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venerdì 29 maggio 2026

Tanti auguri, Gilbertone Nostro!!! Centocinquantadue e non sentirli!

 


Caro Gilbertone,

memori della tua saggezza, della tua gratitudine della tua allegria, festeggiamo con te il compleanno perché è una cosa che non hai provocato tu, ma Colui che hai sempre cercato sin da giovane e a cui sei sempre stato grato e per cui tanto hai lavorato. Noi pure siamo grati per lo stesso motivo (anche per ciascuno di noi è qualcosa che non abbiamo provocato noi) e per l'altro motivo (cioè che sei nato anche tu, e ci hai dato tante possibilità di essere allegro e felice come te!).

Marco Sermarini, presidente della SCI

Il primo fatto circa la celebrazione di un compleanno è che è un modo per affermare in modo deciso, e persino fiammeggiante, che è una buona cosa essere vivi.... Ma c'è un secondo fatto circa i compleanni e il canto di nascita di tutta la creazione, un fatto che segue davvero a questo; ma che, a quanto mi sembra, l'altra scuola di pensiero quasi si rifiuta di riconoscere. Il punto di questo fatto è semplicemente che è un fatto. Nel rallegrarmi del mio compleanno, mi rallegro di qualcosa che non ho provocato io stesso.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.'s Weekly, 21 marzo 1935.

Piegandomi con cieca credulità, come son solito fare, alla mera autorità e alla tradizione dei miei maggiori, ingoiando superstiziosamente una storia che non mi fu possibile controllare a suo tempo con l'esperienza personale, io sono d'opinione fermissima di essere nato il 29 Maggio 1874 a Campden Hill, Kensington, e d'esser stato battezzato, secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra, nella chiesetta di San Giorgio, situata di fronte alla grande torre serbatoio che domina quella posizione elevata. Non pretendo che vi sia alcun significato particolare, nella relazione in cui si trovano le due costruzioni e mi rifiuto sdegnosamente di credere che tale chiesa fu scelta perché ci voleva tutta la potenza idrica della parte occidentale di Londra per farmi diventar cristiano.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.

32 Sheffield Terrace, Campden Hill,
Kensington, ottobre 2025





giovedì 29 maggio 2025

Un aforisma al giorno - L'avventura suprema è nascere, e Gilbert nacque. #Buoncompleanno

L'avventura suprema è nascere. Così noi entriamo all'improvviso in una trappola splendida e allarmante. Così noi vediamo qualcosa che non abbiamo mai sognato prima. Nostro padre e nostra madre stanno acquattati in attesa e balzano su di noi, come briganti da un cespuglio. Nostro zio è una sorpresa. Nostra zia, secondo la bella espressione corrente, è come un fulmine a ciel sereno. Quando entriamo nella famiglia, con l'atto di nascita, entriamo in un mondo imprevedibile, un mondo che ha le sue strane leggi, un mondo che potrebbe fare a meno di noi, un mondo che non abbiamo creato. In altre parole, quando entriamo in una famiglia, entriamo in una favola.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

32, Sheffield Terrace, Kensington,
ottobre 2022
La Chiesa di St. George, Campden Hill,
Kensington, dove fu battezzato il piccolo
Gilbert.


323, Sheffield Terrace, aprile 2018,
con gli alunni e i professori della Scuola
Libera G. K. Chesterton.

L'interno della chiesa di St. George.




Un aforisma al giorno - La vita è tanto preziosa quanto sconcertante - Grazie, Gilbert!



Ma anche se (come l'uomo senza memoria del romanzo) camminiamo per le strade con una sorta di ammirazione a metà, si tratta comunque di ammirazione. È ammirazione in inglese e non solo ammirazione in latino. La meraviglia ha un elemento positivo di lode. Questa è la prossima pietra miliare da segnare definitivamente sulla nostra strada attraverso il paese delle fate. Nel prossimo capitolo parlerò degli ottimisti e dei pessimisti nel loro aspetto intellettuale, nella misura in cui ne hanno uno. Qui sto solo cercando di descrivere le enormi emozioni che non possono essere descritte. L'emozione più forte era che la vita era tanto preziosa quanto sconcertante. Era un'estasi perché era un'avventura; era un'avventura perché era un'opportunità. La bontà della fiaba non era intaccata dal fatto che potessero esserci più draghi che principesse; era bello essere in una fiaba. La prova di ogni felicità è la gratitudine; e io mi sentivo grato, anche se non sapevo a chi. I bambini sono grati quando Babbo Natale mette nelle loro calze giocattoli o dolci. Non potrei essere grato a Babbo Natale quando mi mette nella calza il dono di due gambe miracolose? Ringraziamo le persone per i regali di compleanno, come sigari e pantofole. Non posso ringraziare nessuno per il regalo di compleanno della nascita?

G. K. Chesterton, Ortodossia.



Un aforisma al giorno - Una perla bellissima nel giorno del compleanno di Gilbertone!



Ogni uomo ha dimenticato chi è. Si può capire il cosmo, ma mai l'io; l'io è più lontano di qualsiasi stella. Amerai il Signore tuo Dio, ma non conoscerai te stesso. Siamo tutti afflitti dalla stessa calamità mentale: abbiamo tutti dimenticato il nostro nome. Abbiamo tutti dimenticato ciò che siamo veramente. Tutto ciò che chiamiamo senso comune e razionalità e praticità e positivismo significa solo che per alcuni livelli morti della nostra vita dimentichiamo di aver dimenticato. Tutto ciò che chiamiamo spirito, arte ed estasi significa solo che per un terribile istante ci ricordiamo di aver dimenticato. 

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



Aforismi in lingua originale #BuonCompleanno - Defiantly and even flamboyantly...



The first fact about the celebration of a birthday is that it is a way of affirming defiantly, and even flamboyantly, that it is a good thing to be alive….But there is a second fact about Birthdays, and the birth-song of all creation, a fact which really follows on this; but which, as it seems to me, the other school of thought almost refuses to recognize. The point of that fact is simply that it is a fact. In being glad about my Birthday, I am being glad about something which I did not myself bring about.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.’s Weekly, 21 marzo 1935.

Flamboyant Chesterton...


Buon compleanno, Gilbert! E grazie di tutto!



Il primo fatto circa la celebrazione di un compleanno è che è un modo per affermare in modo deciso, e persino fiammeggiante, che è una buona cosa essere vivi.... Ma c'è un secondo fatto circa i compleanni e il canto di nascita di tutta la creazione, un fatto che segue davvero a questo; ma che, a quanto mi sembra, l'altra scuola di pensiero quasi si rifiuta di riconoscere. Il punto di questo fatto è semplicemente che è un fatto. Nel rallegrarmi del mio compleanno, mi rallegro di qualcosa che non ho provocato io stesso.

Gilbert Keith Chestertinon, G.K.'s Weekly, 21 marzo 1935.



29 maggio 1874, noi torniamo sempre lì -- Auguri, Gilbert!!!

Chesterton diciassettenne e la famosa
torre dell'acquedotto di Campden Hill,
nominata nel famoso incipit dell'Autobiografia.



Chinandomi con cieca credulità, come è mia abitudine, di fronte alla mera autorità e alla tradizione degli anziani, ingoiando superstiziosamente una storia che non potevo verificare all'epoca mediante esperienza o giudizio privato, sono d'opinione fermissima di essere nato il 29 maggio 1874 a Campden Hill, a Kensington, e d'essere stato battezzato secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra nella chiesetta di San Giorgio, di fronte alla grande torre dell'acquedotto che dominava quel crinale. Non attribuisco alcun significato alla relazione tra i due edifici e nego sdegnosamente che la chiesa sia stata scelta perché era necessaria l'intera forza idrica della parte occidentale di Londra per trasformarmi in un cristiano.

Ciononostante, la grande Torre dell'Acquedotto era destinata a svolgere il suo ruolo nella mia vita, come racconterò in una pagina successiva; ma questa storia è legata alle mie esperienze, mentre la mia nascita (come ho detto) è un episodio che accetto, come un povero contadino ignorante, solo perché mi è stato tramandato per tradizione orale. Prima di passare a parlare delle mie esperienze personali, sarà bene dedicare questo breve capitolo ad alcuni altri fatti della mia famiglia e del mio ambiente, che tengo in piedi in modo altrettanto precario sulla base di semplici dicerie. Naturalmente, quelle che molti chiamano prove per sentito dire, o che io chiamo testimonianze umane, potrebbero essere messe in discussione in teoria, come nella controversia baconiana o in buona parte della Critica Superiore biblica. La storia della mia nascita potrebbe essere falsa. Potrei essere l'erede a lungo perduto del Sacro Romano Impero, o un neonato abbandonato da alcuni furfanti di Limehouse sulla soglia di una porta di Kensington, per sviluppare in seguito un'orribile eredità criminale. Alcuni dei metodi scettici applicati all'origine del mondo potrebbero essere applicati alla mia origine e un ricercatore serio e scrupoloso potrebbe giungere alla conclusione che non sono mai nato. Ma preferisco credere che il senso comune sia qualcosa che i miei lettori e io abbiamo in comune e che siano disposti a sopportare un noioso riassunto dei fatti.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia  
(traduzione di Marco Sermarini).


Bowing down in blind credulity, as is my custom, before mere authority and the tradition of the elders, superstitiously swallowing a story I could not test at the time by experiment or private judgment, I am firmly of opinion that I was born on the 29th of May, 1874, on Campden Hill, Kensington; and baptised according to the formularies of the Church of England in the little church of St. George opposite the large Waterworks Tower that dominated that ridge. I do not allege any significance in the relation of the two buildings; and I indignantly deny that the church was chosen because it needed the whole water-power of West London to turn me into a Christian.

Nevertheless, the great Waterworks Tower was destined to play its part in my life, as I shall narrate on a subsequent page; but that story is connected with my own experiences, whereas my birth (as I have said) is an incident which I accept, like some poor ignorant peasant, only because it has been handed down to me by oral tradition. And before we come to any of my own experiences, it will be well to devote this brief chapter to a few of the other facts of my family and environment which I hold equally precariously on mere hearsay evidence. Of course what many call hearsay evidence, or what I call human evidence, might be questioned in theory, as in the Baconian controversy or a good deal of the Higher Criticism. The story of my birth might be untrue. I might be the long-lost heir of The Holy Roman Empire, or an infant left by ruffians from Limehouse on a door-step in Kensington, to develop in later life a hideous criminal heredity. Some of the sceptical methods applied to the world's origin might be applied to my origin, and a grave and earnest enquirer come to the conclusion that I was never born at all. But I prefer to believe that common sense is something that my readers and I have in common; and that they will have patience with a dull summary of the facts.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiography.

lunedì 12 agosto 2024

Chesterton, un cercatore della verità fuori dagli schemi a cavallo tra fede e ragione | Marco Respinti su Il Secolo d'Italia.



«Non sono le fiabe a trasmettere al bambino la sua prima idea del cattivo. Ciò che le fiabe trasmettono al bambino è la sua prima idea chiara che il cattivo sia possibile sconfiggerlo. Il bambino conosce intimamente il drago sin dal momento in cui ha avuto l’immaginazione. Ciò che la fiaba gli fornisce è un San Giorgio che uccide il drago»…

Chesterton, un battitore libero che ruppe gli schemi e sparigliò le carte

Molti, probabilmente troppi, definiscono lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) “eccentrico”. È il riflesso pavloviano del pensiero poco, altro che debole, quando si trova a corto di parole. Perché Chesterton era più centrato ed equilibrato della gran parte del proprio mondo e di quello che lo ha seguito, descritto perfettamente da parole che il poeta angloamericano T.S. Eliot vergò per altra occasione: «In un mondo di gente che fugge, chi si muove nella direzione opposta sembrerà scappare» (The Family Reunion, 1939, Parte II, The Library, after Dinner, Scena II). Si parva licet, concetto uguale lo esprime il gruppo rock italiano The Sun, passato dal melodic hardcore punk al cattolicesimo, nella canzone Outsider, del 2013: «Di questi tempi noto spesso/quanto le mie scelte vadan dritte ma all’inverso».

La sua “normalità anormale”

L’uomo comune di main street (o, meglio, di qualche viottolo rurale della Merry England): l’eroe chestertoniano è questo, con pregi e difetti, ma normale, benedettamente normale. Cioè nella norma, o che prova a rispettare la norma: la norma della natura di cui è fatto e che per questo, secondo una lunga ma spesso negletta tradizione culturale, si chiama natura normativa. Una sua frase, tanto ripetuta quanto probabilmente incompresa nel trionfo del transumanesimo, lo illustra a pennello: «Fuochi verranno accesi per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi» (Eretici, 1905). Fu nel 1927 che il manifesto di questa sua normalità anormaleIl profilo della ragionevolezza, vide la luce.

Il resto qui di seguito:

https://www.secoloditalia.it/2024/05/chesterton-un-cercatore-della-verita-fuori-dagli-schemi-a-cavallo-tra-fede-e-ragione/

giovedì 27 giugno 2024

#150volteChesterton - 150 anni fa nasceva G.K. Chesterton. Il difensore di Nico e degli altri | di Mammaoca.


Oggi 29 maggio 2024 festeggiamo i 150 anni dalla nascita di Chesterton, e forse complice l’istituzione della giornata mondiale dei bambini da parte di papa Francesco, ho pensato che proprio il nostro Gilbert ha trovato sempre il modo di servirli, riverirli e difenderli i bambini. 

Ne ho parlato in più occasioni, anche qui sul blog, raccontando di come Chesterton e la moglie Frances organizzassero ogni anno a Natale a Beaconsfield, nella loro casa, bellissime recite natalizie per i bambini che abitavano lì vicino, creando biglietti d’auguri, poesie e canzoni proprio per loro. Non solo, i bambini arrivavano in casa sua nei momenti più impensabili, leggete qui una sua divertente giornata.

Il resto qui:

https://mammaoca.com/2024/05/29/150-anni-fa-nasceva-g-k-chesterton-il-difensore-di-nico-e-degli-altri/

lunedì 24 giugno 2024

Matt Kelly fa gli auguri all'uomo il cui volto adorna la sua grancassa.

Buon compleanno al Principe del Paradosso, all'Apostolo del Senso Comune, all'uomo il cui volto adorna la mia grancassa... no, non Wilford Brimly, non Teddy Roosevelt, intendo G.K. Chesterton. Il mio autore preferito e fonte di ispirazione quotidiana. In questo giorno del 1874 Gilbert Keith Chesterton nacque a Kensington, Londra, Inghilterra. "Il primo fatto sulla celebrazione di un compleanno è che si tratta di un modo per affermare in modo sfacciato, e persino ostentato, che è una buona cosa essere vivi....Ma c'è un secondo fatto sui compleanni, e sul canto di nascita di tutta la creazione, un fatto che segue davvero questo; ma che, a quanto mi sembra, l'altra scuola di pensiero quasi si rifiuta di riconoscere. Il punto di questo fatto è semplicemente che è un fatto. Nel rallegrarmi del mio compleanno, mi rallegro di qualcosa che non ho provocato io stesso" (GKC 21/3/1935)

Matt Kelly, il batterista dei Dropkick Murphys.



sabato 22 giugno 2024

Oggi Chesterton Day 2024 - #150volteChesterton - Il compleanno è un dogma.

Il compleanno è un dogma che nessun uomo normale nega, una formula fondamentale di confessione fondamentale; e ringrazia il Cielo, in modo implicito, per la nostra creazione, la nostra conservazione e tutte le benedizioni di questa vita.

Gilbert Keith Chesterton, The Pessimist and the Birthday Book, in The New Witness, 5 Luglio 1917 
(ora raccolto in Brave New Family).



venerdì 21 giugno 2024

Un aforisma al giorno - #150volteChesterton - Compleanno, un episodio di cui non possiamo fare a meno.

Ho appreso dal mio quotidiano che William Shakespeare è nato qualche tempo fa e che la gente sta celebrando il suo comportamento meritevole a questo riguardo. È un tratto o un segno molto profondo e nobile [...] il fatto che, quando desideriamo fare regali o accendere falò in loro onore, scegliamo per l'ammirazione un episodio di cui non potrebbero fare a meno. Con l'umiltà dei veri mistici ci loderemo a vicenda in modo tale che sia chiaro che stiamo solo lodando Dio. Se mai dovessimo prendere l'abitudine di fare regali a un uomo nel giorno di qualche sua azione meritoria, nel giorno in cui ha scritto una poesia o ha sparato a un milionario, possiamo essere perfettamente certi di essere diventati pagani con tutta l'arroganza senza cuore del paganesimo.

Gilbert Keith Chesterton, Christian World, citato in The Unitarian Register

volume 84, 1905.




giovedì 20 giugno 2024

Un aforisma al giorno - #150volteChesterton - Posso non ringraziare nessuno per il regalo di compleanno della nascita?

Ma anche se (come l'uomo senza memoria del romanzo) camminiamo per le strade con una sorta di ammirazione a metà, si tratta comunque di ammirazione. È ammirazione in inglese e non solo ammirazione in latino. La meraviglia ha un elemento positivo di lode. Questa è la prossima pietra miliare da segnare definitivamente sulla nostra strada attraverso il paese delle fate. Nel prossimo capitolo parlerò degli ottimisti e dei pessimisti nel loro aspetto intellettuale, nella misura in cui ne hanno uno. Qui sto solo cercando di descrivere le enormi emozioni che non possono essere descritte. L'emozione più forte era che la vita era tanto preziosa quanto sconcertante. Era un'estasi perché era un'avventura; era un'avventura perché era un'opportunità. La bontà della fiaba non era intaccata dal fatto che potessero esserci più draghi che principesse; era bello essere in una fiaba. La misura di ogni felicità è la gratitudine; e io mi sentivo grato, anche se non sapevo a chi. I bambini sono grati quando Babbo Natale mette nelle loro calze giocattoli o dolci. Non potrei essere grato a Babbo Natale quando mi mette nella calza il dono di due gambe miracolose? Ringraziamo le persone per i regali di compleanno, come sigari e pantofole. Posso non ringraziare nessuno per il regalo di compleanno della nascita?

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.




Un aforisma al giorno - #150volteChesterton - Dimentichiamo di aver dimenticato.

Ogni uomo ha dimenticato chi è. Si può capire il cosmo, ma mai l'io; l'io è più lontano di qualsiasi stella. Amerai il Signore Dio tuo, ma non conoscerai te stesso. Siamo tutti afflitti dalla stessa calamità mentale: abbiamo tutti dimenticato il nostro nome. Abbiamo tutti dimenticato ciò che siamo veramente. Tutto ciò che chiamiamo buon senso e razionalità e praticità e positivismo significa solo che per alcuni punti morti della nostra vita dimentichiamo di aver dimenticato. Tutto ciò che chiamiamo spirito, arte ed estasi significa solo che per un terribile istante ci ricordiamo di aver dimenticato.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.




XXII Chesterton Day - #150volteChesterton! Vi aspettiamo!!!


 

sabato 8 giugno 2024

#150volteChesterton - Anniversari: Chesterton, genio del paradosso e difensore della fede | Paolo Centofanti su SRM Science and Religion in Media.

Nel vasto panorama della letieratura del XX secolo, Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) si distingue come una figura di straordinaria originalità e profondità.

Nato il 29 maggio 1874 a Kensington, Londra, e deceduto il 14 giugno 1936 a Beaconsfield, Chesterton è stato un prolifico scrittore, poeta, filosofo, apologeta cristiano, critico d'arte e letteratura. La sua abilità unica nel maneggiare il paradosso, unita a un'arguzia acuta e a una spiritualità profonda, lo ha reso uno dei pensatori più influenti e distintivi del suo tempo.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.srmedia.info/2024/05/30/anniversari-chesterton-genio-del-paradosso-e-difensore-della-fede/




venerdì 7 giugno 2024

#150volteChesterton - 150 anni di Chesterton, L'Europa ha esportato il peggio invece del cristianesimo e ora si trova sotto la minaccia cinese | Antonio Socci sul Libero del 29 Maggio 2024.

Il nostro caro Gilbert.

A 150 anni dalla nascita di Gilbert K. Chesterton si potrebbe ricordare questo meraviglioso scrittore inglese per innumerevoli motivi.

Potremmo citare i suoi divertenti e profondi paradossi, specialmente quelli che irridono i dogmi della modernità. O quelli sugli intellettuali ("ciò che comunemente chiamiamo mondo intellettuale si divide in due categorie di persone: coloro che venerano l'intelletto e coloro che lo usano").

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.antoniosocci.com/150-anni-di-chesterton-leuropa-ha-esportato-il-peggio-invece-del-cristianesimo-e-ora-si-trova-sotto-la-minaccia-cinese/


Antonio Socci


venerdì 31 maggio 2024

Festa in onore di G. K. Chesterton, Vescovo Bresciani: “Lui e papa Paolo VI umili servitori della Chiesa”


https://www.ancoraonline.it/2024/05/31/foto-festa-in-onore-di-g-k-chesterton-vescovo-bresciani-lui-e-papa-paolo-vi-umili-servitori-della-chiesa/

#150volteChesterton - Chesterton compie 150 anni, un antidoto contro il male dilagante | Paolo Gulisano sul suo blog.

Il 29 maggio 1874 nasceva a Londra Gilbert Keith Chesterton, il grande autore cattolico che nei suoi romanzi scrisse le ragioni della Fede. E che oggi è più che mai attuale.

Centocinquant’anni fa, il 29 maggio del 1874, nasceva a Londra Gilbert Keith Chesterton, un autore geniale di cui non si è mai detto abbastanza.

Dopo un secolo e mezzo dalla sua nascita, Chesterton è più attuale che mai, con la sua difesa della ragionevolezza, con quell’uso magistrale del paradosso che sempre lo caratterizzò. Un paradosso mai fine se stesso, non un gioco intellettuale, ma un metodo per risvegliare la mente e la coscienza. Chesterton difese la bellezza della Fede, dell’annuncio della Salvezza che è una persona: Gesù Cristo. E lo fece con passione, con decisione, con simpatia, perfino. Fu veramente un Uomo Vivo, come dice il titolo di un suo celebre romanzo. Un cristiano controcorrente. E per questo dopo tanti anni è ancora attuale: perché il conflitto tra la Chiesa e il Mondo sta assumendo – negli ultimi tempi – dimensioni drammatiche. Quando Chesterton vi nacque, il 29 maggio 1874, Londra era la più grande, popolosa e importante città del mondo: il cuore e la mente della civiltà occidentale e dell’ordine da lei stabilito.  L’adolescenza di Chesterton corrisponde agli anni disperati e crepuscolari del simbolismo e del decadentismo, dei nazionalismi che portarono alla tragedia della Prima Guerra Mondiale e ai totalitarismi del XX Secolo.  

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.paologulisano.com/chesterton-compie-150-anni-un-antidoto-contro-il-male-dilagante/




giovedì 30 maggio 2024

#150volteChesterton - La gratitudine del ranocchio e altre storie | Andrea Monda su L'Osservatore Romano.

 La singolare testata di questa pagina: «150 anni con GKC/1» necessita di una breve spiegazione: queste parole vogliono significare semplicemente che 150 anni fa nasceva Gilbert Keith Chesterton, il famoso scrittore inglese («quello di padre Brown») che merita non uno ma più approfondimenti. Sono dunque 150 anni, dal 29 maggio del 1874 che GKC (così veniva indicato ai suoi tempi da amici e nemici) ci accompagna con il suo acume e il suo amore per l'umanità, amici e nemici.

GKC, ovvero il cantore dello stupore e della gratitudine. E si potrebbe aggiungere: ovvero della felicità. «La misura di ogni felicità è la riconoscenza» scrive nel 1908 nel saggio Ortodossia, «Tutte le mie convinzioni sono rappresentate da un indovinello che mi colpì fin da bambino, L’indovinello dice: che disse il primo ranocchio? La risposta è questa: “Signore come mi fai saltare bene”. In succinto c’è tutto quello che sto dicendo io. Dio fa saltare il ranocchio e il ranocchio è contento di saltellare». Dove il punto focale è quell’aggettivo: “primo”, il primo ranocchio. Lo sguardo di Chesterton è quello di Adamo nel primo giorno della creazione. Da qui la felicità che lo scrittore riesce comunicare al lettore. Uno dei suoi più grandi ammiratori, J.L.Borges dirà infatti: «La letteratura è una delle forme della felicità; forse nessun scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton». Oltre a Borges tanti scrittori hanno riconosciuto il proprio debito nei confronti di questo artista geniale nato 150 anni fa e oggi, iniziando questa serie, pubblichiamo ampi stralci tratti dagli omaggi che due autori hanno voluto tributargli, C.S. Lewis e Anthony Burgess. (andrea monda)

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2024-05/quo-121/la-gratitudine-del-ranocchio-e-altre-storie.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR027yXyHTfPEXj9nSDGa1kBvMjzvASKyYHyia0GwsdW1KxKiDrY9TW5wyE_aem_ZmFrZWR1bW15MTZieXRlcw