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lunedì 20 luglio 2026

Verrà aperta la causa di canonizzazione di Sigrid Undset, chestertoniana norvegese.

L’8 luglio, il vescovo di Oslo ha annunciato che questo autunno aprirà ufficialmente la causa di canonizzazione della scrittrice vincitrice del Premio Nobel e convertita al cattolicesimo, Sigrid Undset. Le opere di Undset godono di meritata popolarità, in particolare l’epopea di Kristin figlia di Lavrans, tradotta diversi anni fa anche in italiano e inserita in una collana curata quando era in vita da mons. Luigi Giussani.

Forse meno noti, ma non per questo meno notevoli, sono la sua biografia di Santa Caterina da Siena e due eccellenti saggi di ampio respiro sui martiri inglesi Robert Southwell e Margaret Clitherow.

Ma c’è un altro fatto su di lei di cui si parla troppo poco: era una chestertoniana! Ammirava profondamente l’opera di Chesterton e possedeva una vastissima collezione di volumi di Chesterton nella sua biblioteca privata. Nel 1931 tradusse addirittura in norvegese L’Uomo Eterno di Chesterton.

Non solo: nel maggio del 1928, pochi mesi prima di ricevere il Premio Nobel, andò addirittura a trovare Chesterton e Frances nella loro casa di Beaconsfield. Purtroppo, di quella visita non si sa molto altro se non che ebbe effettivamente luogo.

Invitiamo tutti i chestertoniani a conoscere meglio questa grande scrittrice: non solo le sue opere, ma anche la sua vita e la sua eredità di santità, mantenuta nonostante le tribolazioni causate dai conflitti familiari e persino dalla fuga dall’occupazione nazista della sua patria durante la guerra.

Qui sotto trovate (precisamente sul sito internet della Società Chestertoniana Americana) la postfazione di Sigrid Undset alla traduzione de L'Uomo Eterno, ristampata dalla rivista Gilbert e tradotta in inglese dal nostro caro amico norvegese Geir Hasnes (l'autore della più recente bibliografia di Chesterton).


Qui di seguito invece trovate il saggio di Amy Fahey dal titolo "La santità incondizionata di Sigrid Undset" sul sito di First Things:


Per tutto questo ringraziamo i cugini americani che ce l'hanno segnalato.

Qui un nostro post sui premi Nobel in qualche modo legati a Chesterton, quindi anche su Sigrid Undset:


Qui un post dal nostro blog che testimonia la presenza in Italia di Sigrid Undset:


Sigrid Undset

lunedì 4 maggio 2026

Oggi è la memoria dei Martiri Inglesi…

… e Chesterton ne era innamorato. 

Questa è la foto della pala dell’altare della Cappella a loro dedicata, edificata con la parte l’eredità che Chesterton lasciò alla Chiesa cattolica per la parrocchia della sua città, Beaconsfield. La parrocchia è intitolata a Santa Teresina del Bambin Gesù, non Chesterton avrebbe voluto che fosse intitolata ai martiri inglesi. Successivamente quest’intitolazione avvenne, in solido con la Santa francese, assieme ai più noti dei martiri inglesi, San Thomas More e San John Fisher. Come è noto (ne abbiamo parlato in diverse occasioni qui sempre su questo blog), Chesterton beneficò ampiamente la Chiesa cattolica: acquistò assieme alla moglie la statua della Beata Vergine Maria presente nella chiesa, e ancora oggi è presente; lasciò una somma espressamente perché venisse installata una vetrata dedicata a San Francesco d’Assisi, e anch’essa è tuttora visibile, poi la già nominata cappella, e lasciò la sua casa, Top Meadows, alla Chiesa, che ne fece un’abitazione per i pastori anglicani che si convertivano al cattolicesimo, per il tramite della Saint Barnabas Society. Questo avvenne solo dopo la morte di Dorothy Collins, avvenuta nel 1988. Questo perché i Chesterton le avevano lasciato l’usufrutto vita natural durante. La casa fu successivamente venduta alla famiglia che vi abita attualmente, che, come abbiamo già detto sempre qui, la vuole a sua volta cedere.

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venerdì 16 giugno 2023

Chi era San Francesco? Ce lo spiega Chesterton | Giovanni Fighera su Tempi | Domani al XXI Chesterton Day parleremo del San Francesco d’Assisi.

Vi proponiamo questo articolo dell’Agosto 2020 a firma di Giovanni Fighera apparso su Tempi.

Intende far conoscere meglio Il Poverello di Assisi e propone tra l’altro la biografia scritta da Chesterton, di cui parleremo diffusamente domani al XXI Chesterton Day con fra’ Roberto Brunelli, Peppino Zola e Giovanni Maria Molfetta.

Leggete la didascalia della foto allegata a questo post.

Vi aspettiamo domani!

Marco Sermarini

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Morto nel 1226 e canonizzato solo due anni più tardi, san Francesco d’Assisi divenne ben presto protagonista di molte opere (narrative o saggistiche). Fin da subito nacque una fiorente letteratura sul santo.

L’agiografia due-trecentesca presentava san Francesco d’Assisi secondo una duplice tradizione. Ad un’impostazione in cui il santo veniva descritto in chiave edulcorata e miracolistica, che trovava la sua espressione nella Legenda prima e nella Legenda secunda di Jacopo da Varagine (1228-1298) e nel XIV secolo nei Fioretti di san Francesco (1370-1390), se ne contrapponeva un’altra più realistica riconosciuta come più veritiera e attendibile dall’ordine francescano delle origini di cui esempio più famoso era la Legenda maior (1260-1263) di san Bonaventura da Bagnoregio (1217/1221 circa-1274).

Ma chi era davvero san Francesco? Per ricostruirne la figura consigliamo la lettura dell’interessante saggio San Francesco d’Assisi (edizioni Lindau) di G. K. Chesterton (1876-1924) e del romanzo Il gioioso mendicante (edizioni Rizzoli) di Louis de Wohl (1903-1961).

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://lanuovabq.it/it/chi-era-san-francesco-ce-lo-spiega-chesterton



L’immagine che vedete è una fotografia della vetrata presente nella Chiesa parrocchiale cattolica di Beaconsfield, nel Buckinghamshire (dedicata a Santa Teresa del Bambin Gesù, ai Santi Thomas More e John Fisher ed ai Martiri Inglesi). Fu una parte del cospicuo lascito di Gilbert e successivamente di sua moglie Frances, come si può leggere nella scritta dedicatoria in latino implorante il suffragio delle loro anime ai fedeli, alla Chiesa Cattolica.

giovedì 27 maggio 2021

I Martiri Inglesi, tanto amati da Chesterton.

Gli ex alunni della Scuola Libera Chesterton di San Benedetto del Tronto stanno registrando degli interessanti podcast che vi consigliamo di ascoltare, tutti.

Questo in particolare racconta sommariamente dei Martiri Inglesi.

Chesterton partecipò nel 1929 alla beatificazione di un gruppo di essi tra cui San Tommaso Moro. Fu l'occasione in cui trascorse circa tre mesi a Roma, periodo di cui trovate traccia in questo blog e che fu trasfuso in un bel libro, La Resurrezione di Roma.

Sempre in onore dei Martiri Inglesi Chesterton e sua moglie Frances finanziarono l'edificazione della Cappella a loro dedicata nella Chiesa parrocchiale di Beaconsfield mediante un lascito testamentario.

Sarebbe stata volontà di Chesterton che la chiesa fosse stata dedicata anche ad essi. Santa Teresa di Lisieux prevalse ma successivamente furono aggiunti San Tommaso Moro, San Giovanni Fisher e i Martiri Inglesi.

Buon ascolto!

https://soundcloud.com/giovani-raccontano/martiri-inglesi

giovedì 22 giugno 2017

Oggi è San Giovanni Fisher e San Tommaso Moro, due dei santi preferiti di Chesterton...

La Chiesa festeggia i due santi inglesi Giovanni Fisher (vescovo) e Tommaso Moro (laico, marito e padre).

Chesterton ebbe un rapporto strettissimo con le vicende dei Martiri Inglesi, di cui i due festeggiati oggi sono solo tra i primi di una lunga e quasi ignota schiera che la Chiesa ha inteso porre come esempio da ormai un centinaio d'anni, da quando sono state possibili le ricerche e la raccolta delle informazioni sulle vite di queste centinaia e migliaia di cattolici che resistettero all'eresia dando anche la vita. Una lunga schiera davvero. Il Martirologio Romano si è caricato dei nomi di Edmund Campion, John Southwell, di mamme che accoglievano in casa preti e catechisti e che morirono per questo. In Inghilterra è possibile visitare luoghi in cui ci sono ancora i priest hole, i buchi nel pavimento dove i poveri preti clandestini potevano nascondersi per giorni agli aguzzini anglicani. La morte che ebbero i malcapitati fu sempre tremenda: impiccati, squartati, ridotti a pezzi. Vicino ad Hyde Park, se andate a Londra è una visita obbligatoria, c'è il loro Santuario, retto da monache benedettine adoratrici. è proprio lungo il lato est del parco, a poche centinaia di yarde dallo Speaker's Corner (basta attraversare la strada).

Il rapporto di Chesterton coi Martiri fu davvero stretto: scrisse molto su Thomas More, diede una famosa conferenza a Roma in occasione della sua beatificazione:

http://uomovivo.blogspot.it/2011/08/unaltra-novita-chestertoniana-al.html

C'è anche chi qui in Italia gli ha dedicato un'antologia dei suoi scritti moreani:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/02/una-mente-come-un-diamante-scritto-su.html

Qui di seguito altri accenni dal nostro blog:

http://uomovivo.blogspot.it/2009/09/dallamico-maturin-chesterton-e-san.html

http://uomovivo.blogspot.it/2008/05/chesterton-in-altre-parole.html

Considerate che Chesterton, grande finanziatore della sua parrocchia a Beaconsfield, avrebbe voluto che la stessa fosse intitolata ai Martiri Inglesi, ma non fu accontentato, in quanto il titolo originario fu dedicato a Santa Teresina del Bambin Gesù (di Lisieux). Solo dopo la sua morte a tale titolo furono aggiunti Thomas More e John Fisher e gli English Martyrs.

Qui ci sono due vecchie foto, di cui una ritrae anche il sottoscritto ai piedi del "collega" avvocato More (lo so che chi esce massacrato dal paragone sono io, gloria a Tommaso!). Sono foto fatte nella cappella dei Martiri Inglesi finanziata a Beaconsfield nella Chiesa parrocchiale da Chesterton, con l'altare antico e le catene e gli anelli esattamente come quelli della cella di Thomas More nella Torre di Londra. Quelli ritratti sono solo un piccolo gruppo del ben maggiore di cui man mano si scoprono e si ricostruiscono gli atti. Posso testimoniare dell'esistenza della conversione e della vocazione al sacerdozio di un mio carissimo amico americano che si convertì dal luteranesimo e scelse il sacerdozio dopo aver conosciuto le storie dei preti che difesero la vera messa con il loro sangue.

Personalmente ho visitato tutti questi luoghi e ne sono uscito diverso ed edificato.

Ecco, questo amore per loro è molto significativo, specie oggi che sembrerebbe necessario elidere le differenze e far finta che non esistano.

Marco Sermarini