Visualizzazione post con etichetta Liberalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Liberalismo. Mostra tutti i post

giovedì 16 marzo 2023

Riproposizioni - Un aforisma al giorno a base di verità, dogma e altro ancora.

Le verità si trasformano in dogmi nel momento in cui vengono messe in discussione. Pertanto, ogni uomo che esprime un dubbio definisce una religione. E lo scetticismo del nostro tempo non distrugge realmente le credenze, ma anzi le crea, conferendo loro dei limiti e una forma chiara e provocatoria. Un tempo, noi liberali consideravamo il liberalismo semplicemente una verità ovvia. Oggi che è stato messo in discussione, lo consideriamo una vera e propria fede. 

Un tempo noi che crediamo nel patriottismo pensavamo che il patriottismo fosse ragionevole e nulla più. Oggi sappiamo che è irragionevole e sappiamo che è giusto. Noi cristiani non avevamo mai conosciuto il grande buonsenso filosofico insito in quel mistero, finché gli scrittori anticristiani non ce l’hanno mostrato.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.


David Hume  by Gilbert Keith Chesterton
Vignetta di Chesterton
su David Hume.

sabato 4 marzo 2023

G. K. Chesterton at the Daily News: Literature, Liberalism and Revolution, 1901 - 1913.

G K Chesterton at the Daily News, Part I, vol 2 : Literature, Liberalism and Revolution, 1901-1913 book cover
Uno dei volumi
della raccolta


G K Chesterton at the Daily News

Literature, Liberalism and Revolution, 1901-1913


1901-1913. 8 volumi a cura di Julia Stapleton. Londra: Pickering & Chatto, 2011.


Come molti lettori di Chesterton sanno, la sua carriera di giornalista mosse i suoi passi più certi dalle colonne del quotidiano liberale Daily NewsEsso fu il primo trampolino per la carriera di Chesterton; nel 1901 ne divenne  regolare collaboratore, la qual cosa fu una crescita di cui egli fu lieto e grato perché rappresentò un significativo cambiamento rispetto al precedente lavoro di assistente editoriale. L'incarico fu un palcoscenico su cui esibire la sua originale combinazione di immaginazione e senso comune. Chesterton riscuoteva molta attenzione per i suoi articoli, tanto che le vendite del quotidiano aumentavano proprio di sabato, quando appariva la sua rubrica settimanale. In particolare, attirò l'attenzione del direttore del quotidiano socialista The Clarion, Robert Blatchford, che da ateo dichiarato ingaggiò un dibattito con il giovane emergente che prese il nome di Blatchford Controversyla prima difesa pubblica esplicita e decisa del cristianesimo da parte di Chesterton. Anche se la controversia fu condotta su un altro giornale, il Commonwealth, essa nel caso di Chesterton riversò i suoi argomenti anche in diversi saggi del Daily News.


Quando lasciò il giornale nel 1913 era ormai una figura ben nota ed apprezzata a livello nazionale. Il Daily News era il giornale di Lord Cadbury, eminente figura del liberalismo inglese, con cui Chesterton ad un certo punto entrò in rotta di collisione determinando la fine del sodalizio. Lord Cadbury era il fondatore della famosa omonima fabbrica di dolci, ancora esistente.


Questo giornale fu comunque uno dei pulpiti da cui Chesterton diffuse la sua bella visione della realtà, incontrava i suoi lettori a cui dava vera speranza. Non credo di esagerare nel dire che forse le sue pagine più profonde le troviamo anche in questi articoli, come in quelli dell'Illustratated London News. La sua vera vocazione era quella del giornalista in forza di quella promessa che fece - appena ventenne - di andare in giro per gratitudine a dire a tutti che era un bell'affare essere vivi. Lo fece in maniera brillante e speciale svolgendo la professione di giornalista da uomo splendido quale era. Qui trovava spazio una delle sue idee fondamentali, cioè il rapporto stretto con la realtà che suscitava sempre grandi riflessioni. Il suo era lo stesso realismo di San Tommaso d'Aquino, praticato nelle cose di tutti i giorni. Ecco il motivo della speranza che dava.


Mentre gli articoli dell'Illustrated London News sono stati pubblicati in volume da Ignatius Press nella collana che raccoglie l'opera di Chesterton, i suoi scritti per il Daily News sono rimasti di difficile accesso fino a che Julia Stapleton non li ha raccolti tutti curandone l'edizione sia da un punto di vista filologico che del commento, formando gli otto volumi e le oltre tremila pagine. La curatrice ha ricostruito il retroscena che aveva suscitato ognuno dei saggi.


Un certo numero di saggi del Daily News fu riutilizzato per formare alcune delle raccolte collettanee di cui trovate traccia in questo blog (qui, ad esempio).


G. K. Chesterton at the Daily News ripropone tutti gli scritti di Chesterton per il giornale e comprende non solo gli articoli regolari della sua rubrica, ma anche quelli relativi alle recensioni, che pure redigeva, e le risposte alla rubrica delle lettere al direttore. 


L'editore Pickering & Chatto è oggi stato acquisito dalla casa editrice Routledge di cui è uno dei marchi.


Di seguito qualcosa dal Daily News che potete trovare in questo blog (molto, moltissimo altro - aforismi, per esempio - troverete usando le etichette Daily News e The Daily News):


I Chesterton e i bambini - È così che si scrive davvero un articolo:


https://uomovivo.blogspot.com/2020/03/i-chesterton-e-i-bambini-1-e-cosi-che.html


GK Chesterton at the Daily News - Nel silenzio totale sta uscendo questa serie:


https://uomovivo.blogspot.com/2014/01/g-k-chesterton-at-daily-news-nel.html


Ma come sempre c'è dell'altro ancora in questo blog.


Marco Sermarini



mercoledì 18 gennaio 2023

The Speaker, il giornale che lanciò Chesterton.

Una piccola sorpresa per gli amici e i lettori di questo blog.

In questo collegamento trovate il numero del The Speaker, uno dei primi giornali su cui scrisse Chesterton, da cui è tratto l'aforisma che abbiamo pubblicato ieri. L'articolo si intitola "Puritan and Anglican" e si tratta della recensione dell'omonimo libro di Edward Dowden, accademico e letterato irlandese protestante, unionista, letture ad Oxford e a Cambridge. C'è anche, qualche pagina prima, una poesia di Hilaire Belloc dal titolo "Song".

La presenza di entrambi i due nostri amici non era casuale. The Speaker era una rivista di stampo liberale, rilevata da un gruppo di giovani che avevano studiato assieme ad Oxford (tra cui l'amico di sempre di Chesterton Edmund Clerihew Bentley e il futuro cognato Lucian Oldershaw) e che ne voleva fare un giornale per rinnovare il liberalismo. Il primo numero della nuova gestione apparve nel 1899 poco prima dello scoppio della Guerra Anglo Boera, e questi giovani liberali di tendenza radicale erano uniti nell'opposizione alla guerra perché contrari all'imperialismo jingoistico allora molto in voga. Era quello il periodo in cui Chesterton andava a fare dei comizi pro boeri e si impegnava "in incontri di boxe con un impiegato imperialista il cui pugilato non era più scientifico del mio", come racconta nella sua Autobiografia

Chesterton aveva già scritto durante la vecchia gestione, pubblicando poesie. È qui che per la prima volta si fece notare, per cui la gente diceva: "Chi è questo G.K.C.?", cioè si chiedeva chi fosse questa penna un po' misteriosa ma affascinante. È su queste colonne che Belloc si accorse di quanto scrivesse bene (e poi furono presentati da un comune amico -- per la cronaca ciascuno dei due ricordava una persona diversa ad averli introdotti... ). È su queste colonne che Chesterton pubblicò gli articoli che poi finirono in The Defendant (uscito in Italia col titolo L'Imputato). Insomma, una testata importante, tanto da far dire a Chesterton che egli sarebbe stato grato a quei giovani liberali radicali di Oxford per tutta la vita. Oldershaw dirà poi che Chesterton non aveva fatto niente per sé fino a che Oldershaw e Bentley e gli altri non tornarono da Oxford e lo pressarono. I primi articoli non furono accettati da Francis Yvon Eccles, che era il consulente letterario del giornale, e tra i primi ad essere pubblicati ci fu un articolo su John Ruskin sul quale - Chesterton disse a sua moglie - "ho almeno settantatré teorie". Era il numero del 28 Aprile 1900. C'è da rilevare anche un'altra connessione: Eccles era membro del Club Repubblicano di Oxford (tre o quattro membri in tutto, per la cronaca...) come Belloc, di cui fu grande amico all'università.

Le collaborazioni con lo Speaker divenute stabili proprio nel 1900, unite con i proventi derivanti dai suoi lavori per il Bookman, lo indussero a scrivere alla sua cara Frances: "I see no reason who we should not be married in April if not before... I have been making some money calculations... as far as I can see we could live in the country on quite a small amount of regular literary work..." (questo ce lo racconta Maisie Ward nel suo famoso Chesterton). Quindi ritrovare questo numero come pure altri dei numeri a cui Gilbert aveva collaborato ci dà modo di riassaporare la stessa sua gioia e lo stesso suo entusiasmo, ci dà modo di ripensare ai due ragazzi pronti a sposarsi, e ripensare al fervore creativo di Gilbert di quei giorni.

Bello!

Sono certo che gradirete questa piccola scoperta.

Marco Sermarini

In questo collegamento trovate il numero del 15 Dicembre 1900:

https://archive.org/details/sim_speaker-the-liberal-review_1900-12-15_3/mode/2up

In quest'altro collegamento trovate tutti i numeri reperiti della rivista, quindi potete cercare anche il primo articolo di Chesterton:

https://archive.org/details/pub_speaker-the-liberal-review?&sort=-week&page=5