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lunedì 4 maggio 2026

Oggi è la memoria dei Martiri Inglesi…

… e Chesterton ne era innamorato. 

Questa è la foto della pala dell’altare della Cappella a loro dedicata, edificata con la parte l’eredità che Chesterton lasciò alla Chiesa cattolica per la parrocchia della sua città, Beaconsfield. La parrocchia è intitolata a Santa Teresina del Bambin Gesù, non Chesterton avrebbe voluto che fosse intitolata ai martiri inglesi. Successivamente quest’intitolazione avvenne, in solido con la Santa francese, assieme ai più noti dei martiri inglesi, San Thomas More e San John Fisher. Come è noto (ne abbiamo parlato in diverse occasioni qui sempre su questo blog), Chesterton beneficò ampiamente la Chiesa cattolica: acquistò assieme alla moglie la statua della Beata Vergine Maria presente nella chiesa, e ancora oggi è presente; lasciò una somma espressamente perché venisse installata una vetrata dedicata a San Francesco d’Assisi, e anch’essa è tuttora visibile, poi la già nominata cappella, e lasciò la sua casa, Top Meadows, alla Chiesa, che ne fece un’abitazione per i pastori anglicani che si convertivano al cattolicesimo, per il tramite della Saint Barnabas Society. Questo avvenne solo dopo la morte di Dorothy Collins, avvenuta nel 1988. Questo perché i Chesterton le avevano lasciato l’usufrutto vita natural durante. La casa fu successivamente venduta alla famiglia che vi abita attualmente, che, come abbiamo già detto sempre qui, la vuole a sua volta cedere.

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lunedì 16 settembre 2024

Un aforisma al giorno / Aneddoti su Chesterton - Chesterton e un'intelligente ipotesi su di sé.

Chesterton, riferendosi al suo essere allegro e alle sue dimensioni, una volta disse:

Suppongo di di divertirmi più della maggior parte delle persone perché c'è così tanto di me che si diverte.

Dorothy Collins, "Recollections", in John Sullivan, G. K. Chesterton. A Centenary Reappraisal.



domenica 5 maggio 2024

Aidan Mackey (1 Ottobre 1922 - 4 Maggio 2024).

Aidan e il Clan Sermarini
il giorno del suo 100° compleanno
all'Oratorio di Oxford.

Gli alunni della Scuola Libera G. K. Chesterton
con Aidan all'ingresso dell'Oratorio di Oxford
nell'Aprile 2018.

Il giovane Aidan festeggiato
dal nostro presidente 
nel giorno del
100° compleanno.

All'alba di ieri 4 Maggio 2024 è morto ad Oxford, Inghilterra, il nostro amatissimo amico Aidan Mackey.

Aidan è nato il 1 Ottobre 1922 ed ha dedicato quasi tutta la sua vita a far conoscere il lavoro ed il pensiero di Gilbert Keith Chesterton, per cui è non solo giusto ma doveroso definirlo il vero capo di tutti noi chestertoniani di tutto il mondo.

Ha tenuto accesa la fiamma del pensiero e dell'opera del Nostro Eroe quando tutti o quasi tutti l'avevano dimenticato, e per tener desta la Rivoluzione Eterna ha speso tempo, denaro, energie senza risparmio (editava e stampava un giornalino che parlava di Chesterton, di distributismo, di cattolicesimo... faceva tutto lui...). Lo ha fatto sapendo di lottare per la Causa di Nostro Signore Gesù Cristo.

Ha avuto la ventura di conoscere e frequentare Dorothy Collins, la segretaria praticamente adottata dai coniugi Chesterton, e Ada Jones, la moglie di Cecil Chesterton, fratello di Gilbert.

Marito (rimase vedovo nel 2014 della sua amata moglie), padre di sette figlie, sergente della Royal Air Force durante la II Guerra Mondiale (trascorse quei cinque anni in Sierra Leone), maestro e direttore di scuole, sostenitore della nostra opera come di quella di tutti i chestertoniani a lui noti nel mondo (mi diceva sempre che era felicissimo di sapere che tutto quello che aveva fatto non era stato vano, visto che c'erano tanti bravi ragazzi in giro che seguivano Chesterton...), sovventore generoso ed entusiasta della Scuola Libera G. K. Chesterton di San Benedetto del Tronto, amante della liturgia tradizionale, frequentatore assiduo e devoto dell'Oratorio di Oxford, creatore e mentore della Chesterton Library (oggi Chesterton Collection, a Londra), abbiamo avuto la gioia di averlo come amico affettuoso, simpatico, arguto, infaticabile, inossidabile. Sospettavamo che fosse immortale...

Lo invitammo grazie a padre Spencer Howe nel giugno 2013 a stare con noi per alcuni giorni e raccontarci la sua vita di "merciless propagandist" chestertoniano per il Chesterton Day di quell'anno. Fu un'edizione memorabile perché Aidan ebbe l'occasione di rivedere un altro dei nostri eroi, John Kanu, il Leone della Sierra Leone, di cui divenne amico durante i tre anni di dottorato di quest'ultimo ad Oxford, e che continuò a sostenere a distanza (tanto che John e i suoi amici gli hanno dedicato un'aula della loro scuola a Freetown). John ha fatto tutto ciò che viene descritto da oltre dieci anni in questo blog anche grazie all'esempio e al sostegno di Aidan. Siamo contenti di aver assistito a questo incontro e di esserci inseriti in questa storia bellissima di amicizia cristiana.

Gli portammo nel 2018 una rappresentativa della Scuola Libera G. K. Chesterton di San Benedetto del Tronto e Aidan la introdusse nell'allora sede oxoniana della Chesterton Library (oggi Chesterton Collection, trasferita a Londra presso la Notre Dame University), facendo vivere a tutti momenti indimenticabili. Quante belle parole mi disse quel giorno! Fu entusiasta di vedere dei ragazzi italiani così giovani approdare alla corte di Chesterton. Lo riaccompagnai a casa in macchina e parlammo tanto.

Era anche un cultore di C. S. Lewis in quanto amico di Walter Hooper, esecutore testamentario del creatore di Narnia (che pur essendo più giovane di nove anni lo ha preceduto nel 2020...). Una sera l'estate scorsa chiamai Aidan e non mi rispose al telefono. Scrissi un po' preoccupato ad una delle figlie che mi rispose di non temere perché Aidan era andato a fare una presentazione a casa Lewis...

Aveva la fede e la freschezza di un giovane di venti anni.

Ci sentivamo sempre spesso per posta elettronica (che belle cose piene di fede, di arguzia e di simpatia che scriveva in un bellissimo inglese. Si firmava "Ancient Aidan"); negli ultimi mesi, per lui di maggiore sofferenza, ci siamo sentiti diverse volte anche per telefono. Aveva sempre parole di affetto, di stima, di conforto e di incitamento per noi e per le nostre piccole avventurose intraprese. Per me e per la mia famiglia è come se avessimo perso uno di noi. Ci siamo tanto affezionati a questo uomo splendido e ci mancherà molto.

Marco Sermarini

Qui di seguito una parte dei post che riguardano il nostro caro ed amatissimo Aidan Mackey:


https://uomovivo.blogspot.com/2018/04/il-privilegio-e-la-gioia-di-avere-certi.html

https://uomovivo.blogspot.com/2022/10/ieri-abbiamo-festeggiato-i-100-anni-del.html

https://uomovivo.blogspot.com/2022/03/uno-scritto-del-giovane-chesterton.html

https://uomovivo.blogspot.com/2019/10/lavremo-gia-messo-ma-non-mi-stanco-mai.html

https://uomovivo.blogspot.com/2018/04/con-aidan-mackey-il-propagandista-piu.html

https://uomovivo.blogspot.com/2017/11/il-grande-aidan-mackey-al-lavoro-nella.html

https://uomovivo.blogspot.com/2016/01/in-questo-giorno-di-battaglia-di-gloria.html

https://uomovivo.blogspot.com/2013/12/i-nostri-amici-carissimi-aidan-mackey-e.html

https://uomovivo.blogspot.com/2013/07/aidan-mackey-e-lassegno-firmato-gilbert.html

https://uomovivo.blogspot.com/2013/07/una-bella-mail-piena-di-gratitudine-da.html

https://uomovivo.blogspot.com/2013/07/il-documento-con-cui-papa-pio-xi-nomino.html

https://uomovivo.blogspot.com/2013/06/aidan-mackey-inizia-il-nostro-caro.html

https://uomovivo.blogspot.com/2022/11/notre-dame-dedicates-gk-chesterton.html


lunedì 8 aprile 2024

Kate Perugini, figlia di Charles Dickens, fu amica dei Chesterton.

Ci sono alcune informazioni interessanti e poco note sui rapporti tra Kate Perugini (la figlia di Charles Dickens), GKC e sua moglie Frances. Tutti sappiamo della venerazione di Chesterton per l'opera di Dickens, tanto da dire che il mondo di Dickens era il suo mondo. Ma qui c'è di più, e ce lo racconta padre Ian Ker nella sua famosa biografia di Chesterton:

[La donna] rimase in contatto con i Chesterton, scrivendo, ad esempio, quasi quattro anni dopo, una lettera a Frances in cui parla dei personaggi dei romanzi del padre e dice che era sempre contenta di vederli entrambi. Anche dopo il loro trasferimento a Beaconsfield, secondo Dorothy Collins, veniva a trovarli e a parlare della vita della famiglia Dickens.

Ian Ker, G. K. Chesterton - A Biography.

Il trasferimento dei Chesterton a Beaconsfield data al 1909 e l'avvento di Dorothy Collins in casa è degli anni Venti, dunque si parla di un rapporto di lunga durata, sicuramente profondo e non trascurabile.


Kate Perugini (in piedi) con la sorella
e il loro padre Charles Dickens.


giovedì 2 marzo 2023

Saggi scelti, di G. K. Chesterton - Una vecchia edizione molto significativa.

Dietro il titolo che in italiano suona generico (sa un po' di raccolta libera formata motu proprio dall'editore italiano...), in realtà si cela una delle opere collettanee edite da Dorothy Collins dopo la morte di Chesterton. Confesso di non essermene mai accorto sino adesso che ho sfogliato il volume tirandolo fuori lieto da uno scatolone nello sforzo di dargli una degna collocazione.

È la traduzione italiana di Selected Essays, e raccoglie ben sessantuno saggi messi insieme appunto da Dorothy Collins nel 1949 ed introdotti da Edmund Clerihew Bentley, l'amico degli anni giovanili e di tutta una vita di Chesterton, il compagno di scuola a cui dedicherà L'Uomo che fu Giovedì. L'editore inglese era Methuen, quello italiano le Paoline (che sfoggiarono per anni un'attenzione speciale verso Chesterton), la traduttrice Frida Ballini, autrice di altre versioni italiane del Nostro Eroe.

I saggi coprono un arco di tempo che va dal 1908 al 1936; spiccano tra gli altri Splendore del grigio, Il libro di Giobbe, Quello che mi sono trovato in tasca, Un pezzo di gesso, Dello stare coricati a letto, che abbiamo inserito anni fa nella nostra opera collettanea La Nonna del Drago ed altre serissime storie.

Insomma, è molto significativo che in Italia si pubblicasse anche una raccolta postuma di saggi di Chesterton, quindi non una delle opere più note e navigate come Ortodossia, Padre Brown, Uomovivo, Eretici, eccetera. Ciò dimostra il consolidato interesse, non casuale, non commerciale, per l'opera di Chesterton. Non a caso, come ho detto tempo fa in un altro post, le Paoline pubblicarono altre sue opere. Una conferma di quanto sto sostenendo è data dal fatto che anche L'Uomo Comune, raccolta di saggi anch'essa postuma, trovò ampio spazio, con diverse edizioni.

Tra l'altro l'edizione che vi mostro non è di quelle economiche: ha la copertina dura con una bella sovraccoperta, ed il risvolto reca una sorta di breve introduzione al Nostro Eroe che trae spunto con intelligenza dalle personali notizie che ci dà Bentley nella bella Introduzione che firma; il compagno di scuola ci informa subito che "eravamo scolaretti quando conobbi Gilbert Chesterton; diventammo subito amici, ed egli aveva già incominciato a scrivere saggi...", dandoci l'idea della profondità del rapporto che li legò per tutta la vita (Chesterton dal canto suo non esitò a dargli uno spazio rilevante nella sua Autobiografia, oltre che nella poesia dedicatoria introduttiva del già ricordato Giovedì).

Vedendo questo bel libro (che il nostro carissimo Padre Roberto Brunelli alias Il Patriota Cosmico ha donato, assieme ad altri, alla Società andando a costituire parte del nucleo di una biblioteca sociale che mi auguro si estenda in larghezza, altezza e profondità) ho pensato al tanto impegno di Chesterton nel suo lavoro ed al tanto interesse che suscitava in Italia anche in quegli anni. Oggi siamo tornati a parlarne, grazie a Dio, e allora volevo dimostravi, cari amici, che c'è sempre bisogno di geni di questo genere, e che nel curarcene facciamo un bene a noi e un po' anche all'umanità che abbiamo attorno a noi.

Marco Sermarini






 

venerdì 24 febbraio 2023

Qualche parola sull'inedito in italiano Lunacy and Letters.

Dorothy Collins, l'ultima segretaria dei Chesterton, aveva in un primo tempo collazionato un libro postumo di Chesterton formato da saggi inediti in volume tratti dalla sua rubrica sull'Illustrated London News (Our Note-book, tenuta dal 1905 sino alla sua morte); decise di fare lo stesso con alcuni articoli tratti dalla sua rubrica sul Daily News, un'altra delle collaborazioni storiche di Gilbert, finita con una vera e propria rottura a causa delle insanabili differenze di vedute sul liberalismo con Lord Cadbury, proprietario del giornale Lord Cadbury era il magnate proprietario della omonima fabbrica di dolci ancor oggi esistente). Il risultato di questo secondo esperimento fu appunto Lunacy and Letters di cui potete ammirare una prima edizione, purtroppo priva della originale sovraccoperta. Il volume fu pubblicato per i tipi della già nota Sheed & Ward. Dorothy, mi ha detto una volta Aidan Mackey che ne fu amico, non era il modello di segretaria dalla precisione svizzera, per cui due dei saggi di questa raccolta non provengono dal Daily News bensì dall'Illustrated London News, ma passi. Lo scopo era di pubblicare un altro Tremendous Trifles, con lo stesso tono e con lo stile originale di Chesterton su una varietà di argomenti. Trovata sicuramente intelligente, questa. D'altronde questo duplice sfruttamento del materiale prodotto da Chesterton era stato oggetto di altre raccolte simili durante la vita dell'autore, sempre grazie alla Collins, che - come ho raccontato in altri post dandone testimonianza fotografica - era anche destinataria di curiose e simpatiche dediche (una di tante, a mero titolo di esempio: "A Dorothy, senza la quale tutto questo non sarebbe mai uscito dal caos di carte disordinate..."). Le ho viste coi miei occhi più volte nella parte di volumi appartenuti a Chesterton, a sua moglie e a Dorothy rimasti a Beaconsfield nei locali della parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù e il post ne è una testimonianza.

Sebbene Lunacy and Letters abbia riscosso una minore popolarità rispetto al richiamato Tremendous Trifles, è comunque interessante. L'interesse di queste raccolte, soprattutto quelle riguardanti gli articoli più risalenti nel tempo, è costituito dalla testimonianza che esse formano del sorgere e del riprendere idee ricorrenti nelle opere maggiori di Chesterton, come Ortodossia e L'Uomo Eterno. È questa la sistematicità di Chesterton, la trama della sua filosofia che ritroviamo costantemente nel corso della sua carriera, di cui ho cercato di dare sempre prova, anche per smentire l'idea di "filosofo non sistematico" che il Nostro Eroe si è ritrovata attaccata alla giacca come un singolare ed immeritato pesce d'aprile (è dura definire non sistematico un pensatore che per tutta la sua attività, sin dai primi quaderni di appunti nei suoi vent'anni e sino all'ultimo respiro ha proclamato un sistema di pensiero intelligente, efficace e solido). Insisto a dire che chi continua a professare quest'idea di non sistematicità di Chesterton farebbe bene a leggere le raccolte che negli anni la Società ha tradotto o a sua volta formato (La nonna del drago, La famiglia regno della libertà, Summa Chestertheologica, La divina poltrona ed altro ancora...) in cui sono reperibili numerosi articoli che diversamente sarebbero rimasti inediti in italiano, tratti dalle due citate e da altre riviste. Farà una sorprendente e lieta scoperta.

In Lunacy and Letters (che è inedito in italiano; di esso la Società possiede una copia) l'articolo che dà il titolo al libro contiene idee che ritroveremo nel capitolo "Il maniaco" (o "Il pazzo", a seconda delle traduzioni) di Ortodossia. Quelli della sanità mentale e della follia sono temi costantemente visitati nell'opera di Chesterton (ne Il poeta e i pazzi, Il profilo della ragionevolezza e in altri ancora...). Chesterton ci dice che la follia è una ristrettezza di vedute o, con un'immagine formidabile, "la prigione pulita e ben illuminata di un'unica idea". Troviamo poi negli altri articoli il mondo delle fate, la dottrina della gioia condizionata (largamente sviluppati in un capitolo di Ortodossia, L'etica del paese delle fate per l'edizione italiana Lindau o La morale della favola per la storica traduzione di Raffaello Ferruzzi dell'edizione Morcelliana -- è o non è sistematico?), la democrazia dei morti, sempre facente parte del tesoro della medesima opera, o il primato dell'uomo comune (quest'argomento costituirà il criterio di raccolta dell'omonimo libro, formato anche questo con lo stesso metodo dalla Collins).

Come si vede, Ortodossia attinse poi a queste riflessioni costituendone l'ossatura (queste stesse idee d'altronde erano presenti già nei suoi Notebooks dei vent'anni), anche se tanti altri sono gli sviluppi che verranno in seguito. Sono gli anni antecedenti al trasferimento a Beaconsfield, molto prolifici, di grande crescita quanto a popolarità, successo, prolificità.

Le cose da dire sono sempre molte, qui c'è qualcosa che mi colpiva e che avevo piacere sapeste anche voi, cari amici chestertoniani. Spero vi piaccia ed interessi.

Marco Sermarini





sabato 4 febbraio 2023

The Glass Walking-Stick - Una prima edizione e un inedito (traduzione di Marco Sermarini).



Alla ricerca di vecchie prime edizioni, mi sono imbattuto in questo, un libro uscito postumo nel 1955 grazie al lavoro di Dorothy Collins, la segretaria che divenne come una figlia per i due sposi. La Collins è la collazionatrice di alcuni volumi di materiale non pubblicato in vita da Chesterton oppure collazionato solo dopo la sua morte. E questo è una delle antologie create da Dorothy.

Solo parte del profluvio di articoli che Chesterton scrisse per la rubrica Our Note-Book (di cui era titolare sull'Illustrated London News dal 1905) è finita raccolta in libri durante la sua vita. Quasi venti anni dopo la morte di GKC Dorothy Collins pensò bene di celebrare la popolare rubrica e il suo autore con un'antologia dei suoi articoli. La selezione comprende articoli sulla Spagna e sulla Francia, sulla letteratura e sulla storia inglesi, gli articoli dopo la morte di due re, Edoardo VII nel 1910 e Giorgio V nel 1927. Chesterton aveva curato Our Note-book per trentun'anni, e lo fece fino alla sua morte nel giugno del 1936. Gli succedette Arthur Bryant, cui fu chiesto di sostituire l'editorialista fino a quando non fosse stato possibile trovare il sostituto permanente. Sarà per la speciale difficoltà dell'incarico o per la bravura del nuovo autore, sta di fatto che Bryant sostituì GKC per i successivi quaranta anni. Addizioniamo i due periodi e vediamo che la rubrica è durata ben settantuno anni.

Bryant nella sua prefazione tesse un omaggio glorioso al suo predecessore: "Chesterton ha dedicato tutta la sua vita a insegnare agli altri come vivere. Ancora oggi il suono del suo nome è come uno squillo di tromba. Per lui il mondo era un campo in cui si combatteva contro il male affinché il bene potesse perdurare... Se un nome letterario della nostra generazione diventerà una leggenda che trascende le lettere, credo che sarà il suo".

Qui sotto la traduzione © di un brano di uno dei saggi finiti nel libro.

Marco Sermarini

Questo desiderio di fare naufragio su di un'isola deriva in parte da un'idea che è alla base di tutte le arti: l'idea di separazione. Il romanzo cerca di dividere alcune persone dal grumo dell'umanità, come la statua è divisa dal grumo di marmo. Leggiamo un buon racconto non per conoscere più persone, ma per conoscerne di meno. Invece del frenetico brulichio di esseri umani, parenti, clienti, servitori, postini, clienti pomeridiani, commercianti, sconosciuti che ci dicono l'ora, sconosciuti che fanno osservazioni sul tempo, mendicanti, camerieri e fattorini del telegrafo - invece di questo sconcertante brulichio umano che ci passa davanti ogni giorno, la narrativa ci chiede di seguire costantemente una figura (per esempio il postino) attraverso le sue estasi e le sue agonie. È questo che rende così insofferente quel tipo di ribelle pessimista che si lamenta sempre della ristrettezza della sua vita e chiede una sfera più ampia. La vita è troppo grande per noi così com'è: abbiamo troppe cose di cui occuparci. Tutto il vero romanzo è un tentativo di semplificarla, di ridurla a proporzioni più semplici e pittoresche. Il tedio che c'è nella nostra vita deriva soprattutto dalla sua rapidità: le persone ci passano davanti troppo velocemente per mostrarci il loro lato interessante. Alla fine della settimana abbiamo parlato con un centinaio di noiosi; mentre, se ci fossimo soffermati su uno di loro, avremmo potuto trovarci a parlare con un nuovo amico, o con un umorista, o con un assassino, o con un uomo che aveva visto un fantasma.

Gilbert Keith Chesterton, "The Inside on Life", The Glass Walking Stick.

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domenica 30 gennaio 2022

Il Fondo Chesterton presso la British Library.




Nel collegamento qui sotto trovate la pagina del motore di ricerca del sito della British Library che riguarda Chesterton.

E' interessante vedere come questo copiosissimo fondo sia stato messo insieme non solo dalla sua segretaria Dorothy Edith Collins, che lo ha detenuto sino alla sua morte nel 1988, ma anche dal padre Edward Chesterton. Infatti ci sono scritti ed oggetti che il babbo devotamente metteva da parte man mano che il giovane Gilbert si affermava.

Una delle cose che spicca è il libretto che egli fece stampare per darlo ai suoi figli, una storia per bambini intitolata The Wonderful Story of Dunder van Haeden, che fece stampare solo nel 1902 e di cui abbiamo parlato anche in questo blog.

In ogni caso c'è tanta altra roba che varrebbe la pena di esplorare dal vivo. Qualcuno dei nostro soci in passato lo ha fatto, e questo ci ha dato molte soddisfazioni.

Marco Sermarini 




La British Library a Londra,
Euston Road.

domenica 23 gennaio 2022

Aneddoti - Frances, Gilbert, Dorothy e i precipizi.

Dorothy accompagnò Chesterton e signora dall'Inghilterra in Francia, Spagna ed Italia. Guidò la propria autovettura e li portò anche a Firenze per la famosa conferenza al Maggio Fiorentino, quella su letteratura inglese e tradizione latina (edita in Italia da Raffaelli, per la cronaca, e disponibile su Pump Street).

Il viaggio ebbe un buon successo per l'autista, che sostenne che i passeggeri fossero "meravigliosi". Poi c'è questo piccolo aneddoto:

"Una volta Gilbert osservò in modo piuttosto lamentoso: «Frances, vorrei che tu evitassi di continuare a dire a Dorothy di ammirare il panorama quando siamo appesi ai precipizi»".

Dorothy Collins, Recollections, in John Sullivan, G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal.


Rapallo - Qui fu officiato il funerale di un amico di Chesterton, Max Beerbohm. Poi qualche altra notizia su di lui e su Chesterton.




È l'ex chiesa anglicana di St. George a Rapallo.

Fu costruita nel 1902 e serviva alle esigenze religiose degli inglesi anglicani soggiornanti all'epoca in gran numero nella cittadina del Tigullio. Dopo l'8 settembre 1943 fu requisita dai tedeschi e adibita a deposito di merci e alimentari. Riprese il suo uso originario dopo la guerra ma nel 1975 fu messa in vendita. Oggi è di proprietà privata ed è chiusa.

Dal maggio 2001 è monumento nazionale. 

Qui furono celebrati i funerali del caricaturista e scrittore inglese Max Beerbohm il 20 maggio del 1956.

Visse a Rapallo dal 1910, quando vi fece il viaggio di nozze, fino alla morte nel 1956, a Villino Chiaro.

Chesterton era suo amico e gli fece visita diverse volte; in una circostanza incontrò a casa Beerbohm anche Ezra Pound; Chesterton, secondo il resoconto di Dorothy Collins, comparve in un affresco che Beerbohm aveva dipinto sulle pareti del villino, assieme ad altri noti personaggi dell'epoca.

Queste famose caricature con cui Beerbohm aveva decorato le pareti del Villino Chiaro furono staccate dopo la sua morte nel 1956 e sono oggi esposte al Merton College di Oxford, dove Max aveva studiato. 



sabato 22 gennaio 2022

Chesterton in altre parole - Dorothy Collins, la sua segretaria.


Gilbert Chesterton fu un ragazzo e un uomo molto amato, il che è in gran parte a causa della sua intensa sincerità, del suo senso di giustizia e amore per tutti gli uomini, giovani e vecchi. Fu sempre il centro di qualsiasi compagnia in cui si trovò e i suoi compagni di scuola mi hanno raccontato come tutti facessero a gara per la sua amicizia, e di quanto fossero gelosi l'uno dell'altro. Alla St. Paul's School prese il premio Milton per la poesia quando era molto giovane; e quando dico prendere, è un'esagerazione, perché essendo salito sul palco per riceverlo, se ne andò e lo lasciò dietro, tanto era confuso per il suo successo. Qui vediamo la sua umiltà sincera che durò tutta la sua vita. Non gli dava alcun piacere eccellere sulle altre persone.

Dorothy Collins, Recollections, in John Sullivan, G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal.

Dorothy Collins


martedì 11 gennaio 2022

Chesterton in altre parole - Dorothy Collins, la sua segretaria.

Nei primi anni del matrimonio di Chesterton, lui e sua moglie Frances vivevano a Londra e un fine settimana decisero di andare in campagna. Alla stazione chiese due biglietti.
"Per dove?" disse l'addetto alle prenotazioni. "Ovunque vada il prossimo treno"
fu la risposta sorprendente. Ed era Slough, così andarono a Slough, e da lì camminarono attraverso le stradine di campagna fino a Beaconsfield e rimasero per il fine settimana nella Città Vecchia al White Hart. Erano entusiasti di Beaconsfield e decisero che un giorno quel posto sarebbe diventato la loro casa, cosa che accadde circa otto anni dopo, nel 1909, quando andarono a vivere a Overroads in Grove Road. Da lì si trasferirono dall'altra parte della strada a Top Meadow nel 1922, che avevano costruito su un terreno comprato a causa della minaccia di una lavanderia che sarebbe stata costruita in quel posto. Li ho conosciuti perché ero di solito da amici che vivevano accanto a loro, con giardini adiacenti.

Dorothy Collins, Recollections, in John Sullivan, G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal




Dorothy Collins è a destra di Chesterton

martedì 7 dicembre 2021

La cara Dorothy Collins.

Grazie.

lunedì 28 dicembre 2020

La Beaconsfield & District Historical Society dedica spazio a Chesterton.

Sebbene oggi a Beaconsfield pochi abbiano idea di chi sia Chesterton (ne ho avuto la prova quando in una delle mie tre visite provai a chiedere dove fosse sepolto Chesterton, non essendo facilissimo trovare il cimitero cattolico di Sheperds Lane, nascosto com'è tra gli alberi e le belle casette), la Beaconsfield & District Historical Society sembra non aver dimenticato il suo illustre concittadino, e gli ha dedicato spazio a sufficienza nel suo interessante sito internet. Beaconsfield ha legato il suo nome anche a Edmund Burke, Benjamin Disraeli ed altri nomi noti, e giustamente la società che cura la memoria della cittadina ricorda uno dei suoi migliori figli. Tra l'altro i Chesterton, alla loro morte, non hanno beneficato solo la Chiesa Cattolica locale ma pure il piccolo ospedale dei bambini, il Children Convalescence House, dove passò gli ultimi giorni Frances, e sono stati davvero parte attiva ed affettuosa della vita della cittadina. Siccome ho trovato questa descrizione di Chesterton:

https://www.beaconsfieldhistory.org.uk/content/beaconsfield-history/people/g-k-chesterton-1874-1936

che mi sembra interessante, simpatica e significativa (la cosa più commovente è il cespuglio di caprifoglio, quella più divertente la simpatica furbizia degli scolaretti...), ho pensato di tradurla rusticamente per voi. La Società possiede tra l'altro alcuni documenti e fotografie di Chesterton, come si può vedere perlustrando il sito.

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Gilbert Keith Chesterton, spesso descritto come "un giornalista cristiano", era una personalità importante a Beaconsfield. Sebbene GK fosse uno studente della Slade School of Art di Londra, il suo talento primario era la scrittura. Sposò Francis Blogg nel 1901 e si stabilì a Londra. Tuttavia, qualche anno dopo, la coppia decise di fare una "sorta di seconda luna di miele". Presero un autobus a caso e poi un treno che si fermò a Slough. Da Slough camminarono "attraverso i boschi di faggio" fino a Beaconsfield, soggiornando al White Hart e decidendo che Beaconsfield era il posto dove un giorno avrebbero voluto vivere (si tratta di citazioni e parafrasi dell'Autobiografia, ndr).

Solo nel 1909 i Chesterton arrivarono finalmente a Beaconsfield e ormai GK era un famoso scrittore. Affittarono una casa di recente costruzione in Grove Road chiamata Overroads e, non molto tempo dopo, acquistarono Top Meadow, un terreno dall'altra parte della strada dove avevano uno scrittorio, uno studiolo e una casa progettati da Walter Holden. Lo scrittorio e lo studiolo furono costruiti nel 1922 e la casa principale in stile Arts and Crafts fu costruita per fasi negli anni Venti e Trenta. Frances progettò il giardino che comprendeva un cespuglio di caprifoglio ricavato dal suo bouquet nuziale, una peschiera e un prato di fiori selvatici, parte del quale fu donato all'asino di Chesterton che si chiamava Trotsky (il nome non si riferisce alle sue opinioni politiche, ma al suo vivace passo di marcia). 

GK ha scritto nel suo studio a Top Meadow per il resto della sua vita. Nel 1922 Chesterton fu accolto nella Chiesa cattolica romana; Frances si convertì qualche anno dopo. Molti amici e conoscenti del mondo del giornalismo, della letteratura e delle arti, sono venuti a Top Meadow. Tra questi, George Bernard Shaw, Walter de la Mare (che visse a Penn) e Padre John O'Connor, che fu il modello di riferimento per le storie di Padre Brown di GK. 

GK era un membro entusiasta della comunità locale ed era una figura familiare con il suo cappello a tesa larga e il mantello. Era un cliente abituale del White Hart ed era anche un cliente abituale di Mr Harding, il barbiere di London End, dove non esitava a corrompere scolari in attesa con sei penny per poter saltare la fila (sembra che i ragazzi si fossero fatti furbi e molti di loro si assicurassero di essere lì quando GK entrava).

GK è morto nel 1936 ed è sepolto nel cimitero di Shepherds Lane. Sua moglie Frances e la sua segretaria Dorothy Collins sono sepolte nella stessa tomba; la pietra tombale è un'incisione dello scultore Eric Gill. Top Meadow ha una blue plaque sopra la porta d'ingresso che commemora la vita di Chesterton nella casa. La Chiesa Cattolica di Santa Teresa in Warwick Road ha molti oggetti legati a Chesterton, tra cui una statua della Madonna, e la parte inferiore della torre della chiesa con la Cappella dei Martiri è stata completata come suo monumento commemorativo. Anche Chesterton Green, vicino a Maxwell Road, porta il suo nome.

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Chi vuole maggiori notizie sulle case di Chesterton, sulla sua città e sulla sua tomba non ha che da mettere i termini "Overroads", "Top Meadows", "Beaconsfield" e "Sheperds Lane" nel motore di ricerca interno (ma anche se pescate su Google in libertà troverete anche le nostre paginette) o cercarli tra le etichette o tag che dir si vogliano. Troverete tante tante belle cose (anche meno belle come i miei racconti), fotografie relative alle visite, testimonianze di amici recatisi sulla tomba, storie di pellegrinaggi e così via. Questo blog ambisce ad essere una piccola guida italiana a Chesterton, per cui perdetevi pure qui dentro e vi ritroverete nuovi, ne sono certo.

Marco Sermarini