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venerdì 29 maggio 2026
mercoledì 27 maggio 2026
mercoledì 31 dicembre 2025
Un aforisma al giorno - Mangiare i prigionieri e non poter mantenere la propria posizione...
Se uno Stato europeo, in guerra con altri Stati, iniziasse improvvisamente a mangiare i propri prigionieri, gli altri Stati sarebbero giustificati nel rompere ogni rapporto e discussione internazionale e nel distruggerlo senza ulteriori indugi. Ma se gli altri Stati iniziassero, anche se con riluttanza, a mangiare un prigioniero qua e là, potrebbero comunque mantenere gran parte della loro logica e persino una sorta di superiorità morale piuttosto relativa. Ma ovviamente c'è una cosa che non potrebbero assolutamente mantenere, ed è il disgusto innocente e immediato alla sola vista del cannibale. Eppure sarebbe proprio su quel disgusto innocente che baserebbero tutta la loro pretesa di schiacciare un semplice nido di cannibali. Anche se solo in rare occasioni avessero dato un morso a un uomo, anche se fossero stati trovati solo a mordicchiare cautamente e con considerazione un uomo, avrebbero minato la loro stessa posizione: avrebbero minato gli istinti naturali che erano i loro principali alleati in tutta la guerra. Avrebbero reso il crimine del loro nemico una cosa meno eccezionale e quindi lo schiacciamento del loro nemico una cosa più eccezionale.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 16 settembre 1916.
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Un aforisma al giorno
martedì 13 maggio 2025
Un aforisma al giorno - Il trono di Pietro è l'unico su cui un contadino potrebbe salire.
Il papato è il trono più antico, incommensurabilmente il più antico, in Europa; ed è l'unico su cui un contadino potrebbe salire... È l'unica vera monarchia elettiva rimasta al mondo; e qualsiasi contadino può ancora esservi eletto.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 29 agosto 1914.
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giovedì 30 gennaio 2025
Un aforisma al giorno - Una sola religione e molti regni.
Come gli uomini delle repubbliche medievali d'Italia, io sono un Nazionalista; e penso che sia una buona cosa, nel complesso, che l'Europa, la quale aveva avuto da pagana un solo regno e tante religioni, dovesse da cristiana avere una sola religione e molti regni.
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giovedì 17 gennaio 2013
Bella copertina di Tempi
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giovedì 30 agosto 2012
Rassegna euroeugeneticoeutanasiche (tristezze a mille, miopia a duemila)
Agosto 2012 - Avvenire
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SI PARLA DI NOI :: Da Strasburgo pressioni sulla Consulta 340 KB
29 Agosto 2012 - Avvenire
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L'Italia ora deve difendersi 1.6 MB
29 Agosto 2012 - Sole24ore
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Sulla legge 40 il freno di Strasburgo 525 KB
29 Agosto 2012 - CorrieredellaSera
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Legge incoerente 262 KB
29 Agosto 2012 - Avvenire
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Anzani. Il volto cancellato 377 KB
29 Agosto 2012 - Stampa
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Fioroni. No al far west della provetta 92 KB
29 Agosto 2012 - Messaggero
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Lupi. Il governo presenti ricorso 99 KB
29 Agosto 2012 - Giornale
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Roccella. Norme contro l'eugenetica 102 KB
29 Agosto 2012 - Stampa
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Marino. Una norma antiscientifica 93 KB
29 Agosto 2012 - Repubblica
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Bonino. Un testo fuori dal tempo 89 KB
29 Agosto 2012 - Unita'
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Turco. La 194 non si tocca 120 KB
29 Agosto 2012 - Repubblica
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Rodota'. Ora liberi dalle ideologie 132 KB
29 Agosto 2012 - Stampa
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Veronesi. La rivincita del progresso 132 KB
29 Agosto 2012 - Messaggero
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Scaraffia. Non esistino vite indegne 113 KB
29 Agosto 2012 - Repubblica
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MILANO. Ora Pisapia vuole il testamento biologico 99 KB
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L'Italia ora deve difendersi 1.6 MB
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mercoledì 29 agosto 2012
mercoledì 7 marzo 2012
sabato 28 gennaio 2012
mercoledì 18 gennaio 2012
Antonio Socci: "UNIONE EUROPEA = UNIONE SOVIETICA"
L'Europa ha rifiutato le radici cristiane e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del ''politicamente corretto'', dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare
di Antonio Socci
Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell'Unione europea è precipitata. Secondo l'ultimo rilevamento dell'Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).
Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.
Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d'animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.
UN ESPERIMENTO FOLLE
Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l'inizio dell'euro (un impoverimento di massa).
La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata "moneta unica" – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti.
Grazie a questo incredibile esperimento, l'Italia – un Paese solvibilissimo e che ha la sesta economia del pianeta – sta ora rischiando il fallimento (del tutto ingiustificato visti i suoi fondamentali).
Quello che gli italiani ignorano è che tale disastro era stato previsto. E pure che la china antidemocratica che l'Ue sta imboccando da venti anni a questa parte era evidente ed era stata denunciata.
L'affievolimento della democrazia e dei diritti individuali, la dittatura del "politically correct", è qualcosa a cui purtroppo facciamo meno caso – come si vede in queste settimane in Italia – ma è perfino più grave del fallimento politico ed economico della Ue.
UNA VOCE PROFETICA
Una delle voci nel deserto che videro in anticipo è quella di un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, uno così temerario e indomabile che già a venti anni era inviso al regime comunista sovietico il quale lo rinchiuse nei manicomi politici e nel gulag, torturandolo (infine – pur di disfarsene – lo cacciò via nel 1976 in cambio della liberazione in Cile del leader comunista Luis Corvalan).
Ebbene, Bukovsky, in una conferenza nell'ottobre del 2000, riportata di recente su "Italia oggi", se n'era uscito con affermazioni che sembrarono allora esagerate, che forse lo sono, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.
Non mi riferisco solo a eventi come il commissariamento dell'Italia e della Grecia e il tentato commissariamento (in corso) dell'Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle "bocciature" di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate.
"Per quasi 50 anni" disse Bukovsky "abbiamo vissuto un grande pericolo sotto dell'Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell'Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito".
Si riferiva all'Unione europea. Argomentava: "Chi governava l'Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l'Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro".
Bisogna riconoscere che oggi abbiamo addirittura governi non eletti (come quello italiano) con un programma dettato dalla Bce.
Diceva ancora Bukovsky: "Come fu creata l'Urss? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Come si sta creando l'Ue? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Per la politica ufficiale dell'Urss le nazioni non esistevano, esistevano solo i 'cittadini sovietici'. L'Ue non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti 'europei'. In teoria, ogni repubblica dell'Urss aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne. Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall'Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura".
Bukovsky arrivava fino a giudizi pesantissimi, sicuramente esagerati, ma chi ha subito ciò che lui ha subito in difesa della libertà di coscienza ha tutto il diritto di essere ipersensibile a ogni violazione della libertà di pensiero e dei diritti individuali: "L'Urss aveva i gulag. L'Ue" aggiungeva Bukovsky "non ha dei gulag che si vedono, non c'è una persecuzione tangibile. Ma nonostante l'ideologia della sinistra di oggi sia 'soft', l'effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come degli intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti".
Un'esagerazione certamente, ma è la sua stessa vicenda personale a far riflettere sulla libertà del pensiero e della cultura in Europa occidentale.
DITTATURA POLITICALLY CORRECT
Quanti in Italia conoscono Vladimir Bukovsky, il leggendario dissidente, l'eroico difensore della libertà di coscienza?
Eravamo pochissimi isolati che nei primi anni Settanta ne seguivamo le peripezie (nei manicomi politici e nei lager): i miei coetanei – specie quelli che oggi pontificano dai giornali come giornalisti, opinionisti e intellettuali – avevano come loro mito i vari Mao, Fidel Castro e perfino Stalin.
Oggi molti di loro – dopo essersi autoassolti – impartiscono lezioni di liberaldemocrazia dai mass media, ma senza mai aver fatto un vero "mea culpa", infatti continuano a cantare in coro. E continuano ad avere in gran dispetto le voci libere come Bukovsky.
Il motivo semplice. Perché mette sotto accusa le élite culturali europee (e anche quelle politiche). Perché è un uomo che – dopo aver sfidato il Kgb e la cappa di piombo del regime sovietico – ha sfidato la cappa di piombo del conformismo "politically correct" occidentale.
E' uno che nei suoi libri scrive: "Il comunismo è una malattia della cultura e dell'intelletto… Le élite occidentali penso non capissero l'universalità di quel male, la sua natura internazionale e quindi il carattere universale della sua pericolosità".
La sua ha continuato ad essere una voce scomoda e isolata perché – dopo il crollo delle feroci nomenclature comuniste – non ha chiesto vendetta, ma ha pure rifiutato che si autoassolvessero e restassero al potere.
Ha scritto in un suo libro: "Noi siamo pronti a perdonare i colpevoli, ma loro non devono assolversi da sé".
E' chiaro perché uno così, in un paese come l'Italia, è sconosciuto e continua ad essere una voce silenziata. Infatti quante volte è stato fatto parlare in tv o sui giornali italiani?
Parla in Gran Bretagna, in America… Ma in Italia è una voce silenziata. Quali case editrici hanno pubblicato i suoi libri? Prendiamo il volume che ha scritto, dopo il crollo dell'Urss, quando poté tornare a Mosca e pubblicare i documenti degli archivi del Cremlino: chi ha tradotto quel libro in Italia? La piccolissima editrice Spirali.
Infatti "Gli archivi segreti di Mosca" è pressoché sconosciuto e ben pochi ne han parlato sui giornali. Eppure riguardava anche noi italiani.
ALLARME
Voci profetiche come quella di Bukovsky devono far riflettere soprattutto in un Paese come il nostro dove ha sempre scarseggiato la sensibilità per i diritti dell'individuo e ha sempre abbondato il conformismo culturale, la prevaricazione delle nomenklature e quella dello stato.
L'allarme del dissidente russo sull'Europa ci riguarda e ci deve far riflettere. Oggi più che mai. Ma ancora una volta sono poche le voci sensibili all'allarme sulla libertà.
Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.
Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d'animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.
UN ESPERIMENTO FOLLE
Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l'inizio dell'euro (un impoverimento di massa).
La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata "moneta unica" – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti.
Grazie a questo incredibile esperimento, l'Italia – un Paese solvibilissimo e che ha la sesta economia del pianeta – sta ora rischiando il fallimento (del tutto ingiustificato visti i suoi fondamentali).
Quello che gli italiani ignorano è che tale disastro era stato previsto. E pure che la china antidemocratica che l'Ue sta imboccando da venti anni a questa parte era evidente ed era stata denunciata.
L'affievolimento della democrazia e dei diritti individuali, la dittatura del "politically correct", è qualcosa a cui purtroppo facciamo meno caso – come si vede in queste settimane in Italia – ma è perfino più grave del fallimento politico ed economico della Ue.
UNA VOCE PROFETICA
Una delle voci nel deserto che videro in anticipo è quella di un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, uno così temerario e indomabile che già a venti anni era inviso al regime comunista sovietico il quale lo rinchiuse nei manicomi politici e nel gulag, torturandolo (infine – pur di disfarsene – lo cacciò via nel 1976 in cambio della liberazione in Cile del leader comunista Luis Corvalan).
Ebbene, Bukovsky, in una conferenza nell'ottobre del 2000, riportata di recente su "Italia oggi", se n'era uscito con affermazioni che sembrarono allora esagerate, che forse lo sono, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.
Non mi riferisco solo a eventi come il commissariamento dell'Italia e della Grecia e il tentato commissariamento (in corso) dell'Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle "bocciature" di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate.
"Per quasi 50 anni" disse Bukovsky "abbiamo vissuto un grande pericolo sotto dell'Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell'Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito".
Si riferiva all'Unione europea. Argomentava: "Chi governava l'Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l'Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro".
Bisogna riconoscere che oggi abbiamo addirittura governi non eletti (come quello italiano) con un programma dettato dalla Bce.
Diceva ancora Bukovsky: "Come fu creata l'Urss? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Come si sta creando l'Ue? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Per la politica ufficiale dell'Urss le nazioni non esistevano, esistevano solo i 'cittadini sovietici'. L'Ue non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti 'europei'. In teoria, ogni repubblica dell'Urss aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne. Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall'Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura".
Bukovsky arrivava fino a giudizi pesantissimi, sicuramente esagerati, ma chi ha subito ciò che lui ha subito in difesa della libertà di coscienza ha tutto il diritto di essere ipersensibile a ogni violazione della libertà di pensiero e dei diritti individuali: "L'Urss aveva i gulag. L'Ue" aggiungeva Bukovsky "non ha dei gulag che si vedono, non c'è una persecuzione tangibile. Ma nonostante l'ideologia della sinistra di oggi sia 'soft', l'effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come degli intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti".
Un'esagerazione certamente, ma è la sua stessa vicenda personale a far riflettere sulla libertà del pensiero e della cultura in Europa occidentale.
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Quanti in Italia conoscono Vladimir Bukovsky, il leggendario dissidente, l'eroico difensore della libertà di coscienza?
Eravamo pochissimi isolati che nei primi anni Settanta ne seguivamo le peripezie (nei manicomi politici e nei lager): i miei coetanei – specie quelli che oggi pontificano dai giornali come giornalisti, opinionisti e intellettuali – avevano come loro mito i vari Mao, Fidel Castro e perfino Stalin.
Oggi molti di loro – dopo essersi autoassolti – impartiscono lezioni di liberaldemocrazia dai mass media, ma senza mai aver fatto un vero "mea culpa", infatti continuano a cantare in coro. E continuano ad avere in gran dispetto le voci libere come Bukovsky.
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E' uno che nei suoi libri scrive: "Il comunismo è una malattia della cultura e dell'intelletto… Le élite occidentali penso non capissero l'universalità di quel male, la sua natura internazionale e quindi il carattere universale della sua pericolosità".
La sua ha continuato ad essere una voce scomoda e isolata perché – dopo il crollo delle feroci nomenclature comuniste – non ha chiesto vendetta, ma ha pure rifiutato che si autoassolvessero e restassero al potere.
Ha scritto in un suo libro: "Noi siamo pronti a perdonare i colpevoli, ma loro non devono assolversi da sé".
E' chiaro perché uno così, in un paese come l'Italia, è sconosciuto e continua ad essere una voce silenziata. Infatti quante volte è stato fatto parlare in tv o sui giornali italiani?
Parla in Gran Bretagna, in America… Ma in Italia è una voce silenziata. Quali case editrici hanno pubblicato i suoi libri? Prendiamo il volume che ha scritto, dopo il crollo dell'Urss, quando poté tornare a Mosca e pubblicare i documenti degli archivi del Cremlino: chi ha tradotto quel libro in Italia? La piccolissima editrice Spirali.
Infatti "Gli archivi segreti di Mosca" è pressoché sconosciuto e ben pochi ne han parlato sui giornali. Eppure riguardava anche noi italiani.
ALLARME
Voci profetiche come quella di Bukovsky devono far riflettere soprattutto in un Paese come il nostro dove ha sempre scarseggiato la sensibilità per i diritti dell'individuo e ha sempre abbondato il conformismo culturale, la prevaricazione delle nomenklature e quella dello stato.
L'allarme del dissidente russo sull'Europa ci riguarda e ci deve far riflettere. Oggi più che mai. Ma ancora una volta sono poche le voci sensibili all'allarme sulla libertà.
Fonte: Libero, 15/01/2012
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venerdì 3 giugno 2011
Benedetto XVI va in Croazia, dal beato Alojzjie Stepinac
Leggete questo interessante articolo di Paolo Rodari sull'argomento.
http://www.paolorodari.com/2011/06/03/benedetto-xvi-torna-da-stepinac-il-vescovo-croato-che-salvo-ebrei-e-serbi/
http://www.paolorodari.com/2011/06/03/benedetto-xvi-torna-da-stepinac-il-vescovo-croato-che-salvo-ebrei-e-serbi/
lunedì 11 gennaio 2010
martedì 9 giugno 2009
Rassegna stampa - 9 Giugno 2009
09 Giugno 2009 - Avvenire
Bagnasco: senza lavoro la famiglia entra in crisi 111 KB
09 Giugno 2009 - Avvenire
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09 Giugno 2009 - Libero
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Vaticano: il voto punisce l'Europa dei burocrati 63 KB
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