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domenica 5 febbraio 2023

Un'altra prima edizione di una primissima opera, Greybeards at Play.

 


Greybeards at Play - Literature and Art for Old Gentlemen (tradotto in italiano da Annalisa Teggi col titolo Burloni Barbagrigia per l'editore Raffaelli) fu la prima opera pubblicata da Chesterton nel 1900; la stampa fu pagata da suo padre Ed, e questo esemplare che vedete è una prima edizione e prima stampa.


Il libro contiene quattro poesie e le sue fantastiche e surreali illustrazioni, premesse da una poesia - dedica a Edmund Clerihew Bentley, il compagno di classe amico per sempre.

L'intero testo comprese le illustrazioni sono nel collegamento qui sotto:

https://www.gutenberg.org/files/14706/14706-h/14706-h.htm

Qui sotto invece un altro nostro post sull'argomento Greybeards; merita di essere letto perché in esso si raccontano molte più cose che qui, e sono cose belle, inclusa la genesi del volumetto:

https://uomovivo.blogspot.com/2013/10/e-uscito-greybeards-at-play-o-se.html

Marco Sermarini

domenica 18 gennaio 2015

Greybeards at play, ovvero: gli inizi di un grande scrittore e di un grande uomo

Chesterton scrisse questo volume (uscito in Italia col simpatico titolo Burloni Barbagrigia e la traduzione della cara Annalisa Teggi, per i tipi del bravo editore Raffaelli) nel 1900, dotandolo della copertina e dei suoi fantastici disegni all'interno.

Sono versi giocosi, per cui sono molto seri: il Chestertonbimbo (padre O' Connor lo chiamava così, "Chestertonchild") a ventisei anni era così amante della vita come lo rimase fino alla prematura dipartita a sessantadue. Sono clerihew, poesiole di quattro righe che come una freccia lucente colpiscono nel segno e descrivono una realtà, una persona, un fatto, un'idea. Clerihew perché l'inventore e maestro del genere fu il suo compagno di scuola e amico di sempre Edmund Clerihew Bentley, giornalista, scrittore e avvocato che gli rimase amico dall'età di quattordici anni (che bello! Oggi le mamme dicono ai figli che "ogni tanto si deve cambiare compagnia"... folle idea quella di non mettere mai radici! Buona solo per morire presto!).

Questi versi sono anche l'incarnazione di una delle passioni più radicate e costantemente riemergenti nel Nostro Eroe, il nonsense, quel nonsense in cui, diceva, bisogna essere seri perché è un'arte.

Gilbert le scriveva per gioco per Rhoda Bastable, la cuginetta della sua futura moglie Frances, e questa bella bambinesca (nel miglior senso) amicizia durò per tutta la vita. Ci sono tanti disegni in giro per Rhoda, io personalmente ne ho visti diversi.

Il libretto fu pubblicato da R. Brimley Johnson, il promesso sposo della sorella di Frances, Gertrude, morta prematuramente investita da un'automobile. Questa morte lasciò un grande segno nella vita di Frances e accelerò in qualche modo il matrimonio con Gilbert. Gertrude tra l'altro fu la segretaria di Rudyard Kipling.

Gilbert parlava della pubblicazione di queste poesie più o meno così: è come se il mondo si fermasse a Kensington a vedermi fumare sigarette... 

Benedetta umiltà, direbbe il mio amico Andrea Monda! 

Il volumetto, arricchito dalla postfazione di Annalisa, merita la vostra lettura e l'acquisto, naturalmente su www.pumpstreet.it e non altrove!

Marco Sermarini 



domenica 20 novembre 2011

Luca Negri si chiede cosa avrebbe detto Chesterton sul governo Monti

Qui la risposta.

Comunque è un'ottima scusa per parlare de I delitti dell'Inghilterra uscito da poco per Raffaelli con la traduzione della nostra amica Marica Ferri.

Ma attenti: non è solo quello...

http://www.loccidentale.it/node/111501