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sabato 23 marzo 2024

Un aforisma al giorno - Vedere le cose come sono realmente.

"Stavamo parlando di San Pietro", disse, "ricordi che fu crocifisso a testa in giù. Ho spesso pensato che la sua umiltà sia stata ricompensata dal fatto di aver visto nella morte la bella visione della sua infanzia. Vide anche il paesaggio come è realmente: con le stelle come fiori, le nuvole come colline, e tutti gli uomini appesi alla misericordia di Dio".

Gilbert Keith Chesterton, Il poeta e i pazzi.

Masaccio, Crocifissione di san Pietro,
Polittico di Pisa, Musei statali di Berlino.


venerdì 22 marzo 2024

Un aforisma al giorno - Il peggio è sempre vicino al meglio...

Il peggio è sempre molto vicino al meglio; c'è qualcosa di molto peggiore dell'ateismo che è il satanismo, altrimenti noto come Essere Dio.

Gilbert Keith Chesterton, Il poeta e i pazzi.

Luca Signorelli, Predica e punizione dell'anticristo,
Cappella di San Brizio, Duomo di Orvieto.



venerdì 27 luglio 2018

Il mio vicino d’ombrellone si chiama … G. K. Chesterton! Buone letture cattoliche per l’estate | Radio Spada




Il mio vicino d'ombrellone si chiama … G. K. Chesterton! Buone letture cattoliche per l'estate

a cura di Luca Fumagalli
Una selezione di cinque romanzi del grande G. K. Chesterton da leggere comodamente sotto l'ombrellone. Si tratta di una scelta personalissima; del resto qualunque libro della vastissima bibliografia chestertoniana meriterebbe di essere conosciuto e meditato!
Il Napoleone di Notting Hill
Che cosa accadrebbe se il re d'Inghilterra venisse eletto tramite un sorteggio? E se a essere sorteggiato fosse un bislacco funzionario governativo in frac, Auberon Quin, dotato di un sulfureo senso dell'umorismo e di un gusto particolare per l'epoca feudale? Re Auberon conferisce ai quartieri di Londra la dignità di città-stato e un ragazzo dai capelli rossi di Notting Hill, Adam Wayne, prende talmente a cuore le burle del re che per contrastare il progetto di una strada che attraversa il suo quartiere scatena una vera e propria guerra con gli altri boroughs londinesi. L'unico modo per sconfiggerlo sarà affrontarlo sul suo stesso terreno. Con il suo spirito incline al paradosso e all'ironia, Chesterton imbastisce una farsesca allegoria sulla condizione dell'uomo, costretto a domandarsi se il mondo è uno scherzo di Dio e se lui deve stare al gioco seriamente, oppure scherzare, a sua volta, fino alla morte.
Il poeta e i pazzi
Chi è il poeta e chi il pazzo? È, il poeta, un genio dell'immaginazione sempre in bilico sull'orlo della follia o piuttosto è il pazzo a esplorare la dimensione poetica dell'esistenza ai confini della ragione? Una raccolta di otto racconti, che hanno come protagonista Gabriel Gale, poeta-detective a caccia di ambigui criminali, figure bivalenti macchiate dal reato ma a loro volta vittime della pazzia. Ma lo stesso Gabriel, investigatore della mente umana, risolve i misteri lottando contro la ragione. Egli è, infatti, anche un poeta, è un artista, e in lui la razionalità lascia spesso il posto all'immaginazione. Come un funambolo cammina sulla corda tesa sopra l'abisso che separa sanità e pazzia, realtà e menzogna, per far scoprire al lettore che la soluzione più semplice, la più logica, non è mai quella giusta. Perché anche la ragione, a ben guardare, troppo spesso si rivela una trappola.
Il ritorno di Don Chisciotte
Ne Il ritorno di don Chisciotte, Chesterton trasforma un bibliotecario nella riedizione del don Chisciotte di cervantesiana memoria, regalando, a questo nuovo paladino dell'idealismo e dell'altruismo, una simpatia che il personaggio di Cervantes non ebbe. Lo seguirà nel suo peregrinare la personificazione dell'uomo altruista, Douglas Murrel, novello Sancho Panza e straordinario personaggio letterario. Michael Herne è il bibliotecario di Seawood Abbey, dimora da lord Seawood. Quando Olive Ashley decide di mettere in scena la commedia Blondel il Trovatore, il timido bibliotecario è coinvolto nella piece teatrale. Inizialmente l'insicuro bibliotecario si dimostra refrattario al gioco delle parti, ma rimane poi vittima delle suggestioni della commedia. Capisce quindi d'aver trovato nel ruolo recitato il suo vero io. Rifiuta così di togliere il costume di scena, muovendosi e pensando come un uomo medioevale.
Il club dei mestieri stravaganti
Sei storie di delitti in cui in realtà non viene commesso nessun delitto. Le apparenze sono sinistre; il mistero agli inizi della vicenda è dei più cupi e inquietanti; l'evidenza dei fatti sta lì a indicare che una mente criminosa è al lavoro o ha già condotto a termine il lavoro. Lo sviluppo della vicenda non fa che confermare i peggiori sospetti del lettore. Lo scioglimento, infine, si incarica di smentire quelle apparenze, quei "fatti" con un umorismo sentenzioso, ammonitorio. Esso ci avverte ogni volta che l'immaginazione umana può essere più bizzarra e ingenua di quanto pensiamo. Per un tale genere di detective story occorreva un detective molto speciale: Basil Grant, personaggio improbabile e grandioso, invenzione chestertoniana delle più felici. E un ex giudice, allontanato dalla scranna per manifesta pazzia, e che ora vive felicemente in una soffitta senza provare il bisogno di andare in società. La pazzia è il suo metodo investigativo e preferisce di gran lunga l'intuizione alla deduzione. Scarta "i fatti" come elementi essenzialmente fuorvianti. È il perfetto campione, insomma, di queste storie stravaganti e beffarde, un impeccabile anti Holmes, che si aggira, svagato e sornione, per una Londra sterminata e fosca, in cui il crimine sembrerebbe di casa, mentre non lo è affatto.
Uomovivo
Uomovivo è uno dei più complessi e affascinanti romanzi della letteratura inglese. Narra la storia del fantastico Innocent Smith, il debordante e incredibile protagonista che in un caldo pomeriggio estivo irrompe nel giardino del piccolo cottage, che è casa Beacon, sospinto da un vento turbinoso. Annunciato da un panama bianco e da un ombrello verde sospinti con le foglie nel giardino della pensione della taciturna signora Duke, Innocent plana col suo vestito verde da vacanziere al cospetto di tre giovani uomini, il dr. Warner, l'irlandese Michael Moon e Artur Inglewood, impegnati in una discussione su un bizzarro e delirante telegramma. L'omone esordisce e persevera in comportamenti inconsueti, irrazionali e incomprensibili, che lo trasformano agli occhi dei villeggianti in un pericoloso individuo. Subirà quindi un bizzarro "processo casalingo", dove le orribili accuse che gli verranno pregiudizialmente mosse, sono quelle di tentato omicidio, omicidio, furto con scasso e bigamia. Nelle vesti di mite imputato, Innocent si lascia docilmente processare. Alla fine, l'avvocato difensore smonterà tutte le accuse, svelando ai presenti il senso stesso del nome del suo straordinario cliente: Uomovivo.

sabato 15 luglio 2017

Il poeta e i pazzi - di Fabio Trevisan - da Riscossa Cristiana



"Non sapete che un pittore di ritratti deve saper valutare le persone a prima vista esattamente come un medico?"

Nella raccolta di episodi tratti dalla vita di Gabriel Gale, "Il poeta e i pazzi", pubblicato nel 1929, Gilbert Keith Chesterton ha voluto rivelarci un profilo autobiografico. Questo Gabriel Gale, pittore e poeta con il gusto della contemplazione mistica e dalla raffinata penetrazione psicologica univa, come Chesterton, due "anime": la natura artistica dell'immaginazione collegata a quella filosofica della ragione. "E' esatto dire che siamo capovolti; quando gli angeli pendono a testa all'ingiù sappiamo che vengono dall'alto. E' soltanto chi viene dal basso che gira col naso in aria". Queste frasi apparentemente squilibrate hanno, al contrario, un senso molto forte e indicano che per vedere le cose correttamente bisogna fare un esercizio spirituale insolito: capovolgerle. Che significa ? Non si dice spesso, in segno di superbia, che "quel tizio mi ha guardato dall'alto verso il basso"? Chesterton proponeva l'inverso, in segno di umiltà, di guardarle dal basso verso l'alto e c'erano due modi: o stare ritti sulla testa (esercizio atletico assai impegnativo) oppure prostrarsi o inginocchiarsi ed alzare così lo sguardo verso il cielo.

Alla base di questi "pazzeschi" ragionamenti stava, potremmo dire con S. Francesco d'Assisi, una filosofia della natura, un corretto concetto di natura: quando la natura è concepita come madre, inevitabilmente finisce  (per dirla con Giacomo Leopardi) per diventare matrigna; al contrario, quando è sorella, si accetta con gioia la gratitudine della condivisione creaturale. Ecco perché è esatto dire, con Gabriel Gale, che siamo capovolti, per poter assaporare la potenza del Creatore, i suoi Angeli, le Sue creature: "Ricordate che San Pietro venne crocifisso con la testa all'ingiù? Ho spesso pensato che la sua umiltà sia stata ricompensata dal fatto che, morendo, poté riavere la meravigliosa visione della sua infanzia; vide anche il paesaggio quale è veramente, con le stelle simili a fiori e le nubi come colline e tutti gli uomini sospesi alla mercé di Dio". Con questo sguardo capovolto, ci insegna Chesterton, tutto appare sospeso, tutto ha le radici in cielo. La natura, senza la sopranatura, perde di significato e non riesce a mantenersi nemmeno come natura: "Se si recide il sopranaturale si ha l'innaturale". Appunto, la contro-natura. Gabriel Gale descriveva così la situazione forsennata entro la quale ora stiamo vivendo ed invitava ad orientare lo sguardo (dal basso) verso il cielo: "Siamo delle mosche che strisciano su un soffitto, ed è soltanto per un'incessante azione della misericordia divina che non precipitiamo". 

A questa infantile ed umana umiltà che, attraverso lo sguardo capovolto, coglieva l'essere delle cose, il grande scrittore inglese aggiungeva un'altra essenziale considerazione: tutto era stato posto da Dio nel Paradiso terrestre, su di un elevato piano sopranaturale ma che il piano inclinato del peccato originale aveva sconvolto, facendo precipitare il tutto verso il basso. Oltre a recuperare lo sguardo, bisognava quindi restituire a Dio l'esatta dimensione in cui aveva posto il creato. Per questo motivo Innocent Smith, uomo vivo, poneva il cappello in testa ad ogni persona con queste parole: "Ogni uomo è un re ed ogni cappello è una corona". Quest'atto, che evocava l'investitura medievale, significava il ricordare la dignità e la collocazione originaria, come Dio l'aveva pensata. Un'ultima riflessione, suggerita dal poeta e pittore Gabriel Gale, è quella del corpo e della sua ombra. La luce ed i colori, per un sano pittore, rivelano qualcosa che ad un occhio poco allenato non appare.

Chesterton ci ammonisce, riferendosi al realismo moderato di San Tommaso d'Aquino, a considerare attentamente le cose e a non scambiarle con le ombre: "Accanto ad ogni cosa sta la cosa irreale che è la sua ombra: per i nostri occhi è l'ombra che esiste…non riuscite a vedere nessun oggetto come esiste nella realtà, ma soltanto quale lo si potrebbe far apparire…andate direttamente alle potenzialità ingannevoli di tutte le cose, afferrate subito il concetto che ogni cosa si può usare come fosse un'altra".

giovedì 4 maggio 2017

Gabriel Gale, la ragione e il senso della realtà - di Enrico Reggiani (da Il Sussidiario)

Tra i numerosi scrittori di lingua inglese studiati da Jorge Luis Borges (1899-1986), Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) occupa una posizione di tale rilievo da risultare forse culturalmente imprevista e sorprendente per alcuni lettori distratti o ideologicamente prevenuti: in realtà, nel 1968 il creatore della fantasmatica Biblioteca di Babele (1941) confessò senza mezzi termini alla scrittrice latinoamericana Rita Guibert il suo grande "affetto" per Chesterton, pur rammaricandosi dell'assenza in quest'ultimo di "un'ispirazione classica" e del fatto che il suo "gusto" sia destinato a svanire con la conseguenza che, "nell'arco di uno o due secoli, Chesterton figurerà soltanto nelle storie della letteratura".

Il resto nel collegamento qui sotto:

http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2016/8/1/CHESTERTON-Gabriel-Gale-la-ragione-e-il-senso-della-realta/716913/

sabato 3 dicembre 2016

Dal sito di Città Nuova

Gialli – Gilbert Keith Chesterton, "Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale", Fuorilinea, euro 18,00 – Chi immaginava che nella sterminata produzione di Chesterton scrittore, polemista e conferenziere fossero comprese anche delle detectives stories? Pur ammirando l'eroe di Conan Doyle, Sherlock Holmes, in questi 8 racconti basati su casi criminosi da sciogliere egli inventa un protagonista lontano mille miglia dal celebre investigatore che considera solo gli indizi materiali: è lo strampalato pittore e poeta Gabriel Gale, che rifugge dai luoghi comuni ed è interpellato dall'inconsueto. La sua indagine poliziesca, per quanto fuori dai canoni, penetra più a fondo nell'anima umana ed è frutto di una ricerca spirituale. Un "giallo" che inaugura un nuovo filone, nello stile prorompente e brillante tipico dell'autore inglese.

Tratto da:

venerdì 14 ottobre 2016

Gabriel Gale. Il poeta e i pazzi - di Paolo Gulisano


 

Gabriel Gale, l'investigatore poeta e pittore creato da Gilbert Chesterton nel 1929 è tornato. Ci ha pensato – meritoriamente- a ripubblicarlo quella piccola ma eccellente casa editrice che è  Fuorilinea, con il titolo "Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale, pittore e poeta, nonché investigatore assolutamente dilettante, è un personaggio chestertoniano quanto pochi altri: Chesterton ci dice che gli era avvenuto di risolvere parecchi misteri, ma si trattava per lo più di quei misteri che interessano i mistici. Accadde tuttavia che una volta o due fosse obbligato a scendere dalle nuvole del misticismo per immergersi nell'atmosfera intensamente viva di un delitto e riuscì talvolta a dimostrare che un apparente delitto era un suicidio, tal'altra a dimostrare che un suicidio era invece un delitto; talora si occupò anche di cose meno gravi quali la scoperta di un falso o di una frode. Ma la sua partecipazione alle indagini non era di solito che il frutto di una coincidenza, poteva derivare dal fatto che un avvenimento toccasse casualmente qualche punto verso il quale la sua fantasia, sempre interessata ai movimenti ed agli stati d'animo, lo guidava; oppure essa gli dimostrava come aveva guidato altri al di là dei confini della legalità. Nella maggioranza dei casi riuscì a dimostrare che i moventi del furto o del delitto sono perfettamente logici e persino convenzionali."Giunto alla maggiore età, aveva ereditato i piccoli debiti e le modeste rendite di un gentiluomo di campagna piuttosto sfortunato. Ma benché cresciuto nella tradizione dei piccoli proprietari non era tipo da non possedere, specie a quell'età, opinioni personali estranee a quella tradizione. Giovanissimo ancora, era politicamente l'esatto opposto di quel che dovrebbe essere un proprietario di terre, e cioè era molto rivoluzionario e, dato il luogo, quasi anarchico. Interveniva in favore dei cacciatori di frodo e degli zingari; indirizzava ai giornali lunghe lettere che i redattori giudicavano troppo eloquenti per essere adatte alla pubblicazione. Denunciava la magistratura della contea in controversie che avrebbero poi dovuto venir giudicare imparzialmente dagli stessi magistrati della contea. Avendo alla fine scoperto con grandissimo stupore che tutte le autorità gli erano contrarie e sembrava fossero in grado di controllare lealmente ogni possibile mezzo di espressione a sua disposizione, ideò un nuovo metodo del tutto personale, il quale procurò a lui un grande spasso, e alle autorità locali non poche seccature. Si diede cioè a impiegare il talento per il disegno che sapeva di possedere, e insieme un altro talento di cui era meno consapevole che gli permetteva di indovinare i pensieri delle persone che avvicinava e di capire in breve tempo le loro più intime caratteristiche spirituali".Naturalmente questa capacità di scrutare nell'animo umano e di metterlo a nudo di fronte all'interessato stesso viene considerata follia. Di fronte a due medici che forti del loro metodo razionalista e pseudo-scientifico intendono valutarlo, Gabriel risponde, con semplicità disarmante:" Credete davvero che esista qualche ragione per la quale voi siate adatti a stendere una relazione sul mio stato mentale più di quanto sia io in grado di descrivere il vostro? Non potete certo conoscermi più di quanto io non conosca voi; anzi neppure la metà di quanto io vi conosca. Non sapete che un pittore di ritratti deve saper valutare le persone a prima vista esattamente come un medico? E io so farlo molto meglio di voi perché in questo campo ho un'abilità speciale. Ecco la ragione per la quale so dipingere quelle figure sui muri, e le vostre persone le saprei disegnare grandi come case. Io so quello che vi sta in fondo al pensiero, dottor Simeon Wolfe: un caos di eccezioni senza nessuna regola. Voi trovate anormale ogni cosa perché non sapete comprendere la normalità. Voi riuscireste a dichiarare pazzo chiunque; in quanto poi al perché desiderate in maniera speciale di provare che io sia pazzo questo è un altro svantaggio dell'ateismo, perché non credete che niente vi potrà colpire per punirvi del vile tradimento a cui vi siete oggi venduto".


Gabriel, come detto, era stato creato da Chesterton nel 1929, dopo il suo ingresso definitivo nella Chiesa Cattolica, ed è la figura ultima del suo "pantheon" di investigatori, ovvero di cercatori di Verità. La vita come enigma è il senso del Libro di Giobbe, definito da Chesterton, che vi aveva trovato ristoro e salvezza nella crisi terribile degli anni giovanili come il più grande poema religioso dell'umanità. Enigma, o mistero, non nel senso di qualcosa di ignoto, di in conoscibile, di assurdo, ma come, contrariamente a come solitamente viene posta la questione, una risposta che attende una domanda , una domanda posta nel modo giusto, come quella che deve rivolgere il cercatore del Santo Graal al custode del sacro calice. Chesterton notava che in Giobbe l'affermazione che convince il dubbioso non è l'immagine dell'ordinata bontà del creato, quale l'aveva raffigurata la religiosità rigorosamente razionale del diciottesimo secolo, bensì la descrizione della sua immensa e arcana irrazionalità. E la sorpresa stupita di fronte a un Dio che supera incommensurabilmente i nostri calcoli e le nostre previsioni intellettuali è all'origine dell'atto di fede."Non è vero che il volgo preferisce la letteratura mediocre alle opere di gran pregio, né che ama i racconti polizieschi perché sono letteratura di infimo grado. (..) Bisogna riconoscere che numerosi racconti polizieschi traboccano di crimini eccezionali, proprio come un dramma di Shakespeare. (..) Non solo il racconto poliziesco è una forma d'arte perfettamente legittima, ma presenta certi vantaggi ben definiti e reali come strumento del benessere pubblico." "Il primo pregio fondamentale del racconto poliziesco consiste nel fatto che rappresenta il più antico, nonché l'unico genere di letteratura popolare in cui sia espressa una qualche consapevolezza della poesia della vita moderna." L'investigatore è il moderno eroe che viva la sia Iliade nei meandri delle strade della città. Era inevitabile che sorgesse una letteratura popolare che tenesse conto delle possibilità romantiche offerte dalla città moderna. I racconti polizieschi possono essere sobri e confortanti come le ballate di Robin Hood. Il romanzo poliziesco sottrae all'oblio il fatto che la civiltà stessa è la più sensazionale delle trasgressioni e la più romantica delle sommosse.


Gabriel Gale è un cavaliere cristiano che combatte contro l'assuefazione dell'anima, contro ogni accidia spirituale si rivolgono i grandi personaggi indagatori di Chesterton più che contro la stessa malvagità, che in fondo non ne è che una conseguenza.


PAOLO GULISANO

lunedì 2 maggio 2016

Fuorilinea pubblica Il Poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale - Comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA

LA CASA EDITRICE FUORILINEA (WWW.FUORILINEA.IT) PUBBLICA 

"IL POETA E I PAZZI. EPISODI DELLA VITA DI GABRIEL GALE" DI GILBERT KEITH CHESTERTON


PRIMA EDIZIONE INTEGRALE DELLO STRAORDINARIO ROMANZO IN FORMA DI RACCONTI CHE RIFORMULA LE REGOLE DEL POLIZIESCO ATTRAVERSO IL PERSONAGGIO DI GABRIEL GALE, PITTORE E POETA IN GRADO DI TRACCIARE LA PERSONALITÀ DEI CRIMINALI COME UN MODERNISSIMO PROFILER 


Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), saggista, narratore e poeta inglese pubblica nel 1929 The Poet and the Lunatics: Episodes in the Life of Gabriel Gale, straordinario romanzo in forma di racconti che ha riformulato le regole del poliziesco attraverso il personaggio di Gabriel Gale, pittore e poeta in grado di tracciare la personalità dei criminali come un modernissimo profiler, inaugurando la nascita del giallo psicologico. «Il detective – spiega Paolo Pegoraro, che ha scritto l'introduzione a questa prima edizione integrale che presenta gli otto capitoli del ciclo narrativo di Gale in una nuovissima traduzione – non è più un superuomo dotato di conoscenze e capacità incredibili, ma un "uomo più degli altri" che, scandagliando gli angoli bui del proprio animo, vi riconosce le zone d'ombra dove nascono i crimini. Se Sherlock Holmes seguiva gli indizi materiali, Gale lascia che il suo sguardo sia interpellato dall'inconsueto... una scala abbandonata davanti a una finestra aperta, una vetrina allestita in maniera impropria, uno sguardo troppo fisso, posate dalla forma bizzarra, dettagli naturali fuori posto – che siano uccelli o molluschi. Indizi quotidiani, misteriosi eppure non meno minacciosi, di crimini compiuti o prossimi ad accadere. Gale è lo scompigliatore delle opinioni assodate nei circoli intellettuali, dei giudizi à la page, dei "recentissimi studi" che infiorettano i giornali. Difende l'uomo comune con la stessa verve con cui contesta i luoghi comuni. Compresi quelli del giallo. Mettere in prigione il colpevole? Inutile. O meglio, quello che occorre acciuffare e assicurare alla giustizia non è un uomo, ma quella filosofia di vita malata che si è impossessata di lui. A metà strada tra romanzo giallo e psicopatologia della vita spirituale, ognuna di queste otto avventure è squarciata da una spiegazione che balena come un fulmine nella notte, rivelando per un attimo la lucida follia nascosta dietro il volto rispettabile di uomo d'affari, professori, artista, uomini di chiesa, psichiatri».

Come sottolinea Annalisa Teggi, traduttrice di questa straordinaria opera, «il poeta-pittore-detective Gabriel Gale, uscito dalla testa geniale-penna mirabolante di G. K. Chesterton, ha uno sguardo che mette sotto-sopra cielo e terra, che riesce a scavare oltre le apparenze, pur di consegnarci uno visione nuova sulla realtà». Perché – conclude Paolo Pegoraro – «da buon detective filosofico, non deve solo scoprire perché un uomo è morto ma farci intuire come restare vivi, come conservare la sanità interiore in un mondo che pare averla smarrita».

«Andiamo particolarmente fieri della pubblicazione di questo libro – ha detto Franco Irawan Esposito-Soekardi, direttore editoriale di Fuorilinea – perché alla sua realizzazione ha contribuito un gruppo di affiatatissimi chestertoniani, ma soprattutto perché è un libro che conferma quanto disse Borges allorché sottolineò che nella vastissima opera di Chesterton "non vi fosse una sola pagina che non offra una felicità"». 

 

Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale di Gilbert Keith Chesterton 

Introduzione di Paolo Pegoraro

Traduzione di Annalisa Teggi

Fuorilinea –– collana fuorilinea – www.fuorilinea.it 

Ufficio Stampa: Stefania Santi (+39 3403770348)

isbn 9788896551288 (Euro 18)