Ecco qui sotto una breve scheda dei crediti:
Anno di programmazione: 1970 - 1971 (miniserie TV settimanale di sei puntate andata in onda sul Canale Nazionale, o Primo Canale, della Rai dal 29 Dicembre 1970 al 6 Febbraio 1971: le altre puntate andarono in onda il 5 Gennaio 1971, il 12 Gennaio 1971, il 19 Gennaio 1971 e il 26 Gennaio 1971).
Ogni puntata durava sessanta minuti circa, in bianco e nero.
Regia: Vittorio Cottafavi (1914 - 1998).
Sceneggiatura: Edoardo Anton (1910 - 1986).
Scenografie: Carlo Cesarini da Senigallia (1923 - 1996).
Costumi: Corrado Colabucci (1935 - 2002).
Musiche: Vito Di Tommaso.
Fotografia: Corrado Bartoloni - Sandro Messina.
Attori: Renato Rascel - Padre Brown (1912 - 1991), Arnoldo Foà - Flambeau (1916-2014), Paolo Bonacelli - Il commissario capo (1937), Filippo De Gara - L’Ispettore Valentin (1928 - 1989), Vittorio Fanfoni - Johnny (1944 - 2016), Mario Pisu (1910 - 1976).
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Vorrei dire una parola in più sul successo e sullo spirito di questa produzione.
Ciò che mi ha sempre colpito è la fedeltà allo spirito dei racconti, cosa che li rende ancora fruibilissimi e utili per chi voglia approcciare il cuore delle idee di Chesterton. A mio avviso non si può dire altrettanto di alcune produzioni più vicine a noi nel tempo, che sono semplicemente basate su alcuni personaggi dei Racconti ma non ne hanno molto altro.
E’ singolare vedere, ad esempio nell'episodio Il duello del Dottor Hirsch, un passaggio ragguardevole e significativo di Ortodossia, o meglio del suo spirito: nei primi minuti della puntata Padre Brown e Flambeau passeggiano su uno dei più alti livelli della Tour Eiffel, e ragionano sulla bellezza di Parigi, e sul fatto che c’era e poteva non esserci. Ecco, ne Il duello del Dottor Hirsch non c’è niente di tutto questo, ma nella eccezionale parafrasi televisiva l’autore della sceneggiatura dipinge questo quadro, anche in maniera originale, ripercorrendo quella bella pagina in cui Chesterton dice che la pagina più poetica del romanzo di Robinson Crusoe è l’elenco degli oggetti salvati dal naufragio. Non vengono usate le stesse parole, ma gli stessi concetti. Non c’erano in padre Brown, ma nella testa di Chesterton sì.
Cosa dedurre da ciò? Che lo sceneggiatore, Edoardo Anton, conosceva bene l’opera di Chesterton, e che ne coglieva gli aspetti più centrali, dipingendoli con originalità (ad un certo punto fa passare una bella giovane davanti ai due investigatori er dire che anche lei c’era e poteva non esserci…). Se “citava” (nella sostanza, non letteralmente) Ortodossia vuol dire che la conosceva bene, se di Ortodossia citava quella pagina, ecco, non è una pagina secondaria e trascurabile, se vogliamo è uno degli aspetti più determinanti del pensiero di Chesterton (la magia, la gratitudine…). Ci sono anche delle sottolineature che non esistono nei Racconti, come quando nel primo episodio televisivo fa dire a due signori, marito e moglie, che Padre Brown era “paradossale”, come a dirlo del suo autore.