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venerdì 20 settembre 2019

Ecco La Ronda, e precisamente il numero che inizia la pubblicazione de Le Avventure di un Uomo Vivo...

Il numero che vedete ritratto qui sopra (anno III, n° 1-2, Gennaio-Febbraio 1921) trova nel suo sommario articoli e scritti di Giacomo Leopardi (Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani), Bruno Barilli (Delirama), Giuseppe Ungaretti (Paesaggio), Guglielmo Ferrero (Schiavi o Padroni?), Filippo Burzio (Democrazia) e - udite, udite! - Gilbert Keith Chesterton con la prima puntata de Le avventure d'un uomo vivo!

E' una bella cosa, vero? E' in vendita su Ebay, se qualcuno fosse interessato. Però mi premeva mostrarvelo, è una specie di cimelio per noi italiani, e bisogna esserne grati.

Come forse molti di voi sapranno, Emilio Cecchi propose Chesterton a La Ronda e successivamente ci fu la pubblicazione a puntate de Le Avventure di un Uomo Vivo, prima ancora della sua uscita in volume.

Qui sotto un altro numero:

è quello dell'anno III, n° 7, Luglio 1921 e comprende tra l'altro articoli di Vilfredo Pareto (Due uomini di Stato), Bruno Barilli (La danza delle tre sorelle), Eugenio Giovannetti (Il satiro parricida), e  Gilbert Keith Chesterton con la terza puntata de Le avventure d'un uomo vivo.

Mi sembrava bello mostrarveli e parlarne un po', ancora una volta grato ad Emilio Cecchi che ci ha presentato il nostro caro insostituibile Gilbert.

Marco Sermarini

mercoledì 22 novembre 2017

Gli amici di Chesterton - Stopford Brooke

Chesterton aveva degli strani amici e tra il cosiddetto clero anglicano. Di colui che sposò lui e Frances (Conrad Noel detto il Vicario Rosso, the Red Vicar) abbiamo già parlato, stavolta facciamo parlare Chesterton di Stopford Brooke.


«Anch'io mi ero inchinato davanti a Stopford Brooke, oratore poeta dal cuore generoso, accettando a lungo il teismo ottimista che andava insegnando, e che non era dissimile da quanto avevo imparato da bambino, sotto la forma del misticismo estetizzante di George MacDonald. È una fede piena e solida nella paternità di Dio, in cui non vi era nulla di eccepibile, anche dal punto di vista dottrinale, tranne che ignorava il libero arbitrio. Il suo universalismo si apparentava a una sorta di calvinismo ottimista: questa fu la mia prima fede, prima che si potesse ragionevolmente parlare del mio primo dubbio».

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

Stopford Brooke (1832 - 1916) nacque in Irlanda, figlio del rettore di una chiesa anglicana in un piccolo villaggio vicino Letterkenny. Studiò al Trinity College a Dublino. Fu ordinato nella Chiesa d'Inghilterra, divenne  cappellano della figlia della Regina Vittoria andata in sposa al Kaiser Federico III e anche cappellano reale della Regina Vittoria stessa, fin quando non decise di lasciare la Chiesa d'Inghilterra (=anglicani) perché non riusciva più ad accettarne i dogmi. Esercitò allora il suo ministero da indipendente, su unitariane. Fu uomo di lettere, oratore e scrittore. Sposò Emma Wentworth-Beaumont (1830-1874) che gli diede sei figlie e due figli. Il figlio Stopford fu membro del parlamento e il nipote Henry (figlio di una figlia) ministro dell'interno.