicazioni ad essa sottese.
Le principali tecniche impiegate prevedevano, il più delle volte, l'ingresso in scena di un personaggio che fungesse da "esplicatore", oppure l'intervento diretto dello scrittore (quest'ultima opzione, in genere, fu minoritaria e quasi sempre realizzata maldestramente).
Se la tendenza didascalica fu diffusissima nell'Ottocento, nel Novecento, per fortuna, si ridusse di molto. Robert Hugh Benson, in questo, fu un'eccezione, come testimoniano in particolare i suoi romanzi storici. In essi, a prescindere dalla buona qualità complessiva, la voce dell'autore fa troppo spesso capolino tra le pagine. Anche quando a parlare è un personaggio, si sente l'eco dei pensieri di Benson, mentre la tecnica naif dell'osservatore esterno – che pare conoscere troppe cose – è male impiegata, risultando inverosimile. Pure il bestseller Il Padrone del mondo soffre, qua e là, di simili difetti.
G. K. Chesterton, all'opposto, fu un apologeta più fine, meno diretto e aggressivo: lo stile unico, giocato su un florilegio di paradossi, spiazza continuamente il lettore. I racconti di Padre Brown, per quanto saturi di dialoghi e lunghi commenti da parte del buffo investigatore, lo dimostrano ampiamente.
Nella prima parte del XX secolo, comunque, la quasi totalità dei romanzieri scelse piuttosto di puntare tutto sull'assicurarsi che la trama, e il suo messaggio, fossero chiari. Spesso chi forniva la chiave interpretativa degli eventi era il personaggio del sacerdote a cui il protagonista si rivolgeva per un aiuto. Simili esempi si trovano nei lavori di Maurice Baring, Daphne Adeane e Cat's Cradle su tutti, e in One Poor Scruple e Great Possessions di Mrs Wilfrid Ward. Variazioni sul tema soni i casi bensoniani di A Winnowing – in cui la protagonista si reca dalla priora di una comunità francese di suore per un consiglio – e de I necromanti, dove, con inversione ironica, il prete, che non crede nello spiritismo, si rifiuta di aiutare i personaggi principali nella loro battaglia contro il demonio.
Il caso inglese, al di là della curiosità storica, è una preziosa indicazione per cogliere limiti ed errori di certa letteratura cattolica e, di conseguenza, per individuare soluzioni più adeguate, anche per il presente (come saranno poi, sempre rimanendo in Inghilterra, quelle proposte, solo per citare i casi più noti, da Evelyn Waugh, da Graham Greene o da Muriel Spark). Piegare la narrativa alle esigenze apologetiche non è mai facile. Come visto, il rischio è quello di produrre opere noiose e prevedibili. L'unica soluzione è quella di liberare i propri personaggi, lasciare andare la penna e annotare scrupolosamente ciò che accade, senza intromissioni o forzature per far quadrare eventi e messaggi. Del resto, si sa, la narrativa migliore è quella che, più che offrire risposte preconfezionate, suscita domande.

sabato 12 luglio 2014

Su Pump Street trovate...

... L'Uomo che fu Giovedì in traduzione nuovissima di Annalisa Teggi, Piccoli Regni del senso comune (ovvero il distributismo tanto per capirci), Eretici che è sempre un classico, Vieni ruota! Vieni forca! di Robert Hugh Benson, sui Martiri Inglesi, Il Miracolo di Padre Malachia di Bruce Marshall (spettacolare!), Quella cara vecchia pipa di Fabio Trevisan, e prendiamo gli ordini per l'imperdibile ed autorevole Chesterton Review che esce col suo terzo volume.

E molto, molto altro ancora.

giovedì 14 luglio 2011

Fede e Cultura pubblica Il padrone del mondo di R. H. Benson


Segnaliamo l'uscita per i tipi di Fede & Cultura del profetico romanzo di Robert Hugh Benson "Il Padrone del mondo" con prefazione di Mons. Luigi Negri che del libro afferma sia stato uno di quelli che maggiormente ha inciso nella sua personalità. Inoltre rivela un piccolo segreto di Papa Benedetto XVI nei riguardi del romanzo.
Per tutto luglio per chi acquista con carta di credito, bonifico bancario o bollettino di c.c. postale anticipato  solo 2 euro di spese di spedizione invece di 7!

Scritto nel 1907 – e da allora il più venduto best-seller di christian-fiction della storia – questo romanzo profetico racconta l'ascesa del grande filantropo Giuliano Felsemburgh, democratico e rassicurante, fautore della pace mondiale, che realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religioni e predica la tolleranza universale. Tutto viene accettato fuorché la Chiesa Cattolica, che – sempre in nome della tolleranza – viene straziata fin quasi alla sua completa eliminazione
Comunicazioni istantanee in tutto il mondo, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, un parlamento europeo, attentati con kamikaze, il crollo della Russia, la crisi delle vocazioni, l’apostasia di preti e vescovi, la persecuzione e la solitudine del Papa: tutti elementi che oggi fanno parte della nostra storia e della nostra quotidianità e che in questo romanzo sono stati descritti con impressionante realismo.
Il Padrone del mondo racconta il venir meno della fede cristiana non a causa di una persecuzione pubblica ma attraverso la subdola religione umanitaria del relativismo. La speranza è riposta nell’Unico che rimane fedele per sempre e nel Suo glorioso ritorno.
Codice Isbn: 978-88-6409-100-6
Pagine 360
€ 14,00

martedì 14 giugno 2011

Chesterton in altre parole - Ecco cosa diceva di GKC Carlo Bo.



"Sostanzialmente i rapporti dei letterati cattolici con l'ortodossia sono stati rapporti normali, salvo qualche eccezione. Altri autori invece hanno scelto strade più tormentate o strade laterali e marginali che però potevano portare a una presa di coscienza molto più profonda. In questo caso penso a uno scrittore inglese oggi quasi del tutto dimenticato, vale a dire Chesterton. Chesterton arriva a una visione cattolica attraverso il paradosso, il rovesciamento delle situazioni".

"La Francia ha avuto per prima, direi, un gruppo di scrittori che non nascondevano, anzi esaltavano la loro fede. Tutto questo è avvenuto tra la fine dell'Ottocento e i primi vent'anni di questo secolo. È stato un gruppo molto importante che poi più tardi avrebbe avuto degli imitatori: lo stesso don Giuseppe De Luca, in una lettera a papa Montini, diceva di aver pensato e di aver creduto di poter ottenere qualcosa di simile in Italia e di essere poi invece stato deluso di fronte alla piega che questa letteratura aveva preso. Questo miracolo, se così lo possiamo chiamare, questo capitolo straordinario della letteratura francese va però ricollegato alla vitalità, alla ricchezza di ragioni, di sollecitazioni, che appartenevano alla letteratura in genere. Gli scrittori cattolici, e questo vale anche per Chesterton, oppure per Benson, erano sempre scrittori di seconda presa; vale a dire che si trovavano a combattere, e quindi a doversi distinguere, dalla cultura ufficiale. Non a caso questi scrittori, come Barbey d'Aurevilly e poi più tardi Bourget, erano scrittori all'opposizione di quella cultura tradizionale laica che ha avuto, soprattutto nella prima parte dell'Ottocento, una così grande importanza. Voglio dire che la diversità, e possiamo dire anche la rivalità, favorivano la nascita di un gruppo di scrittori cattolici che rivendicavano il primato dello spirito".

"Anche Chesterton ha avuto un suo momento di fortuna prima del '40. Intanto c'è un lungo saggio di Emilio Cecchi, e poi amava l'Italia e per molto tempo ha abitato a Firenze. Ricordo di averlo visto e conosciuto grazie a Nicola Lisi, che non so più per quale ragione era in contatto con lo scrittore inglese. La forza di Chesterton consiste nella sua capacità di usare il paradosso, di rovesciare le situazioni. Quindi c'è tutta una parte della sua opera che in un certo senso appartiene al giallo, alla letteratura degli inganni e delle sorprese. E questo sistema lo ha adoperato anche per le opere di carattere più strettamente religioso, basta ricordare uno dei suoi libri fondamentali intitolato Ortodossia. Si può spiegare la presenza di Chesterton in un Paese non cattolico appunto per questo contributo indiretto che ha dato alla letteratura di indirizzo cristiano".


Da Scrivere, nel nome del Padre - colloquio con Carlo Bo di Giovanni Piccioni, Liberal, 1999 (tratto da www.fondazioneliberal.it).