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sabato 4 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - La casa, regno dell'Uomo Comune.


È giusto che gli uomini abbiano una casa, è giusto che abbiano della terra, è giusto che abbiano delle leggi che proteggano la terra; ma tutte queste cose sono solo strumenti per creare tempo libero per l'anima laboriosa. La casa è solo un palcoscenico allestito da scenografi per recitare quello che J. B. Yeats ha definito «il teatro della casa». Tutte le cose più drammatiche accadono in casa, dalla nascita alla morte. Ciò che un uomo pensa di queste cose è la sua vita; e sostituirle con il trambusto delle campagne elettorali e della legislazione significa vagare tra schermi e carrucole sul lato sbagliato di un fondale di cartone, senza mai recitare la parte. E quella parte è sempre una parte miracolosa, e il nome del suo eroe è Uomo Comune.

Gilbert Keith Chesterton, Irish Impressions.



mercoledì 12 luglio 2023

Un interessante articolo su Chesterton | G.K. Chesterton nel centenario della conversione e il suo intervento al Congresso eucaristico di Dublino - da Logos Matera.

«Ho sentito una storia in Irlanda anni fa su come qualcuno avesse incontrato nelle lande rocciose una bella contadina che portava un bambino»

Cento anni fa, nell’estate del 1922, lo scrittore inglese G.K. Chesterton riceveva il battesimo in seguito a un sorprendente percorso di conversione. Chesterton è noto al grande pubblico per i Racconti di Padre Brown, racconti che hanno per protagonista un sacerdote cattolico che si rivela un infallibile investigatore.

La conversione viene fatta risalire al momento del suo passaggio nella vicina Puglia, sbarcando a Brindisi di ritorno dalla Terra Santa. Nel porto pugliese c’era una cappella. Entrandovi, lo scrittore inglese rimase rapito dalla bellezza di una statua della Vergine Maria, davanti alla quale volle affermare la definitiva decisione di chiedere il battesimo nella Chiesa di Roma – così gli inglesi chiamano la Chiesa cattolica.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.logosmatera.it/g-k-chesterton-nel-centenario-della-conversione-e-il-suo-intervento-al-congresso-eucaristico-di-dublino/


domenica 7 maggio 2023

Un aforisma al giorno.

L'unico oggetto della libertà è la vita.

Gilbert Keith Chesterton, Impressioni irlandesi.

martedì 8 ottobre 2019

Un aforisma al giorno

Il nazionalismo è una cosa più nobile anche del patriottismo; perché il nazionalismo fa appello ad una legge delle nazioni; implica che una nazione è una cosa normale, e quindi una delle cose normali.

Gilbert Keith Chesterton, Impressioni Irlandesi 

venerdì 3 maggio 2019

Il nome cristiano - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"I nostri nomi di battesimo non sono le sole cose cristiane che noi possiamo perdere"
 Nel 1918 Gilbert Keith Chesterton visitò l'Irlanda a seguito dell'invito dell'amico e poeta William Butler Yeats (1865-1939) e l'anno successivo pubblicò Irish Impressions (tradotte in italiano dalle Edizioni Medusa). Persino l'amico-nemico dublinese George Bernard Shaw (1856-1950) recensì favorevolmente le Impressioni Irlandesi con queste parole di manifesto omaggio: "Il mondo non sarà mai abbastanza grato a Chesterton, e spero che l'Irlanda non sia tra gli ingrati; perché nessun irlandese vivo o morto l'ha mai servita con la penna meglio e più fedelmente di lui". Anche il leader dell'IRA, Michael Collins (1890-1922), fu fortemente influenzato dal primo romanzo di Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill, del 1903.
Queste "impressioni" chestertoniane, che prendono spunto dai monumenti, dalle strade, dai colori, dai paesaggi naturali irlandesi sono condensate nella frase finale del primo capitolo "Due pietre in una piazza": "Questa visione di realtà sussistenti, e di una bellezza che nutre e non affascina soltanto, è una premonizione del senso concreto dell'Irlanda moderna". 
Secondo Chesterton, la radice della realtà irlandese stava nella possibilità e capacità di guardarla dimenticando la "questione irlandese": "Ho sempre fatto ciò che potevo per correggere il meccanismo stantio di dare le cose per scontate…per metterlo a fuoco dobbiamo non solo uscire dai partiti inglesi ma dall'impero inglese". Una delle cose su cui lo scrittore inglese si era soffermato nel libro era l'origine cristiana del nome: "Sembra folle e senza senso oggi, perché si è perduto il significato dei nomi di battesimo". 
Sappiamo quanto Chesterton fosse avverso alle mode, non soltanto perché esse fossero di provenienza aristocratica e rivoluzionaria, quanto perché trasmettevano la banalità e la pervasività di costumi e abitudini che rinnegavano la tradizione: "Voglio dire che ci sono ancora mode nei nomi, ma non più ragioni per essi. Perché una moda è un'abitudine senza una causa; una moda è un'abitudine a cui gli uomini non possono venir abituati e semplicemente perché essa è priva di causa". 
Il fatto di aver dimenticato il significato del nome cristiano era per Chesterton indicativo del crollo della ragione ancorato alla realtà storica, all'origine religiosa, alla tradizione popolare. I nomi e i cognomi esprimevano il collegamento con le fonti originarie e costituivano il tessuto organico delle società contro l'individualismo o il solipsismo della modernità: "I più diffusi cognomi inglesi sono divenuti unici nel loro significato sociale; stanno in funzione dell'uomo più che della stirpe o delle origini. Ciò che chiamiamo patronimico non è oggi in primo luogo il nome della famiglia. In breve, i nostri nomi di battesimo non sono le sole cose cristiane che possiamo perdere". 
Al contrario, nelle contee irlandesi di un secolo fa, Chesterton avvertiva ancora la pregnanza del significato del nome cristiano: "È strettamente e sobriamente vero che ogni contadino, in una capanna di fango nella contea di Clare, quando dà al proprio figlio il nome Michael, può realmente percepire il senso della presenza che ha abbattuto Satana, le braccia e il piumaggio del paladino del paradiso". La perdita del significato del nome (e del cognome) significava pure lo smarrimento della via di casa, dell'indirizzo della propria casa e così anche per la stessa lingua: ogni parola irlandese, avvertiva Chesterton, era una parola domestica: "In Irlanda un uomo porta la sua casa di famiglia con sé, come una chiocciola e il fantasma di suo padre lo segue come la sua ombra". 
Chesterton inoltre, scagliandosi contro l'imperialismo, cercava di preservare, da patriota cosmico qual era, il senso della "nazione" e della "patria" che vedeva già affievolirsi in quegli inizi del XX secolo: "Il nazionalismo si richiama alla legge delle nazioni, implica che una nazione è una cosa normale, una tra le tante cose normali. È impossibile avere una nazione senza cristianità…più andiamo indietro verso le origini pagane, più arriviamo vicini alla grande origine cristiana della Caduta". 
"Caduta" con la C maiuscola significava riscontrare l'oggettività del dogma del peccato originale, la comune origine del peccato ma anche e soprattutto l'identità comune. Guai, ammoniva Chesterton, a quanti dimenticavano l'origine e la salvezza comuni: "Un uomo può agire contro il corpo della sua nazione; ma se agisce contro l'anima della sua nazione, anche per salvarla, lui e la sua nazione soffrono…non solo il patriottismo è parte delle politiche pratiche, ma è più pratico di qualsiasi politica". 
E concludeva con una frase paradossale e strabiliante, che dovrebbe, a mio modesto modo di vedere, far riflettere così come il pensiero sulla perdita del significato del nome cristiano: "L'imperialismo non è una pazzia del patriottismo; è semplicemente un'illusione del cosmopolitismo".

martedì 12 marzo 2019

Un aforisma al giorno (ho capito perché ad un certo punto l'hanno messo da parte: è da temere. Ma noi siamo qui a tenerne desto il messaggio...)

Non so fino a che punto l'Europa moderna sia sotto la minaccia bolscevica, oppure sotto un mero terrore del capitalismo. Ma so che se dev'essere offerta un'onesta resistenza al puro ladrocinio, la resistenza dell'Irlanda sarebbe la più onesta, e probabilmente la più importante. Potrebbe avvenire che l'internazionale israeliana lanci contro di noi, dall'Est, una folle semplificazione dell'unità dell'Uomo, come l'Islam una volta lanciò contro di noi, dall'Est, una folle semplificazione dell'unità di Dio. Se fosse così, è dove la proprietà è ben distribuita che sarà ben difesa. Il posto d'onore sarà con coloro che combattono secondo verità per la loro propria terra. Se mai venisse un'orda selvaggia di dervisci contro di noi, sarebbero i carri e gli elefanti della plutocrazia che cadrebbero in confusione e in rotta; e le squadre della fanteria contadina resisterebbero.

Gilbert Keith Chesterton, Impressioni Irlandesi

mercoledì 27 febbraio 2019

Un aforisma al giorno

L'unico oggetto della libertà è la vita.


Gilbert Keith Chesterton, Impressioni irlandesi

giovedì 5 dicembre 2013

Riceviamo e volentieri segnaliamo - Enrico Reggiani e Alessandro Zaccuri su Chesterton e le sue Impressioni Irlandesi a Milano

Riceviamo dal professor Enrico Reggiani e volentieri segnaliamo alla vostra attenzione questo incontro che si svolgerà a Milano e riguarderà proprio uno degli ultimi inediti in Italia di Chesterton, Impressioni Irlandesi, un libro poco noto ma non l'unico di Chesterton sull'Isola di Smeraldo (c'è anche - e attende una traduzione italiana - Christendom in Dublin, che riguarda una vista di Chesterton in Irlanda durante il grande storico Congresso Eucaristico Internazionale che si tenne a Dublino nel 1932. Disse Chesterton: questa è vera democrazia!).
Alessandro Zaccuri ha prodotto più di un articolo sul Nostro e di questo gli siamo grati (perché parla del nostro caro Gilbert, e per noi è cosa buona e giusta).


"Carissimi,
provo ad inviarvi la segnalazione di una mia iniziativa su Chesterton (con Alessandro Zaccuri), sperando che possiate aiutarmi a diffonderne la notizia.
Seguendo i collegamenti ipertestuali potrete trovare qualche elemento in più.
Grazie per quanto potrete fare.
Un caro saluto e a presto.

Enrico Reggiani"


Chesterton sarà al centro di un incontro  dell’IRISH CLUB presso il Bistrò del Tempo Ritrovato, via Foppa 4 (Milano), lunedì 9 dicembre 2013, ore 19
“Non debole, irrealistica, arretrata”. 
GILBERT KEITH CHESTERTON e l’Irlanda nelle sue IMPRESSIONI IRLANDESI (Edizioni Medusa, 2013)
Intervengono Alessandro Zaccuri ed Enrico Reggiani.
Ingresso libero"

mercoledì 13 marzo 2013

L'anticipazione su Avvenire di Irish Impressions

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/anticipazione-su-chesterton.aspx

Dal Nostro Andrea Carbonari


Caro Presidente,
ti scrivo per informarti che oggi (13 marzo) Avvenire non solo pubblica a pagina 24 un articolo di Alessandro Zaccuri un articolo su GKC ("Così Chesterton scelse l'Irlanda").
Ma, addiritttura, pubblica a fianco uno stralcio di un libro del Nostro ("Qui la poesia è di casa. E la parodia è in agguato").
Zaccuri recensisce il libro "Impressioni irlandesi" (pubblicato da Medusa) in cui GKC parla, fra l'altro, dei rapporti fra irlandesi e inglesi e di distributismo.
Saluti chestertoniani,
Andrea Carbonari