Caro Gilbertone,
memori della tua saggezza, della tua gratitudine della tua allegria, festeggiamo con te il compleanno perché è una cosa che non hai provocato tu, ma Colui che hai sempre cercato sin da giovane e a cui sei sempre stato grato e per cui tanto hai lavorato. Noi pure siamo grati per lo stesso motivo (anche per ciascuno di noi è qualcosa che non abbiamo provocato noi) e per l'altro motivo (cioè che sei nato anche tu, e ci hai dato tante possibilità di essere allegro e felice come te!).
Marco Sermarini, presidente della SCI
Il primo fatto circa la celebrazione di un compleanno è che è un modo per affermare in modo deciso, e persino fiammeggiante, che è una buona cosa essere vivi.... Ma c'è un secondo fatto circa i compleanni e il canto di nascita di tutta la creazione, un fatto che segue davvero a questo; ma che, a quanto mi sembra, l'altra scuola di pensiero quasi si rifiuta di riconoscere. Il punto di questo fatto è semplicemente che è un fatto. Nel rallegrarmi del mio compleanno, mi rallegro di qualcosa che non ho provocato io stesso.
Gilbert Keith Chesterton, G.K.'s Weekly, 21 marzo 1935.
Piegandomi con cieca credulità, come son solito fare, alla mera autorità e alla tradizione dei miei maggiori, ingoiando superstiziosamente una storia che non mi fu possibile controllare a suo tempo con l'esperienza personale, io sono d'opinione fermissima di essere nato il 29 Maggio 1874 a Campden Hill, Kensington, e d'esser stato battezzato, secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra, nella chiesetta di San Giorgio, situata di fronte alla grande torre serbatoio che domina quella posizione elevata. Non pretendo che vi sia alcun significato particolare, nella relazione in cui si trovano le due costruzioni e mi rifiuto sdegnosamente di credere che tale chiesa fu scelta perché ci voleva tutta la potenza idrica della parte occidentale di Londra per farmi diventar cristiano.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
Nessun commento:
Posta un commento