venerdì 1 maggio 2026
Un aforisma al giorno - L'insolito uso della parola "ortodosso".
martedì 21 aprile 2026
Un aforisma al giorno - Stato d'animo contro ragione.
martedì 3 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Mode passeggere ed eresie.
martedì 26 agosto 2025
The Diabolist, ovvero: il satanista. Traduzione e note di Marco Sermarini ©.
*******
Traduzioni e note di Marco Sermarini - tutti i diritti sono riservati ©.
Una parte della Slade School of Fine Arts
sabato 31 maggio 2025
Émile Cammaerts, Chesterton fiero dell'eretico come nemico.
![]() |
| Un giovane Shaw |
![]() |
| Chesterton nel 1908 |
![]() |
| Émile Cammaerts |
venerdì 30 maggio 2025
Émile Cammaerts: Chesterton brillante non ha mai voluto brillare.
lunedì 14 aprile 2025
Un aforisma al giorno - Mode ed eresie = Contrapporre l'umore alla mente.
lunedì 7 aprile 2025
Un aforisma al giorno - Eresia o moda, umore e mente...
Una moda o un'eresia è l'esaltazione di qualcosa che, anche se vero, è di natura secondaria o temporanea contro le cose essenziali ed eterne, quelle che si dimostrano sempre vere a lungo termine. In breve, è la contrapposizione dell'umore alla mente.
![]() |
| William Blake |
mercoledì 5 marzo 2025
Un aforisma al giorno - Propongo ancora di ritenermi libero di pensare.
Non voglio che le mie osservazioni siano confuse con l'orribile e degradante eresia secondo cui le nostre menti sarebbero semplicemente fabbricate da condizioni accidentali, e quindi non avrebbero alcun rapporto finale con la verità. Con tutte le scuse possibili ai liberi pensatori, propongo ancora di ritenermi libero di pensare. E chiunque pensi per due minuti vedrà che questo pensiero è la fine di ogni pensiero. È inutile discutere, se tutte le nostre conclusioni sono falsate dalle nostre condizioni. Nessuno può correggere i pregiudizi di nessuno, se la mente è tutta un pregiudizio.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
venerdì 6 settembre 2024
Il famoso saggio del card. Giacomo Biffi su Chesterton: "Un dono fatto direttamente da Dio".
Il cardinale Giacomo Biffi
(1928 - 2015)
Gilbert Keith Chesterton è stato un dono fatto alla cattolicità (e all'umanità intera) direttamente da Dio.
Benché egli sia apparso come un aiuto insperato offerto alla Chiesa del secolo XX, alle prese con un mondo ostile e accanito contro di lei, la Chiesa c'entra poco nella sua nascita alla fede e all'attiva militanza ecclesiale.
Non è cresciuto in una famiglia religiosa e non ha ricevuto una formazione cristiana nel senso preciso del termine. Non è stato preparato alla sua missione apologetica da qualche agguerrita università pontificia. Nessun movimento culturale cattolico l'ha illuminato, nessuna associazione dedita all' apostolato l'ha spronato alla «buona battaglia».
Si è fatto da solo. È semplicemente andato alla scuola della sua schietta umanità e ha ricercato la verità con assoluta onestà intellettuale, usando effettivamente di quella ragione che i razionalisti si limitavano a venerare. Questo è stato sufficiente per condurlo «a casa», cioè all' antica fede e alla saggezza dei padri.
Naturalmente noi, che non ignoriamo la teologia, sappiamo benissimo che a livello delle causalità più profonde questo è avvenuto per l'illuminazione e sotto la guida dello Spirito di Dio; il quale, anche se la cosa può apparire sorprendente agli intellettuali laicisti, sta sempre dalla parte dell' essere autentico e della retta ragione.
Forte della sua personale esperienza, Chesterton agli animi in ricerca, magari inconsapevole, di Cristo non propone una via diversa da quella di prendere sul serio la realtà delle cose nella sua integrità (a cominciare dalla realtà interiore dell'uomo) e di adoperare fiduciosamente l'intelletto nella sua nativa sanità, purificato da ogni incrostazione ideologica.
La Provvidenza ha suscitato quest'uomo come antidoto efficace contro tutti i veleni che sono imperversati lungo tutto il secolo XX, ma che si sono fatti anche più virulenti nella sua seconda metà, quando l'avventura terrena di Chesterton si era ormai conclusa da un pezzo.
Nei suoi scritti - principalmente nei saggi, ma anche nell'opera narrativa - si trovano denunciate praticamente tutte le nostre follie.
Ricordiamo alla rinfusa non solo le aberrazioni disumane del comunismo e le intemperanze del capitalismo selvaggio, non solo il razionalismo e l'irrazionalismo, non solo l'agnosticismo filosofico, l'indifferentismo religioso, il relativismo morale, non solo la mentalità divorzistica e l'allergia moderna a trasmettere la vita, ma anche la mania dei culti esoterici, il buddismo snobbistico, le varie ideologie vegetariane e animaliste, le ambiguità dell'internazionalismo pacifista, eccetera.
Purtroppo la cristianità - che ha dato discreta attenzione a Chesterton fino alle soglie del Concilio Vaticano II - ha cominciato a dimenticarsene proprio quando il suo magistero sarebbe stato più necessario per prevenire e contrastare i nostri guai.
Mi auguro che questa piccola raccolta sia più che altro un segno: il segno di una rinnovata attenzione e di una salutare ripresa di interesse.
L'origine di queste pagine - destinate alla stampa periodica e legate perciò a un determinato contesto spiega una certa difficoltà di comprensione da parte dei lettori di un'epoca lontana e diversa. Ma in ognuna di esse balena la frase lucente e incisiva che non si dimentica più.
Chesterton sa che la conseguenza più deleteria della scristianizzazione dell'Europa non è stato lo smarrimento etico (che pure è stato gravissimo): è stato lo smarrimento della ragione. «Il mondo moderno - dice - ha subìto un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale».
Non si fatica a immaginare il suo giudizio sull'uomo - sul cristiano - dei nostri giorni, che sembra aver sostituito la speranza cristiana con un ansioso ottimismo mondano: «Non vuol più accettare la dottrina cattolica che la vita umana è una battaglia; vuole solo sentirsi dire ... che è una vittoria».
Il divorzio, introdotto da gente probabilmente in buona fede e difeso perfino da molte anime belle e devote per rimediare ai «casi difficili», ha radicalmente cambiato l'idea stessa di matrimonio e di famiglia. «La Chiesa - dice Chesterton - aveva ragione nel rifiutare anche le eccezioni. Il mondo ha ammesso le eccezioni, e le eccezioni sono diventate la regola».
Oggi, in nome dell'irenismo e della tolleranza, pare vadano sbiadendosi i confini tra l'errore e la verità. E dal momento che nessuna asserzione è più condannabile, è straordinariamente difficile diventare eretici. Personalmente la cosa mi secca un po' , perché ci tengo alla mia libertà di compiere tutte le trasgressioni, anche se spero che da tutte mi preservi la grazia di Dio. Forse non si riflette abbastanza che annullare i peccati contro la fede, vuol dire annullare anche la fede.
Per Chesterton l'ortodossia è inconfondibile, ed è la sola nostra possibilità di salvezza. Anche se poi dà dell' eresia il concetto più cavalleresco e positivo che si possa mai configurare.
Le eresie per lui «sembrano persino corrispondere alla verità e talvolta sono vere, nel senso limitato in cui una verità non è la Verità». «L'eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità».
E così si arriva a capire in tutta la sua bellezza il concetto che Chesterton dà della Chiesa cattolica, da lui ritenuta il solo baluardo rimasto a difesa dell'uomo vero, dell'uomo comune, dell'uomo «normale»: «La Chiesa ... è il luogo dove tutte le verità si danno appuntamento».
Giacomo card. Biffi
martedì 23 luglio 2024
Un aforisma al giorno - La gigantesca eresia moderna.
Questa è la gigantesca eresia moderna: modificare l'anima umana per adattarla alle condizioni, invece di modificare le condizioni per adattarle all'anima umana.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.
domenica 4 febbraio 2024
Un aforisma al giorno - Lo scetticismo sulle cose ovvie causa disastri.
Ma non ci sono dubbi solo sulle cose mistiche, e nemmeno solo su quelle morali. Ci sono soprattutto dubbi sulle cose razionali. Non voglio dire che io provi questi dubbi, sia razionali che mistici; ma voglio dire che un numero sufficiente di persone moderne li prova da rendere l'unanimità un'ipotesi assurda....Questo scetticismo sta gettando migliaia di persone in una condizione di dubbio, non sulle cose mistiche ma su quelle ovvie. Presto ci troveremo in un mondo in cui un uomo potrà essere sgridato per aver detto che due più due fa quattro, in cui si leveranno furibonde grida di partito contro chiunque dica che le mucche hanno le corna, in cui si perseguiterà l'eresia di chiamare un triangolo una figura a tre lati, e si impiccherà un uomo per aver fatto impazzire una folla con la notizia che l'erba è verde.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 14 agosto 1926.
giovedì 24 agosto 2023
Un aforisma al giorno - Eresie, mode, umori...
Una moda o un'eresia è l'esaltazione di qualcosa che, anche se vero, è di natura secondaria o temporanea contro le cose essenziali ed eterne, quelle che si dimostrano sempre vere a lungo termine. In breve, è la contrapposizione dell'umore alla mente.
Gilbert Keith Chesterton, William Blake.

sabato 5 agosto 2023
Un aforisma al giorno.
Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.
venerdì 14 luglio 2023
Un aforisma al giorno.
Una moda o un'eresia è l'esaltazione di qualcosa che, anche se vero, è di natura secondaria o temporanea rispetto alle cose essenziali ed eterne, quelle che si dimostrano sempre vere nel lungo periodo. In breve, è la contrapposizione dell'umore alla mente.
Gilbert Keith Chesterton, William Blake.










