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giovedì 20 agosto 2020

Messaggio del Santo Padre, a firma del Segretario di Stato, in occasione del XLI Meeting per l’amicizia fra i popoli [Rimini, 18-23 agosto 2020] (5 agosto 2020) | Francesco

A tale proposito, G.K. Chesterton scriveva: «Le scuole e i saggi più ermetici non hanno mai avuto la gravità che alberga negli occhi di un neonato di tre mesi. La sua è la gravità dello stupore di fronte all'universo, e questo stupore non è misticismo, bensì buonsenso trascendente» (L'imputato, Torino 2011, 113).

http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2020/documents/papa-francesco_20200805_messaggio-meeting-rimini.html


martedì 6 dicembre 2016

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni - 3

Terzo round, amici, cerco di inserire in ordine di tempo e con logica, anche se a me manca sempre il primo (il tempo) e molto più la seconda (la logica).

Si inserisce nella discussione Umberta Mesina, che si sta distinguendo ultimamente come traduttrice di Chesterton (sua, da ultimo, quella de La divina poltrona e di Robert Browning, oltre a tante altre di minor volume). Umberta ha fatto un commento di cui solo oggi mi avvedo e che ho inserito sia nella sedes materiae che qui di seguito:


Detesto le discussioni e normalmente non ci metterei il naso. Qui però la giustizia vuole che dica qualcosa. 

Verosimilmente Andrea Monda si riferiva (verosimilmente, visti i quattro giorni di distanza) al dialogo che il vaticanista Aldo Maria Valli pubblicò nel proprio blog il 30 settembre, in cui usava le parole di Gilbert per farlo parlare contro il Santo Padre.  

Siccome mi pare che a qualcuno sia sfuggito, ecco qua il link: http://www.aldomariavalli.it/2016/09/30/il-papa-lannuncio-la-verita-due-chiacchiere-con-chesterton/. 

Mi stupisce che Paolo Pegoraro non ne faccia conto, perché fu lui nel nostro gruppo FB a dire che quello di Valli era un Chesterton triste e che non era Chesterton ma lo specchio di Valli. Il link alla discussione, del 1° ottobre, è questo: https://m.facebook.com/groups/121407199255?view=permalink&id=10155237218874256  

Quanto a me, avevo già detto quel che avevo da dire in merito al pezzo di Valli e potete leggerlo lì, se vi va.

Umberta Mesina


Quindi riprende la tenzone Fabio Trevisan, che invia sia per mail che in commento (penso che i due scritti siano uguali) quanto segue:

Non sono d'accordo con Monda nel cercare di difendere l'uno (Gilbert) con l'altro (Papa Francesco). La trovo un'operazione sbagliata. L'ho già espresso nel mio articolo: "Date a Chesterton quel che è di Chesterton e a Bergoglio quel che è di Bergoglio". La mia preoccupazione, da appassionato cultore di Chesterton, è quella di restituire a lui quello che ha veramente detto, cercando di approfondire i suoi testi. Per quanto riguarda la polemica su Avvenire di Monda sull'uso di Chesterton contro Bergoglio la ritengo, oltre che sbagliata, iniqua. Ho letto l'articolo di Aldo Maria Valli e il suo parlare con Chesterton e l'ho trovato umoristico e condivisibile. Anch'io credo, al contrario di Monda, che Chesterton e Papa Francesco siano per tanti aspetti antitetici. Lo documenterò ancora anche nel prossimo numero su Riscossa Cristiana. Monda fa poi riferimento all'uso della Verità con la v maiuscola. In: "Perché sono cattolico" (San Tommaso Moro) Chesterton distingue proprio verità con la v minuscola (eresie) da quella con la V maiuscola. Lo invito a leggersi o a rileggersi con attenzione il testo. Per quanto riguarda le citazioni erronee su Gilbert (dove ho documentato che anche Papa Francesco è incorso) ho visto un paio di giorni fa su Tempi (articolo di Luca Antonini) un'ennesima citazione scorretta: "verità impazzite" anziché virtù. Dato che anche l'amico Roberto Prisco ha preso parte al combattimento, ricordo a tutti i chestertoniani che i Gruppi Chestertoniani Veronesi (con la V maiuscola, anche in senso patriottico)è sorto tanti anni fa da discussioni filosofiche (entrambi, io e Prisco, ci siamo conosciuti e abbiamo frequentato per anni la Scuola di Filosofia a Verona) intorno a lui. 
Dico questo perché ho sempre ritenuto Chesterton un grande maestro del pensiero, al contrario, mi duole dirlo, di Papa Francesco (tanto per restare nel tema caro a Monda). Un'ultima considerazione, caro Monda: come fai ad accettare un ring (seppur metaforico) se non sei pugnace come il nostro Gilbert o come tanti suoi eroi (Dalroy, Adam Wayne, Evan Mc Jan)?

Fabio Trevisan

Risponde di lì a poco (un'oretta, ragazzi) Andrea Monda, che preliminarmente invoca Gulisano, persosi nei marosi della discussione [fantastico! ;-)]:

Ma ci siamo persi Gulisano! 
ma non possiamo rispondere sul blog? Marco, arbitro di questo ring, dicci tu le regole che noi obbediremo! (va bene anche così, dice l'arbitro, che tutto sommato si diverte, ndr)

Dunque, caro Fabio, parto dalla fine: 

1) non sono pugnace per indole, ma accetto questo ring, anche per amore della verità (se vuoi ce la metto questa maiuscola, è che non credo molto in me stesso, mi conosco bene..). Del resto anche Gilbert amava il paradosso, sua grande arma dei suoi sconti, ma mai il paradosso per il paradosso e poi lui amava gli avversari, e non cercava lo scontro per lo scontro, ci si trovava dentro e faceva la sua parte. Anch’io nel mio piccolo mi ci sono ritrovato ed eccomi qua, a com-battere (importante è quel com- ovviamente, con, non contro);

2) sull’articolo di Valli ho già scritto nel mio pezzo di Avvenire, mi piacerebbe che si partisse da lì, analizzandolo e, se del caso, contestandolo. Non basta dire: non sono d’accordo con Monda, trovo condivisibile Valli, bisognerebbe anche argomentare le proprie affermazioni;

3) questo Papa sarà il Papa che beatificherà - se ci saranno gli estremi - il nostro Gilbert, è la sua intenzione e non è un caso, c’è un legame stretto tra il mondo di GKC e quello di Bergoglio, un legame che sa di umiltà, gioia, vitalità.. insomma è quasi imbarazzante spiegare l’ovvietà, non trovate?

4) si può citare Gilbert alterando lievemente qualche parola (anche Chesterton quando cita non è mai preciso, non mette mai fonti, date..) e non mi sembra il caso di fare esercizi pretestuosi di filologia, quello che è importante, per un Papa, è “citare" precisamente il Vangelo, che è quello che questo Papa sta facendo. Non cadrei insomma nella “venerazione” di GKC, sarebbe un ulteriore torto inflitto al buon Gilbert.

Resto in attesa di analisi, ben argomentate, che contestino nel merito quanto da me scritto su Avvenire e vi ringrazio per tutta questa attenzione, regalandovi anche questo articolo, di cui mi ero dimenticato (sono sbadato peggio di Gilbert!), da me scritto ante litteram, al di sopra (e prima) di ogni sospetto, giusto 3 anni fa.. avevo già pre-sentito tutto quello che sarebbe successo: 

ciao ciao!
andrea

Preciso come una spada non molla, Fabio Trevisan e riprende la faccenda a circa un'oretta e mezza dall'affondo di Andrea Monda:

Rispondo ai punti sollevati da Andrea Monda:

1) io sono pugnace per indole, tanto che (lo possono testimoniare mia moglie e le mie 4 figlie) ogni mattina mi vestirei da crociato! Ricordo che Chesterton scrisse: "Non si può amare una cosa se non si desidera combattere per essa";
2) sarai soddisfatto su questo punto. Nel prossimo numero di Riscossa Cristiana analizzerò il tuo pezzo su Avvenire e quello di Valli;
3) non trovo questo legame stretto tra GKC e Bergoglio (anche su questo risponderò nel dettaglio). Non è affatto ovvio, come tu affermi;
4) alterando le parole si altera il senso, lo si sa bene. Certamente non bisogna confondere la filologia con la filosofia. A quest'ultima io tengo molto, avendoci dedicato decine d'anni ed essendo sorto in questo contesto il gruppo dei Chestertoniani Veronesi. Trovo poi contraddittorio che si pretenda di beatificare colui che non si può venerare!

A me sembra di aver ampiamente argomentato su Chesterton (nei miei libri, nelle rubriche quindicinali che curo e, se vuoi, anche sul blog dell'uomovivo curato da Marco Sermarini).
Caro Monda, da parte mia ti assicuro che sarai pienamente soddisfatto nelle critiche a quanto da te scritto su Avvenire ed in precedenza.

Buona giornata,

Fabio


A caldo, ma davvero, cioè di lì ad una ventina di minuti, Andrea Monda nuovamente torna a commentare ed argomentare:

Giusto! "com-battere PER essa”,  Con e Per, buoni preposizioni, mi piacciono.

Il legame GKC-Bergoglio continua ad apparirmi evidente.. mi toccherà COM-battere PER dimostrare che l’erba è verde, ci sto..

Sulla venerazione del “verbo chestertoniano”, mi viene in mente quello che diceva Gilbert sull’intelletto (lo ritrovi nel mio articolo di 3 anni fa che ti ho postato): “Ciò che comunemente chiamiamo mondo intellettuale si divide in due categorie di persone: coloro che venerano l’intelletto e coloro che lo usano. Vi sono eccezioni, ma, solitamente, non si tratta mai delle stesse persone. Coloro che usano l’intelletto non lo venerano, lo conoscono troppo bene. Coloro che venerano l’intelletto, non lo usano, come è dimostrato dai discorsi che fanno quando ne parlano”. 

E ricordiamoci che in amore non contano le parole, conta la musica... la musica di Gilbert è, direi, una “scossa cristiana”, proprio come quella di Bergoglio, non certo una ri-scossa.  In effetti, "Riscossa cristiana”, strano titolo..dove e quando avevamo perso?

A presto, scappo a scuola a fare le mie lezioni catto-chestertoniane!
andrea

E per oggi stop!

Marco Sermarini

lunedì 5 dicembre 2016

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni - 2

Facciamo un minuto il punto del match (quest'immagine del ring mi piace, è divertente e allegra, anche perché immaginare i protagonisti del match su un vero ring...).

Andrea Monda scrive l'articolo che trovate qui:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/12/chesterton-il-papa-giacchette-e.html

Sempre in quel collegamento trovate la risposta pubblica (tramite un articolo) di Paolo Gulisano e successivamente quella di Fabio Trevisan.

Andrea ha poi commentato (come avevo richiesto) in calce al post dove sono riportati i tre articoli, ma per precisione preferisco rimettere il commento di Paolo qui di seguito, visto che sia Paolo che Andrea e successivamente anche Roberto Prisco, hanno preferito mandare per email i loro ulteriori contributi che trovate tutti qui di seguito.

Detto questo, se ritenete, potete ulteriormente intervenire a vostro piacimento.

Marco Sermarini

Ringrazio Marco Sermarini per avere allestito questo "ring" per discutere sul Papa e su Chesterton. Penso che entrambi, il Papa e Chesterton, ne sarebbero contenti: entrambi infatti sono tipi "pugnaci", amano gli amici, i nemici e anche i semplici avversari; le avversità sembrano "ricaricarli", quindi direi, discutiamo pure, "av-versiamoci" ma continuiamo a "con-versare". Ora a Trevisan non dovrei rispondere visto che lui scrive che è bastato l'articolo di Paolo Gulisano a mettermi a posto, ma intanto vorrei chiedere a Trevisan: quando scrivi che: "Mai Chesterton si sarebbe scagliato contro la Verità, la dottrina, il dogma.." a parte l'uso della maiuscola di cui mi sfugge il motivo, ma non capisco: alludi forse al fatto che il Papa si sia scagliato contro le tre suddette entità? e quando di grazia? affermazioni pesanti le tue, non trovi? ma forse ho capito male. Sull'articolo di Gulisano tornerò più in là, dopo una pausa che, ha ragione Marco, è qualcosa di prezioso. A entrambi comunque faccio presente che se nel mio articolo non faccio nomi è solo per rispettare l'ordine datomi dalla direzione di Avvenire, quotidiano che ha ospitato la mia riflessione. Ma i nomi, in privato, ve li ho già fatti.. sarebbe stato ridicolo inventarmi una polemica sul nulla, giusto? chi mi conosce sa che io, al contrario di Gilbert e Jorge Mario, non sono per nulla un tipo pugnace e tantomeno polemico.

Andrea Monda

Caro Andrea,

ho letto dai tuoi commenti che non ti è chiaro chi sia l'amico chestertoniano (o sedicente tale, perchè Gilbert certe cose non le avrebbe condivise) che attacca Benedetto XVI. Purtroppo devo rivelarti che è Edoardo Rialti. Dico purtroppo perchè a Edoardo voglio bene, lo scoprii proprio io anni fa quando era un semplice studente, lo feci pubblicare io, e te lo presentati sempre io. Prego sempre per lui perchè possa tornare a quella pienezza di vita di Fede e di Grazia che sembra aver lasciato. Edoardo  ha attaccato Benedetto XVI sul suo blog,  accusandolo di avere ribadito nel corso del suo magistero che gli atti omosessuali rappresentano un disordine morale e chi li compie fa peccato. Questa peraltro non è una "pensata" di un Ratzinger cattivo, ma è quello che la Chiesa sostiene da 2000 anni. Edoardo contrappone al "Ratzinger cattivo" un "Bergoglio buono" che a suo avviso sarebbe favorevole alla legittimazione degli atti omosessuali.
A me spiace tanto che Edoardo la pensi così, e che abbia detto delle cose cattive verso un papa che, tu Andrea ben lo sai perchè ne scrivesti un bellissimo profilo biografico, è un uomo di grandissima bontà. Mi addolora che Edoardo, per questioni unicamente di tipo sessuale, abbia assunto queste posizioni, che oggettivamente lo allontanano assai dalla visione e dallo spirito di GKC.
Se Valli ha - secondo te - attaccato il papa, che dire di queste asprezze di Edo verso il papa?
Cerchiamo di essere uomini buoni, come diceva il Nostro.
Scusatemi per il tempo che vi ho sottratto e che Dio vi benedica.

Paolo Gulisano

Ma Edoardo cita Chesterton contro Benedetto XVI? mi pare di no, allora che c’entra citare il suo pezzo o serviva solo per dire che i miei vecchi amici sono anti-papali? e che quindi io non posso parlare in difesa del Papa se poi i miei amici sono i primi a criticarli... un ragionamento a dir poco contorto, non trovi? visto che poi, tra l’altro, la responsabilità è sempre personale.. 
A me sembra evidente che Aldo Maria Valli, vaticanista della prima rete nazionale, negli ultimi tempi non risparmi asprezze e commenti taglienti contro questo Papa, l’ultimo, in salsa chestertoniana, è solo l’ultimo appunto. La cosa mi ha sorpreso e addolorato, conoscendo e stimando Aldo Maria.  E mi ha sorpreso perché, come ho scritto nel mio articolo (che però nessuno qui, a parte Marco, ha voluto analizzare nel merito e magari contestare), non c’è Papa che più mi ricorda Gilbert (anzi Innocent) e penso che sarà proprio questo Papa che, coronando il suo sogno, potrebbe riuscire a portare a termine il processo di beatificazione di Chesterton, come ha richiesto a suo tempo come arcivescovo di Buenos Aires.
Un abbraccio grande, e buona domenica referendaria a tutti!

Andrea Monda

Mi sembra che sia inutile discutere dell’articolo di Andrea Monda. Infatti accusa degli anonimi di non aver capito che tra il pensiero di Chesterton e quello del Papa attualmente regnante non ci sarebbe contrasto. Per il metodo seguito, che consiste nel confrontare le loro posizioni su valori generici come l’amore per il paradosso, per la gioia ecc., non può che dire cose non criticabili a causa della loro vaghezza. Per inciso con questo metodo si potrebbero avvicinare al nostro anche persone dal pensiero decisamente distante come J. Borges, G.B. Shaw ed I. Calvino. 
Al contrario avrebbe dovuto riferire in cosa i critici del Papa errano nel sostenere che le loro opinioni sono sostenute dal pensiero di GKC. Su queste considerazioni si potrebbe discutere, ma sulle generiche affermazioni di Andrea Monda non è possibile.

Roberto Prisco

venerdì 2 dicembre 2016

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni

Recentemente (il 3 Novembre scorso) Andrea Monda ha firmato un articolo per l'Avvenire catalogato tra le opinioni dal titolo "Insensata pretesa di usare Chesterton contro il Papa". L'articolo è qui sotto:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/insensata-pretesa-usare-gkc-contro-il-papa

Ha risposto poi il 25 Novembre Paolo Gulisano dalle "colonne" (virtuali) de La Nuova Bussola Quotidiana con un articolo dal titolo "Chi tira per la giacca Chesterton?", qui sotto:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chi-tiraper-la-giaccachesterton-18147.htm

Da ultimo (12 Dicembre) c'è l'articolo di Fabio Trevisan su Riscossa Cristiana dal titolo "Date a Chesterton quel che è di Chesterton (e a Bergoglio quel che è di Bergoglio)", eccolo qui sotto:

http://www.riscossacristiana.it/langolo-di-gilbert-k-chesterton-grandezza-e-attualita-di-uno-scrittore-cattolico-rubrica-quindicinale-di-fabio-trevisan-011216/

Sono tutti e tre amici chestertoniani che discutono o almeno fanno eco ad una serie di questioni sollevate da Andrea Monda. Riteniamo utile metterli tutti insieme a vostra disposizione perché serenamente si discuta. 
Chi vuole può intervenire attraverso i commenti (che sono moderati dalla redazione e che quindi non avranno il carattere del "botta e risposta" che tanto piace a qualcuno che ha tossine da spurgare, ma molto meno a noi che stiamo dietro a questo blog, che invece amiamo la discussione pacata e tranquilla, calda, anche animata ma mai con lo stile da mercato delle vacche tanto diffuso nei social network, e che poi non è che stiamo ventiquattro ore al giorno puntati sul macchinario a leggere i commenti… Poi le pause facilitano le discussioni: si riflette, si medita, si pondera, non si sbrocca!).

Quindi adesso il ring è organizzato… ;-)

giovedì 5 maggio 2016

Il Papa avrebbe citato Chesterton...

… ma si tratta di uno dei suoi più noti "apocrifi", cioè una di quelle frasi attribuite a Chesterton ma che, se cercherete scandagliando anche con strumenti informatici aggiornatissimi tra i suoi scritti, non troverete mai.

Si tratta dell'arcifamosa «Chi non crede in Dio, non è vero che non crede in niente, anzi comincia a credere a tutto».

Questa è una delle più note più che altro perché, seppur mai inserita da Chesterton in un suo scritto (la riprova è che la si trova citata in numerosi modi e non si tratta di un problema di traduzione, ve lo assicuriamo), essa integra alla perfezione il suo pensiero, che si ipotizza essere stato espresso a voce in chissà quale contesto.

Ma, ripetiamo, non troverete nessuno scritto che la riporti.

http://www.lastampa.it/2016/04/19/italia/cronache/il-papa-non-fidatevi-di-maghi-presunti-veggenti-e-cartomanti-a9WJtz42IzvUWKMTLAd3BI/premium.html

D'altronde ci sono precedenti illustri, anzi illustrissimi, visto che tra di essi c'è il caso della citazione della famosissima (solo in Italia!) «La vita è la più bella/grande/romantica delle avventure ma solo l'avventuriero lo scopre». Essa fu citata addirittura in un discorso dal cardinale Carlo Caffarra ma l'aforisma non fu mai scritto da Chesterton. È solo un'azzeccata e particolarmente poetica sintesi del capitolo "Sulla famiglia e sull'amore" di Eretici.

La storia di questo apocrifo e della scoperta che esso era tale l'abbiamo riportata in due vecchi post del nostro blog. Fu occasione anche di una discussione con la redazione di ClanDestino e di una ricerca approfondita che diede anche un interessante frutto, e cioè la fonte e l'origine dell'apocrifo (cosa che non capita quasi mai):



lunedì 22 aprile 2013

Un ritratto di Papa Francesco dal nostro Matteo Donadoni



IRRIVERENTEMENTE DEFINITO (DA ME)PAMPERO DE DIOS

(OVVERO DEL VIGORE EVANGELICO DI UN VESCOVO VESTITO DI BIANCO E UN PO' DESCAMISADO)

 

«No te olvides nunca de mis grasitas».

(Invito a non dimenticarsi dei suoi poverelli, che Evitarivolse a Peròn dal letto di morte)

 

PREMESSA ETIMOLOGICA O VOCABOLARIO

- Descamisados: letteralmente "scamiciati", nell'accezione usata, seguaci di Peròn, peronisti.

- Grasa: termine dispregiativo per indicare le persone di umile condizione sociale e scarsa cultura; grasita è ​un vezzeggiativo, indica un tono affettuoso.

- Pampa: parola in lingua quechua per "pianura".

- Villas miserias: quartieri poveri e malfamati, con alto tasso di criminalità.

 

​Il termine pampero fu introdotto dai conquistadoresspagnoli dell'area del Rio de la Plata. I coloni spagnoli, infatti, erano tormentati da un vento forte, secco, freddo (o caldo) e tempestoso, proveniente dall'interno del continente, cioè dalle pampas, le fertili praterie argentine.
Ora, questo, può sembrare un accostamento irriverente e paradossale, e forse lo è, ma a Bergoglio, che pare sia membro della Sociedad Chestertoniana Argentina, e che ha scelto di incarnare il paradosso di un Papa gesuita di nome Francesco, credo che piacerebbe. Infatti, che sia un forte vento per la Chiesa è ormai chiaro a chiunque, anche in tutti i peggiori bar di Caracas, ma il suo non sarà un vento freddo, sarà forte contro il male e ditenerezza per chi lo ama. Bergoglio è un uomo di grande forza pastorale, dotato di una sana "aggressività apostolica", che è lo stile con il quale si esprime, e non avràpaura di annunciare con vigore e saggezza Cristo ed il Vangelo.

​Per capire la personalità di Papa Francesco, non facilmente decifrabile tramite canoni europei, credo sia necessario tenere presente alcuni dati culturali emergenti dalla formazione e dalla provenienza argentina e i tratticaratteriali propri della persona umana: Bergoglio ha unaforma mentis gesuitica e un'anima francescana, un cuore argentino e un fegato peronista, come del resto la maggior parte dei suoi connazionali: se, come tante Evita Duarte, le argentine possono spezzarti il cuore con un solo sguardoinfuocato, gli argentini sono orgogliosi e determinati come i loro straordinari cavalli criolli.

​Forse definire il Santo Padre peronista può suonaredisdicevole nell'Europa del politically correct, e forseBergoglio non lo è o non lo è più, ma in Argentina il dibattito è vivace. La figura del presidente Peròn fucertamente sui generis: cercò la terza via fra capitalismo e marxismo; diede ospitalità a rifugiati nazisti, ma non vi eratraccia di antisemitismo in lui; ebbe a cuore il destino dei poveri, ma non era spinto da ideologie socialiste. Hugo Alconada Mon, giornalista de La Nacion, quotidiano letto da Bergoglio, ha riportato l'episodio in cui il giovaneBergoglio esibì in classe il distintivo del movimento peronista e si beccò una sospensione di alcuni giorni. Pare che ebbe simpatie per il peronismo cattolico, prima dell'avvento dei montoneros, i cosiddetti peronisti di sinistra che misero a ferro e fuoco l'Argentina. Infatti dichiara: «Peròn voleva servirsi delle tesi della Dottrina sociale della Chiesa e finì per introdurne molte nella sua attività politica governativa. Monsignor De Carlo, il vescovo di Resistencia, fu molto vicino alla coppia Peròn. Di fronte alle accuse di essere filo-peronista rispondeva: "Non è De Carlo peronista, ma Peròn ad essere decarlista"»(cfr "Il Cielo e la Terra", dialoghi tra Jorge Bergoglio e Abraham Skorka). Non sappiamo se sia o no distributista, in ogni caso è indubbio che di quella terza via tra marxismo e capitalismo qualche cosa è rimasto nella visione politico-economica del Papa. Di certo sono (sospirate) parole del Pontefice «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri».

​D'altra parte Papa Francesco era apparso subito senza la mozzetta, un po' come aveva fatto san Francesco, denudandosi degli abiti del padre. Ma, qualcuno ha fatto notare, come fece anche Peròn, togliendosi la giacca dal balcone della Casa Rosada, restando descamisado. Tuttavia, il fatto non va frainteso, né applicato alla liturgia,perché l'arredo liturgico non è semplice forma, è renderegiusto onore alla gloria di Dio. Ha voluto precisare subito il Papa: «Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato». E' giusto dare ad ogni cosa la giusta collocazione ed importanza, volere una Chiesa povera, non clericale e non ideologizzata, non significa distruggerla.

​Benedetto XVI nella rinuncia al Pontificato ha parlatodelle sfide che la Chiesa ha davanti e della grande forzanecessaria per affrontarle. La sfida della fede, la nuova evangelizzazione dell'Europa, la cui cultura teologica è quella di certi biblisti, che, accettando acriticamente il metodo inventato dal protestante-simo (cosiddetto storico-critico, in realtà agnostico), hanno vivisezionato la Parola di Dio - come se non fosse fondamentale in quanto tale -,per cui purtroppo a volte si ha l'impressione che ciò che ciresta di vero siano solo le note del biblista! Tuttavia, come dice il filosofo inglese Roger Scruton: «la cristianità ha creato l'Europa, l'Europa ha cristianizzato il mondo, oggi le élite europee hanno rifiutato la cristianità, per questo l'elezione di Bergoglio sarà l'occasione di una rievangelizzazione dell'Europa attraverso un gesuita argentino».

​Bisogna rimettere ordine: prima la fede, poi la morale; primal'annuncio della Novella, delkerigma, poi le opere, che derivano dalla sua accettazione. E questa è la grande, perenne sfida della carità,che dalla fede deriva. Leggiamo nel Vangelo di Luca: «Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore". Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: "Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi"». (Luca 4,17-21)

​Infatti, già nel 2002, durante la grave crisi Argentina,per cui si moriva letteralmente di fame, invece di rispondere alle sfide del presente con un documento su debito estero, giustizia sociale o ricette economiche, i Vescovi argentini hanno offerto a tutti i fedeli l´umile e trascurato Catechismo della Chiesa Cattolica. Il perché lospiegò l´arcivescovo di Rosario, Eduardo Vicente Mirás:«Fatti come la morte per fame di tanti bambini avvengono nella nostra società anche perché non si conosce né si mette in pratica la dottrina di Cristo. Per questo il Catechismo ha valore: ci fa conoscere questa dottrina e ci permette di avere una conoscenza chiara della dignità dell´uomo».Considerazione a cui l'allora arcivescovo di Buenos AiresJorge Bergoglio, aggiunse: «Per questo presentiamo il messaggio del Catechismo così com'è. Colui che lo segue si salva e salva gli altri. Siamo consapevoli della sofferenza del nostro popolo, siamo consapevoli del fatto che molti bambini non possono terminare il primo ciclo d'istruzione per mancanza delle necessarie proteine. Siamo consapevoli che negli ospedali manca l'essenziale per la salute della gente. Presentare il messaggio di Gesù Cristo significa tracciare il cammino che Egli ha tracciato. Per esser degni della Sua dignità. E diciamo: ogni persona del nostro popolo ha diritto a vedere rispettata questa dignità e non a vederla calpestata. Calpestare la dignità di una donna, di un uomo, di un bambino, di un anziano è un peccato grave che grida al Cielo». Infatti, che Bergoglio andasse nelle villas miserias non fa di lui un contestatore teologico. Anzi, sul piano della morale e della catechesi è del tutto allineato alla tradizione: «L'eredità, la tradizione non si negozia. Il contenuto di una fede religiosa può essere approfondito dal pensiero umano, ma quando questo approfondimento entra in collisione con l'eredità, allora diventa eresia». Il Papa èmagister e custos fidei, custode e maestro della fede, il restopotrebbe essere tutto accessorio, eppure Francesco dice:«Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio» e«non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza! […]Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d'animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all'altro, di amore».

​La tenerezza di cui el jesuita Francesco è simbolo, dunque, denota grande forza interiore e, come il vento delle pampas, in questi primi giorni di pontificato ha già fatto capire che misericordia e tenerezza sono le insegne degli uomini forti, di chi come lui fa presa sulla vita e sa indicare la retta via. Seguendolo «sentiremo la sua tenerezza, sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore».


Matteo Donadoni

giovedì 21 marzo 2013

William Oddie, editorialista prestigioso del Catholic Herald, riprende la nostra segnalazione su Papa Francesco "chestertoniano"

http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2013/03/20/is-pope-francis-indeed-a-member-of-the-argentinian-chesterton-society-maybe-but-he-has-surely-been-inspired-by-chestertons-great-work-on-st-francis/