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giovedì 29 agosto 2024

Echi di Chesterton - The Transforming Imagination of Dorothy L. Sayers - Un interessante articolo su Dorothy L. Sayers di Crystal Downing sul sito del Wheaton College.

Dorothy L. Sayers fu una grande ammiratrice di GKC, e fu fondatrice assieme a lui e ad altri scrittori del Detection Club. Mi sembra utile fornire un riferimento letterario a proposito di questa scrittrice che considerò Chesterton così rilevante nella sua vita. Ebbe una vita travagliata dal punto di vista affettivo, questa brava scrittrice che tradusse anche La Divina Commedia di Dante.

Una curiosità: Dorothy L. Sayers lavorò per una grande agenzia pubblicitaria che si chiamava Benson, e che fu quella che preparò le immagini pubblicitarie più belle e popolari della birra irlandese Guinness. Fu lei a suggerire l'introduzione del famoso tucano associato ancor oggi all'immagine della bevanda irlandese. La poesiola ai piedi delle pinte e del tucano è sua. Scusate ma a me queste cavolate piacciono...



Marco Sermarini

Imagination and the arts transformed Dorothy L. Sayers (1893-1957), turning her into an agent of transformation for others. In the early 1940s, Sayers led thousands of people to take the gospel message seriously for the first time in their lives. She did so not by employing sophisticated philosophical arguments or astute apologetics, but by engaging imagination and the arts. Her life story might help Christians today think about the powerful way visual and literary art can generate the aroma of Christ to those who are perishing (2 Cor. 2:15).

The only child of an Anglican clergyman, the adolescent Dorothy considered works of fiction far more aromatic than homilies in church. Though she did not embrace atheism as did the adolescent C. S. Lewis, she found the pieties and proprieties of conventional Christianity annoying. In her mid-teens she composed a poem that compared rainwater running through the mouth of a gargoyle outside a church to a sermon spouted by the parson inside, concluding that she found the gargoyle much more delightful. Feeling compelled during boarding school to be confirmed at Salisbury Cathedral, she later complained that this ritual expectation led her to resent religion for years. Indeed, when she received a scholarship from Oxford University, she was delighted that her college did not require chapel attendance, and she spent more time asking people for cigarettes than for spiritual advice.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.wheaton.edu/magazine/winter-2021/the-transformation-imagination-of-dorothy-l-sayers/




giovedì 22 agosto 2024

Echi di Chesterton / Chesterton in altre parole | Giuseppe Tomasi di Lampedusa - Curiosità intellettuale alla Goethe e alla Cestertonio...

 


Il Mostro*, mosso da quella nobile curiosità intellettuale che lo accosta a Goethe e allo Cestertonio, si recò adunque Domenica scorsa nella illustre chiesa di S. Margherita all'ora del servizio...

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Viaggio in Europa - epistolario 1925-1930.


* Tomasi di Lampedusa parla di sé...

mercoledì 21 agosto 2024

Echi di Chesterton / Chesterton in altre parole - Giuseppe Tomasi di Lampedusa è talmente "di casa" che osa chiamare il Nostro Eroe "Cestertonio" (ma che bello!)...

... ma nulla mi vieta di raccomandarti, tanto per alzare di più alte vette lo spirito, la lettura dell'Everlasting Man dello Cestertonio, a mia opinione il più nobile libro di apologetica cattolica dal Manzoni in poi, colmo di alta poesia...

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Viaggio in Europa - epistolario 1925-1930.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa




martedì 11 giugno 2024

Echi di Chesterton - Michael Crichton.

Michael Crichton (1942 - 2008), scrittore, regista e sceneggiatore americano e autore tra l'altro del libro da cui è stato tratto il film Jurassic Park per la regia di Steven Spielberg, nella bibliografia del suo romanzo Next ha incluso due libri di Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo e Eugenetica e altri malanni.


Nella descrizione del primo, Crichton osservava che “Chesterton ha visto le implicazioni della visione [dei suoi contemporanei] della società del ventesimo secolo, e ha previsto esattamente ciò che ne sarebbe derivato”. 

A proposito del secondo libro, ha scritto che «Chesterton fu una delle poche voci ad opporsi all'eugenetica all'inizio del XX secolo. La vedeva come una frode a tutti i livelli e prevedeva dove avrebbe portato, con grande accuratezza. I suoi critici erano legioni; lo hanno denunciato come reazionario, ridicolo, ignorante, isterico, incoerente e ciecamente prevenuto, notando con sgomento che “la sua influenza nel condurre la gente nel modo sbagliato è considerevole”. Eppure Chesterton aveva ragione, mentre il consenso degli scienziati, dei leader politici e dell'intellighenzia era sbagliato... Questo libro vale la pena di essere letto perché, in retrospettiva, è chiaro che le argomentazioni di Chesterton erano perfettamente sensate e meritevoli di una risposta, eppure si è semplicemente gridato al fallimento».





lunedì 10 giugno 2024

Echi di Chesterton - Francis Scott Fitzgerald.

Hai mai notato questa straordinaria coincidenza. Bernard Shaw ha 61 anni, H.G. Wells 51, G.K. Chesterton 41, tu hai 31 anni e io 21: tutti i grandi autori del mondo in progressione aritmetica.

Francis Scott Fitzgerald, da una lettera a Shane Leslie del febbraio 1918 pubblicata in A Life in Letters.



Francis Scott Fitzgerald (1896 - 1940)

mercoledì 10 aprile 2024

Neil Gaiman a 11 anni voleva rapire Chesterton...

"Quando hai 11 anni, torni a casa da scuola attraversando questo strano paesaggio inglese e ti passano per la testa queste cose strane e meravigliose... beh, questa è una di quelle cose che non ho mai raccontato a nessuno prima d'ora", dice Gaiman in tono cospiratorio, "ma eccoci qua":

"La mia peggiore fantasia è stata una fantasia molto bella. Dovevo rapire tutti gli autori di cui mi piaceva l'opera, vivi e morti - dovevo andare in giro a radunare G.K. Chesterton e Geoffrey Chaucer e tutti questi tipi. Poi li rinchiudevo in un enorme castello e li costringevo a collaborare a questi libri dalle trame enormi. E io dicevo loro quali erano le trame. Avevo circa 10 anni. E ho progettato un'epopea gigantesca in 12 volumi su queste persone che partono per raccogliere rocce da tutto l'universo. Per quanto riguarda i sogni a occhi aperti, questo dice molto di me da giovane: non ero abbastanza sicuro della mia capacità di inventare storie. Mi inventavo questa storia enorme e intricata per giustificare i miei sogni a occhi aperti di creare storie".

Neil Gaiman in un'intervista:

 https://edition.cnn.com/2001/CAREER/jobenvy/10/04/author.neil.gaiman/index.html



martedì 9 aprile 2024

Chesterton, Tolkien e Lewis nelle parole di Walter Hooper, segretario di C. S. Lewis.

J.R.R. Tolkien amava GKC, ma non ne parlava quasi mai. Aveva usato gli argomenti di Chesterton per cercare di persuadere C.S. Lewis a diventare cattolico, ma a un certo punto Tolkien era contento che Lewis fosse diventato un cristiano così forte.

Walter Hooper (segretario di C.S. Lewis) in un'intervista con Dale Ahlquist, apparsa nel numero di maggio/giugno 2014 di Gilbert.




domenica 31 marzo 2024

Echi di Chesterton (e di chestertoniani) - Ecco il saggio di cui al post di ieri. Tommaso del Creatore (Chesterton) - Le ragioni e l'attualità di un appellativo (di Santiago Sanz Sánchez) - da Annales Theologici.

Abbiamo trovato questo interessante saggio che consolida la fama di chestertoniano di Joseph Ratzinger da tempi lontani e volevamo sottoporlo alla vostra attenzione. Eccone l'incipit con il sommario e il collegamento:


TOMMASO DEL CREATORE (CHESTERTON).

LE RAGIONI E L’ATTUALITÀ DI UN APPELLATIVO

Santiago Sanz Sánchez


Sommario: I. Introduzione. II. Le ragioni dell’appellativo. 1. Le ragioni di Chesterton. 2. Le ragioni di Pieper. 3. Le ragioni di Pesch. III. L’attualità dell’appellativo. 4. L’attualità nell’ottica di papa Francesco. 5. L’attualità secondo Joseph Ratzinger / Benedetto XVI. 6. Conclusione.


I. Introduzione


Trentotto anni fa, il 14 marzo 1979, a Salisburgo, in una occasione analoga a questa, la celebrazione accademica della festa di San Tommaso d’Aquino, l’allora arcivescovo di Monaco di Baviera e Frisinga, che si chiamava Joseph Ratzinger, iniziava la sua Lectio magistralis citando una proposta del noto scrittore Gilbert K. Chesterton. La citazione sarebbe da considerare aneddotica, addirittura irrilevante, se non fosse perché eminenti studiosi di Tommaso, sia prima (Josef Pieper), che dopo (Jean-Pierre Torrell, Otto H. Pesch), per nominare solo alcuni, si sono riferiti alla stessa proposta dell’intellettuale inglese.


Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.annalestheologici.it/article/view/3436/1733




mercoledì 22 novembre 2023

I ragazzi di Chescenaè ci rifanno con Uomovivo.

Mesi fa demmo la notizia di due spettacoli messi in scena da questi bravi giovani che si sono cimentati con Uomovivo.

Chi si cimenta con Uomovivo vuol dire che ha coraggio e che ama le cose belle, per cui spazio!

Questa volta si replica il 17 Dicembre 2023 alle 20.30 a Milano presso il Teatro Leonardo da Vinci sito in via Ampère n° 1, e vi invitiamo ad andare e a riportarci le vostre impressioni.

C'è chi l'ha fatto e ha detto quel che segue (il messaggio è rivolto al giovane Luigi Umana che è uno di quelli che hanno messo le mani in pasta con la faccenda):


 



mercoledì 8 novembre 2023

Chesterton l’ha definito il miglior poliziesco mai scritto: La pietra di luna | Roberto Cocchis su Cronache Letterarie.



Quando ci si accosta a un romanzo del XIX secolo – soprattutto se è un romanzo inglese e ancora di più se è un romanzo di genere – bisogna sempre mettersi comodi, perché ogni lettura equivale a incamminarsi verso una meta lontana, che sarà raggiunta solo dopo un tragitto al tempo stesso tortuosissimo e piacevolissimo.

Il resto qui sotto:

https://www.cronacheletterarie.com/2023/10/26/la-pietra-di-luna-il-miglior-poliziesco-mai-scritto/

mercoledì 14 dicembre 2022

Echi di Chesterton - Quando Evelyn Waugh incontra Chesterton.

Era costume, appresi in seguito, chiedere a Lady Marchmain di leggere ad alta voce, le sere in cui c’era tensione nell’aria. Aveva una bella voce e un grande senso espressivo. Quella sera lesse dalla “Saggezza di Padre Brown”. Julia dispose innanzi a sé uno sgabello con gli strumenti per la manicure e si ripassò con cura lo smalto sulle unghie; Cordelia coccolava il pechinese di Julia; Brideshead faceva un solitario; io me ne stavo senza fare niente a osservare il grazioso gruppo che componevano.

Evelyn Waugh, Ritorno a Brideshead.

sabato 20 agosto 2022

"The Sandman": c'entrano Neil Gaiman e Chesterton... | da The Collider.

Vi proponiamo alcuni brani di questa intervista a due voci a Stephen Fry e Vanesu Samunyai sui personaggi che interpreteranno nella serie TV "The Sandman". In particolare ci interessa ciò che dice Stephen Fry perché interpreterà The Sandman in persona che Gaiman dichiara essere ispirato proprio a lui, a Chesterton... Di Gaiman e del suo interesse per Chesterton abbiamo parlato più volte nel nostro blog (si vedano i seguenti collegamenti: 

https://uomovivo.blogspot.com/2009/10/ancora-proposito-di-gaiman-e-chesterton.html

https://uomovivo.blogspot.com/2009/08/chesterton-e-attuale-neil-gaiman-parla.html,

https://uomovivo.blogspot.com/2021/04/dal-blog-della-casa-editrice-bietti.html

https://uomovivo.blogspot.com/2012/04/neil-gaiman-lautore-di-coraline-spiega.html,

https://uomovivo.blogspot.com/2020/05/neil-gaiman-ammiratore-di-chesterton.html,

https://uomovivo.blogspot.com/2019/10/chesterton-in-altre-parole-neil-gaiman.html,

e diversi altri ancora (si parla pure di Terri Pratchett, di Coraline, eccetera).

L'articolo è nel collegamento qui sotto, le parti più salienti le abbiamo tradotte di seguito:

https://collider.com/the-sandman-stephen-fry-vanesu-samunyai-interview/

Nostra traduzione:

Dopo più di tre decenni e molti tentativi falliti, l'amata e pluripremiata serie di fumetti DC The Sandman è stata finalmente portata in vita come serie televisiva in 10 episodi per Netflix, sviluppata e realizzata dallo scrittore Neil Gaiman, dallo showrunner Allan Heinberg e da David. S. Goyer. Ambientata in un mondo in cui il Maestro dei Sogni, alias The Sandman (Tom Sturridge), deve viaggiare attraverso diversi mondi e linee temporali per ristabilire l'ordine che si è sviluppato mentre era tenuto prigioniero per oltre un secolo, richiedendo di visitare vecchi amici, nemici e familiari della sua vasta esistenza, al fine di riequilibrare i mondi del sogno e della veglia.

Durante l'intervista con Collider, i co-protagonisti Vanesu Samunyai (che interpreta Rose Walker, una giovane donna alla ricerca del fratello scomparso e che cerca di capire il suo inaspettato legame con Dream) e Stephen Fry (che interpreta Gilbert, autonominatosi protettore di Rose) hanno parlato della responsabilità di far parte di un progetto così importante, di come trovare un senso di appartenenza ai personaggi, dell'uomo realmente esistito a cui il personaggio di Gilbert è ispirato, di come Samunyai potrebbe reagire se si trovasse nella situazione di Rose e di quale eventuale spinoff del personaggio sarebbero interessati a vedere.

(...)

Tutti questi personaggi sono così misteriosi. Hanno tutti un modo in cui si presentano, e poi una miriade di altre cose che stanno realmente accadendo dentro di loro. Stephen, cosa ti è piaciuto del tuo personaggio e come ti sei immedesimato in lui?

STEPHEN FRY: C'è una questione piuttosto personale dietro a tutto questo: Neil Gaiman e io, quando eravamo adolescenti, eravamo entrambi assolutamente appassionati agli scritti di un uomo chiamato G.K. Chesterton, o Gilbert Keith Chesterton, che è meglio conosciuto - se è conosciuto in America - come saggista, ma probabilmente come lo scrittore di romanzi polizieschi che ha creato Padre Brown, un prete un po' goffo. Al momento ne esiste una versione della BBC e credo che sia anche sulla PBS. Era un maestro dei paradossi e un uomo estremamente popolare e grande, in tutti i sensi. Così, quando Neil si è messo in contatto con me, perché conosco Neil da tempo, mi ha detto che voleva che interpretassi Gilbert, e io mi sono ricordato, dopo aver letto The Sandman, che il personaggio di Gilbert era chiaramente GK Chesterton.

giovedì 24 marzo 2022

Christendom in Dublin, 70 pagine... ma stupende.

(...) Mi mettano pure in corrispondenza con Angelini e vedremo. Appena pronta la traduzione degli opuscoletti gliel' invio. Ho sul tavolo Christendom in Dublin di Chesterton: 70 pagine, non più, ma stupende*. Entrerebbe, non le pare, negli opuscoli. Che ne dice? E termino. Tante care cose, e mi voglia bene. Mentre scrivo, fuori diluvia. Un vero Carnevale del tempo: freddo, neve, vento, caldo, pioggia, riapparizioni di sereno. E influenza influenza influenza. Dio ce la mandi buona: ma, a voler esser giusti, canaglia come siamo, poco altro meritiamo che un diluvio, e senza arche. 

Suo De Luca

Don Giuseppe De Luca a Fausto Minelli, Febbraio 1933.

* L'opera di Gilbert Keith Chesterton, Christendom in Dublin (La cristianità a Dublino), era stata pubblicata l'anno precedente da Sheed & Ward (Londra 1932).






mercoledì 23 marzo 2022

Sidelights? Bellissimo e forse traducibile. De Luca a Minelli, Giugno 1932.

Han veduto il libro di Chesterton, Sidelights*? Bellissimo e forse traducibile (ma da un artista). Sono i problemi della civiltà odierna e americana che si discutono con quella irrefrenabile ed elegantissima grazia e leggerezza dell'ore più belle di Chesterton.

Don Giuseppe De Luca a Fausto Minelli, Giugno 1932.

* Sidelights on New London and Newer London, pubblicato nel 1932.




domenica 15 agosto 2021

Altre prove della chestertonianità di Michael Collins.

Michael CollinsMichael Collins, il leader dell'Esercito Repubblicano Irlandese (IRA), che portò la delegazione del Sinn Fein ai colloqui di pace ed al successivo trattato del 6 Dicembre 1921 che dava vita allo Stato Libero d'Irlanda, fu influenzato nella formazione del suo nazionalismo da Il Napoleone di Notting Hill, che egli definì il suo libro preferito. Di questo parlammo in un altro post diversi anni fa, come pure ricordammo che, saputo di questo, Lloyd George, il primo ministro britannico, consegnò delle copie del libro ai membri del suo Gabinetto di governo prima dell'inizio dei negoziati affinché avessero un'idea della mente del leader nazionalista irlandese.
Anche Joseph Plunkett, uno dei condannati a morte dopo l'Insurrezione di Pasqua del 1916 (il primo tentativo degli irredentisti irlandesi di innescare ciò che poi sfociò nella Guerra anglo irlandese e nell'indipendenza dell'Isola di Smeraldo) era pure lui un ammiratore appassionato di Chesterton.
Che Collins amasse Chesterton e che lo avesse ispirato, era cosa nota: qualcuno vede l'innesco di questa passione nel fatto che Collins stesso, durante il suo soggiorno giovanile in Inghilterra, risiedette proprio a Notting Hill.
Da ultimo va pure detto che un altro libro di Chesterton lasciò una forte impronta su Collins: fu L'Uomo che fu Giovedì, che gli diede l'idea centrale del suo metodo di ingaggio con gli inglesi: "if you didn't seem to be hiding, nobody hunted you out" ossia "Se tu non cerchi di nasconderti, nessuno ti può cacciare". Difatti Collins potè agire pressoché indisturbato per anni perché nessuno sapeva davvero chi fosse, che aspetto avesse e dove potesse mirare. Girò per anni nella Dublino in fiamme forte di questo gagliardo insegnamento chestertoniano.
In un altro recente post ho avuto modo di dire come le idee distributiste chestertoniane toccarono anch'esse Collins.
Ho avuto sempre una grande simpatia per quest'uomo, e ogni giorno comprendo meglio il perché.

Marco Sermarini

giovedì 18 febbraio 2021

Il Tenente Colombo sul Cavallo Bianco...


Abbiamo parlato in alcuni post passati di diversi anni fa del fatto che in qualche modo il tenente colombo, la nota fiction televisiva sul famoso poliziotto americano, era ispirata al personaggio di padre Brown. Personaggio simpatico, decisamente. 

Ora scopriamo, leggendo la rubrica Tremendous Trifles sulla rivista Gilbert!, curata da Dale Ahlquist, che Chesterton è addirittura citato in uno degli episodi, esattamente quello intitolato "The Conspirators", che fu mandato in onda per la prima volta il 13 maggio 1978, naturalmente negli Stati Uniti il Tenente Colombo, rappresentato dal fantastico Peter Falck, recita i versi a noi ben noti:

"I grandi Gaeli d'Irlanda / gli uomini che Dio ha fatto pazzi / perché tutte le loro guerre sono allegre / e tutte le loro canzoni sono tristi", 

tratti da La Ballata del cavallo bianco.

I versi nell'episodio sono citati ad un poeta irlandese che - non stiamo rivelando niente - è anche l'assassino...

Nella foto: una scena dell'episodio.

Qui sotto, un altro nostro post sul Tenente Colombo:

mercoledì 18 settembre 2019

Bruce Dickinson degli Iron Maiden su GKC (eh, sì, pure lui).

Chesterton, come molti sanno e come abbiamo già segnalato, scrisse l'inno O God of Earth and Altar (O Dio della Terra e dell'Altare) che fu stampato nella rivista Commonwealth e poi incluso nell'Innale inglese del 1906.
Diverse righe dell'inno sono cantate all'inizio della canzone Revelations dal gruppo heavy metal britannico Iron Maiden nell'album Piece of Mind del 1983. 
Il cantante Bruce Dickinson in un'intervista ha dichiarato: "Ho una predilezione per gli inni.  Amo alcuni dei rituali, le belle parole, Jerusalem e ce n'era un'altra, con le parole di G.K. Chesterton, O God of Earth and Altar - molto fuoco e zolfo: 'Inchinati e ascolta il nostro grido'. L'ho usato per una canzone degli Iron Maiden, Revelations
Nel mio strano e maldestro modo in cui stavo cercando di dire: "sembra tutto la stessa cosa".



giovedì 14 marzo 2019

Chesterton in altre parole - Joseph Conrad

Qualche anno dopo, Frances ricevette una lettera dalla vedova di [Joseph] Conrad per dire che suo marito, morto nel 1924, era stato "sempre" un "grande ammiratore" di Chesterton e che per lui era stato "di non poco rammarico" che non avesse conosciuto personalmente Chesterton. 

Ian Ker,  Gilbert Keith Chesterton: A Biography

martedì 20 febbraio 2018

Un altro dei nostri, Orson Welles

Gilbert Keith Chesterton, liberale e convertito al cattolicesimo romano grande e fortemente articolato, è morto da due anni. Per un originale marchio di entusiasmo verso il senso comune, per un dono singolare del paradosso, per una riverenza profonda ed un grande umorismo, e più di tutti, per una prosa inglese sfacciatamente bella, non sarà mai dimenticato. 5 settembre 1938.

Orson Welles