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martedì 28 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Come salvare la propria testa.

La nuova società scientifica scoraggia decisamente gli uomini dal pensare alla morte: è un dato di fatto, ma è considerato un fatto morboso. E avendo a che fare con coloro la cui morbosità ha un tocco di mania, la scienza moderna tiene la logica pura in minor conto di quanto faccia un derviscio danzante. In questi casi non è sufficiente che l’uomo infelice debba desiderare la verità: egli deve desiderare la salute. Nulla lo può salvare, tranne una fame cieca di normalità, come quella di una bestia. Un uomo non può considerarsi in salvo dalla malattia mentale, poiché è proprio l’organo del pensiero a essersi ammalato, a essere diventato ingovernabile, e, per così dire, indipendente. Si può salvare solo con la volontà o con la fede. Nel momento in cui si mette in moto la sua ragione, essa percorre la solita vecchia linea circolare. Andrà in tondo seguendo il suo circolo della logica, proprio come l’uomo nella carrozza di terza classe dell’Inner Circle continuerà ad andare in tondo finché non compirà, con volontà e vigore, la mistica azione di scendere a Gower Street. Qui tutta la faccenda ruota attorno a una decisione: c’è una porta che va chiusa per sempre. Ogni rimedio è un rimedio disperato. Ogni cura è una cura miracolosa. Curare un pazzo non è discutere con un filosofo, è scacciare un demone. I dottori e gli psicologici possono pure continuare a svolgere il loro lavoro in tutta tranquillità, ma il loro atteggiamento resta profondamente intollerante – intollerante come Maria la Sanguinaria. Il loro atteggiamento è in realtà questo: che se l’uomo vuole continuare a vivere, deve smettere di pensare. Quello che consigliano è un’amputazione intellettuale. Se la tua testa ti offende, tagliala; perché è meglio entrare nel Regno dei Cieli non solo come un bambino, ma come un imbecille, piuttosto che essere gettati all’Inferno – o a Hanwell (1) – con tutto il tuo intelletto.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

(1) quartiere di Londra ove era un famoso manicomio.






venerdì 26 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Estendere la carità oltre i confini della simpatia personale...

Se, dopo aver provato a estendere la nostra carità oltre i confini della simpatia personale verso ogni genere di classe o credo, proviamo ancora un certo astio per chi, pur essendo in torto, è trionfante e prosciolto dalle accuse, in questo caso gli uomini in torto sono trionfanti e prosciolti da ogni accusa. Non è argomento per la scienza. È argomento per la poesia. Ma per una poesia di un genere terribile.

Gilbert Keith Chesterton, Utopia degli usurai.



lunedì 15 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Superiorità, inferiorità, uguaglianza, scienza.



Di fronte a tutte quelle discussioni che riguardano l’uguaglianza umana, io nutro sempre un unico sentimento, che trova espressione in una piccola prova da me ideata. Comincerò a prendere sul serio quelle classificazioni di superiorità e inferiorità quando troverò un uomo che si definisca inferiore. Si noti che il signor Ford non dice di essere adatto solo a occuparsi di macchine; egli confessa francamente di essere un essere troppo raffinato, libero e schizzinoso per tali compiti. Crederò a questa dottrina quando sentirò qualcuno dire: «Ho solo l’intelligenza per girare una ruota». Quello sarebbe vero, quello sarebbe realistico, quello sarebbe scientifico. Sarebbe una testimonianza indipendente che non si potrebbe facilmente contestare. È esattamente lo stesso, naturalmente, con tutte le altre superiorità e negazioni dell’uguaglianza umana, che sono così particolarmente caratteristiche di un’era scientifica. È così per gli uomini che parlano di razze superiori e inferiori; non ho mai sentito un uomo dire: «L’antropologia dimostra che appartengo a una razza inferiore». Se lo facesse, parlerebbe come un antropologo; così com’è, parla come un uomo, e non di rado come uno sciocco.

Ho sperato a lungo di poter sentire un giorno un uomo spiegare, sulla base di principi scientifici, la propria inadeguatezza a ricoprire qualsiasi incarico importante o a godere di privilegi, dicendo: «Il mondo dovrebbe appartenere alle razze libere e combattive, e non a persone di quella indole servile che noterete in me; gli intelligenti sapranno formarsi delle opinioni, ma la debolezza di intelletto di cui soffro così palesemente rende la mia opinione manifestamente assurda di fronte a loro: esistono infatti razze maestose e divine — ma guardatemi! Osservate i miei lineamenti informi e di quarta categoria! Fissate, se riuscite a sopportarlo, il mio volto banale e ripugnante!» Se sentissi un uomo fare una dimostrazione scientifica in quel modo, potrei ammettere che fosse davvero scientifico. Ma poiché accade invariabilmente (per una curiosa coincidenza) che la razza superiore sia la sua stessa razza, il tipo superiore sia il suo stesso tipo e la preferenza superiore per il lavoro sia il tipo di lavoro che lui preferisce.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.’s Weekly, 25 aprile 1925.



mercoledì 22 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Gli specialisti... 😅

William Blake, prima edizione.



Ora, contro lo specialista, contro l’uomo che studia solo arte o elettricità, o il violino, o il serrapollice o chissà cos’altro, c’è un solo argomento davvero importante, e quello, per un motivo o per l’altro, non viene mai avanzato. Si dice che gli specialisti siano disumani; ma questo è ingiusto. Si dice che un esperto non sia un uomo; ma questo è crudele e falso. La vera difficoltà riguardo allo specialista o all’esperto è molto più singolare e affascinante. Il problema dell'esperto non è mai che non sia un uomo; è sempre che, ovunque non sia un esperto, è troppo uomo comune. Ovunque non sia eccezionalmente colto, è piuttosto casualmente ignorante. Questo è il grande errore nel caso di quella che viene chiamata l'imparzialità degli uomini di scienza. Se gli uomini di scienza non avessero alcuna idea al di là del loro lavoro scientifico, potrebbe andare tutto bene — vale a dire, tutto bene per tutti tranne che per loro. Ma la verità è che, al di là delle loro idee scientifiche, essi non hanno l'assenza di idee, bensì la presenza delle idee più volgari e sentimentali che capita siano comuni alla loro cerchia sociale. Se un biologo non avesse opinioni sull'arte e sulla morale, potrebbe andare tutto bene. La verità è che il biologo ha tutte le opinioni sbagliate sull'arte e sulla morale che capita che circolino nell'ambiente mondano del suo tempo.

Gilbert Keith Chesterton, William Blake.


domenica 30 novembre 2025

Un aforisma al giorno - "Tutto ciò che è dell'intelletto è stato prima dei sensi".



San Tommaso d’Aquino ricorda da vicino il grande Professor Huxley, l’Agnostico che inventò il termine Agnosticismo. Gli somiglia nel suo modo di cominciare la discussione ed è diverso da chiunque altro, prima e dopo, fino all’epoca huxleyana. Adotta quasi letteralmente la definizione huxleyana del metodo agnostico: “Seguire la ragione fin dove va”; la sola domanda è: dov’è che va? San Tommaso stabilisce un principio che suona moderno o materialista in maniera quasi stupefacente: “Tutto ciò che è nell’intelletto, è prima stato nei sensi”. Questo è il punto da cui cominciò, proprio come qualunque moderno uomo di scienza, anzi meglio, come qualunque moderno materialista che a mala pena può essere definito un uomo di scienza; all’estremo esattamente opposto dell’indagine rispetto a quello del puro mistico. I platonici, o perlomeno i neoplatonici, tendevano tutti all’opinione che la mente fosse illuminata interamente dall’interno; san Tommaso insisteva che essa era illuminata da cinque finestre, che chiamiamo le finestre dei sensi. Egli però voleva che la luce proveniente dall’esterno illuminasse ciò che era all’interno. Voleva studiare la natura dell’Uomo, e non semplicemente di quei muschi o funghi che potesse vedere attraverso la finestra, e ai quali dava valore come la prima esperienza istruttiva dell’essere umano. Partendo da questo punto, comincia a salire su per la Casa dell’Uomo, passo dopo passo e racconto dopo racconto, finché esce in cima alla torre più alta e ammira il panorama più ampio.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.


Il San Tommaso d'Aquino è la splendida Strenna Natalizia Chestertoniana 2025! Guardate che bella copertina. Ordinatelo seguendo le indicazioni:



lunedì 20 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - L'origine pagana del cristianesimo.



Se qualcuno vuole aggrapparsi all'estremità di una catena che risale davvero ai misteri pagani, farebbe meglio ad aggrapparsi a una ghirlanda di fiori a Pasqua o a una sfilza di salsicce a Natale. Tutto il resto nel mondo moderno è di origine cristiana, anche tutto ciò che sembra più anticristiano. La Rivoluzione francese è di origine cristiana. Il giornale è di origine cristiana. Gli anarchici sono di origine cristiana. La scienza fisica è di origine cristiana. L'attacco al cristianesimo è di origine cristiana. C'è una cosa, e una sola, che esiste al giorno d'oggi e che in qualsiasi senso si possa dire con precisione che sia di origine pagana, ed è il cristianesimo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



lunedì 11 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Una fila di salsicce a Natale...



Se qualcuno vuole aggrapparsi all'estremità di una concatenazione che risale davvero ai misteri pagani, farebbe meglio ad aggrapparsi a una ghirlanda di fiori a Pasqua o a una fila di salsicce a Natale. Tutto il resto nel mondo moderno è di origine cristiana, anche tutto ciò che sembra più anticristiano. La Rivoluzione francese è di origine cristiana. Il giornale è di origine cristiana. Gli anarchici sono di origine cristiana. La scienza fisica è di origine cristiana. L'attacco al cristianesimo è di origine cristiana. C'è una cosa, e una sola, che esiste al giorno d'oggi e che in qualche modo può essere definita con precisione di origine pagana, ed è il cristianesimo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



mercoledì 29 maggio 2024

#150volteChesterton - Un aforisma al giorno - Scienza e braciole di maiale...



La scienza può analizzare una braciola di maiale e dire quanto fosforo e quante proteine contiene; ma la scienza non può analizzare il desiderio umano di braciole di maiale e dire quanto sia dettato dalla fame, quanto dall'abitudine, quanto da un capriccio passeggero, quanto da un ossessionante amore per il bello. Il desiderio umano di braciole di maiale rimane letteralmente mistico ed etereo come il desiderio umano di paradiso. Pertanto, qualsiasi tentativo di sviluppare una scienza delle cose umane, una scienza della storia, del folclore o della sociologia è, per sua stessa natura, non solo vano ma folle.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.


martedì 6 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Vecchie e nuove tirannie, anche della scienza (Chesterton, come sempre avevi visto tutto e noi qui ancora a discutere...).

Così come era il segno della vecchia tirannia estendere la legge, sarà il segno della nuova tirannia creare una legge che possa essere estesa. Almeno in larga misura, quella che veniva chiamata common law utilizzava il linguaggio del senso comune. Cioè, usava parole un po' troppo popolari per essere completamente stravolte dal loro senso ordinario. Rubare non poteva certo significare rubare dieci minuti del tempo di un uomo. L'omicidio difficilmente poteva includere qualsiasi tipo di inconveniente materiale, che chiunque potesse dire di avergli accorciato la vita. Ma se la legge comincia a occuparsi di nuove parole scientifiche, che non corrispondono ancora a nessuna cosa popolare e riconosciuta, non abbiamo alcuna protezione pubblica contro la loro estensione a qualsiasi cosa o persona.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 17 marzo 1923.



venerdì 15 ottobre 2021

Un aforisma al giorno.




IN CIELI INFINITAMENTE REMOTI fa parte di una strana, lontana, costellazione una piccola stella, che gli astronomi possono scoprire un giorno o l'altro. Per lo meno, non mi pare - dalla faccia e dal comportamento di molti astronomi e scienziati - che l'abbiano ancora scoperta; sebbene, in realtà, essi ci passeggino sopra dalla mattina alla sera. E una stella che produce strane piante e strani animali, fra i quali il più strano di tutti è quell'animale che si chiama scienziato.


Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.


domenica 25 agosto 2019

Un aforisma al giorno

La vera debolezza della civilizzazione, della nostra in special modo, è espressa al meglio dicendo che si interessa più della scienza che della verità.

Gilbert Keith Chesterton , A Miscellany of men





venerdì 27 ottobre 2017

Un aforisma al giorno

Sfortunatamente la scienza è splendida solamente quando è scienza. Quando la scienza diventa religione diventa superstizione.

Gilbert Keith Chesterton

martedì 20 novembre 2012

La profezia di Chesterton e la certezza dell'esistenza degli atomi (da Il Sussidiario)


Leggete questo articolo da Il Sussidiario dal titolo «La "profezia" di Chesterton e la certezza dell'esistenza degli atomi»


http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2012/11/20/FISICA-La-profezia-di-Chesterton-e-la-certezza-dell-esistenza-degli-atomi/339548/


Ne è autore Vincenzo Carbone

Professore ordinario di Fisica Applicata presso l'Università della Calabria
Vincenzo Carbone
Vincenzo Carbone, professore ordinario di Fisica Applicata presso il Dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria, si occupa di turbolenza e complessità nell'ambito dell'astrofisica e della fisica spaziale, nonché di fisica dell'ambiente con particolare riguardo a problematiche legate ai fluidi geofisici ed alle relazioni Sole-Terra. Tiene i corsi di “Meccanica dei fluidi”, “Fisica dei Sistemi Complessi”, e “Stelle e Galassie” per il corso di laurea in Fisica

mercoledì 14 marzo 2012

Cristiani licenziati - di Lorenzo Albacete (da Il Sussidiario)

http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2012/3/14/Cristiani-licenziati/255223/

giovedì 8 marzo 2012

Da Il Foglio dell'8 Marzo 2012 - Francesco Agnoli su infanticidio e sugli studi del nostro amico prof. Carlo Bellieni

Abortiti da nati.


Le nuove “idee” sull’infanticidio e la scienza di Carlo Bellieni per alleviare il dolore dei feti.

Il Foglio, pag 2, 8 marzo 2012

di Francesco Agnoli

Alcuni giorni orsono due soggetti  italiani, momentaneamente all’estero (quando la fuga dei cervelli  coincide con la fuga del cervello), Alberto Giubilini e Francesca Minerva, hanno proposto, su un giornale scientifico di rilievo, il  Journal of Medical Ethics, un articolo a sostegno dell’infanticidio, intitolato: “Aborto dopo la nascita, perché il bambino dovrebbe vivere?”. Giusto! Perché? Minerva e Giubilini, dall’alto della loro “filosofia” e delle loro prestigiose collaborazioni, Oxford compresa, se lo chiedono. E poi danno senza imbarazzo , risposte chiare, precise: c’è chi può (vivere) e chi non può. E’ il miracolo del relativismo: in nome dell’assenza di ogni Verità, due soggetti che un  signore tedesco, non bello, con i baffi, anni Trenta, avrebbe forse  corteggiato per uno dei suoi progettini di miglioramento della specie comminano pene di morte ai loro simili rei soltanto di esistere. Detto questo, per accennare al fatto che tutto si tiene, vorrei notare che i due soggetti sopra indicati, a cui non posso togliere lo status di “persone” che invece loro negano ai feti e ai neonati (i quali non avrebbero “lo status morale di una reale persona umana”), fanno parte di un comitato di bioetica presieduto da quel Maurizio Mori che è stato il grande consigliere di Beppino Englaro e che viene spesso omaggiato sulla grande stampa italiana. La stessa che sbeffeggia, o meglio ignora, quei poveri retrogradi dei bioeticisti cattolici.

Ma perché farci il sangue amaro con questi attardati fans della rupe Tarpea e del monte Taigeto? Meglio soffermarsi su un vero cervello, nostrano, che continua ad abitare in Italia, ma viene consultato di continuo all’estero, nei paesi più svariati del mondo, dal Giappone all’Arabia Saudita, non per le sue biocretinerie filosofiche senza fondamento, ma per la sua serietà, per i suoi lavori scientifici sui bambini, dentro e fuori l’utero materno. Sto parlando di Carlo Bellieni, noto neonatologo, membro della Pontifica Accademia per la vita, collaboratore di prestigiose riviste scientifiche di tutto il mondo (oltre che di vari quotidiani italiani, dall’Osservatore Romano ad Avvenire). Il lavoro di Bellieni incomincia nel 2000 dall’osservazione di quanto i piccoli feti nati precocemente (anch’essi “non persone”, per Minerva e soci), vanno incontro ad interventi dolorosi e, all’epoca, con scarsa attenzione al loro dolore, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Bellieni inizia così a fare studi su come certe manovre senza l’uso di farmaci possano vincere questo  dolore; e vede come prima cosa che se gli si danno una serie di  stimoli, assieme alla somministrazione di una soluzione di zucchero, il dolore sparisce: chiama tutto ciò “saturazione sensoriale”, espressione  che oggi è entrata nelle linee-guida in diversi Paesi. Togliere il dolore a questi piccoli feti prematuri è il primo passo; il secondo è misurarlo, con l’aiuto di alcune esperte di ingegneria e di fisica, analizzando lo spettro vocale del pianto del feto prematuro e del neonato a termine, per creare delle scale di misurazione (e degli apparecchi appositi).

Lavorando con feti fuori dal pancione, Bellieni comincia a chiedersi: cosa proverebbero se fossero ancora dentro? La risposta diventa possibile iniziando a misurare le risposte che i bambini già nati danno a certi stimoli, e vedendo se differenti risposte sono legate a differenti esperienze prenatali. Bellieni inizia studiando un gruppo di bambini nati dopo che le loro mamme sono state tenute ferme a letto in gravidanza per motivi clinici; poi studia i figli di mamme ballerine, che hanno continuato a praticare danza durante la gestazione: i loro figli richiedono di essere cullati più energicamente degli altri per addormentarsi, segno evidente della continuità tra la vita uterina e quella post uterina. Un ulteriore studio di Bellieni è poi verificare come il feto nel pancione reagisca agli stimoli e soprattutto se si abitua ad essi, come succede ai bambini già nati, che, dopo un brusco stimolo, alla terza o quarta volta che gli si propone, non trasaliscono più. Con l’osservazione ecografica di una ventina di feti di circa 30 settimane di gestazione, nota che dando uno stimolo rumoroso attraverso il pancione, il feto strizza gli occhi e gira la testa dall’altra parte, proprio come un bambino più grande, e proprio come questo smette di farlo dopo un certo numero di stimoli. Di qui e da altri esperimenti nascerà il testo “Sento, dunque sono” (Cantagalli), che raccoglie quello che al mondo si sa sulle sensazioni fetali. Tra i sensi fetali c’è proprio il dolore. C’è nel neonato e c’è già nel feto! Per raccontarlo Bellieni, insieme al professor Giuseppe Buonocore, ha raccolto in un altro testo, in inglese, quanto anche in questo campo i maggiori studiosi mostrano nella loro pratica clinica: “Neonatal pain: pain, suffering and risk of brain damage in the fetus and newborn” (Springer Ed). Ai predicatori dell’infanticidio manca, non solo il cuore, ma anche la scienza…due cose che vanno, spesso, insieme.

lunedì 13 febbraio 2012

Uomini e tristezza - Sarebbe da dire donne e tristezza: adesso la nuova moda è congelare gli ovociti quando si è giovani.

Qui un articolo su quest'argomento. Pensate al congelamento di ovociti: manco uno scienziato pazzo potrebbe scovare roba del genere nelle pieghe del suo cervello.

Sul Corriere, of course, sempre "avanti".

Uomini e tristezza - Sarebbe da dire donne e tristezza: adesso la nuova moda è congelare gli ovociti quando si è giovani.

Qui un articolo su quest'argomento. Pensare di fare una cosa del genere: manco uno scienziato pazzo potrebbe scovare roba del genere nelle pieghe del suo cervello.

Sul Corriere, of course, sempre "avanti".

venerdì 10 febbraio 2012

mercoledì 16 novembre 2011

Scienza e potere: il darwinismo. Ecco un interessante contributo.


E' uscito da poco questo volume di Enzo Pennetta per le edizioni Cantagalli sulla questione del darwinismo. E' un tema molto caro a GKC.

A giorni ospiteremo un suo contributo sul nostro blog. Intanto potete visitare il sito internet dell'autore.